Una strategia utile per “Ogni volta che rimprovero mio figlio…”

Capita molto spesso che un genitore si trovi a richiamare in maniera anche molto forte il proprio figlio a causa dei compiti non fatti oppure che non voglia più studiare pur consapevoli della fatica anche causa della diagnosi di Dislessia o DSA.

Vediamo che cosa accade e che cosa possiamo fare.


 

Iniziamo questo post con il racconto di un genitore che ne rispecchia bene la situazione:

<< La vicenda è sempre la stessa. Lui deve fare i compiti. Inizio a prenderlo con le buone, cerco di dirgli che “faremo poco” o che “finiremo subito”. Dopo tante scuse, facciamo qualcosa, anche se alla fine fa poco, troppo poco, perché abbiamo perso tanto tempo senza arrivare neppure a metà dei compiti. Così iniziamo ad innervosirci, sia io che lui, sino a quando accade che lo rimprovero in modo molto forte.
La serata finisce che i compiti non sono stati completati ed io mi sento fortemente in colpa per averlo rimproverato. Questo sentimento di colpa è sempre lo stesso ogni volta che rimprovero mio figlio. >>

Nessuno vorrebbe faticare per far studiare il proprio bambino o bambina, ma se si tratta di uno studente con Dislessia, e manca un adeguato piano didattico da applicare anche a casa oppure un supporto di doposcuola, questa situazioni purtroppo sono quasi all’ordine del giorno.

Cosa fare quando rimprovero mio figlio

Quando il rimprovero è avvenuto, ormai non si può far nulla, ed il senso di colpa è dietro l’angolo. Quello che però si può fare è giocare d’anticipo per le prossime volte.

Anticipare il problema

La prima cosa da fare, quando si ha una diagnosi di DSA, è prevedere nel Piano Didattico Personalizzato una riduzione del lavoro per casa affinché si studi per un massimo di 1,5-2 ore a pomeriggio.
Quando iniziate a studiare fatelo con l’esercizio più veloce, cercando di complimentarvi con il ragazzino anche per le piccole cose: se per noi riuscire in compito semplice può sembrare scontato, per lui potrebbe essere stata una grande fatica.

Molto importante è che alle primissime avvisaglie di nervosismo da parte di entrambi dovreste fermarmi. Riflettete: con forti che cosa ottenete? E con richiami molto più pacati? Dopo che abbiamo urlato a nostro figlio, abbiamo risolto il problema o è servito solo a noi stessi ed il problema si andrà a manifestare successivamente?


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