Aiutare mio figlio con Dislessia: 7 lezioni GRATUITE

Se sei un genitore o un operatore DSA e cerchi il modo di aiutare tuo figlio (o i bambini che segui) nello studio pomeridiano, allora queste lezioni sono adatte a te.

Spesso le difficoltà che riscontriamo possono essere di due tipi: quelle incontrate il pomeriggio e quelle che si verificano a scuola. Infatti, se lo studio a scuola fosse fatto in modo adeguato (come ad esempio applicazione completa e precisa del PDP, Leg. 170/10, in classe) a casa il lavoro sarebbe decisamente più semplici. Ma è vero anche l’opposto, ovvero, qualora a scuola abbiamo la piena collaborazione, questa rischia di vanificarsi se il pomeriggio non aiuto il bambino con Dislessia e DSA nel modo corretto.

Va però anche sottolineato che dal lavoro pomeridiano non possiamo pretendere miracoli. Ciò in quanto il bambino affronta lo studio dopo la mattinata di studio e delle attività ludiche o sportive sarebbero l’ideale. Motivo per cui ottimizzare il tempo e la modalità di studio con delle strategie efficaci per Disturbi Specifici di Apprendimento è di certo la via maestra.

12In tal senso abbiamo creato un Corso OnLine con la possibilità di rivedere le lezioni e contatto diretto con il Dr. Gianluca Lo Presti, sul Metodo di Studio nella Dislessia e DSA. Lo trovi QUI. In cui imparerai non solo i passi per un buon metodo di studio con tuo figlio dislessico, ma anche gli strumenti compensativi nei DSA, come incentivare la motivazione e strategie educative associate. Il tutto interamente condotto dal Dr. Lo Presti, e lo trovi disponibile ancora per pochi posti, QUI.

Lo stesso Dr. Lo Presti ha preparato per noi queste 7 lezioni GRATUITE qui di seguito in cui parleremo di che cos’è davvero la Dislessia dal punto di vista scientifico, ma anche dei bambini che invertono le lettere, la presa della penna, gli errori ortografici, il PDP a scuola e come compilarlo in modo efficace e parleremo anche di motivazione ed alla fine non perderti una bellissima lezione-intervista su tutti i DSA con materiale pratico, ecco, le trovi qui:

 

Ti sono piaciute queste indicazioni? Allora condividi e se vuoi partecipa pure tu al corso OnLine sul Metodo di Studio nella Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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3 strumenti efficaci per sviluppare l’autocontrollo nei bambini

lampadina-contorno-leggero-idee-simbolo_318-36120Se stai cercando un modo per far migliorare il comportamento di tuo figlio o di un tuo alunno, allora questo articolo ti potrà aiutare. Infatti, capita spesso che da genitori o insegnante sia necessario cercare delle strategie comportamentali al fine di migliorare l’autocontrollo, e dunque il rispetto delle regole nei tuoi figli o alunni.

Ma, vediamo subito di costa stiamo parlando, ovvero a 3 materiali che riteniamo fondamentali se hai l’obiettivo di gestire al meglio l’educazione di tuo figlio o il comportamento dei tuoi alunni.

COP_Sviluppare-la-concentrazione-2_6137-385-3.jpgIl primo di cui vorrei parlarvi è consigliato per Operatori e Insegnanti, e si chiama “Sviluppare la concentrazione e l’autoregolazione – VOL 2“. L’ho utilizzato per anni, con bambini dai 5 ai 10 anni, sia in studio che a scuola con gli insegnanti, ed i risultati sono sempre stati eccellenti. Il testo propone delle schede fatte su misura per gestire l’impulsività (nel vol 1 e 3 si parla anche di Attenzione).

COP_Impulsivita-e-autocontrollo_7946-190-0Il secondo è solo per Operatori specializzati, come Psicologi, Educatori, Pedagogisti, Logopedisti, Tecnici, etc. Ciò in quanto si presta in modo eccellente ad un setting uno ad uno. Il volume si chiama “Impulsività ed Autocontrollo“, e propone un Training in 16 tappe in cui il soggetto apprende le strategie metacognitive di autocontrollo comportamentale, perfetto dagli 11-12 anni in su.

 

COP_Largo-arrivo-io_6137-478-2Il terzo strumento è un libro super pratico. Si chiama “Largo arrivo io!“. Qui l’autore propone non solo spiegazioni ma anche strategie per genitori e ragazzi, che se vengono seguite, vi posso garantire che i risultati non tarderanno ad arrivare.

 

 

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Tutti questi volumi i trovate nella casa editrice Erickson, ed utilizzando il codice GLP16 avete il 15% di sconto e non pagate le spese di spedizione.

 

 

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In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Strategie educative a scuola

Video per il convegno di “Beautiful Mind” 2017. Ho parlato di strategie educative tramite un video in video conferenza. Se anche tu per il tuo evento vuoi una video conferenza per #Dislessia e #DSA,  ti basta scriverci una mail: gian_lopresti@yahoo.it


schermata-2017-02-06-alle-23-07-31 Servizio videoConsulenzaDSA con Dr. G. Lo Presti.
Tutti i Dettagli per Genitori e Operatori.


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3 cose da fare quando studiate con i vostri figli.

3 cose importantissimi quanto studiate con i vostri figli

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Tecnica del “non-rimprovero” nella Dislessia e DSA (e non solo).

post-da-airipa-16-divulgazione-021I bambini con Dislessia, DSA (e non solo) a causa delle loro difficoltà spesso vengono richiamati e subiscono maggiori rimproveri anche in modo sproporzionato alle gratificazioni. Inutile dire che ciò impatta negativamente sulla propria autostima e motivazione. Allora che fare?

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Provate così: se un bambino vi sbaglia 9 esercizi su 10 evitate di dirgli “ne hai sbagliate 9, adesso ricominci e non ne sbagli più neppure UNO!”.

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Quanto invece potreste benissimo partire dal lato positivo e dirgli, nel caso ne abbia fatti giusti 2 su 10: “Bravo! Ne hai fatti giusti 2, ora ricominci e ne fai giusti almeno 3”, e magari ricevere un premio se arrivano a 5. Ricordiamo che se sono studenti con Dislessia e DSA la loro fatica è il doppio. Dunque il premio ci sta tutto.

(estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).
Insomma: rimproverare un bambino con #Dislessia e #DSA con la stessa velocità con cui sbaglia significherebbe lesinare gravemente la sua autostima. Perchè non provare?. 

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, eccoli QUI.
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3 consigli inizio scuola (ringraziamenti settembre 2016)

Siamo oltre 42Mila utenti attivi su questa pagina (qui: facebook.com/blog.gianluca.lopresti settembre 2016  ), per ringraziarvi, vorrei darvi 3 consigli immediati per iniziare al meglio il nuovo anno scolastico.

Il nostro sito web: https://gianlucalopresti.net/

Tutti i video con guide e aiuti per #Dislessia e #DSA:https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti/videos

La calcolatrice parlante la trovate qui:
https://www.amazon.it/CALCOLATRICE-PARLANTE-IT…/…/B00QU3URAO


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3 tipi di comportamenti negativi nei bambini: ecco come gestirli.

1- Esempi di comportamenti non adeguati

  • Protestare di fronte ad un divieto in maniera esagerata.
  • Fare dispetti a fratelli, amici o compagni.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Ignorateli.

Sembra essere una buona scelta, perché spesso vostro figlio assume questi comportamenti per attirare la vostra attenzione o per ottenere una cosa specifica che gli interessa in quel momento.

All’inizio tali comportamenti tenderanno ad aumentare per frequenza e intensità: è importante che voi non cediate, altrimenti dovreste ricominciare daccapo. Dopo qualche tempo, il comportamento disfunzionale diminuirà fino a estinguersi; sarà importante che insegniate al bambino strategie più adattive e funzionali per chiedere attenzione, esprimere richieste e superare la frustrazione dovuta a una risposta negativa.

Quando vi capita di essere molto stanchi e pensate di non riuscire a tollerare le proteste di vostro figlio, è preferibile che diciate un “sì” subito (laddove sia possibile), piuttosto che un “no” iniziale seguito da un “sì” che arriva, per sfinimento, dopo i suoi vari capricci. In quest’ultimo caso, il bambino imparerebbe che basta “alzare il tiro” per farvi desistere.


2- Esempi di comportamenti mediamente gravi

  • Disobbedire.
  • Utilizzare un linguaggio volgare.
  • Rifiutarsi di fare una cosa richiesta.
  • Dire bugie.
  • Trascurare gli incarichi che ricopre all’interno della famiglia.
  • Prendere una nota a scuola.
  • Non svolgere i compiti scolastici.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Togliete al bambino delle cose piacevoli.

Esistono due strategie: il costo della risposta e il time-out.

1. Costo della risposta
Il bambino perde un privilegio o un premio promesso o un’attività piacevole. Il costo dell’azione negativa deve essere stabilito in precedenza da voi e condiviso con il bambino, in modo che sappia a cosa va incontro.

2. Time-out
Fate sedere il bambino su di una sedia, zitto e tranquillo, per alcuni minuti (uno in meno rispetto agli anni del bambino), senza che s’impegni in nessuna attività e senza che possa lasciare la sedia. Se il bambino non obbedisce a una richiesta, avvertitelo che, se non lo farà, dovrà sedersi sulla sedia per alcuni minuti. Bisogna che il bambino capisca qual è comportamento scorretto e che abbia la possibilità di comportarsi bene. Se il bambino, a questo punto, non obbedisce, fatelo sedere e cominciate a calcolare il tempo. Se si alza, ditegli che il conteggio del tempo ricomincerà daccapo.  Se reagisce in modo aggressivo o comunque si rifiuta di stare seduto tranquillo per il tempo stabilito, utilizzate la strategia del costo della risposta o una punizione (cfr. più avanti) e fate ripartire il conteggio del tempo. Non sospendete mai la procedura. Dovere avere il controllo della situazione. Per un bambino, avere un adulto che decide al suo posto cosa si può o non si può fare, al contrario di quello che può sembrare, significa sentirsi sicuro, sollevato e libero, perché c’è qualcuno che decide per lui e che si assume la responsabilità di queste decisioni. Al termine della procedura, ripetete la richiesta al bambino: se la esegue, lodatelo, se non la esegue, ripetete il time-out. Attraverso questo metodo insegnerete anche al bambino a calmarsi e a controllare le proprie reazioni emotive: con il tempo, basterà solo l’avvertimento per ottenere il comportamento richiesto.

Se per voi è troppo faticoso agire nei modi descritti, perché i comportamenti lievemente e mediamente negativi sono troppi, sceglietene pochi su cui insistere e concentrarvi; l’importante è che lo facciate con continuità e coerenza e in accordo col partner.


3 – Esempi di comportamenti molto gravi

  • Aggredire fisicamente e verbalmente gli altri.
  • Fare cose pericolose o distruttive.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Ricorrete ad una punizione.

Questi comportamenti non possono mai passare inosservati. È possibile pensare a una punizione, cioè sottoporre il bambino a una situazione che per lui sia spiacevole, senza manifestare però aggressività verso di lui.

È importante, che, insieme alla punizione, rinforziate altri comportamenti positivi del vostro bambino. Ad esempio, se ha rotto intenzionalmente un oggetto, lodatelo quando mostra cura per altri oggetti oppure dategli la possibilità di rimediare al gesto distruttivo (per esempio riparando l’oggetto o ricomprandolo con i soldi della propria paghetta, laddove sia possibile) e lodatelo per questo. Vostro figlio deve poter avvalersi di esempi di comportamenti positivi e deve poter rimediare, in qualche modo, ai propri errori, in maniera che non abbia un’immagine prevalentemente negativa di sé.

(Fonte qui).


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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Le 6 regole più importanti nell’educazione dei bambini.

Non esistono manuali per essere bravi genitori, serve solo esperienza.

Ed è proprio sull’esperienza vincente di altri che nascono questi sei consigli. Non è semplice, ma neppure impossibile.

  1. Ponete la vostra attenzione soprattutto sui comportamenti positivi.
  2. Vostro figlio manifesterà più facilmente un certo tipo di comportamento, se sa che in seguito sarà premiato con qualcosa di piacevole.
  3. Individuate pochi comportamenti importanti da gratificare regolarmente. È importante individuare un comportamento che il bambino già ha presentato altre volte – che può costituire una sua area di risorsa interiore – ma che ancora non si presenta nella misura e con la frequenza da voi ritenuta opportuna.
  4. Le ricompense immediate sono molto efficaci. Tra le ricompense, prediligete piccoli privilegi, apprezzamenti o attività, piuttosto che dei giochi o del cibo. Cambiate spesso il tipo di ricompensa, per non annoiare il bambino e fornirgli nuovi stimoli.
  5. Per abituare vostro figlio a un impegno più duraturo nel tempo, potete preparare con lui un calendario su cui contrassegnare – con delle stelline, delle faccine o degli adesivi – i comportamenti positivi, in modo che possa sempre vedere i suoi successi. Dopo un certo numero di punti, potrete ricompensarlo con un premio leggermente più grande.
  6. Non dimenticatevi mai di tener fede alle ricompense o ai provvedimenti stabiliti.

(Fonte articolo qui).


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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Libri Diagnosi e Aiuto per Dislessia e DSA


E’ nel nostro interesse promuovere le conoscenze per migliorare la Diagnosi e l’Aiuto per Dislessia e DSA.

Qui trovate tutti i nostri libri per la diagnosi SPECIALISTICA di Disturbi Specifici di Apprendimento, ADHD, Disturbi Specifici del linguaggio, Autismo, Disturbo della Coordinazione Motoria.

E l’ormai famoso manuale di autoaiuto per Dislessia e DSA.

Eccoli.

Nostro figlio è dislessico

Nostro figlio è dislessico

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Modelli, criteri diagnostici e casi clinici – Aggiornato al DSM-5

Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico

Telefona per averli a casa tua:

Numero verde
(solo per ordini)
800 844052 da lunedì a venerdì 8.00 – 19.00
sabato 8.00 – 12.00
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Tabella “Motivazione allo studio”

Vediamo la tabella delle gratificazioni per motivare i bambini allo studio o agli esercizi di potenziamento pomeridiani.

Ecco la tabella delle gratificazioni.

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E’ tratta dal libro NOSTRO FIGLIO E’ DISLESSICO, manuale di autoaiuto per alunni con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Genitori: vi siete mai trovati in questa situazione?

Lasciate che vi racconti una storia.

In seconda elementare G. si era fatto ancor più nervoso e irritabile, a tratti pieno di rabbia e permaloso, mentre i rapporti con i compagni peggioravano. La differenza con il resto della classe si era fatta evidente. Anche a casa la situazione non era allegra: la sua resistenza si era fatta più forte e usava tattiche di tutti i tipi per evitare di fare i compiti. Lasciava libri e quaderni a scuola o tornava senza penne, senza colori, senza astuccio. Glieli ricompravo, e li perdeva di nuovo. Una vera disperazione. Ogni tanto svolazzava qualche quaderno o scappava qualche urlo, insieme alla pazienza. Mi sarebbe servita una «mamma di sostegno», o almeno qualcuno che mi spiegasse come aiutarlo. Ero sola e un po’ sconfortata. Il papà, un po’ perché allergico alle attività scolastiche, un po’ per la preoccupazione di rivedere come in un piccolo specchio il riflesso di personali sofferenze tra i banchi, si teneva fuori. Non riuscivo a capire cosa gli impedisse di imparare a leggere e a scrivere come gli altri, cosa lo portasse ad avere un rapporto così faticoso con la scuola.

Il racconto è di Anna Di Lauro (2012), una mamma con un figlio con DSA. Vi siete mai trovati in questa situazione?

Sappiate che non siete i soli, perché sono molte le storie simili a queste che ascolto ogni giorno quando ho di fronte un genitore che elenca tutte le difficoltà che incontra con il proprio figlio, anche solo dall’iniziare a fargli eseguire i compiti a casa, sino ai problemi nell’apprendimento della lettura, scrittura o calcolo. Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

(tratto dall’anteprima pubblica del testo, qui)


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Una strategia utile per “Ogni volta che rimprovero mio figlio…”

Capita molto spesso che un genitore si trovi a richiamare in maniera anche molto forte il proprio figlio a causa dei compiti non fatti oppure che non voglia più studiare pur consapevoli della fatica anche causa della diagnosi di Dislessia o DSA.

Vediamo che cosa accade e che cosa possiamo fare.


 

Iniziamo questo post con il racconto di un genitore che ne rispecchia bene la situazione:

<< La vicenda è sempre la stessa. Lui deve fare i compiti. Inizio a prenderlo con le buone, cerco di dirgli che “faremo poco” o che “finiremo subito”. Dopo tante scuse, facciamo qualcosa, anche se alla fine fa poco, troppo poco, perché abbiamo perso tanto tempo senza arrivare neppure a metà dei compiti. Così iniziamo ad innervosirci, sia io che lui, sino a quando accade che lo rimprovero in modo molto forte.
La serata finisce che i compiti non sono stati completati ed io mi sento fortemente in colpa per averlo rimproverato. Questo sentimento di colpa è sempre lo stesso ogni volta che rimprovero mio figlio. >>

Nessuno vorrebbe faticare per far studiare il proprio bambino o bambina, ma se si tratta di uno studente con Dislessia, e manca un adeguato piano didattico da applicare anche a casa oppure un supporto di doposcuola, questa situazioni purtroppo sono quasi all’ordine del giorno.

Cosa fare quando rimprovero mio figlio

Quando il rimprovero è avvenuto, ormai non si può far nulla, ed il senso di colpa è dietro l’angolo. Quello che però si può fare è giocare d’anticipo per le prossime volte.

Anticipare il problema

La prima cosa da fare, quando si ha una diagnosi di DSA, è prevedere nel Piano Didattico Personalizzato una riduzione del lavoro per casa affinché si studi per un massimo di 1,5-2 ore a pomeriggio.
Quando iniziate a studiare fatelo con l’esercizio più veloce, cercando di complimentarvi con il ragazzino anche per le piccole cose: se per noi riuscire in compito semplice può sembrare scontato, per lui potrebbe essere stata una grande fatica.

Molto importante è che alle primissime avvisaglie di nervosismo da parte di entrambi dovreste fermarmi. Riflettete: con forti che cosa ottenete? E con richiami molto più pacati? Dopo che abbiamo urlato a nostro figlio, abbiamo risolto il problema o è servito solo a noi stessi ed il problema si andrà a manifestare successivamente?


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“Dislessia: le 5 fasi di quando studio con mio figlio”

“Prendiamo lo zaino” credo che sia la frase che per eccellenza meglio rappresenti l’inizio di uno dei momenti più difficili di un genitore di bambino con Dislessia e DSA.

Infatti basta proferire tale frase che il bambino inizia a dire “Ho fame! Ho sete! Devo andare in bagno!” e se va male dobbiamo pure rincorrerlo sotto il letto, dietro il divano o intorno al tavolo.

Insomma, che cosa accade in casa di un genitore quando studia il pomeriggio con sui figlio con Dislessia?

Fase 1 – Dolce convincimento.

E’ quel momento in cui il genitore cerca di motivare il proprio figlio nell’iniziare a studiare. Con frasi come “Studia e dopo puoi.. andiamo.. così sei libero..”

Fase 2 – Inizia la mamma.

Ebbene si. E’ spesso il genitore che inizia a prendere lo zaino, vedere i compiti per casa (sempre se non deve telefonare a casa di altri genitori per fari dare i compiti non segnati o che non si comprendono).

Fase 3 – Passo dopo passo.

Viene spiegato che cosa fare, ogni pomeriggio, per ogni esercizio.

Fase 4 – Estenuanti ripetizioni.

Avere un DSA, ovvero un Disturbo Specifico dell’Apprendimento significa prima di tutto che nonostante le estenuanti ripetizioni di “qualcosa”, per “qualcosa”, non si memorizza. Per questo si usano mappe concettuali e strumenti compensativi.

Fase 5 – Arriva la sera.

E’ così. Spesso per finire tutti i compiti per casa si fa tardi, si arriva sino a sera.

Come fare dunque per motivare il proprio figlio, sapere quali strategie adottare, quali strumenti compensativi possono essere più idonei, e come far mettere nel PDP, previsto per legge nei DSA, che serve un minore carico di lavoro?

Ho scritto per voi un libro, si intitola “Nostro figlio è dislessico”, è un manuale di autoaiuto per genitori di bambini con dislessia e dsa. Lo trovate qui con video di presentazione (clicca qui).

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“Nostro figlio è dislessico” video con Gianluca Lo Presti


“Nostro figlio è dislessico” è un libro di Gianluca Lo Presti.
Manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA
Ecco dove trovare il testo Scheda Libro “Nostro figlio è dislessico”, Ed. Erickson

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Twitter: twitter.com/GianLoPresti


Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale.
Pensato per le famiglie, il volume può fornire anche a psicologi e docenti indicazioni operative e un ampio panorama di strumenti didattici e interventi di recupero, grazie soprattutto a un linguaggio chiaro e ai numerosi suggerimenti pratici e consigli di esperti.

INDICE

Presentazione (Claudio Vio)
Introduzione

PRIMA PARTE – Capire e affrontare i Disturbi Specifici di Apprendimento
– Le difficoltà di apprendimento che un bambino incontra a scuola
– Disturbi Specifici di Apprendimento: domande & risposte
– Tutto sulla diagnosi di DSA
– Dopo la diagnosi di DSA

SECONDA PARTE – Aiutare uno studente con DSA nell’apprendimento scolastico
Pianificazione delle attività di studio e tecniche motivazionali
– Strategie di studio per i DSA
– Potenziare le abilità di apprendimento
– Attività dispensative e strumenti compensativi
– Autonomia di studio nei DSA
– Le 3 cose da ricordare dopo aver letto questo libro

Bibliografia
Appendici

Scopri l’anteprima -> PDF con 18 pagine del testo 


Per ordinare il libro “Nostro figlio è dislessico” chiama il Numero verde delle Edizioni Erickson (solo per ordini) al 800 844 052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12.

10 errori nel gestire i comportamenti del bambino (e alternative)

Sapere come comportarsi non è semplice, non esiste un modo unico, ma di certo sappiamo che vi sono errori che vengono spesso bonariamente commessi nel crescere il proprio figlio.
Nel video cerchiamo di illustrare i 10 errori più frequenti.

Il libro del video è “Largo arrivo io”, ed. Erickson di Di Petro e Dacomo http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=38217

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Guide e aiuti per ‪#‎Dislessia‬ e ‪#‎DSA‬
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“Ho mal di scuola”

Parliamo di Dislessia dal punto di vista di un genitore che ha scritto un magnifico libro.
Il libro è Ho mal di scuola, di Anna di Lauro, Armando Editore – http://www.ibs.it/code/9788866770435/di-lauro-anna/mal-scuola.html

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7 consigli per far rispettare le regole ai bambini

Alle volte bastano poche ma chiare indicazioni per attuare un efficace stile educativo.
-1 COMANDI. Le istruzioni devono essere brevi (di dieci parole o meno), semplici e specifiche e devono descrivere passo per passo quello che il bambino deve fare.
-2 RINFORZI POSITIVI. Per fare in modo che il bambino manifesti più frequentemente certi comportamenti positivi e adeguati è molto importante prestare attenzione e premiare tali azioni anche quando si è irritati con lui per altri motivi.
3 IGNORARE. Anche se difficile, ma è indispensabile ignorare i comportamenti lievemente negativi, se sono messi in atto allo scopo di attirare l’attenzione del genitore (lamentarsi, fare il broncio) o se non sono realmente dannosi.
-4 NON LASCIARE CHE IL BAMBINO FACCIA A MODO SUO. Non premettere al figlio di fare quello che vuole se si vuole evitare un incremento dei comportamenti problematici: il bambino ha bisogno di una guida per imparare i comportamenti corretti.
-5 AIUTARE IL FIGLIO A RISOLVERE I PROBLEMI. Agire da modello per indurre il bambino a imitare i genitori affinché impari a risolvere i propri problemi in modo riflessivo e con dei piani d’azione.
-6 EDUCAZIONE COERENTE. Utilizzare premi e gratificazioni di comportamenti positivi, stabilire dei “contratti comportamentali”  , ovvero vere e proprie contrattazioni genitore-bambino per stabilire norme e regole comportamentali condivise, e adottare in modo coerente a ogni comportamento positivo o negativo del figlio le regole concordate.
-7 CONTROLLARE. Stabilire con il figlio specifiche regole di comportamento, verificare che queste vengano rispettate e prendere provvedimenti ogni volta che una regola viene infranta.
(tratto da Vio, et al. ed Erickson)
Con un cordiale saluto
Gianluca Lo Presti