3 soluzioni su come impostare i temi con i bambini con Dislessia, Disortografia o Disgrafia

Capita spesso di dover far scrivere i temi ad un bambino con Dislessia o Disortografia e di non sapere cosa fare. Una prima soluzione è quello di un training Lessicale-Strategico, una seconda soluzione potrebbe essere più semplice, ma non meno efficace, ovvero questa, la quale si basa sulla modifica della didattica.
1- Usate immagini in ausilio ai testi, e disegni in aggiunta a testo (tranne per i casi di disgrafia). Fatto ciò, fate ripetere oralmente i contenuti, che oltre essere previsto da legge 170/10, è un modo per far esprimere i contenuti bypassando la difficoltà di scrittura grafica o ortografia.

2- Usate punti di guida sequenziali (testi narrativi), così da poter dare delle linee guida concettuali al bambino, l’importante è che, oltre che essergli lette (se il caso lo richiede), è che siano, appunto, scritte in sequenza, in ordine logico. Come sappiamo molti bambini con DSA hanno difficoltà tra prima-dopo, ieri-oggi-domani, che appunto si definiscono difficoltà nelle sequenze legate.

3 – Creare una scaletta di cosa scrivere (testi descrittivi). A diversi livelli di competenza, gli alunni possono fare da sé la scaletta o concordarla a coppie o piccoli gruppi, dove gli alunni con DSA si aiutano a vicenda coi compagni. Vedrete come i ragazzi con DSA sapranno dare, ai compagni che studiano con metodi più tradizionali, utili ed innovativi suggerimenti.

 

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Ecco i nostri corsi online per Dislessia e DSA: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Esami Stato 2017: cosa è previsto per DSA e BES? Ecco le linee guida.

In riferimento all’ Art.23 dell’O.M. n. 257 Esami di Stato 2017 MIUR abbiamo provveduto ad indicare il testo originale in cui abbiamo evidenziato le parti più importati per gli esami dei candidati con DSA e BES.


Comma 1. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del D.P.R. n. 122/2009 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazio- ne della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al D.P.R. n. 323/1998 il Pia- no Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al mo- mento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni di cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .

  1. I candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto. Per la pubblicazione delle prove scritte e la valutazione complessiva delle prove, si rinvia a quanto previsto nel precedente articolo 22.
  2. Per quanto riguarda i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendi- mento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, di cui al precedente arti- colo 6, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nei precedenti articoli. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall’intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l’osservanza della procedura di cui al precedente articolo 20. Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi a tali discipline sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle pro- ve scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nei precedenti articoli. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .
  3. Per altre situazioni di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), formalmente individuati dal consiglio di classe, devono essere fornite dal medesimo Organo utili e opportune indicazioni per consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l’esame di Stato. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dalla Direttiva 27.12.2012 recante Strumenti di intervento per alunni con Bisogni educativi speciali ed organizzazione scolastica per l’inclusione, dalla circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 e dalle successive note, di pari oggetto, del 27 giugno 2013 e del 22 novembre 2013 – esaminati gli elementi forniti dal consiglio di classe, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, relative ai candidati con Bisogni Educativi Speciali (BES). A tal fine il consiglio di classe trasmette alla Com- missione d’esame il Piano Didattico Personalizzato. In ogni caso, per tali alunni, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per alunni e studenti con DSA, solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.


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Come realizzare “La ruota dei complementi” in 3 minuti

Una meravigliosa e simpatica idea didattica è “La ruota dei complementi”. Se stai cercando uno strumento che ti offra un metodo per aiutare i tuoi alunni o figli nello studio e nell’apprendimento a scuola dei complementi, allora questa modalità ti sarà d’aiuto. Ecco come fare:

  • Scarica il file da stampare QUI;
  • Coloralo insieme ai tuoi alunni o figli;
  • Unisci le due parti;
  • Inizia ad usare la “Ruota dei complementi”.

Vuoi approfondire questo aspetto in modo pratico? Ecco il nostro corsi Online qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/



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Strategie educative a scuola

Video per il convegno di “Beautiful Mind” 2017. Ho parlato di strategie educative tramite un video in video conferenza. Se anche tu per il tuo evento vuoi una video conferenza per #Dislessia e #DSA,  ti basta scriverci una mail: gian_lopresti@yahoo.it


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PortaTabelline – Compensativo Discalculia

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Una mamma ed insegnante di nome Maria mi scrive:

“Questo è’ lo strumento compensativo che ho elaborato per mia figlia. È’ sempre un portachiavi che ha vicino all’astuccio e che le permette di non dissipare le sue risorse nel recupero di informazioni in memoria investendole invece con la memoria procedurale per la risoluzione delle moltiplicazioni e divisioni”.
Ovviamente è un’idea geniale, utile e simpatica per avere un supporto continuo nei casi di Discalculia o Difficoltà nel calcolo.
E’ molto semplice da realizzare, basta stampare un foglio in A4 con le tabelline qui di seguito:
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Farle plastificare in qualsiasi centro stampe, ritargliarle con un buco di lato per l’ingresso del portachiavi ed il vostro PortaTabelline sarà pronto.
Siamo certi che sarà utilissimo.

Ecco i nostri corsi online per Dislessia e DSA: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/


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Come far apprendere le tabelline con il “Robot/Aiuto calcolo”.

Una delle strategie didattiche che meglio può motivare un bambino di scuola nell’apprendimento del calcolo è tramite l’uso di strumenti semplici ma interattivi.

Una grande difficoltà a scuola primaria è rappresentata dal come far imparare le tabelline di matematica. Se poi sono presenti in classe bambini con discalculia oppure con difficoltà nel calcolo, insegnare loro un modo per l’apprendimento delle dieci tabelline appare ancora più problematico. Sono presenti vari metodi su come far imparare le tabelline ai bambini. Qui trovate materiale gratuito sulla discalculia. Adesso però vorrei parlarvi del  robottino di aiuto per le moltiplicazioni. Lo possono utilizzare tutte le maestre ed i genitori che vogliono aiutare i loro alunni che figli nell’apprendimento delle tabelline.

Fase 1 -> Creazione della tabellina.

Prenderemo ad esempio la tabellina del 10.

Prendiamo un foglio, e per ogni tabellina mettiamo 3 colonne.

Colonna 1 SOLO un elenco di “10”.

Colonna 2. Primo posto VUOTO dal secondo in poi “0”, poi “10”, etc. Se fosse la tabellina del 3 sarebbe “0”, poi “3” poi “6”. Insomma tutta la tabellina.

Colonna 3. Semplicemente i numeri da “1” a “10”.

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Fase 2 -> Creazione del Robot.

A questo punto facciamo disegnare un ROBOT con due occhi forati ed una bocca (all’altezza dei numeri della seconda colonna).

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Il Robot/Aiuto per le tabelline. Grazie a mamma Annie per la segnalazione ed alla docente di sua figlia per la realizzazione.

A questo punto possiamo far esercitare a trovare la soluzione al robot, in ripetizione, finchè non vi saranno automatizzate le tabelline.

Per altre strategia leggi: “Alcune strategie per imparare tutte le tabelline” QUI.


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5 ottimi software di mappe concettuali per Dislessia e DSA

Organizzare il materiale di studio è essenziale per ripetere la propria lezione. Soprattutto se si tratta di uno studente con Dislessia e DSA.

La scelta può apparire davvero difficile, e spaziano da mappe per la scuola primaria, sino a software più importanti per la scuola secondaria (medie e superiori).

Da tenere in considerazione anche le mappe per iPad e Android.

Vediamo insieme le mappe a nostro modesto parere sembrano più adatta alla Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento.

Se questo articolo ti è utile, ricordarti di condividerlo, magari potrà essere utile anche ad altri.

Ti ricordo gli altri argomenti del sito:

PC iPad

(App. Store)

Android

(Play Store)

CmapsTools (gratuito)

Per Pc http://cmaptools.softonic.it/

Per Apple Mac http://cmaptools.softonic.it/mac

FreeMind (gratuito)

Per Pc http://freemind.softonic.it/

Per Apple Mac http://freemind.softonic.it/mac

Tutorial: https://gianlucalopresti.net/2015/03/10/turorial-cmap-software-compensativi/

iperMAPPE 2 – Erickson

Sito: http://strumenticompensativi.erickson.it/ipermappe-presentazione/

Mind Meister

https://www.mindmeister.com/it

Xmind

http://www.xmind.net/

Inspiration Maps VVP

 

iDesk

SimpleMind

 

SchematicMind

 

DroidDia prime


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Compiti per casa: “Segnacompiti visivo” 4 passi per realizzarlo.

Un utilissimo segnacompiti che sfrutta la via visiva ed analogica per far visualizzare subito i compiti settimanali e per l’indomani.

Ideale per i bambini con dislessia e dsa per imparare sin da piccoli ad auto-organizzarsi nelle loro attività.

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Ecco come realizzarlo:

1- cornice di cartone (anche quelle per i poster foto senza vetro/plastica).

2- incollare uno o più fogli in cui segnare i giorni della settimana.

3- usare post-it o colla vinilica per incollare le materie.

4- inserire freccia mobile realizzata anche con carta o cartoncino.


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8 passi per un buon tema. Ottimo per DSA.

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Una delle più grandi difficoltà in cui si imbatte il bambino con Dislessia, Disortografia e Disgrafia è la composizione di temi.

Questi temi per essere ben composti necessitano della messa in campo di due grandi abilità:

  • Un buon repertorio lessicale (potenziabile con materiali dedicati al Lessico e ortografia.
  • Passi specifici per la realizzazione dei temi. Di questi ne abbiamo identificati 8, eccoli:

Area “Definizione obiettivi”

1. Che cosa scrivere: un tema, testo, lettera o riassunto?

2. Perchè scrivere: per un compito, esame, per comunicare qualcosa che ho compreso o delle informazioni?

3. Per chi scrivere: commissione, docente, amico, genitore?

Area “Ricerca di Idee”

4. Dalla memoria: scrivo tutto le mie idee e concetti relativi a quell’argomento.

5. Da nuove idee: elenco le idee che mi sono venute in mente relativamente all’argomento dato.

Area “Scelta e organizzazione delle idee”

6. Valutazione idee: delle idee al punto 4 e 5 lascio solo quelle che mi sembrano utili all’argomento dato.

7. Riordinare idee: metto in ordine numerale i punti che ho selezionato.

8. Collegamenti: definisco come collegare il punto 1 con il punto 2, il punto 2 con il punto 3, etc.

Ecco qui uno schema tratto da “Scrittura e metacognizione” di L. Cisotto (Erickson).

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8 passi specifici per un buon tema. Schema tratto da Cisotto (1998) Scrittura e Metacognizione. Trento Erickson.

Metodo di studio dislessia: comprensione del testo.

Quando un bambino normolettore legge (Mario), nel frattempo che legge sia migliora la lettura che comprende il testo. Un bambino dislessico (Carlo) legge ma non comprende bene e neppure migliora nella lettura. Dunque appare appare necesstio scindere i due processi. Per Carlo con dislessia seremo il Potenziamento (o in termini tecnici “Trattamento”) per far migliorare la lettura ed invece useremo l’ascolto per la comprensione dei testi. Nella terza immagine troviamo i 5 passi di metodo di studi nella dislessia. Tutti questi suggerimenti li trovi nel libro “Nostro figlio è dislessico” qui.

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(estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, eccoli QUI.
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DSA e Studio. Essere autonomi nello studio? Serve scrivere veloci al PC

Abbiamo tantissime applicazioni per lo studio con il PC per Dislessia e DSA (qui trovi una rassegna completa) ma, prima ancora di saper usare qualsiasi tipo di strumento digitale, servono due compentenze di base. La prima è un’adeguata abilità di lettura, scrittura e calcolo di base (qui trovi tutti i consigli sul potenziamento), la seconda è avere delle minime competenze dattilografiche, ovvero: saper scrivere veloci con la tastiera.

Per imparare a saper scrivere in modo dinamico e familiare con la tastiera non servono particolari abilità di base, ma questo permette soprattutto agli studenti con Disortografia e Disgrafia di mettere in pratica in miglior modo l’uso degli strumenti compensativi digitali.

La compentenza non solo è facile da acquisire, ma è anche decisamente sottovalutata. Nel mio lavoro ritengo essenziale effettuare un training di autonomia all’uso del PC, prima di spiegare l’uso di tutti gli utilissimi software. Sapete quante volte ho sentito frasi come “ho fatto fare tanti corsi e campus a mio figlio per l’uso degli strumenti, li ho pure comperati, ma poi non li ha usati”? Decisamente troppe volte.

Ultimamente abbiamo però una grande e bella novità, e ce la introduce Filippo Barbera.

Filippo Barbera è un maestro elementare, si è specializzato in Psicopatologia dell’Apprendimento e ormai da anni svolge un’intensa attività di studio sui DSA e di sensibilizzazione nelle scuole del territorio nazionale. Ma la cosa più importante per noi, è che Filippo Barbera è dislessico e credo che sicuramente da piccolo avrà conosciuto quell’emozione di volercela fare nonostante le difficoltà, e quella motivazione di aiutare gli altri studenti con Dislessia e DSA. Trovate qui il suo sito web, visitatelo.

La sua proposta è quella di introdurre Dattilografia nell’ora di tecnologia, a partire dal terzo anno di scuola primaria. Come noi ben sappiamo, questa attività è strategica per diversi motivi:

1) risolve alla radice il problema delle difficoltà di scrittura;

2) è una competenza utile per tutti gli alunni;

3) se effettuata alla scuola primaria, consente ai professori della secondaria di concentrarsi di più sul metodo di studio.

Qui troviamo le slide principali della sua ultima ricerca presentata al Congresso AIRIPA di Torino, in cui ci parla degli obiettivi, degli strumenti e come realizzare il tutto.

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Le indicazioni sono chiare: un percorso di dattilografia con il software Scrivere veloci con la tastiera (lo trovate qui) piace e migliora il lavoro di studenti ed insegnanti. Bastano un paio d’ore (6 circa) per acquisire questa abilità fondamentale. Dunque perchè non inserirlo in progetti scolastici o nel programma didattico di ogni scuola visto che aiuta ogni singolo alunno?

Un ringraziamento all’Autore del lavoro di ricerca, Filippo Barbera, che potete seguire su Facebook qui, oppure scrivergli una mail a:  iodislessico@gmail.com .

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Grazie mille per l’attenzione.

 

 


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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5 Punti di forza cardinale nella Dislessia

Tra rimproveri, difficoltà e compiti mal eseguiti, appare necessario andare a scovare le qualità di uno studente con Dislessia, e questo lo si può fare solo in due modi:

a) Dopo una buona valutazione diagnostica, la quale non si limiti a dei semplici “test” (ne abbiamo parlato qui), ma che indichi nel dettaglio cosa ha il soggetto e come poterlo aiutare;

b) Osservare lo studente nello studio ed incentivare ciò in cui va già bene, in quanto molto spesso si mettono in atto strategie naturali al fine di aggirare le difficoltà.

Secondo la nostra esperienza, come séguito all’articolo “Abilità sviluppate grazie alla dislessia“, ecco cinque importanti punti di forza nella Dislessia:

1 – Abilità visive.

Sfruttate le mappe concettuali. Queste permettono l’apprendimento di un contenuto attraverso il canale visivo. Ricordiamo che le stesse possono essere usate durante le interrogazioni come previsto dal PDP e normativa vigente per DSA. Ma ciò con cui riusciamo ancor meglio a far emergere le abilità visive dello studente con dislessia, è di certo attraverso l’uso dei video per l’apprendimento. Dunque, impariamo ad usare siti come OVO, Rai Cultura e Rai Scuola dove troviamo video didattici per tutte le classi.

2- Concentrazione sui contenuti degli argomenti.

Una delle tecniche più efficaci (e nonché la più discussa e controversa) è quella della lettura del testo da parte dell’insegnante, del genitore o sintesi vocale. I normolettori leggono e comprendono, e dunque non posso spendere le proprie risorse cognitive interamente nella comprensione, ma parte di esse, devono essere dedicate alla lettura di decodifica. Nella dislessia ciò può non avvenire, dunque lo studente dislessico ha la possibilità di immergersi completamente nel contenuto di ciò che viene letto o spiegato. Vi è anche la situazione in cui bisogna prendere appunti durante la spiegazione. Succede la stessa cosa: mentre gli altri devono prendere appunti (transcodifica ortografica) ed in più anche comprendere, il soggetto con dislessia può concentrarsi interamente sui contenuti illustrati. Ciò a patto che il docente (come spesso previsto nei PDP), fornisca poi delle risorse audio o cartacee ridotte (come delle mappe) della spiegazione effettuata.

3- Conoscenza degli strumenti compensativi informatici.

Lo studente dislessico, spesso a sue spese di tempo e fatica, ai fini di una propria autonomia allo studio, è necessario che apprenda alla perfezione software e strumenti informatici (come sintesi vocali e mappe concettuali, qui una nostra risorsa gratuita). Le mappe concettuali, scrivere veloci con il computer, fare sintesi delle lezioni ascoltate, e tanto altro, è l’ordinaria amministrazione per gli studenti eccellenti delle Università. Infatti, accade proprio all’Università che ciò per tutti sarà nuovo ma necessario, per gli studenti con Dislessia sarà già conosciuto ed automatico. Insomma, uno studente con dislessia all’Università ha la possibilità di essere un passo avanti.

4- Uso di strategie alternative, utili per tutta la classe.

Qui vi è un esempio con il contafacile per la Discalculia, qui un altro esempio con la “Strategia della cardinalità”. Sono solo alcuni dei tanti esempio di come strumenti e strategie utilizzate per i Distrubi Specifici di Apprendimento risultato efficaci, utili e funzionali per tutti gli alunni della classe.

5- Motivazione alla riuscita.

Su Autostima e Dislessia ne parleremo sempre di più in futuro (qui alcuni articoli), quello che vorremmo però sottolineare è che comunque sia la Dislessia che i DSA rappresentano delle reali difficoltà nelle attività scolastiche e quotidiane. Dunque, se da un lato abbiamo il rischio reale di avere delle cadute nella stima di sè, dall’altro abbiamo la possibilità che ogni individuo che supera una sua difficoltà ottiene un grande risultato, ovverosia il premio di essere maggiormente resiliente alle difficoltà della vita.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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Calma, basta applicare il PDP per DSA

Non pensavo potesse accadere.
Mi hanno invitato a Bucarest per spiegare loro come aiutiamo i bambini con #DSA in Italia.

gl story 7Da loro esistono le “scuole” speciali, diversamente da noi che abbiamo l’integrazione totale degli alunni.
E’ vero, molto vi è da fare, ma abbiamo, tutto sommato, un eccellente sistema scolastico.

Una Legge 170/10 che tutela i nostri alunni e riconosce i Disturbi Specifici di Apprendimento.
Il DM 5669, 12 luglio 2011 che indica che deve essere predisposto un PDP per i DSA e linee guida a scuola.
Formazione a scuola, promozione e conoscenza degli strumenti compensativi, materiali, schede, convegni, riviste, etc.

Ma tutto questo è reso vano senza l’insegnamento numero sette.

→ INSEGNAMENTO ««Il #PDP per DSA deve essere applicato.
E’ lo strumento cardine, elaborato dalla scuola, su presentazione della diagnosi da parte della famiglia.
Legge 170/10, decreti MIUR, Circolari #BES, corsi, convegni, strumenti compensativi e riunioni: ma è tutto inutile se il PDP non viene poi regolarmente applicato e rispettato dai docenti a scuola.
Attenzione, non vogliamo generalizzare, il rispetto in molte scuole avviene già, ma non in tutte. E’ questo che vogliamo, il diritto di un PDP rispettato in tutte le scuole (come in alcune già avviene), nessuna esclusa.»».

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

 

Dislessia: Il genitore abbandonato

Non ditemi che non vi è mai accaduto.
Chiedersi «Ma cosa succede?» quando vostro figlio non leggeva, non riusciva a scrivere o fare i calcoli come tutti gli altri.

Domandarsi «Ed ora cosa faccio?» dopo della diagnosi di #Dislessia o #DSA.

Li ho accolti nel mio studio, ricevuti alla fine di un convegno, parlato loro via mail e messaggi, e ciò che ho più osservato nel mio lavoro di esperto in diagnosi, valutazioni ed aiuti per Disturbi Specifici di Apprendimento, sono state le emozioni di ansia, timore, sfiducia ed insicurezza di centinaia di genitori che ho conosciuto fin ora.

Si è abbandonati. C’è poco da dire.
Abbandonati alla ricerca di un doposcuola, oppure di una figura specialistica (quale?), e ci si trova la notte a cercare su internet termini, materiali e consigli anche da parte di altri genitori.

gl story 3Per aiutarvi ho scritto un libro, non necessita né di pubblicità né di presentazione, «“Nostro figlio è dislessico” libro di G. Lo Presti» come manuale di aiuto aiuto per Disturbi Specifici di Apprendimento, è uno dei libri più acquistati da voi genitori Italia sui DSA, dunque sorvolo sul parlarne (in caso lo trovate qui: http://bit.ly/2a7fldK )

→ INSEGNAMENTO: ««Vostro figlio con DSA necessità di un modo diverso di apprendere.
Se non riesce con la lettura autonoma, sostituitela con l’ascolto del brano.
Se non riesce con la memoria dei termini, integrate con l’uso della mappa concettuale, sia nello studio che nella ripetizione.
Se non riesce in tutti i compiti per casa, puntate su quelli in cui ha più successo.
Sarà dura all’inizio, ma poco dopo sarete voi i migliori esperti nello studio di vostro figlio»».

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Svolgimento prove “Esami di Stato” per Dislessia e DSA

Il MIUR ha emanato l’OM n° 252 19/4/2016 in cui vi è l’Art. 23 «Esame dei candidati con DSA e BES», qui riportiamo, con evidenziate le parti più importanti, il Comma 1 dell’Art. 23.

  1. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n.122 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 323 del 1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali alla svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.

Trovi QUI l’intero documento.


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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Ecco un’Info Grafica riassuntiva:
Svolgimento prove -Esami di Stato- per Dislessia e DSA.

Come migliorare la presa della penna nei bambini

Una delle più grandi difficoltà legate alla grafia è l’impugnatura della penna. Vediamo dei metodi per migliorare l’ergonomia nella presa della penna.

Trovi qui tutti i materiali suggeriti nel video:

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Libri Diagnosi e Aiuto per Dislessia e DSA


E’ nel nostro interesse promuovere le conoscenze per migliorare la Diagnosi e l’Aiuto per Dislessia e DSA.

Qui trovate tutti i nostri libri per la diagnosi SPECIALISTICA di Disturbi Specifici di Apprendimento, ADHD, Disturbi Specifici del linguaggio, Autismo, Disturbo della Coordinazione Motoria.

E l’ormai famoso manuale di autoaiuto per Dislessia e DSA.

Eccoli.

Nostro figlio è dislessico

Nostro figlio è dislessico

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Modelli, criteri diagnostici e casi clinici – Aggiornato al DSM-5

Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico

Telefona per averli a casa tua:

Numero verde
(solo per ordini)
800 844052 da lunedì a venerdì 8.00 – 19.00
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Tabella “Motivazione allo studio”

Vediamo la tabella delle gratificazioni per motivare i bambini allo studio o agli esercizi di potenziamento pomeridiani.

Ecco la tabella delle gratificazioni.

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E’ tratta dal libro NOSTRO FIGLIO E’ DISLESSICO, manuale di autoaiuto per alunni con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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3 motivi per cui i PDP NON vengono applicati

Ci sono scuole e scuole. Scuole in cui i PDP dalla carta passano alla cattedra. Ovvero che ciò che vi è scritto poi viene applicato davvero. Accade altre volte invece che ciò che viene riportato nel Piano Didattico Personalizzato, poi, NON viene applicato in classe.

Ecco, nella nostra esperienza, 3 motivi per cui accade che i PDP falliscano a scuola così da restare solo sulla carta, e quello che è possibile fare.

1 – Non si conosco realmente i DSA

A scuola abbiamo tanti professori formati ed attenti ai DSA. Nonostante ciò esistono anche dei docenti che dicono “io ho fatto un corso/master/incontri sui DSA”, ma, essendo il risultato quello che conta, il nostro studente non ha dei miglioramenti in classe. Molti credono che Dislessia significhi “leggere lentamente”, ma non è così. Il leggere lentamente è una manifestazione della Dislessia, la quale, invece, concerne una difficoltà nello sviluppo delle fasi di lettura. Altri sono convinti che basti dare il PC a scuola per compensare, mentre invece, serve assicurarsi che il soggetto sappia usare PC, software compensativi e soprattutto abbia una certa abilità di lettura (esempio dopo attività di potenziamento). Potremmo andare avanti all’infinito. Ciò che purtroppo accade è che non conoscendo i DSA si rischia di compilare un PDP senza sapere ciò che realmente serve allo studente, ed il PDP resta solo un foglio come tanti.

2 – No crocette nei PDP

“Il Piano Didattico personalizzato non può essere inteso come mera esplicazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA”.

La Circolare Ministeriale MIUR del n°8 del 6/3/2013 parla chiaro.

Il Piano Didattico Personalizzato NON può essere un elenco di strumenti generici.

Quanto, piuttosto, un Piano Didattico “Personalizzato” (appunto).

 

Si, proprio come un modulo “prestampato”, noto che a scuola girano molti PDP con caselle da spuntare. Dunque l’opposto della personalizzazione. Ecco un esempio:

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A mio avviso, non va bene. Questa NON è personalizzazione. Questa NON è didattica individuale. Se un DSA è diverso da un altro, NON possiamo utilizzare caselle in cui mettere delle crocette per i PDP. E’ ovvio che i PDP NON vengano applicati quando non ho personalizzazione.

3 – Linguaggio chiaro

Se leggo nel mio PDP frasi come:

  • Incoraggiare l’apprendimento collaborativo favorendo le attività in piccoli gruppi

Questo va bene per tutti a prescindere che sia DSA o meno.

  • Predisporre azioni di tutoraggio

Bene, ma quali sono queste “azioni”? Chi le mette in atto?

  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline.

Come farlo con i DSA? Loro non hanno problemi di comprensione, ma solo difficoltà a livello lettura strumentale, comunicazione ortografica o grafica, e di calcolo.

Insomma, spesso si leggono frasi asettiche, generiche, “copia/incollate”. Ciò che servirebbe è proprio un PDP fatto su misura, su misura di Marco, Andrea, Sara.

Cosa fare allora?

Corsi con personale qualificato. Non possiamo dare alla scuola la colpa di tutto, anzi, le scuole sono spesso aperte  disponibili all’aiuto. Solo che è il caso che i docenti siano formati da personale seriamente qualificato nei DSA. Da chi garantisca Strumenti operativi (schede, testi, ed altro), e indicazioni pratiche caso per caso. Dunque, consiglierei prima di far fare formazione a scuola da un esperto, che questo professionista metta nero su bianco i materiali Pratici che andrà ad esporre. Noi facciamo così, un esempio QUI.

Che nella compilazione del PDP si tenga conto dei consigli degli esperti. Già è previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 sui DSA, ma poco applicato. Alle volte abbiamo un paradosso, ovvero che gli insegnanti si formano tramite gli “Esperti in DSA” (psicologi, etc.) sui DSA. Questi insegnanti compilano il PDP per DSA. Può poi capitare che alcuni di questi insegnanti dicano: “non abbiamo bisogno di esperti, sappiamo quello che dobbiamo fare“. Ovvero non hanno poi bisogno dei consigli di quegli esperti che in precedenza gli hanno spiegato cosa siano i DSA. Certo, con la maggior parte delle scuola si collabora serenamente, ma capita anche questa chiusura. Ho scritto un libro “Nostro figlio è dislessico”, in cui consiglio come compilare il PDP per Dislessia, per Disortografia, per Disgrafia e per Discalculia, lo trovi QUI.

Usare il PDP del MIUR. Se vado al Comune della mia Città e chiedo una carta di identità, vorrei che fosse sul modello del Comune, e non quello di un associazione di consumatori (con tutto rispetto per le preziose associazioni dei consumatori). Se faccio una denuncia alla polizia, compilo il modulo del Ministero dell’Interno, e non quello del cartolaio sotto casa (con tutto rispetto per il grande lavoro dei cartolai). Idem per il PDP, chiedo un PDP per mio figlio, vorrei quello del MIUR, del Ministero Istruzione Università e Ricerca e non quello di varie associazioni (per tutto rispetto delle associazioni, ma sempre tali restano). Il PDP del MIUR e Come compilare il PDP in 5 mosse, lo trovate QUI.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

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Genitori: vi siete mai trovati in questa situazione?

Lasciate che vi racconti una storia.

In seconda elementare G. si era fatto ancor più nervoso e irritabile, a tratti pieno di rabbia e permaloso, mentre i rapporti con i compagni peggioravano. La differenza con il resto della classe si era fatta evidente. Anche a casa la situazione non era allegra: la sua resistenza si era fatta più forte e usava tattiche di tutti i tipi per evitare di fare i compiti. Lasciava libri e quaderni a scuola o tornava senza penne, senza colori, senza astuccio. Glieli ricompravo, e li perdeva di nuovo. Una vera disperazione. Ogni tanto svolazzava qualche quaderno o scappava qualche urlo, insieme alla pazienza. Mi sarebbe servita una «mamma di sostegno», o almeno qualcuno che mi spiegasse come aiutarlo. Ero sola e un po’ sconfortata. Il papà, un po’ perché allergico alle attività scolastiche, un po’ per la preoccupazione di rivedere come in un piccolo specchio il riflesso di personali sofferenze tra i banchi, si teneva fuori. Non riuscivo a capire cosa gli impedisse di imparare a leggere e a scrivere come gli altri, cosa lo portasse ad avere un rapporto così faticoso con la scuola.

Il racconto è di Anna Di Lauro (2012), una mamma con un figlio con DSA. Vi siete mai trovati in questa situazione?

Sappiate che non siete i soli, perché sono molte le storie simili a queste che ascolto ogni giorno quando ho di fronte un genitore che elenca tutte le difficoltà che incontra con il proprio figlio, anche solo dall’iniziare a fargli eseguire i compiti a casa, sino ai problemi nell’apprendimento della lettura, scrittura o calcolo. Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

(tratto dall’anteprima pubblica del testo, qui)


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