Aiutare mio figlio con Dislessia: 7 lezioni GRATUITE

Se sei un genitore o un operatore DSA e cerchi il modo di aiutare tuo figlio (o i bambini che segui) nello studio pomeridiano, allora queste lezioni sono adatte a te.

Spesso le difficoltà che riscontriamo possono essere di due tipi: quelle incontrate il pomeriggio e quelle che si verificano a scuola. Infatti, se lo studio a scuola fosse fatto in modo adeguato (come ad esempio applicazione completa e precisa del PDP, Leg. 170/10, in classe) a casa il lavoro sarebbe decisamente più semplici. Ma è vero anche l’opposto, ovvero, qualora a scuola abbiamo la piena collaborazione, questa rischia di vanificarsi se il pomeriggio non aiuto il bambino con Dislessia e DSA nel modo corretto.

Va però anche sottolineato che dal lavoro pomeridiano non possiamo pretendere miracoli. Ciò in quanto il bambino affronta lo studio dopo la mattinata di studio e delle attività ludiche o sportive sarebbero l’ideale. Motivo per cui ottimizzare il tempo e la modalità di studio con delle strategie efficaci per Disturbi Specifici di Apprendimento è di certo la via maestra.

12In tal senso abbiamo creato un Corso OnLine con la possibilità di rivedere le lezioni e contatto diretto con il Dr. Gianluca Lo Presti, sul Metodo di Studio nella Dislessia e DSA. Lo trovi QUI. In cui imparerai non solo i passi per un buon metodo di studio con tuo figlio dislessico, ma anche gli strumenti compensativi nei DSA, come incentivare la motivazione e strategie educative associate. Il tutto interamente condotto dal Dr. Lo Presti, e lo trovi disponibile ancora per pochi posti, QUI.

Lo stesso Dr. Lo Presti ha preparato per noi queste 7 lezioni GRATUITE qui di seguito in cui parleremo di che cos’è davvero la Dislessia dal punto di vista scientifico, ma anche dei bambini che invertono le lettere, la presa della penna, gli errori ortografici, il PDP a scuola e come compilarlo in modo efficace e parleremo anche di motivazione ed alla fine non perderti una bellissima lezione-intervista su tutti i DSA con materiale pratico, ecco, le trovi qui:

 

Ti sono piaciute queste indicazioni? Allora condividi e se vuoi partecipa pure tu al corso OnLine sul Metodo di Studio nella Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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INTERVENTO specialistico DISLESSIA: 4 lezioni GRATUITE

Approcciarsi in modo scientifico alla Dislessia significa conoscere una vera e propria professione, iniziamo però parlandovi di alcune cose molto frequenti che però non andrebbero fatte ed invece come muoversi in modo alternativo:

  1. NON utilizzare strumenti solo perchè sono “belli” o “divertenti” ma più che altro che siano VALIDATI dalla ricerca scientifica sui DSA. Insomma, anche un gesso per una gamba rotta se dipinto è bello o se mi muove la gamba in modo automatico è divertente, ma se la mia è una frattura alla clavicola, quel gesso, seppure bello e divertente, non servirà a nulla. Dunque, evitate di scegliere strumenti sulla base di caratteristiche diverse dalle ricerche scientifiche in corso.
  2. NON lavorate senza un obiettivo neuropsicologico specifico di miglioramento. Ma abbiate sempre un obiettivo specifico come ad esempio “migliorare la velocità di lettura di 0,3 sill/sec”; “diminuire gli errori di 1/5 percentile” etc.
  3. NON lavorate senza un periodo di lavoro PRECISO, viceversa ponete sempre il tempo in cui raggiungerete quell’obiettivo. Ad esempio “il progetto di aiuto durerà 4 mesi, ed avrà questi obiettivi… A)… etc. “

Questi e molti altri consigli li vedremo in queste 4 lezioni, gratuite per voi.

Queste qui di seguito sono solamente 1% di quello di quello che potrete apprendere nel nostro Corso ONLINE sul POTENZIAMENTO della DISLESSIA e DISORTOGRAFIA, lo trovi QUI. 

Attenzione: posti agevolati per i primi 50 iscritti; lezioni disponibili OnLine; attestato di partecipazione, corso TUTTO pratico ed interamente tenuto dal Dr. Gianluca Lo Presti. Ecco un anteprima in queste lezioni qui di seguito.

 

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In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Cosa fare quando un bambino con dislessia inverte le lettere?

Una delle caratteristiche più frequenti dei bambini con Dislessia (soprattuto se su base visiva, un approfondimento, qui) concerne l’inversione delle lettere. Se sei un genitore, operatore o insegnante ed hai avuto modo di ascoltare la lettura di un bambino con Dislessia (ovvero con Disturbo Specifici di Apprendimento), ti sarai sicuramente accorta degli errori di inversione di B con D, M con N e molti altri ancora.

In questo articolo, grazie al lavoro di ricerca specifico sulla Dislessia a cura di EasyReading possiamo trovare un confronto tra le lettere usuali (sulla sinistra) e le lettere ad ALTA leggibilità per Dislessia (sulla destra), ecco lo Slideshow:

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Un altro metodo, è quello del POTENZIAMENTO della lettura, ovvero con esercizi specifici, e ne parlo in questo video:

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In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

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Come vede i testi un bambino con Dislessia?

Per capire cosa si prova a leggere con difficoltà in lettura e per far capire lontanamente la frustrazione e l’imbarazzo di leggere il testo di tutti i giorni.

Cosa si prova nel dover affrontare un testo, anche semplicissimo, quando si è dislessici? Cosa succede nella vostra testa? Il designer inglese Daniel Britton ha cercato di simulare questa esperienza con il progetto Dyslexic Typeface. Ha elaborato uno speciale carattere tipografico spezzando, sottraendo e mischiando alcuni dei tratti fondamentali di ogni lettera. I testi scritti con questo font risultano sempre leggibili, ma richiedono molto più tempo per essere compresi e con un sforzo maggiore rispetto alla naturalezza e semplicità dell’atto quotidiano al quale siamo abituati. Provate.

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CORSI ONLINE DSA

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Come si sviluppa l’abilità di lettura? (con esempio piano di intervento)

Partiamo dall’osservare lo sviluppo oggettivo delle abilità di lettura in questa immagine:

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Il grafico mostra come si sviluppa l’abilità di lettura, nel dettaglio:
1. Stadio Pittografico.
2. Stadio logografico (5-6 anni)
Anche se non si conoscono i singoli suoni, si riconosce che una determinata
parola si riferisce a una determinata cosa. Ad esempio, si riconosce, la parola
«casa» che si riferisce al disegno della casa, ma non si conoscono né le lettere,
né il loro singolo suono («c-a-s-a»).
All’interno dello stadio logografico si manifesta lo sviluppo delle seguenti due abilità:
a) Consapevolezza fonologica: concerne la capacità di saper riconoscere le varie
parti fonemiche della parola.
b) Abilità visive: premesso che il bambino dovrebbe possedere normale acuità
visiva o vista corretta, per abilità visive s’intende il saper riconoscere le varie parti della parola (ad es., grafema, sillaba, morfemi, ecc.).
3. Stadio alfabetico (6-7 anni)

c) Lettura fonologica: è l’acquisizione della capacità di conversione del grafema

nel fonema corrispondente. Nel modello a due vie questa viene anche definita
come «via fonologica» o «sub-lessicale».
4. Stadio ortografico (8 anni in su)
d) Lettura lessicale: Con questa modalità di lettura il bambino amplierebbe sempre di più il suo magazzino di parole (si tratta appunto di un lessico nel quale sarebbe conservato il significato di quella parola e la sua pronuncia).
Ecco l’importanza di una DIAGNOSI SPECIALISTICA.
Una diagnosi che NON dica solo “il soggetto ha una diagnosi di Dislessia.(punto)”  … Non è una diagnosi che aiuta.
Invece, una diagnosi che indica il profilo funzionale ci aiuta nel piano di intervento.
In questo video, un esempio.
Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

 

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Come realizzare “La ruota dei complementi” in 3 minuti

Una meravigliosa e simpatica idea didattica è “La ruota dei complementi”. Se stai cercando uno strumento che ti offra un metodo per aiutare i tuoi alunni o figli nello studio e nell’apprendimento a scuola dei complementi, allora questa modalità ti sarà d’aiuto. Ecco come fare:

  • Scarica il file da stampare QUI;
  • Coloralo insieme ai tuoi alunni o figli;
  • Unisci le due parti;
  • Inizia ad usare la “Ruota dei complementi”.

Vuoi approfondire questo aspetto in modo pratico? Ecco il nostro corsi Online qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/



schermata-2017-02-06-alle-23-07-31 Servizio videoConsulenzaDSA con Dr. G. Lo Presti.
Tutti i Dettagli per Genitori e Operatori.


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La differenza tra -difficoltà- e -Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)-

La confusione tra una -difficoltà- di apprendimento ed un -Disturbo Specifico di Apprendimento- rischia di far compiere uno di questi due errori:

  • A) Scambiare un DSA per semplice svogliatezza o problemi passeggeri, ovvero per una semplice difficoltà;
  • B) Scambiare le difficoltà di apprendimento per indici conclamati di DSA;

Chiariamo sin da subito che una reale distinzione tra -difficoltà- e -DSA- può esser fatta solo da una figura specialistica tramite il referto di un percorso diagnostico.

Infatti, il DSA ha 3 ben note caratteristiche che la figura specialistica valuta opportunamente così da poterlo chiaramente distinguere da una semplice -difficoltà-:

1- Innato: il DSA è una condizione neurobiologica, non dovuto da altre condizioni come scarsa qualità dell’insegnamento, difficoltà emotive o problemi a livello ambientale o familiare.

2- Persistenza: nel percorso di sviluppo del bambino troviamo spesso delle difficoltà, che possono essere state a livello anamnesi del parto, linguistico, psicomotorio, oppure anche semplicemente problematiche già presenti sin dall’inizio della scuola primaria.

3- Resistenza: pur effettuano attività di potenziamento educativo, attuazione di strategie di apprendimento diverse, ed vari aiuti generici, continua a persistere una condizione di disagio nell’apprendimento scolastico. In particolare si è osservato che i bambini con DSA, diversamente da quelli con semplice -difficoltà-, anche se si lavora in modo individualizzato, accade che parametri come la rapidità di lettura, o la velocità nei calcoli non migliori, e dunque risulti costantemente al di sotto di quanto previsto per classe e per età (Tressoldi, Vio, 2008).

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Il Grafico 1 mostra la velocità di lettura dei normolettori (linea in alto) e la velocità di lettura dei soggetti con dislessia (linea in basso). Questo grafico ben rappresenta come, nel caso della Dislessia, come essa sia presente da sempre, e, nonostante attività di potenziamento della velocità di lettura questa potrà si migliorare ma non “normalizzarsi” (grafico adattato dai dati di Tucci, et al., 2013).

Con il termine -difficoltà- negli apprendimenti scolastici intendiamo invece la presenza di qualsiasi altra difficoltà riscontrata dallo studente durante la sua carriera scolastica.

Molti errori, come quelli che commette un bambino con disortografia o con discalculia, posso essere dovuti anche da fattori diversi del DSA, come:

  1. un ambiente socioculturale svantaggiato
  2. un pessimo clima famigliare
  3. una inefficace qualità dell’istituzione scolastica
  4. i fattori emotivo-motivazionali del soggetto

Possiamo dunque concludere che a fugare ogni dubbio possa essere l’accurata valutazione diagnostica effettuata da uno specialista competente in materia, così da comprendere se si tratta di una difficoltà (molto frequenti viste le richieste d’aiuto che avanza la scuola per molti dei suoi alunni) oppure di un DSA, il quale risente positivamente di interventi precoci e tempestivi.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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8 passi per un buon tema. Ottimo per DSA.

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Una delle più grandi difficoltà in cui si imbatte il bambino con Dislessia, Disortografia e Disgrafia è la composizione di temi.

Questi temi per essere ben composti necessitano della messa in campo di due grandi abilità:

  • Un buon repertorio lessicale (potenziabile con materiali dedicati al Lessico e ortografia.
  • Passi specifici per la realizzazione dei temi. Di questi ne abbiamo identificati 8, eccoli:

Area “Definizione obiettivi”

1. Che cosa scrivere: un tema, testo, lettera o riassunto?

2. Perchè scrivere: per un compito, esame, per comunicare qualcosa che ho compreso o delle informazioni?

3. Per chi scrivere: commissione, docente, amico, genitore?

Area “Ricerca di Idee”

4. Dalla memoria: scrivo tutto le mie idee e concetti relativi a quell’argomento.

5. Da nuove idee: elenco le idee che mi sono venute in mente relativamente all’argomento dato.

Area “Scelta e organizzazione delle idee”

6. Valutazione idee: delle idee al punto 4 e 5 lascio solo quelle che mi sembrano utili all’argomento dato.

7. Riordinare idee: metto in ordine numerale i punti che ho selezionato.

8. Collegamenti: definisco come collegare il punto 1 con il punto 2, il punto 2 con il punto 3, etc.

Ecco qui uno schema tratto da “Scrittura e metacognizione” di L. Cisotto (Erickson).

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8 passi specifici per un buon tema. Schema tratto da Cisotto (1998) Scrittura e Metacognizione. Trento Erickson.

Metodo di studio dislessia: comprensione del testo.

Quando un bambino normolettore legge (Mario), nel frattempo che legge sia migliora la lettura che comprende il testo. Un bambino dislessico (Carlo) legge ma non comprende bene e neppure migliora nella lettura. Dunque appare appare necesstio scindere i due processi. Per Carlo con dislessia seremo il Potenziamento (o in termini tecnici “Trattamento”) per far migliorare la lettura ed invece useremo l’ascolto per la comprensione dei testi. Nella terza immagine troviamo i 5 passi di metodo di studi nella dislessia. Tutti questi suggerimenti li trovi nel libro “Nostro figlio è dislessico” qui.

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(estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, eccoli QUI.
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Dislessia: tempi di lavoro a casa per il Potenziamento abilità di lettura.

Quanto tempo lavorare con i bambini con Dislessia per ottenere un miglioramento?
Secondo le ricerche in corso servono almeno 15 ore di intervento per migliorare un tipo di abilità ((estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).

In prima analisi osserviamo il confronto tra i vari setting in un nostra ricerca passata, e successivamente il “come” potrebbe essere organizzata una “settimana tipo”, il tutto tratto dal libro “Nostro figlio è dislessico”.

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L’ideale dunque è lavorare per un ciclo di 3-4 mesi, con un a frequenza di circa 3-4 giorni alla settimana, prima dei compiti per casa, con esercizi e software specifici. Ecco i nostri post sul Potenziamento, li trovi qui.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/


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4 indicazioni utili per il trattamento domiciliare dislessia (per esperti DSA)

Quattro consigli immediati a chi si trova a dover affrontare un intervento domiciliare sulla Dislessia (estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).

1- Il trattamento domiciliare ha la sua efficacia.

2- Gli esercizi migliori sono quelli basati su abilità di sviluppo della lettura.

3- Appare utile proporre più cicli.

4- Nel nostro caso singolo è bene monitorare il trend evoluto del soggetto.

Eccoli in slideshow.

 

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Ecco i sintesi le 4 indicazioni e la bibliografia scientifica di riferimento:

 

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Cosa dire al bambino con Dislessia?

Semplicemente la verità: l’importante è che la si dica in modo semplice.

Una buona strategia è quella di far leva sulle caratteristiche positive e negative di ognuno.

«Ogni bambino è bravo in qualcosa, tu sei molto bravo a giocare a calcio, ballare, smontare gli oggetti, conoscere tutti i nomi di… (ecc.); molti tuoi compagni di scuola tutto questo non sanno gl story 3farlo. Nonostante ciò, come ti rendi conto anche tu, hai delle difficoltà quando leggi/scrivi/fai i calcoli. Ecco, questa tua fatica si chiama dislessia (o qualsiasi altro DSA). Ovvero, hai una buona intelligenza come e più degli altri. Nonostante ciò, sono però molte le persone che, malgrado a scuola abbiano avuto molte difficoltà come te adesso, nella vita sono riuscite a dare il meglio di sé. La dislessia, infatti, è molto comune: anche molti altri tuoi compagni potrebbero essere dislessici ma non saperlo.»

Tratto da “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi QUI.

 

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5 Punti di forza cardinale nella Dislessia

Tra rimproveri, difficoltà e compiti mal eseguiti, appare necessario andare a scovare le qualità di uno studente con Dislessia, e questo lo si può fare solo in due modi:

a) Dopo una buona valutazione diagnostica, la quale non si limiti a dei semplici “test” (ne abbiamo parlato qui), ma che indichi nel dettaglio cosa ha il soggetto e come poterlo aiutare;

b) Osservare lo studente nello studio ed incentivare ciò in cui va già bene, in quanto molto spesso si mettono in atto strategie naturali al fine di aggirare le difficoltà.

Secondo la nostra esperienza, come séguito all’articolo “Abilità sviluppate grazie alla dislessia“, ecco cinque importanti punti di forza nella Dislessia:

1 – Abilità visive.

Sfruttate le mappe concettuali. Queste permettono l’apprendimento di un contenuto attraverso il canale visivo. Ricordiamo che le stesse possono essere usate durante le interrogazioni come previsto dal PDP e normativa vigente per DSA. Ma ciò con cui riusciamo ancor meglio a far emergere le abilità visive dello studente con dislessia, è di certo attraverso l’uso dei video per l’apprendimento. Dunque, impariamo ad usare siti come OVO, Rai Cultura e Rai Scuola dove troviamo video didattici per tutte le classi.

2- Concentrazione sui contenuti degli argomenti.

Una delle tecniche più efficaci (e nonché la più discussa e controversa) è quella della lettura del testo da parte dell’insegnante, del genitore o sintesi vocale. I normolettori leggono e comprendono, e dunque non posso spendere le proprie risorse cognitive interamente nella comprensione, ma parte di esse, devono essere dedicate alla lettura di decodifica. Nella dislessia ciò può non avvenire, dunque lo studente dislessico ha la possibilità di immergersi completamente nel contenuto di ciò che viene letto o spiegato. Vi è anche la situazione in cui bisogna prendere appunti durante la spiegazione. Succede la stessa cosa: mentre gli altri devono prendere appunti (transcodifica ortografica) ed in più anche comprendere, il soggetto con dislessia può concentrarsi interamente sui contenuti illustrati. Ciò a patto che il docente (come spesso previsto nei PDP), fornisca poi delle risorse audio o cartacee ridotte (come delle mappe) della spiegazione effettuata.

3- Conoscenza degli strumenti compensativi informatici.

Lo studente dislessico, spesso a sue spese di tempo e fatica, ai fini di una propria autonomia allo studio, è necessario che apprenda alla perfezione software e strumenti informatici (come sintesi vocali e mappe concettuali, qui una nostra risorsa gratuita). Le mappe concettuali, scrivere veloci con il computer, fare sintesi delle lezioni ascoltate, e tanto altro, è l’ordinaria amministrazione per gli studenti eccellenti delle Università. Infatti, accade proprio all’Università che ciò per tutti sarà nuovo ma necessario, per gli studenti con Dislessia sarà già conosciuto ed automatico. Insomma, uno studente con dislessia all’Università ha la possibilità di essere un passo avanti.

4- Uso di strategie alternative, utili per tutta la classe.

Qui vi è un esempio con il contafacile per la Discalculia, qui un altro esempio con la “Strategia della cardinalità”. Sono solo alcuni dei tanti esempio di come strumenti e strategie utilizzate per i Distrubi Specifici di Apprendimento risultato efficaci, utili e funzionali per tutti gli alunni della classe.

5- Motivazione alla riuscita.

Su Autostima e Dislessia ne parleremo sempre di più in futuro (qui alcuni articoli), quello che vorremmo però sottolineare è che comunque sia la Dislessia che i DSA rappresentano delle reali difficoltà nelle attività scolastiche e quotidiane. Dunque, se da un lato abbiamo il rischio reale di avere delle cadute nella stima di sè, dall’altro abbiamo la possibilità che ogni individuo che supera una sua difficoltà ottiene un grande risultato, ovverosia il premio di essere maggiormente resiliente alle difficoltà della vita.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Abilità sviluppate grazie alla Dislessia

Una migliore visione periferica e la capacità di dare un senso a enormi quantità di dati visivi: sono solo alcune delle abilità che possono essere sviluppate con la Dislessia.

Le difficoltà legate alla Dislessia ed ai Disturbi Specifici di Apprendimento sono sotto i nostri occhi ogni giorno. Dalle difficoltà di decodifica della lettura, ortografia, grafia e calcolo, sino ad arrivare agli aspetti emotivi, come la scarsa Autostima, ansia ed altri aspetti emotivi.

Nonostante ciò, alcune ricerche, mostrano delle osservazioni rilevanti e positive, vediamone alcune.

Migliore visione periferica. Anche se i ragazzi con Dislessia sono meno bravi nei dettagli (come l‘inversione delle lettere), ma più acuti nel percepire ciò che accade tutto intorno al proprio campo visivo, dunque cogliere più rapidamente uno schema nel suo insieme.

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Le scale impossibili di Escher (Fig. 1).

Nella Figura 1 troviamo “Le scale impossibili di Escher”, tramite le quali, la Psicologa Catya von Càrolyi, in una sua ricerca indica come i soggetti con Dislessia siano più  veloci degli altri ad identificare quali scale siano “possibili” e quali invece “impossibili”. I lettori tipici, invece, hanno bisogno di un terzo del tempo in più.

Gli studi di Schneps (pubblicate su Bulletin of the American Astronomical Society), indicano che gli astrofisici con Dislessia hanno alle volte superato i colleghi nell’individuazione degli schemi che indicano i buchi neri.

Ancora ricerche di Schneps hanno indicano come, mostrando delle immagini sfocate, gli studenti con dislessia siano più bravi a coglierne le informazioni contenute meglio dei normolettori.

Altri punti di forza sono la capacità di memorizzare per immagini; fare collegamenti non convenzionali; creatività e produzione di nuove idee.

Il cosiddetto “genio creativo” dei bambini con Dislessia lo trovate anche in uno dei 7 buoni libri sulla Dislessia.

Tali ricerche, insieme alla nostra esperienza, ci permettono di capire come dunque sfruttare questi punti di forza. Continua a leggere I 5 Punti di forza cardinale nella Dislessia.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Bibliografia consultata.

Annie Murphy Paul, (2012) “Il lato buono della dislessia”. Internazionale 936. 17 febbraio 2012. Pg. 94.

La cosa più importante nei DSA

Per chi ci segue parliamo delle guide più importanti da conoscere se si ha un figlio/alunno con #Dislessia e #DSA. Passando dai test al potenziamento e per DSA, sino al modo di approcciarsi per sostenere la motivazione e l’autostima.

Per chi ci seguirà, non ci fermiamo qui. Nuove Guide e Aiuti per DSA ogni mese sul nostro sito web (Se vuoi, iscrivi alla newsletter, qui: http://gianlopresti.voxmail.it/user/register )

gl story 9Ora vorrei dirvi la cosa alla quale teniamo di più.
E’ importante ma non indispensabile che il bambino venga valutato da uno o 10 specialisti, e neppure che gli si facciamo uno o 10 test.
Come compilare una o 10 pagine di PDP. O fare uno o 10 incontri a settimana. E neppure organizzare o partecipare a uno o 10 corsi o convegni.
L’importante è far questo affinché il bambino migliori.
Fare test al di là del punteggio per capire la sua reale difficoltà, comprendere “chi è” lui. Stilare PDP che poi alla fine vengano sul serio rispettati da tutti i docenti di tutte le materie in tutte le fasi scolastiche; organizzare corsi che diano veramente strumenti che aiutino gli studenti e gli insegnanti.

→ INSEGNAMENTO ««Normative, test, corsi, convegni e documenti.
L’importante è che il bambino migliori.
Ecco, cosa conta di più»».

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia: stiamo davvero facendo tutto il possibile? 3 cose da fare

Sono ormai molti gli studi che mostrano le evidenze scientifiche del potenziamento delle abilità di lettura, dunque con un incremento della velocità di lettura nei soggetti dislessici.
Ovviamente non si punta alla normalizzazione della velocità (vi è sempre presente un disturbo a carattere neurobiologico di fondo), quanto piuttosto ad acquisire una migliore abilità di lettura cercando di diminuire il più possibile il «gap» di distanza con gli altri normolettori.
Ripeto, non è importante puntare ad una impossibile normalizzazione di velocità di lettura, quanto piuttosto ad un miglioramento nello stesso soggetto.

Ciò è possibile seguendo queste indicazioni:

A- Valutare il livello.
_Purtroppo osservo con rarità valutazioni che indichino il livello effettivo del soggetto con#Dislessia. Come nella foto, vi sono 4 livelli (secondo l’accreditato Modello di sviluppo delle abilità di lettura, di Uta Frith), ovvero:
1- Consapevolezza fonologica;
2- Discriminazione visiva;
3- Abilità Fonologiche;
4- Abilità Lessicali.

B- Intervenire solo e solamente sul livello specifico del soggetto.
_Se non si sviluppa il livello “1”, sarà difficile accede al livello “2”.
E così via. Se il bambino si trova, ad esempio, ad un livello “2”, sarà qui necessario intervenire. Dunque, se dopo la valutazione, la sua difficoltà sarà concentrata nella Discriminazione visiva, la quale consiste nella difficoltà di distinguere lettere simili tra di loro dal punto di vista visivo, pur vedendoci benissimo, così da avere le classiche difficoltà come inversioni di lettere simili come B con la D, C o G, etc (qui un video in cui spiego cosa fare con queste specifiche difficoltà: https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti/videos/vl.152245498523837/600969233402630/ )

C- Lavorare con costanza ogni giorno, anche per 20 minuti, prima dei compiti per casa ed una volta a settimana per 60 minuti.

Siamo proprio sicuri che stiamo lavorando sul livello giusto? Che ci abbiamo consigliato cosa fare? E come fare, per far migliorare il bambino con dislessia?

gl story 6→ INSEGNAMENTO ««Il potenziamento delle abilità, anche se scarsamente utilizzato, risulta essere molto efficace.
Per attuarlo servono 3 passi:
A- Valutazione che indichi il tipo di Dislessia (vedi foto);
B- Materiale che lavori solo ed esclusivamente su quello specifico livello (non utilizzare materiale generico, uguale per tutti, non sperimentato, o che non abbia un chiaro modello scientifico di fondo);
C- Lavorare con costanza (non basta una volta a settimana, anche se con poco impegno ma è importante lavorare anche a casa)»».

Bibliografia citata.
Frith, U. (1985) Beneath the surface of developmental dyslexia. In K. E. Patterson, J. C. Marshall & M

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia e DSA: Test Test Test

Sono importantissimi, ma non sono tutto.
Sono indispensabili, ma non sono la precisione assoluta.
Sono indicativi, ma non ci diranno mai chi è un soggetto, chi è «il» bambino.

gl story 5Sono molti i Test utilizzati per diagnosticare e valutare un bambino con‪ #‎Dislessia‬ e ‪#‎DSA‬.

Ogni test, dopo un semplicissimo calcolo statistico, indica un punteggio.

— Velocità —
Se parliamo di “velocità” il valore normale è con Z=”0″, come -0,3 oppure +0,5.
Eccellente da +1 in su, come +1,3 a salire.
Deficitario se -1 come -1,2 a scendere.

Nel caso in cui trovassimo un punteggio Z da -2 in giù, come ad esempio, -2,5; -3,1; etc. allora con ragionevole certezza, siamo di fronte ad una forte difficoltà in ciò che quel test misura.

Se misurando la “velocità” di lettura, otteniamo Z=-2,1 allora quel bambino legge come il 2,5% dei bambini che hanno letto peggio quella prova, ed abbiamo una certezza superiore al 95% che sia così.

— Errori —
Se parliamo di errori, il valore in caso di esito con prova deficitaria è indicata con <5°, ovvero “inferiore al quinto percentile”.

Ciò significa che quel bambino va male come il 5% dei bambini che hanno ottenuto la prestazione peggiore in quella prova.

Anche in questo caso, abbiamo una certezza al 95% che il test sia corretto.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

— Conclusioni —
Sia che si tratti di velocità, sia che si tratti di errori, ogni Test ha quello che si definisce “ESM”, ovvero Errore Standard di Misura, dunque ogni test ha un margine controllato di errore, ma sempre di errore si tratta.
Come bypassare questo errore?
Investendo molte più risorse nell’intervista anamnestica, discutendo con la famiglia del bambino per il bambino, osservando i quaderni, chiedendo come studia il pomeriggio, quanto tempo, quali sono le sue difficoltà nella vita quotidiana. Cose che i test, non rilevano.

Se volete approfondire la valutazione ed i test per Dislessia e DSA (anche per ADHD ed altro) ho scritto questi libri per voi, qui: http://bit.ly/29UoTe3 .

→ INSEGNAMENTO ««Meno test e più ascolto. Dedicate molto più tempo a chiedere ai genitori i dettagliati indici di sviluppo; le fasi concernenti il parto, lo sviluppo linguistico e psicomotorio, e poi ancora il metodo di studio, le autonomia, la stanchezza, l’osservazione dei quaderni con i tipi di errori.
E, sopra ogni cosa, come il bambino -vive- la sua difficoltà»».

(Se utile, ricordati di condividere).
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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Il Potenziamento nei DSA

Vedevo tutti intenti a prendere appunti, mentre mi trovavo a ‪#‎Genova‬, grazie a OSDislessia Genova Tigullio Onlus, a parlare di cosa «prova» un bambino con ‪#‎Dislessia‬ in classe, di quali strumenti compensativi usare in classe e che tipo di didattica per i Disturbi Specifici di Apprendimento.

gl story 1

Ciò mi ha onorato più del dovuto. Perché?
Semplicemente, perché racconto la mia esperienza fatta di aiuti ogni giorno, ogni giorno ed ancora, ogni giorno con bambini con Dislessia e ‪#‎DSA‬.

Mi vengono poste domande, e rispondo, rispondo su quali siano le migliori metodiche, a mio avviso, per potenziare le sue abilità.
Si, proprio “abilità”.
Si, proprio “potenziare”.

Perché?

Perché, tecnicamente, non abbiamo una lesione o perdita di abilità (motivo per cui è di certo poco consono nei DSA parlare di “riabilitazione”), quanto piuttosto abbiamo uno sviluppo “diverso” delle abilità di apprendimento, una “caratteristica” di apprendimento.

E, dunque, “potenziamento” di abilità, sia “carenti” che “eccellenti”.

Nella Dislessia potenziamo il margine che è possibile migliorare della loro lettura deficitaria (potenziamento di abilità carente), ma potenziamo anche ciò che hanno sviluppato grazie alla loro intelligenza, come la memoria visiva, le strategie di studio alternativo, o il canale uditivo (potenziamento di abilità eccellente).

Non ci interessa che leggano velocemente come gli altri, ci interessa fargli recuperare il massimo di abilità di lettura entro i 12 anni.
Con ciò potranno studiare meglio, faticare di meno, ed usare con più efficacia gli strumenti compensativi.

→ INSEGNAMENTO ««Potenziare le abilità di apprendimento nei DSA risulta essere prioritario rispetto ai compiti per casa, agli strumenti dispensativi e compensativi»».

(Se utile, ricordati di condividere).

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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Guide e aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia: Il genitore abbandonato

Non ditemi che non vi è mai accaduto.
Chiedersi «Ma cosa succede?» quando vostro figlio non leggeva, non riusciva a scrivere o fare i calcoli come tutti gli altri.

Domandarsi «Ed ora cosa faccio?» dopo della diagnosi di #Dislessia o #DSA.

Li ho accolti nel mio studio, ricevuti alla fine di un convegno, parlato loro via mail e messaggi, e ciò che ho più osservato nel mio lavoro di esperto in diagnosi, valutazioni ed aiuti per Disturbi Specifici di Apprendimento, sono state le emozioni di ansia, timore, sfiducia ed insicurezza di centinaia di genitori che ho conosciuto fin ora.

Si è abbandonati. C’è poco da dire.
Abbandonati alla ricerca di un doposcuola, oppure di una figura specialistica (quale?), e ci si trova la notte a cercare su internet termini, materiali e consigli anche da parte di altri genitori.

gl story 3Per aiutarvi ho scritto un libro, non necessita né di pubblicità né di presentazione, «“Nostro figlio è dislessico” libro di G. Lo Presti» come manuale di aiuto aiuto per Disturbi Specifici di Apprendimento, è uno dei libri più acquistati da voi genitori Italia sui DSA, dunque sorvolo sul parlarne (in caso lo trovate qui: http://bit.ly/2a7fldK )

→ INSEGNAMENTO: ««Vostro figlio con DSA necessità di un modo diverso di apprendere.
Se non riesce con la lettura autonoma, sostituitela con l’ascolto del brano.
Se non riesce con la memoria dei termini, integrate con l’uso della mappa concettuale, sia nello studio che nella ripetizione.
Se non riesce in tutti i compiti per casa, puntate su quelli in cui ha più successo.
Sarà dura all’inizio, ma poco dopo sarete voi i migliori esperti nello studio di vostro figlio»».

(Se utile, ricordati di condividere).
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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti