Aiutare mio figlio con Dislessia: 7 lezioni GRATUITE

Se sei un genitore o un operatore DSA e cerchi il modo di aiutare tuo figlio (o i bambini che segui) nello studio pomeridiano, allora queste lezioni sono adatte a te.

Spesso le difficoltà che riscontriamo possono essere di due tipi: quelle incontrate il pomeriggio e quelle che si verificano a scuola. Infatti, se lo studio a scuola fosse fatto in modo adeguato (come ad esempio applicazione completa e precisa del PDP, Leg. 170/10, in classe) a casa il lavoro sarebbe decisamente più semplici. Ma è vero anche l’opposto, ovvero, qualora a scuola abbiamo la piena collaborazione, questa rischia di vanificarsi se il pomeriggio non aiuto il bambino con Dislessia e DSA nel modo corretto.

Va però anche sottolineato che dal lavoro pomeridiano non possiamo pretendere miracoli. Ciò in quanto il bambino affronta lo studio dopo la mattinata di studio e delle attività ludiche o sportive sarebbero l’ideale. Motivo per cui ottimizzare il tempo e la modalità di studio con delle strategie efficaci per Disturbi Specifici di Apprendimento è di certo la via maestra.

12In tal senso abbiamo creato un Corso OnLine con la possibilità di rivedere le lezioni e contatto diretto con il Dr. Gianluca Lo Presti, sul Metodo di Studio nella Dislessia e DSA. Lo trovi QUI. In cui imparerai non solo i passi per un buon metodo di studio con tuo figlio dislessico, ma anche gli strumenti compensativi nei DSA, come incentivare la motivazione e strategie educative associate. Il tutto interamente condotto dal Dr. Lo Presti, e lo trovi disponibile ancora per pochi posti, QUI.

Lo stesso Dr. Lo Presti ha preparato per noi queste 7 lezioni GRATUITE qui di seguito in cui parleremo di che cos’è davvero la Dislessia dal punto di vista scientifico, ma anche dei bambini che invertono le lettere, la presa della penna, gli errori ortografici, il PDP a scuola e come compilarlo in modo efficace e parleremo anche di motivazione ed alla fine non perderti una bellissima lezione-intervista su tutti i DSA con materiale pratico, ecco, le trovi qui:

 

Ti sono piaciute queste indicazioni? Allora condividi e se vuoi partecipa pure tu al corso OnLine sul Metodo di Studio nella Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Lettera di una mamma bambino Dislessia

Ecco la lettera di Mamma Anna. Oggi 8 ottobre ho avuto l’onore di leggerla per voi.
Con un cordiale saluto

 

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In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Dislessia: 3 strumenti su come imparare l’inglese

Se ti sei mai chiesta come far imparare l’inglese ai tuoi figli o alunni con Dislessia e DSA, allora questo articolo potrà aiutarti.

Ma attenzione! Prima di indicarti questi 3 strumenti, è bene che tu sappia come funziona davvero la Dislessia, altrimenti rischi di fare la fine di tutte quelle mamme, genitori ed operatori, che adottano mille strategie e strumenti, senza però ottenere i benefici sperati. Ciò accade perchè se non conosco realmente sul piano scientifico che cos’è la Dislessia, allora uso uno strumento senza efficacia: è sempre così.

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Infatti, per aiutarti, basati sulle evidenze scientifiche, abbiamo creato dei corsi OnLine, per Operatori DSA e Genitori, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/ Fai visita a questa pagina, potresti risolvere anche tu tante difficoltà o migliorare il tuo lavoro nei Disturbi Specifici di Apprendimento.

 

La Dislessia è il Disturbo Specifico della Lettura in cui un bambino sviluppa più lentamente le fasi di lettura. Non è dovuto a problemi di insegnamento sbagliato, niente di motorio, niente di intellettivo, è solo su base neurobiologica, si nasce così. Ciò comporta principalmente due cose, la prima è che non posso utilizzare il canale della lettura per l’apprendimento (dunque prediligerò l’ascolto o il vedere cosa apprendere) ed il secondo è che il mio magazzino lessicale è ridotto rispetto agli altri, dunque “conosco” meno parole. Questo accade con la madrelingua, figuriamoci con la lingua straniera. Ciò significa che se il “canale” della lettura è già difficile da utilizzare per “apprendere” i contenuti in italiano, in inglese il “leggere” in inglese sarà praticamente impossibile, almeno nelle prime fasi.

Dunque, che fare? Esistono varie strategie e strumenti, vediamo 3 sulla base delle considerazioni appena formulate.

 

1 Apprendere l’inglese attraverso l’ascolto.

Come abbiamo precedentemente scritto, visto che il “canale” lettura nella Dislessia non possiamo utilizzarlo con efficacia, tutto andrà appreso attraverso l’ascolto. Ciò significa che ogni singola parola, frase, consegna di un compito, ed esercizio scritto, andrà letto al bambino con Dislessia, in cui lui risponderà oralmente.

Ad esempio,  il bambino si trova di fronte al seguente compito con consegna iniziale ed esercizio:

Complete the following sentences, 
inserting IS on AND in the appropriate spaces.

«The pen ___ on the table»

 

Vediamo insieme i livelli di difficoltà, dal quello base, sino quello avanzato. Come notate, lo stimolo visivo (la frase delle consegna e risposta) è sempre in Inglese, e questa la avremo come difficoltà solo nel primo livello.

1- Consegna letta in ITALIANO; Frase letta in ITALIANO; Risposta bambino in ITALIANO

2- Consegna letta in ITALIANO; Frase letta in ITALIANO; Risposta bambino in INGLESE

3- Consegna letta in ITALIANO; Frase letta in INGLESE; Risposta bambino in INGLESE

4- Consegna letta in INGLESE; Frase letta in INGLESE; Risposta bambino in INGLESE

Generalmente, operiamo così: la consegna gli andrà letta prima in INGLESE, se non la dovesse comprendere, allora gli andrà letta anche in ITALIANO: “Completa le seguenti frasi inserendo E’ o E (congiunzione) negli appositi spazi”

La frase dell’esercizio: gli andrà letta in inglese, ed il bambino ORALMENTE andrà ad indicare se inserire IS o AND. Con eventuali gravi difficoltà si effettuerà la traduzione in italiano. Ma in ogni caso la risposta orale del bambino è bene che sia in INGLESE. Questo, almeno per iniziare, poi, pian piano si andrà ad eseguire il compito sempre in modo più difficile.

2 Apprendere l’inglese in modo avanzato e digitale.

Abbiamo provato dozzine di applicazioni e programmi per l’apprendimento della lingua inglese, ma quelli che abbiamo trovato più funzionali, son due:

A) ENGLISH ATTACK! 

Secondo noi  il più efficace, in quanto lavora con stimoli video, immagini, videogiochi per bambini e test finali. Il tutto con una moderna interazione digitale. Nei DSA è consigliato nella scuola primaria. Lo trovate qui: https://it.english-attack.com/

B) DUOLINGO

Professionale ma coinvolgente, basato su livelli, il meglio che si possa desiderare. Duolingo è consigliatissimo nei DSA dalla scuola media in poi. Lo trovi qui: https://it.duolingo.com/welcome

 

3 Programma su livelli perfetto per Dislessia e DSA a scuola primaria.

Schermata 2017-08-30 alle 19.37.18E’ MONSTER ENGLISH, edito dalla Erickson, è una collana in 5 volumi di livello crescente perfetto per gli studenti ed i bambini con Dislessia e DSA alla scuola primaria, questo è uno strumento essenziale. Con il codice GLP16 puoi prendere tutto il materiale Erikcson con lo sconto del 15% senza pagare le spese di spedizione, MONSTER ENGLISH lo trovi qui: https://www.erickson.it/Pagine/monster-english.aspx

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Esami Stato 2017: cosa è previsto per DSA e BES? Ecco le linee guida.

In riferimento all’ Art.23 dell’O.M. n. 257 Esami di Stato 2017 MIUR abbiamo provveduto ad indicare il testo originale in cui abbiamo evidenziato le parti più importati per gli esami dei candidati con DSA e BES.


Comma 1. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del D.P.R. n. 122/2009 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazio- ne della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al D.P.R. n. 323/1998 il Pia- no Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al mo- mento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni di cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .

  1. I candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto. Per la pubblicazione delle prove scritte e la valutazione complessiva delle prove, si rinvia a quanto previsto nel precedente articolo 22.
  2. Per quanto riguarda i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendi- mento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, di cui al precedente arti- colo 6, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nei precedenti articoli. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall’intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l’osservanza della procedura di cui al precedente articolo 20. Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi a tali discipline sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle pro- ve scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nei precedenti articoli. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .
  3. Per altre situazioni di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), formalmente individuati dal consiglio di classe, devono essere fornite dal medesimo Organo utili e opportune indicazioni per consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l’esame di Stato. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dalla Direttiva 27.12.2012 recante Strumenti di intervento per alunni con Bisogni educativi speciali ed organizzazione scolastica per l’inclusione, dalla circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 e dalle successive note, di pari oggetto, del 27 giugno 2013 e del 22 novembre 2013 – esaminati gli elementi forniti dal consiglio di classe, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, relative ai candidati con Bisogni Educativi Speciali (BES). A tal fine il consiglio di classe trasmette alla Com- missione d’esame il Piano Didattico Personalizzato. In ogni caso, per tali alunni, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per alunni e studenti con DSA, solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.


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Come realizzare “La ruota dei complementi” in 3 minuti

Una meravigliosa e simpatica idea didattica è “La ruota dei complementi”. Se stai cercando uno strumento che ti offra un metodo per aiutare i tuoi alunni o figli nello studio e nell’apprendimento a scuola dei complementi, allora questa modalità ti sarà d’aiuto. Ecco come fare:

  • Scarica il file da stampare QUI;
  • Coloralo insieme ai tuoi alunni o figli;
  • Unisci le due parti;
  • Inizia ad usare la “Ruota dei complementi”.

Vuoi approfondire questo aspetto in modo pratico? Ecco il nostro corsi Online qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/



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Come far apprendere le tabelline con il “Robot/Aiuto calcolo”.

Una delle strategie didattiche che meglio può motivare un bambino di scuola nell’apprendimento del calcolo è tramite l’uso di strumenti semplici ma interattivi.

Una grande difficoltà a scuola primaria è rappresentata dal come far imparare le tabelline di matematica. Se poi sono presenti in classe bambini con discalculia oppure con difficoltà nel calcolo, insegnare loro un modo per l’apprendimento delle dieci tabelline appare ancora più problematico. Sono presenti vari metodi su come far imparare le tabelline ai bambini. Qui trovate materiale gratuito sulla discalculia. Adesso però vorrei parlarvi del  robottino di aiuto per le moltiplicazioni. Lo possono utilizzare tutte le maestre ed i genitori che vogliono aiutare i loro alunni che figli nell’apprendimento delle tabelline.

Fase 1 -> Creazione della tabellina.

Prenderemo ad esempio la tabellina del 10.

Prendiamo un foglio, e per ogni tabellina mettiamo 3 colonne.

Colonna 1 SOLO un elenco di “10”.

Colonna 2. Primo posto VUOTO dal secondo in poi “0”, poi “10”, etc. Se fosse la tabellina del 3 sarebbe “0”, poi “3” poi “6”. Insomma tutta la tabellina.

Colonna 3. Semplicemente i numeri da “1” a “10”.

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Fase 2 -> Creazione del Robot.

A questo punto facciamo disegnare un ROBOT con due occhi forati ed una bocca (all’altezza dei numeri della seconda colonna).

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Il Robot/Aiuto per le tabelline. Grazie a mamma Annie per la segnalazione ed alla docente di sua figlia per la realizzazione.

A questo punto possiamo far esercitare a trovare la soluzione al robot, in ripetizione, finchè non vi saranno automatizzate le tabelline.

Per altre strategia leggi: “Alcune strategie per imparare tutte le tabelline” QUI.


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Compiti per casa: “Segnacompiti visivo” 4 passi per realizzarlo.

Un utilissimo segnacompiti che sfrutta la via visiva ed analogica per far visualizzare subito i compiti settimanali e per l’indomani.

Ideale per i bambini con dislessia e dsa per imparare sin da piccoli ad auto-organizzarsi nelle loro attività.

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Ecco come realizzarlo:

1- cornice di cartone (anche quelle per i poster foto senza vetro/plastica).

2- incollare uno o più fogli in cui segnare i giorni della settimana.

3- usare post-it o colla vinilica per incollare le materie.

4- inserire freccia mobile realizzata anche con carta o cartoncino.


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Tecnica del “non-rimprovero” nella Dislessia e DSA (e non solo).

post-da-airipa-16-divulgazione-021I bambini con Dislessia, DSA (e non solo) a causa delle loro difficoltà spesso vengono richiamati e subiscono maggiori rimproveri anche in modo sproporzionato alle gratificazioni. Inutile dire che ciò impatta negativamente sulla propria autostima e motivazione. Allora che fare?

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Provate così: se un bambino vi sbaglia 9 esercizi su 10 evitate di dirgli “ne hai sbagliate 9, adesso ricominci e non ne sbagli più neppure UNO!”.

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Quanto invece potreste benissimo partire dal lato positivo e dirgli, nel caso ne abbia fatti giusti 2 su 10: “Bravo! Ne hai fatti giusti 2, ora ricominci e ne fai giusti almeno 3”, e magari ricevere un premio se arrivano a 5. Ricordiamo che se sono studenti con Dislessia e DSA la loro fatica è il doppio. Dunque il premio ci sta tutto.

(estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).
Insomma: rimproverare un bambino con #Dislessia e #DSA con la stessa velocità con cui sbaglia significherebbe lesinare gravemente la sua autostima. Perchè non provare?. 

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, eccoli QUI.
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La scadenza della certificazione diagnostica per DSA (e 3 chiarimenti da sapere)

Chiarimento 1. No “scadenza”, quanto piuttosto “aggiornamento”.

E’ improprio parlare di “scadenza”, si definisce, appunto, “aggiornamento del profilo”, dunque osservare i miglioramenti (se vi sono stati), e che cosa è bene fare di ulteriore per aiutare il bambino o ragazzo dislessico. Perchè “si”, si può sempre fare qualcosa.

Nota: Esiste anche il “monitoraggio”, e sono degli incontri, molto brevi, in cui si somministrano test solo per osservare l’andamento, ad esempio per verificare di quanto sono migliorate le abilità grazie alle attività di potenziamento, noi le facciamo circa ogni 4-5mesi (info).

Chiarimento 2. Una diagnosi di DSA è per sempre.

Essendo un Disturbo Specifico dell’apprendimento una caratteristica neurbiologica, si nasce dislessici o discalculici, poi, la condizione può anche migliorare, ovvero che si possono compensare delle abilità carenti (ne parliamo nel nostro spazio qui), dunque vi può essere, appunto, un aggiornamento del profilo.

Cosa diversa è dal punto di vista legale con le scuole per quanto concerne il PDP.

Chiarimento 3. Differenze tra diagnosi clinica e diagnosi certificativa.

La diagnosi clinica la elabora sia lo psicologo libero professionista, che lo psicologo, o equipe che lavora in regime ambulatoriale.

La diagnosi certificativa (o certificazione diagnostica per DSA) è una diagnosi clinica con valore legale di attuazione del PDP a scuola. Dunque la diagnosi dei servizi pubblici diventa in automatico una diagnosi certificativa. La diagnosi clinica di uno psicologo libero professionista, un equipe di specialisti in ambito privato, diventa diagnosi certificativa nel momento in cui questi rientrano in centri accreditati. Solo che questi accreditamenti non sono presenti in tutte le regioni (come ad esempio, in Sicilia, non abbiamo, ancora centri accreditati).

Cosa fare se ho la diagnosi di DSA rilasciata da struttura privata ai fini del PDP?

La normativa in materia (Nota Ministeriale MIUR n° 6 8/3/2013) indica che in attesa della diagnosi dell’ente pubblico la scuola può elaborare il PDP. Dunque presentate prue la diagnosi clinica privata al fine di ottenere il PDP a scuola (la richiesta QUI) e mettetevi in lista d’attesa presso ente pubblico o accreditato.

Dopo quanto tempo dovrebbe esserci l’aggiornamento del profilo di DSA ai fini scolastici?

La normativa in tal senso (Conferenza Stato-Regioni sui DSA), indica quanto segue:

Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato:

– al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente;

– ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia.

Cosa significa?

Che al passaggio dalla scuola primaria a quella secondaria di 1° grado bisognerebbe aggiornarlo. Oppure aggiornarla dal passaggio dalla scuola secondaria di 1° grado a quello di 2° grado.

Ad ogni modo, ovvero al di là del passaggio di ciclo, non è necessario un aggiornamento prima de prima di 3 anni, dunque non si aggiorna prima di 3 anni.

Oppure in tutti quei casi in cui l’uso degli strumenti indicati nel PDP, cambiano radicalmente, allora si può consigliare una nuova revisione.

Non è un aggiornamento obbligatorio.

Citando la normativa, la quale dice solamente “è di norma aggiornato” ma non indica che sia obbligatorio farlo.

Rendiamolo operativo osservando il tutto caso per caso.

aggiornamento diagnosi dsa dislessia
Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato: – al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente; – ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia. (Art 3, comma 3, Conferenza Stato-Regioni 25 luglio 2012).

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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3 consigli inizio scuola (ringraziamenti settembre 2016)

Siamo oltre 42Mila utenti attivi su questa pagina (qui: facebook.com/blog.gianluca.lopresti settembre 2016  ), per ringraziarvi, vorrei darvi 3 consigli immediati per iniziare al meglio il nuovo anno scolastico.

Il nostro sito web: https://gianlucalopresti.net/

Tutti i video con guide e aiuti per #Dislessia e #DSA:https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti/videos

La calcolatrice parlante la trovate qui:
https://www.amazon.it/CALCOLATRICE-PARLANTE-IT…/…/B00QU3URAO


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Abilità sviluppate grazie alla Dislessia

Una migliore visione periferica e la capacità di dare un senso a enormi quantità di dati visivi: sono solo alcune delle abilità che possono essere sviluppate con la Dislessia.

Le difficoltà legate alla Dislessia ed ai Disturbi Specifici di Apprendimento sono sotto i nostri occhi ogni giorno. Dalle difficoltà di decodifica della lettura, ortografia, grafia e calcolo, sino ad arrivare agli aspetti emotivi, come la scarsa Autostima, ansia ed altri aspetti emotivi.

Nonostante ciò, alcune ricerche, mostrano delle osservazioni rilevanti e positive, vediamone alcune.

Migliore visione periferica. Anche se i ragazzi con Dislessia sono meno bravi nei dettagli (come l‘inversione delle lettere), ma più acuti nel percepire ciò che accade tutto intorno al proprio campo visivo, dunque cogliere più rapidamente uno schema nel suo insieme.

Escher-Relativity
Le scale impossibili di Escher (Fig. 1).

Nella Figura 1 troviamo “Le scale impossibili di Escher”, tramite le quali, la Psicologa Catya von Càrolyi, in una sua ricerca indica come i soggetti con Dislessia siano più  veloci degli altri ad identificare quali scale siano “possibili” e quali invece “impossibili”. I lettori tipici, invece, hanno bisogno di un terzo del tempo in più.

Gli studi di Schneps (pubblicate su Bulletin of the American Astronomical Society), indicano che gli astrofisici con Dislessia hanno alle volte superato i colleghi nell’individuazione degli schemi che indicano i buchi neri.

Ancora ricerche di Schneps hanno indicano come, mostrando delle immagini sfocate, gli studenti con dislessia siano più bravi a coglierne le informazioni contenute meglio dei normolettori.

Altri punti di forza sono la capacità di memorizzare per immagini; fare collegamenti non convenzionali; creatività e produzione di nuove idee.

Il cosiddetto “genio creativo” dei bambini con Dislessia lo trovate anche in uno dei 7 buoni libri sulla Dislessia.

Tali ricerche, insieme alla nostra esperienza, ci permettono di capire come dunque sfruttare questi punti di forza. Continua a leggere I 5 Punti di forza cardinale nella Dislessia.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Bibliografia consultata.

Annie Murphy Paul, (2012) “Il lato buono della dislessia”. Internazionale 936. 17 febbraio 2012. Pg. 94.

La cosa più importante nei DSA

Per chi ci segue parliamo delle guide più importanti da conoscere se si ha un figlio/alunno con #Dislessia e #DSA. Passando dai test al potenziamento e per DSA, sino al modo di approcciarsi per sostenere la motivazione e l’autostima.

Per chi ci seguirà, non ci fermiamo qui. Nuove Guide e Aiuti per DSA ogni mese sul nostro sito web (Se vuoi, iscrivi alla newsletter, qui: http://gianlopresti.voxmail.it/user/register )

gl story 9Ora vorrei dirvi la cosa alla quale teniamo di più.
E’ importante ma non indispensabile che il bambino venga valutato da uno o 10 specialisti, e neppure che gli si facciamo uno o 10 test.
Come compilare una o 10 pagine di PDP. O fare uno o 10 incontri a settimana. E neppure organizzare o partecipare a uno o 10 corsi o convegni.
L’importante è far questo affinché il bambino migliori.
Fare test al di là del punteggio per capire la sua reale difficoltà, comprendere “chi è” lui. Stilare PDP che poi alla fine vengano sul serio rispettati da tutti i docenti di tutte le materie in tutte le fasi scolastiche; organizzare corsi che diano veramente strumenti che aiutino gli studenti e gli insegnanti.

→ INSEGNAMENTO ««Normative, test, corsi, convegni e documenti.
L’importante è che il bambino migliori.
Ecco, cosa conta di più»».

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Vietato dire «hai sbagliato».

Ci sono quelle fatte subito, poi ci sono quelle differite nel tempo «Se anche ieri avessi fatto così..», poi ancora ci sono quelle velate.
Esse sono le “critiche” fatte al bambino.

Criticare vuol dire “valutare qualcosa”, solo che spesso le usiamo per valutare “in negativo” l’operato del bambino stesso.

Sembra più forte di noi.
Sottolineiamo che non ha finito tutti i compiti (ma non diciamo nulla di quelli che invece ha fatto); lo richiamiamo perché ha sbagliato il risultato (ma non lo elogiamo se la procedura era corretta); lo puniamo perché non ha ancora imparato a memoria la poesia (senza dire nulla sul impegno di averci almeno provato e poi ci sentiamo in colpa con noi stessi).
Ed alla fine che cosa otteniamo?
Un bambino che avrebbe potuto essere incentivato nei compiti che già sapeva fare, non li fa più. Nelle operazioni di cui ne aveva appreso la procedura, non ne farà altre.
Esservi arrabbiati per la poesia, non ha poi avuto il risultato di avergliela fatta imparare a memoria ma ha solo aumento il vostro senso di colpa post-rimprovero.

Insomma, nel bambino, c’è sempre qualcosa che non va.

Fate ora questa simulazione mentale, e rispondete.
Tra 10 esercizi fatti, cui 9 sbagliati, cosa potrebbe essere più utile dire:
Risp. 1 «Ne hai sbagliati 9! Adesso ricominci e non ne sbagli neppure uno!».
Risp 2 «Bravo! Ne hai fatto giusto uno, adesso riprova e fanne giusti almeno 2».
Per ogni comportamento del nostro figlio/studente, possiamo trovare qualcosa di positivo su cui incentivarlo. Sta a noi la scelta se dargli fiducia o sfiduciarlo del tutto.

gl story 8→ INSEGNAMENTO  ««Quando un bambino vi chiederà “Che cosa ho sbagliato?”.
Rispondiamogli: “Sei invece contento delle cose giuste che hai imparato?”.
Perché l’apprendimento è ciò che di positivo viene sottolineato»».

|Photo a cura di StePh. ritrae lo sfrondo di uno dei tanti congressi, focalizzandosi sul libro “Nostro figlio è dislessico” libro di G. Lo Presti.|

 

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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Calma, basta applicare il PDP per DSA

Non pensavo potesse accadere.
Mi hanno invitato a Bucarest per spiegare loro come aiutiamo i bambini con #DSA in Italia.

gl story 7Da loro esistono le “scuole” speciali, diversamente da noi che abbiamo l’integrazione totale degli alunni.
E’ vero, molto vi è da fare, ma abbiamo, tutto sommato, un eccellente sistema scolastico.

Una Legge 170/10 che tutela i nostri alunni e riconosce i Disturbi Specifici di Apprendimento.
Il DM 5669, 12 luglio 2011 che indica che deve essere predisposto un PDP per i DSA e linee guida a scuola.
Formazione a scuola, promozione e conoscenza degli strumenti compensativi, materiali, schede, convegni, riviste, etc.

Ma tutto questo è reso vano senza l’insegnamento numero sette.

→ INSEGNAMENTO ««Il #PDP per DSA deve essere applicato.
E’ lo strumento cardine, elaborato dalla scuola, su presentazione della diagnosi da parte della famiglia.
Legge 170/10, decreti MIUR, Circolari #BES, corsi, convegni, strumenti compensativi e riunioni: ma è tutto inutile se il PDP non viene poi regolarmente applicato e rispettato dai docenti a scuola.
Attenzione, non vogliamo generalizzare, il rispetto in molte scuole avviene già, ma non in tutte. E’ questo che vogliamo, il diritto di un PDP rispettato in tutte le scuole (come in alcune già avviene), nessuna esclusa.»».

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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

 

Ecco cosa fa la differenza nell’aiuto dei DSA

Quando sono stato invitato da Facta et Verba coop. Sociale presso Sestu a #Cagliari ho parlato 2 interi giorni su come valutare e poi intervenire per aiutare i bambini con #Dislessia e #DSA sia a casa, a scuola e con operatore.

gl story 4

Perché casa, scuola ed operatore? Perché si lavora in 3: insegnanti, famiglia ed esperto.
Nessuno è meglio, nessuno ne sa “di più”. Tutti collaborano.

Infatti, tre cose NON fanno bene al bambino:
1- Lo specialista che NON va a scuola a parlare con i docenti.
2- La famiglia che NON segue gli inviti a far valutare e seguire il bambino.
3- Gli insegnanti che mettono la burocrazia come CAUSA di un NON-aiuto.
Qual è dunque quel qualcosa che fa la differenza nei DSA?

→ INSEGNAMENTO: ««La differenza nei DSA la fa il lavoro di gruppo, lo specialista che va a scuola a dare indicazioni utili; la famiglia che si lascia consigliare su visite o supporti utili; la scuola che predispone il #PDP in tempi utili e poi li mette in atto.
Insomma, tutti per uno, tutti per il bambino con Dislessia e DSA»».

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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

 

DSA: Quell’emozione chiamata «Sconfitta»

Qui mi trovavo a #Milano, con i bravissimi colleghi del centro per #DSAInVilla” a parlare con tante famiglie, insegnanti e colleghi. Cosa facciamo?

Raccontiamo storie, reali, vere, sofferte e vissute.
Con semplicità, professionalità e riservatezza ma senza censure.
gl story 2
Come la storia di Marco che non vede la madre la quale lavora lontano. Lui la sera si tiene stretto un libro, pur non sapendone leggere neppure una parola (Marco di 8 anni è Dislessico grave), ma lo tiene abbracciato a sé perché è un libro speciale, perché è il testo che sua madre che glielo leggeva tutte le sere d’inverno.

Ed allora capiamo che ogni bambino, ogni singolo bambino, non ha a che fare solo con i compiti, i libri, lo zaino. Quanto piuttosto con le “emozioni” che lega a quei compiti per casa, a quei libri che scarabocchia, a quello zaino che porta sulle spalle.

Se rendiamo i compiti eccessivamente difficili e lunghi, è ovvio che non vorrà più farli, neppure sentirli nominare.

Se lo obblighiamo a leggere testi interi è come fargli portare fardelli inutili di cui non vedrà l’ora di disfarsene.

Quali sono questi pesi?

Trattasi del peso che hanno le note per i compiti non fatti (eppure ha studiato sino alle 20:00 di sera), dei richiami per la ripetizione andata male (anche se nel PDP era previsto l’uso della mappa concettuale), il peso del voto abbassato o di vedersi ritirare il foglio e non terminare i compiti in classe.

Insomma, è il peso della sconfitta che ogni bambino con Dislessia rischia d’avere.

→ INSEGNAMENTO: ««Se il bambino con DSA vive male l’esperienza scuola, rischiamo di far scendere la sua motivazione allo studio, cala la sua autostima con la brutta possibilità di perdere uno studente dotato ed intelligente»».

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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

 

29 regole grammaticali per DSA (e scuola primaria)

Le 29 #REGOLE di #GRAMMATICA più importanti di sempre, spiegate tramite #InfoGrafica per i nostri figli e studenti con #Dislessia e #DSA.

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Svolgimento prove “Esami di Stato” per Dislessia e DSA

Il MIUR ha emanato l’OM n° 252 19/4/2016 in cui vi è l’Art. 23 «Esame dei candidati con DSA e BES», qui riportiamo, con evidenziate le parti più importanti, il Comma 1 dell’Art. 23.

  1. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.122 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 323 del 1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali alla svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.

Trovi QUI l’intero documento.


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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Ecco un’Info Grafica riassuntiva:
Svolgimento prove -Esami di Stato- per Dislessia e DSA.

PDP MIUR, ecco come compilarlo

Vediamo insieme il Piano Didattico Personalizzato per Disturbi Specifici di Apprendimento secondo il modello del MIUR.

Che cos’è il PDP ed a che cosa serve?

Il PDP (ovvero Piano Didattico Personalizzato), è, in breve, un documento previsto dal MIUR secondo il DM 5669 del 12/7/2011 in cui ci si accorda sulla didattica personalizzata da attuare a scuola.
Cosa contiene il PDP?
All’interno sono indicate le attività da cui appare necessario dispensare lo studente e quali strumenti compensativi il ragazzino può utilizzare. Questo sia durante la lezione che durante le prove di valutazione (esempio: riduzione della quantità dei compiti a casa a favore della qualità, uso di mappe concettuali durante l’interrogazione, uso della calcolatrice, evitare di far leggere il bambino come primo lettore, etc).
Il modello del PDP contiene i generalmente, le seguenti aree:
Dati generali dello studente;
Funzionamento delle Abilità di Lettura, Scrittura e Calcolo;
Didattica Personalizzata con:
– Strategie metodologiche e didattiche,
– Misure dispensative e Strumenti compensativi,
– Strategie e Strumenti utilizzati dall’alunno nello studio.

Chi compila il PDP?

La normativa di riferimento indica che il PDP va compilato dai docenti della classe, ma con la possibilità di avvalersi del supporto e suggerimenti della famiglia e di chi segue lo studente. Infatti, citando la normativa MIUR, DM 5669 del 12/7/2011 (pg.8, pt 3): “Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici”

Con la diagnosi dello specialista privato la scuola può già compilare il PDP?

SI. Infatti la CM del MIUR n°8 del 6 marzo 2013 prot. 561 sui BES chiarisce che:
“Alunni con DSA e disturbi evolutivi specifici”
“Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010”.
Ovvero che questo documento indica la necessità che sia predisposto il PDP già con la diagnosi dello specialista privato.

COME FARE RICHIESTA DI PDP 

COME PREPARARE IL PDP 

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3 motivi per cui i PDP NON vengono applicati

Ci sono scuole e scuole. Scuole in cui i PDP dalla carta passano alla cattedra. Ovvero che ciò che vi è scritto poi viene applicato davvero. Accade altre volte invece che ciò che viene riportato nel Piano Didattico Personalizzato, poi, NON viene applicato in classe.

Ecco, nella nostra esperienza, 3 motivi per cui accade che i PDP falliscano a scuola così da restare solo sulla carta, e quello che è possibile fare.

1 – Non si conosco realmente i DSA

A scuola abbiamo tanti professori formati ed attenti ai DSA. Nonostante ciò esistono anche dei docenti che dicono “io ho fatto un corso/master/incontri sui DSA”, ma, essendo il risultato quello che conta, il nostro studente non ha dei miglioramenti in classe. Molti credono che Dislessia significhi “leggere lentamente”, ma non è così. Il leggere lentamente è una manifestazione della Dislessia, la quale, invece, concerne una difficoltà nello sviluppo delle fasi di lettura. Altri sono convinti che basti dare il PC a scuola per compensare, mentre invece, serve assicurarsi che il soggetto sappia usare PC, software compensativi e soprattutto abbia una certa abilità di lettura (esempio dopo attività di potenziamento). Potremmo andare avanti all’infinito. Ciò che purtroppo accade è che non conoscendo i DSA si rischia di compilare un PDP senza sapere ciò che realmente serve allo studente, ed il PDP resta solo un foglio come tanti.

2 – No crocette nei PDP

“Il Piano Didattico personalizzato non può essere inteso come mera esplicazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA”.

La Circolare Ministeriale MIUR del n°8 del 6/3/2013 parla chiaro.

Il Piano Didattico Personalizzato NON può essere un elenco di strumenti generici.

Quanto, piuttosto, un Piano Didattico “Personalizzato” (appunto).

 

Si, proprio come un modulo “prestampato”, noto che a scuola girano molti PDP con caselle da spuntare. Dunque l’opposto della personalizzazione. Ecco un esempio:

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A mio avviso, non va bene. Questa NON è personalizzazione. Questa NON è didattica individuale. Se un DSA è diverso da un altro, NON possiamo utilizzare caselle in cui mettere delle crocette per i PDP. E’ ovvio che i PDP NON vengano applicati quando non ho personalizzazione.

3 – Linguaggio chiaro

Se leggo nel mio PDP frasi come:

  • Incoraggiare l’apprendimento collaborativo favorendo le attività in piccoli gruppi

Questo va bene per tutti a prescindere che sia DSA o meno.

  • Predisporre azioni di tutoraggio

Bene, ma quali sono queste “azioni”? Chi le mette in atto?

  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline.

Come farlo con i DSA? Loro non hanno problemi di comprensione, ma solo difficoltà a livello lettura strumentale, comunicazione ortografica o grafica, e di calcolo.

Insomma, spesso si leggono frasi asettiche, generiche, “copia/incollate”. Ciò che servirebbe è proprio un PDP fatto su misura, su misura di Marco, Andrea, Sara.

Cosa fare allora?

Corsi con personale qualificato. Non possiamo dare alla scuola la colpa di tutto, anzi, le scuole sono spesso aperte  disponibili all’aiuto. Solo che è il caso che i docenti siano formati da personale seriamente qualificato nei DSA. Da chi garantisca Strumenti operativi (schede, testi, ed altro), e indicazioni pratiche caso per caso. Dunque, consiglierei prima di far fare formazione a scuola da un esperto, che questo professionista metta nero su bianco i materiali Pratici che andrà ad esporre. Noi facciamo così, un esempio QUI.

Che nella compilazione del PDP si tenga conto dei consigli degli esperti. Già è previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 sui DSA, ma poco applicato. Alle volte abbiamo un paradosso, ovvero che gli insegnanti si formano tramite gli “Esperti in DSA” (psicologi, etc.) sui DSA. Questi insegnanti compilano il PDP per DSA. Può poi capitare che alcuni di questi insegnanti dicano: “non abbiamo bisogno di esperti, sappiamo quello che dobbiamo fare“. Ovvero non hanno poi bisogno dei consigli di quegli esperti che in precedenza gli hanno spiegato cosa siano i DSA. Certo, con la maggior parte delle scuola si collabora serenamente, ma capita anche questa chiusura. Ho scritto un libro “Nostro figlio è dislessico”, in cui consiglio come compilare il PDP per Dislessia, per Disortografia, per Disgrafia e per Discalculia, lo trovi QUI.

Usare il PDP del MIUR. Se vado al Comune della mia Città e chiedo una carta di identità, vorrei che fosse sul modello del Comune, e non quello di un associazione di consumatori (con tutto rispetto per le preziose associazioni dei consumatori). Se faccio una denuncia alla polizia, compilo il modulo del Ministero dell’Interno, e non quello del cartolaio sotto casa (con tutto rispetto per il grande lavoro dei cartolai). Idem per il PDP, chiedo un PDP per mio figlio, vorrei quello del MIUR, del Ministero Istruzione Università e Ricerca e non quello di varie associazioni (per tutto rispetto delle associazioni, ma sempre tali restano). Il PDP del MIUR e Come compilare il PDP in 5 mosse, lo trovate QUI.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

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