Valentina, discalculica e disgrafia, ci spiega i DSA

Valentina, discalculica e disgrafica, ci spiega in cosa consistono i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e in che modo influiscono sul rapporto dei ragazzi con lo studio e con i compagni. E’ attualmente impegnata per sensibilizzare le persone e per abbattere i pregiudizi sul tema della neurodiversità.

Nel caso di un bambino che presenta più DSA, come stabilire la priorità d’intervento?

Vediamo di approfondire meglio la priorità di trattamento nei DSA a secondo dell’età.

Sotto i 12 anni: a parità di condizione darei la priorità a lettura e grafia. Ciò in quanto superati i 12 anni si chiude una delle più importanti finestre evolutive e si migliora molto meno in lettura e grafia rispetto a quanto si possa migliorare in ortografia e calcolo. Infatti dopo i 12 anni è più semplice ottenere dei miglioramenti nell’ortografia e calcolo rispetto a lettura e grafia. Attenzione: abbiamo detto che è più semplice rispetto a lettura e grafia, non che sia semplice in generale.

Sopra i 12 anni: puoi sceglie sulla base di quale disturbo sia messo peggio.

Facciamo qualche esempio

Se segui un bambino di 8 anni che tra tutti i suoi DSA è messo peggio in lettura e ortografia, allora inizia dalla lettura. Puoi fare un trattamento sulla lettura (con 1 o più cicli) e poi il resto.

Se segui un ragazzino di 13 anni che tra tutti i suoi DSA è messo peggio in lettura ed ortografia, allora sta a te scegliere. Io un tentativo sulla lettura lo farei comunque, anche con un ciclo singolo (sono solo 3/4 mesi), per poi passare al resto.

Spiegazione tecnica: consiglio di iniziare sempre dal tipo di DSA che è maggiormente deficitario. Se ti trovi con un soggetto al di sotto dei 12 anni, dai priorità a lettura e grafia.

Approfondiamo questi ed altri argomenti QUI.

Quaderni per Disgrafia – Strumento Compensativo DSA

Ecco come scrive un bambino con Disgrafia.

La sua scrittura appare pressoché incomprensibile, in molti casi parliamo di DISGRAFIA. Per approfondire ho scritto una serie di articoli QUI.

E dunque cosa fare?

Sicuramente puoi lavorare facendo apprendere l’uso della tastiera in modo veloce ed efficace, qui abbiamo scritto un articolo che parla di come far apprendere la scrittura alla tastiera, QUI.

Quali esercizi di Potenziamento eseguire e cosa inserire nel PDP a scuola? Se hai letto il libro “Nostro figlio è dislessico” conoscerai già le risposte, altrimenti, leggilo subito QUI.

Se però sei un operatore non puoi perderti in nostro Webinar sulla Valutazione e Potenziamento Dislessia e DSA, QUI.

I quaderni per la disgrafia

Sarò breve: sono essenziali per i bambini con Disgrafia.

La linea verde indica l’inizio. La rossa la fine. Le righe su cui scrivere hanno una lieve evidenziazione percettiva.

Li trovi qui per:

Stampato Maiuscolo QUI

Corsivo Iniziale (prima e seconda primaria) QUI

Corsivo iniziale (terza primaria) QUI

Lo sai che puoi ordinarli con lo sconto?

Esatto! Per questi e tutti i manuali e Cd Erickson puoi avere lo sconto del 15% e NON pagare le spese di spedizione se utilizzi il codice GLP16

Usalo quando ordinerai questi o altri materiali tramite il sito web oppure via telefono al Centro Studi Erickson al 0461 950690
Lun – Ven: 8:00 – 19:00 | Sab: 8:00 – 12:00

“Fotografa e leggi per me” strumento compensativo per Dislessia e DSA

Google Keep (https://keep.google.com) permette di fotografare una pagina qualsiasi di un libro, trasformarla in testo, per poterla leggere con la sintesi vocale o riutilizzarla in altri contesti: un valido supporto per la per la didattica inclusiva.

Tutorial a cura di Annamaria Sabatini, Consulente informatico esperta in Strumenti Compensativi per DSA

Tavola degli Elementi per Dislessia e DSA

Ideata per illustrate la tavola degli elementi nella vita quotidiana, ma perfetta per la didattica dei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Le immagini non hanno bisogno di traduzione, le parole chiave sono nella lingua universale, in inglese, ecco dove poterla scaricare in HD formato PDF.

Come usare la calcolatrice nella Discalculia

Linea del 20, eccellente sia nei compiti per casa che ne potenziamento del calcolo

Nella Discalculia la calcolatrice è due in uno. Da un lato è uno strumento “dispensativo”, in quanto dispensa dal conteggio a mente, dall’altro è anche uno strumento “compensativo” in quanto usandola compenso le difficoltà legate al calcolo a mente. Ma se i conti li fa la calcolatrice, il bambino come fa ad imparare? Ecco che diviene necessario spiegare, non solo che cos’è la Discalculia, ma anche come dobbiamo usare la calcolatrice per far migliorare il ragazzino ed evitare un de-potenziamento del calcolo.

Alcuni Genitori di bambini con Dislessia e DSA durante una relazione a cura del Dr. G. Lo Presti

Le difficoltà principali nel Disturbo Specifico del Calcolo riguardano la produzione o la comprensione della quantità numerica, il saper riconoscere i simboli numerici ed il saper eseguire le quattro operazioni di base. Più precisamente nella Discalculia abbiamo una significativa difficoltà ad acquisire l’automatismo del calcolo e/o dell’elaborazione dei numeri. Per approfondire abbiamo creato un articolo che ti mostra nel dettaglio la Discalculia Evolutiva, lo trovi QUI.

Ecco COME usare la calcolatrice nella Discalculia

Il contasemplice

La calcolatrice nella Discalculia va utilizzata in tutti gli esercizi in cui la cosa importante è la procedura, e non il conteggio. Il soggetto si concentra sulla procedura con la possibilità di provare ad automatizzare la procedura aritmetica. In futuro, e piano piano si può provare a toglierla sempre gradualmente. Se il soggetto sarà poi autonomo: bene. Se così non dovesse essere, ricordiamoci che siamo sempre di fronte ad una Discalculia Evolutiva, ovvero un Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Come fare per fargli apprendere il calcolo?

Un bambino impegnato in una valutazione specialistica con il Dr. G. Lo Presti

Come detto in precedenza si prova a dare sempre meno aiuto con la calcolatrice, questo però vale nei compiti per casa. Per far migliorare nel calcolo un soggetto con Discalculia, i compiti per casa, purtroppo non sono ne sufficienti e neppure la via maestra. Serve un potenziamento specifico del calcolo, con esercizi mirati e condotti in modo ben preciso da un operatore adeguatamente formato.

Se questo articolo ti ha aiutato in qualche modo, ti invitiamo alla condivisione.

Con un cordiale saluto

Dr. G. Lo Presti

Il lavoro tecnico dello psicologo nei DSA – Materiale e Video

In questo articolo troverai indicazioni pratiche di come lavorare con i Disturbi Specifici di Apprendimento, in modo clinico e scientifico. I contenuti sono disponibili sia in PDF che, alcuni di essi, da seguire in formato video. Anche se si tratta di brevi indicazioni siamo certi della loro efficace utilità.

Consigli e suggerimenti basati sia sulle ricerche in corso che sul metodo di lavoro attuato sul campo dal Dr. G. Lo Presti con i soggetti con Dislessia e DSA.

Qui di seguito vi sono indicati gli argomenti contenuti nel PDF che puoi scaricare a fine pagina ed i relativi video. Se lo ritieni interessante ti invitiamo alla condivisione, magari potrebbe essere utile anche ad altri. Buona lettura.

Argomenti

Aspetti scientifici moderni nei DSA

Le interviste cliniche nei Disturbi Evolutivi e DSA

Screening DSA con il metodo del CENDì (Comitato Epidemiologico Nazionale sulla Dislessia)

Scienza: linee guida intervento specialistico DSA

Attività 1 – Gli esercizi efficaci nella Dislessia Guarda ORA (7:03)

Attività 2 – Esempio progetto trattamento DSA Guarda ORA (5:01)

Attività 3 – Quanto dura un trattamento nei DSA Guarda ORA (3:06)

Attività 4 – I “Cicli” di Trattamento nei DSA Guarda ORA (3:02)

Attività 5 – Trattamento in studio o a casa? Guarda ORA (2:06)

Lo sviluppo professionale dello Psicologo nei DSA


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Strumenti DSA: Scanner, sintesi vocale e raccolta note tutto in un App gratuita.

Verso l’autonomia allo studio dei ragazzi con Dislessia e DSA si stanno facendo passi da gigante. Oggi vi presentiamo una nuova Applicazione di Google, disponibile anche su Pc, che presto rivoluzionerà il modo di prendere appunti. Economicamente non costa nulla, a te, che sia genitore o operatore DSA, ti costa solo 9 minuti e 59 secondi di attenzione a questo tutorial, sei pronta/o a spenderli?

Si tratta di Google Keep, lo trovi sia su Google Play che su App Store, disponibile anche su PC, la funzione più interessante è quella di poter fotografare un testo scolastico, la App ti ricopia il testo in formato digitale, e poi, attivando le funzioni di accessibilità del tuo dispositivo, si attiva una sintesi vocale. Prenditi 10 minuti e segui il tutorial a cura di Annamaria Sabatini, sempre preziosa nelle sue indicazioni.

DSA: Neuroscienza, Didattica ed Emozioni

Vediamo 6 lezioni in cui parliamo di DSA in termini di pura Neuroscienza, didattica del Piano Didattico Personalizzato, atteggiamenti di genitori ed insegnanti, e soprattutto delle Emozioni dei bambini e studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento.

Lezione 1 – Le basi scientifiche dei DSA

Scopriamo insieme la Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia in modo chiaro secondo gli attuali riferimenti scientifici.

Lezione 2 – DIS-uguali di fronte i DSA

In molti la pensano in modo diverso di fronte i DSA, scopriamo insieme i veri punti di vista. E tu, a quale appartieni?

Lezione 3 – FARE il PDP

Il Piano Didattico Personalizzato è lo strumento cardine dei DSA, ed affinché possa essere efficacemente applicato è necessario compilarlo come si deve. Vediamo i punti principali.

Lezione 4 – I DSA sono…

Sfatiamo alcuni miti errati sui bambini con Dislessia e DSA

Lezione 5 – Nei DSA guardiamo motivazione e Impegno?

Motivazione e impegno: due variabili spesso sconosciute nei bambini con Dislessia e DSA. Impariamo invece a riconoscerle.

Lezione 6 – I DSA sono scienza e…

Posa tutti gli appunti ed ascolta questa storia…


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Le mappe “giuste” per Dislessia e DSA. Le 5 caratteriste indispensabili.

Uso molto internet alla ricerca di mappe di questo tipo per mio figlio che frequenta la 4 elementare. Sono molto utili. Però mi resta sempre il dubbio che siano quelle giuste…. Come faccio ad orientarmi tra tutte quelle che trovo?

Mamma di bambino DSA

Cerchiamo di rispondere ad una semplice domanda: quali sono le caratteriste di una mappa concettuale per Dislessia e DSA?

Vediamo qui di seguito le 5 peculiarità che dovrebbe avere una mappa adatta ad uno studente con Disturbi Specifici di Apprendimento.

1- Immagini

Lo studente con Dislessia e DSA, da un punto di vista neuropsicologico, lavora meglio per immagini. Dunque è essenziale sostituire le parole con le immagini maggiormente eloquenti.

2- Poche parole

Inserite solo le parole chiave. Solitamente sono Nomi, Date, Luoghi, Termini specifici di ciò di cui si sta parlando.

Mappa concettuale con immagini e solo le parole chiave, perfetta per DSA

3- Un colore per ogni categoria

Un esempio lo troviamo in questa mappa di geografia (in basso), in cui abbiamo la categoria “confini” in nero; la categoria “risorse” in grigio, e cos’ via.

Geografia, in cui i vari argomenti o sezioni hanno colori differenti.

4- Tante immagini di qualità a scuola primaria

Per gli studenti con Dislessia e DSA più piccoli, è preferibile aumentare il numero di immagini o sostituire le stesse con immagini di alta qualità, evitando dunque quelle stilizzate o inserite solo per dare una forma o l’idea del concetto. Dunque, data la loro maggiore difficoltà nel richiamo lessicale, servono immagini ad alto impatto visivo.

Nella scuola primaria è essenziale dare preferenza alle immagini ad alto impatto visivo

5- Ognuno ha il suo stile

Tipica “Mappa mentale”, preferita da alcuni studenti con Dislessia e DSA.

Preferite lo stile del singolo bambino o studente. C’è chi apprendere meglio attraverso le immagini e chi con l’uso delle parole; chi predilige iniziare dall’alto verso il basso e chi da sinistra verso destra. Nella creazione della mappa, lasciate dunque spazio alla creatività del bambino con Dislessia, magari non vi stupiranno (oppure si), ma di certo apprenderanno al meglio.

Se cerchi uno strumento gratuito per la costruzione delle mappe, con tutorial, lo trovi qui: C-MAPS

Oppure di eccellente qualità e di avanguardia tecnologica, con funzioni uniche ed introvabili specifiche per Disturbi Specifici di Apprendimento, abbiamo IperMAPPE 2, lo trovi QUI, e con i codice GLP16 lo puoi avere con il 15% di sconto e senza pagare le spese di spedizione.

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I 9 segnali del bambino con Dislessia a scuola

Dalla lettura più lenta, passando per le difficoltà nel ripetere i testi, sino alle cadute emotive e motivazionali. Scopriamo i 9 segnali che spesso possiamo riscontrare nei bambini con Dislessia a scuola.

1. Lettura più lenta rispetto ai compagni.

La lettura ha un suo ben preciso sviluppo. In prima classe primaria, entro Aprile, si impara a leggere, anche se molto lentamente; mentre in classe seconda primaria la lettura è sillabica per le parole poco conosciute, mentre già in terza classe primaria il bambino legge tutte le parole, se non tranne qualche quadrisillaba complessa, la quale la legge sillabando. Ma tutto sommato ha un sufficiente vocabolario con le parole dei testi scolastici, i quali ormai li legge in modo accurato.

Invece, per il bambino con Dislessia, accade qualcosa di diverso: ad Aprile della prima elementare spesso non legge. Nel corso degli anni la sua lettura resta lenta e sillabica rispetto ai compagni, i quali, come detto precedentemente, leggono già molto più spediti.

2. Lettura ricca di errori.

Il paragone è sempre rispetto ai compagni, che anche in questo caso diminuiscono sensibilmente la qualità ed il numero di errori di anno in anno, cosa che non avviene per il soggetto con Dislessia, il quale commette errori ricorrenti quando legge, nonostante sia stato corretto più volte, anche sulle stesse parole.

3. Non riesce a ripetere un testo in modo articolato.

Solo qualche parola, spesso “tirata fuori con le pinze”. E’ questo quello che accade con maggior frequenza: quando deve ripetere il contenuto di un testo, anche se glielo abbiamo letto noi, usa una descrizione semplice, breve e povera di contenuti. Ciò accade presumibilmente a causa del fatto che, avendo difficoltà nella lettura, ovviamente legge poco, e leggendo poco “assimila” poche parole. Avendo così un ridotto vocabolario, con il quale non riesce a ripetere in modo efficace. Motivo per cui, secondo DM 5669, 12/7/2011 del Miur, gli studenti con Dislessia devono utilizzare le Mappe Concettuali nelle ripetizioni ed interrogazioni orali, e che lo stesso sia indicato nel PDP (Piano Didattico Personalizzato).

4. Non comprende quello che legge

Non in tutti casi, ma nella maggior parte sicuramente si. Qui il discorso è semplice: qual è il “canale” che non “funziona”? Quello della lettura. Dunque se cerca di comprendere attraverso la lettura è ovvio che questa risulterà deficitaria. Allora cosa fare? Più semplice a farsi che a dirsi: usare un altro canale. Il genitore/insegnante/compagno che leggono al posto del bambino dislessico, la visione di un video didattico, etc. Dunque non fategli usare il canale deficitario “lettura” ma piuttosto fategli sfruttare il canale visivo/uditivo. I contenuti sono gli stessi, è il canale con li apprende che cambia. Una soluzione? I 5 passi di metodo di studio nella Dislessia (lo trovi qui).

5. Scarsa memoria nel non ricordare parole e termini specifici (ma ciò che a lui interessa lo ricorda benissimo).

Ma come può accadere ciò: che i termini scolastici li dobbiamo ripetere per ore, e non li ricorda, mentre ciò che a lui interessa lo ricorda subito? Semplice: noi non abbiamo “la memoria”, ma “le Memorie”. Ovvero memorie diverse per singoli moduli. Nel caso specifico della Dislessia vi sono difficoltà nella memoria Fonologica (apprendere lettere e sillabe) e memoria Lessicale (apprendere le parole), ma non nella memoria Visiva (strategia spesso usata nei soggetti con dislessia), memoria Procedurale, Episodica, etc. Fate però attenzione, ho scritto “difficoltà” e non “Disturbo”, appunto perchè nei soggetti con Dislessia NON abbiamo dei disturbi della memoria, ma semplici difficoltà secondarie. Dunque se vogliamo avere risultati il locus di intervento è la lettura, e NON la memoria.

6. Ha una scarsa attenzione (ma non è dis-attento).

Come per la memoria, nella Dislessia NON abbiamo un Disturbo del’Attenzione, ed intervenire sull’attenzione, con dati di ricerca alla mano, sarebbe inefficace con notevole perdita di tempo, rispetto ad interventi molto più efficaci (info trattamenti efficaci qui). Caso diverso se abbiamo DUE diagnosi, una di Dislessia ed una di ADHD, tipo Disattento. Ma se abbiamo SOLO Dislessia allora NON abbiamo un Disturbo dell’Attenzione. Allora perchè si distrae e sta poco attento? Premettendo che i soggetti con ADHD tipo disattentivo hanno molte più difficoltà di queste, il bambino con Dislessia se non sta attento, spesso è perchè sente parlare un “linguaggio” che non è il suo, ovvero quello della lettura, del seguire un testo usando la lettura, o di ripetere di un testo che era da apprendere attraverso la lettura. Ovvio che si distragga. Perchè ha poca attenzione? Qui ci aiuta la neuropsicologia: quando ascoltiamo, leggiamo, parliamo etc, il nostro cervello consuma ossigeno e produce anidride carbonica, la quale, ad un certo punto, essendo troppa necessita di essere smaltita, ed abbiamo la stanchezza mentale, ovvero si “spegne” il cervello, appunto per farla smaltire. Mentre noi in media abbiamo una soglia attentiva di circa 45-60 minuti, il bambino con dislessia, consumando molta ma molta più anidride carbonica per le sue difficoltà di lettura, perde la sua attenzione dopo 30, 20 o 10 minuti, a secondo dell’età.

7. Una motivazione allo studio pressoché assente.

Se in un qualcosa ottengo ciò che desidero, che mi serve o che mi piace, sarò motivato a farlo altrimenti no. Semplice. Cosa ottiene un bambino con Dislessia che va in una scuola e che studia a casa senza i corretti aiuti didattici? Nella maggior parte dei casi ottiene rimproveri e richiami sulle sue prestazioni (nonostante si sia impegnato); e non viene mai lodato o gratificato anche semplicemente per il suo impegno (anche se ha ottenuto voti bassi). Con queste premesse è ovvio che vivrà la scuola e lo studio non solo come un qualcosa in cui la sua motivazione sarà pari allo zero, ma vedrà il tutto anche come un ambiente da cui scappare.

8. Bassa Autostima

Questa dipende molto anche dell’età e dalla gravità del disturbo. Dall’età perchè più è grande e più è probabile che abbia subito rimproveri eccessivi, note ingiuste, richiami continui, andando così a ledere in modo importante la stima di sè; e più è grave il disturbo e maggiore sarà con molta probabilità il peso che questi richiami negativi avranno su di lui. Considerate l’autostima come un palazzo, il quale è fatto da piani uno sopra l’altro. Un piano è la scuola, uno è lo sport, un altro sono le relazioni sociali, e così via. Se in un piano ottengo un successo questo si andrà a consolidare, viceversa se ottengo degli insuccessi si andrà a sgretolare. Il bambino con Dislessia rischia di avere insuccessi in diversi ambiti, ciò andando a sgretolare la propria autostima al posto di costruirla e consolidarla per la vita futura.

9. Reazioni: aggressive, passive o evitanti?

Il bambino con Dislessia di fronte allo stress “compiti-studio-scuola” può reagire in uno di questi tre modi. Aggressivo, nel comportamento o solo in modo verbale; Passivo, che accetta tutto ma senza impegno e dunque senza nessuna volontà di fare qualcosa in autonomia; Evitando la situazione, esempio “Non voglio andare a scuola!“. Poi vi è anche chi vive la propria Dislessia in termini di “sfida” ovvero di voler dimostrare di volercela fare. Ma è davvero una minima parte purtroppo non rappresentativa.

Importante: sono punti generici, per una diagnosi di Dislessia è necessario rivolgersi ad uno Specialista.

E tu, in quali e quante di queste situazioni riconosci tuo figlio, bambino o alunno? Scrivilo nei commenti e condividi questo articolo invitando ad una riflessione collettiva sulla Dislessia e a tutti i suoi aspetti neuropsicologici ed emotivi.

Dr. Gianluca Lo Presti

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Confronto tra trattamenti Dislessia: qual è il più efficace?

Per la prima volta in Italia, vengono confrontate 8 diverse ricerche sul trattamento della lettura in soggetti dislessici. I trattamenti che sono risultati più efficaci ed anche più efficienti sono quelli che hanno puntato all’automatizzazione.

Dai dati presentati in questo studio (qui) emerge che i trattamenti più efficienti sono quelli che mirano all’automatizzazione del processo di riconoscimento sublessicale e lessicale mediante software e quelli che utilizzando brani. L’efficienza nella velocità di questi trattamenti di lettura è stata raggiunta senza compromettere l’accuratezza con l’aumento della velocità di lettura, ma anzi raggiungendo livelli di correttezza nella norma. Per essere efficaci, questi trattamenti devono avere una certa intensità, almeno 5-6 ore al mese, e possono essere svolti anche a domicilio. Inoltre è possibile ottenere buoni cambiamenti in 3-5 mesi.

Un’altra osservazione importante è che i cambiamenti sono possibili dalla 3a elementare alla 3a media e quindi la finestra temporale per un potenziale recupero non si chiude dopo le prime classi della scuola elementare. Potenzialmente, con due cicli di trattamento all’anno, si potrebbe ottenere, in media, un cambiamento di 0.6 sill/sec, il doppio dell’evoluzione naturale attesa senza trattamenti specifici ed intensi.

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Come identificare precocemente l’ADHD: 3 strumenti operativi

E’ possibile intervenire con grande anticipo nel Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività, vediamo in questo articolo sia uno strumento sperimentato per questa identificazione più altri due materiali di valutazione ed intervento nell’ADHD.

LA SCALA IPDDAI

Il progetto concerne la costruzione della scala IPDDAI (Identificazione Precoce del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è nato all’interno di una ricerca longitudinale che indaga la possibilità di individuare già alla scuola materna i bambini con problemi consistenti di attenzione e iperattività.

La scala è stata tarata su ben 571 bambini dai 5 ai 6 anni.

Di questa nuova versione della Scala IPDDAI si è ora avviato un lungo lavoro di standardizzazione attraverso la raccolta di dati normativi su un campione rappresentativo per numerosità, regione di provenienza e caratteristiche socio-culturali che permetta di stabilire i punteggi criterio, cioè quei punteggi al di sopra dei quali considerare a rischio i bambini valutati.

Sia questo che tutti gli strumenti per valutare l’ADHD li trovate nella «BIA, Batteria Italia per l’ADHD». Puoi averla con il 15% di sconto e senza pagare le spese di spedizione con il codice GLP16 Codice che puoi usare per TUTTI i prodotti Erickson.

Come intervenire nell’ADHD a scuola?

Sicuramente la guida più completa sull’ADHD è rappresentata da questo manuale, il quale raccoglie tutte le informazioni e procedure teorico pratiche per intervenire sull’ADHD a scuola. Elaborato dai maggiori esperti di ADHD in Italia: «ADHD a Scuola». Puoi averlo con il 15% di sconto e senza pagare le spese di spedizione con il codice GLP16 Codice che puoi usare per TUTTI i prodotti Erickson.

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Ora è possibile: identificazione e intervento precoce per DSA

Grazie alla ricerca scientifica in corso è ora possibile intervenire in modo precoce sulle Difficoltà e Disturbi specifici di apprendimento.

Per prima cosa iniziamo con il chiarire la differenza tra Difficoltà di apprendimento e Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA).

La difficoltà è temporanea e su cause ambientai ed esterne al soggetto. Il DSA è permanente e su cause interne e biologiche, clicca qui per approfondire.

Prima della fine della seconda classe primaria non possiamo fare diagnosi di DSA, dunque tutto ciò che eventualmente avremo saranno delle difficoltà. Abbiamo per due casi:

a) Il caso in cui qui soggetto POI sarà diagnosticato DSA.

b) Il caso in cui si trattava di una difficoltà temporanea

In entrambi i casi: un INTERVENTO PRECOCE è fondamentale, nel primo caso (se poi sarà DSA), il quadrò sarà di certo minore. Nel secondo caso, inizierà prima ad avere un apprendimento normotipico.

Come faccio a osservare precocemente delle difficoltà di apprendimento in modo chiaro?

Test IPDA

Oggi abbiamo un test dal nome IPDA: Questionario Osservativo per l’Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento, Edito dal Centro Studi Erickson.

In pratica è un questionario per valutare, nei bambini in età prescolare, aspetti comportamentali, motricità, comprensione linguistica, espressione orale, metacognizione e altre abilità cognitive (memoria, orientamento, ecc.) che si ritengono prerequisiti agli apprendimenti scolastici.

Lo trovate qui, oppure chiamando il numero: 800 844052 in più con il codice GLP16 puoi avere lo sconto del 15% e NON pagare le spese di spedizione su questo strumento e su tutti i Libri, Cd e Corsi Erickson, dunque segnati il codice sconto GLP16

Come faccio ad intervenire in modo precoce su queste difficoltà?

Anche in questo caso sono stati elaborati i Materiali IPDA per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento Strategie e interventi. Sono essenziali per prevenire le difficoltà di apprendimento fin dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia; potenziare i prerequisiti cognitivi che stanno alla base dell’apprendimento di scrittura, lettura e calcolo; rinforzare e consolidare le competenze anche di quei bambini che presentano apparentemente buone prestazioni.

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La Discalculia Evolutiva: errori e profili

In questo articolo approfondiamo il Disturbo Specifico del Calcolo osservandone insieme le tipologie di errori che possiamo trovare nei vari profili di Discalculia.

La discalculia evolutiva: definizione e classificazione

Analizzando lo stato delle conoscenze sulle funzioni alla base del sistema del calcolo, tra poco scopriremo che anche la stessa abilità di calcolo,
come la lettura e la scrittura, sembra dipendere da una serie molto complessa di competenze cognitive e neuropsicologiche.

Ipotesi e modelli cognitivi e neuropsicologici

I modelli cognitivi e neuropsicologici hanno come obbiettivo principale quello di identificare l’architettura generale del sistema di elaborazione del numero e del calcolo, e descrivono un sistema complesso in cui la disfunzione di alcune parti si può tradurre in specifiche difficoltà di calcolo.

Tipo di discalculia sulla base dell’osservazione degli errori commessi da bambini con difficoltà di calcolo.

1) La discalculia per le cifre è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di comprensione del numero
che di produzione del calcolo. Temple descrive al riguardo il caso di un
bambino discalculico di 11 anni. L’analisi degli errori commessi in compiti
di ripetizione, scrittura e lettura, sia di numeri arabici, che di numeri
espressi in codice verbale, evidenzia uno specifico pattern di errore. Gli
errori sono del tipo:
34 = sessantasei;
1 = nove;
8483 = ottomilaquattrocentoottantaquattro
La processazione sintattica risulta completamente intatta, mentre risulta compromessa la processazione lessicale preposta alla selezione e
al recupero dei singoli elementi lessicali. Tali evidenze permettono di formulare alcune ipotesi sull’organizzazione della processazione numerica in età evolutiva:

– il lessico dei numeri costituisce un ambito autonomo rispetto al linguaggio;
– i meccanismi di processazione lessicale sono funzionalmente indipendenti dai meccanismi di processazione sintattica;
– l’accesso lessicale, è influenzato dalla posizione;
– i «dici» o «tens», i numeri dall’11 al 19, costituiscono una classe
lessicale distinta.


2) La discalculia procedurale è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi implicati nel sistema del calcolo.
Temple descrive il caso di un ragazzo discalculico di 17 anni che non presenta nessun tipo di difficoltà nell’area della processazione numerica (lettura e scrittura di numeri arabici, lettura e scrittura di numeri espressi in codice verbale), e neppure nella conoscenza dei fatti aritmetici, ma la cui
capacità di applicare correttamente le procedure di calcolo risulta molto
compromessa: commette sia errori di riporto, che di incolonnamento, e
di prestito. La conoscenza procedurale sarebbe dunque distinta dalla processazione numerica e dalla conoscenza dei fatti numerici. E le componenti stesse della conoscenza procedurale potrebbero essere selettivamente compromesse.


3) La discalculia per i fatti aritmetici è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione dei fatti numerici all’interno del sistema del calcolo. Temple
descrive il caso di una ragazza discalculica di 19 anni, la cui capacità di
elaborazione dei numeri è intatta, così come la conoscenza delle procedure di calcolo, mentre risulta compromesso il recupero dei fatti aritmetici.
L’analisi degli errori commessi ha evidenziato due differenti tipi di errore: gli errori di «confine» determinati dalla inappropriata attivazione di altre tabelline confinanti (come per esempio 6  3 = 21) e errori di «slittamento» in cui una cifra è corretta, l’altra è sbagliata (come per esempio 4  3 = 11).
Se le ricerche della Temple sono riuscite a descrivere possibili tipologie di discalculia evolutiva, caratterizzando ciascuna di esse in riferimento alle cause e alle condizioni neuropsicologiche alla base del disturbo
stesso, va comunque evidenziato che tutt’oggi manca una modalità condivisa dai diversi autori per analizzare le cause delle difficoltà implicate nei disturbi di calcolo.

Errori nel sistema del calcolo.

Rispetto all’intervento riabilitativo e al recupero delle difficoltà specifiche di elaborazione del numero e del sistema di calcolo, la letteratura ha
prevalentemente proposto una prospettiva che individua il tipo di intervento da effettuare a partire dall’analisi dell’errore manifestato dal soggetto.
Tale analisi consente infatti di riconoscere le componenti di elaborazione
coinvolte nel disturbo.
In sintesi, richiamando le classificazioni proposte gli errori nel sistema di calcolo sono stati attribuiti a differenti tipi di difficoltà:
– errori procedurali e di applicazione di strategie;
– errori nel recupero di fatti aritmetici;
– difficoltà visuo-spaziali.

Errori procedurali e di applicazione di strategie

Ne sono esempio gli errori di quei bambini che pur avendo appreso
procedure di conteggio facilitanti, si aiutano ancora con procedure più immature. Nell’operazione 2 + 5 partono da 2 per aggiungere 5 invece che porre l’addendo più grande come punto di partenza.
Quando anche le più semplici regole di accesso rapido, come
N  0 = 0 oppure N + 0 = N, non sono interiorizzate abbastanza, allora è possibile confondere l’applicazione della seconda regola per la prima e l’uso di queste norme procedurali in genere (ad esempio in 8  0 = 8 viene scambiata la regola del prodotto con quella dell’addizione; in 8 – 8 = 1
non è applicata la procedura N – N = 0). Data l’incapacità di usufruire di tali regole di facilitazione il sistema di memoria può iniziare a sovraccaricarsi di informazioni che invece potrebbero essere «sintetizzate». Questo significa un notevole dispendio di energie cognitive nel caso di compiti più complessi rispetto alle operazioni entro la decina.

Errori nel recupero dei fatti numerici

Una tipologia di errori particolarmente frequente nella discalculia evolutiva riguarda il recupero di fatti aritmetici dalla memoria a lungo termine. I modelli che consentono di spiegare tali errori sono per lo più i «modelli a rete».
Le conoscenze aritmetiche sono simili ad
altre conoscenze elaborate dalla memoria a lungo termine, e questo sia
nella loro rappresentazione in memoria, sia nei processi usati per accedere alla conoscenza. I fatti aritmetici semplici sono rappresentati nella memoria in una rete organizzata di informazioni che vengono recuperate attraverso un processo di attivazione che si diffonde, così come è assunto
nel funzionamento della stessa memoria semantica. Nella rete, ciascuna
associazione tra un compito aritmetico e la sua risposta è rappresentata
in termini di forza o grado di accessibilità. La forza con cui i nodi sono
immagazzinati e interconnessi è funzione della frequenza di presentazione
e dell’esercizio, specialmente nelle prime fasi dell’apprendimento.
Gli errori di recupero dei fatti aritmetici in memoria a lungo termine
possono dunque dipendere da errate associazioni tra i compiti aritmetici
e la loro specifica risposta.
Secondo alcuni Autori errori di recupero diretto dei risultati possono derivare dall’immagazzinamento degli stessi: la
loro memorizzazione infatti si rafforza ogni volta che il soggetto produce
una determinata risposta per l’operazione data, e ciò avviene anche se la
risposta è errata. Nelle ripetizioni successive dell’operazione il recupero dello stesso risultato sarà coerente con la sua memorizzazione, anche quando vi sia un’associazione errata tra l’operazione e il risultato scorretto.
Un tipo di errore frequente descritto al riguardo è ad esempio la confusione tra il recupero di fatti aritmetici di addizione con quelli di
moltiplicazione:
5 + 5 = 25;
3  3 = 6.

Le difficoltà visuo-spaziali

In cui una difficoltà a rilevare il dettaglio visivo possa compromettere il riconoscimento dei segni di operazione (ad es. + e – ).

La difficoltà visuo-spaziale può comunque riguardare non soltanto
aspetti percettivi ma diversi livelli di organizzazione dei dati implicati soprattutto nella scrittura di un’operazione: se un bambino ha difficoltà ad
acquisire i concetti «da destra a sinistra», «dal basso verso l’alto», ecc.,
presumibilmente incontrerà maggiori difficoltà nell’incolonnamento dei numeri e nel seguire la direzione procedurale, sia in senso orizzontale che
verticale. Questa confusione spaziale è facilmente riconoscibile perché
porta a far iniziare a caso un’operazione, a scrivere indifferentemente da
sinistra a destra, o viceversa i risultati parziali, quindi a sorvolare sulle regole di prestito e riporto. Al contrario non coinvolge affatto i processi di
calcolo orali.

Fonte: Lucangeli D., Tressoldi P. E. (2001), La discalculia evolutiva , in “Psicologia Clinica dello Sviluppo, V, 2, 2001, pp.143-163 Scarica l’articolo

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“Stelle sulla terra”, storia di un bambino dislessico – Film completo in italiano

Il film racconta la storia di un bambino di nove anni dislessico, disturbo al tempo non molto conosciuto, identificata poi nel film da un insegnante con Dislessia (Disturbo Specifico di Apprendimento).

Ishaan è un bambino di nove anni con molte difficoltà a scuola . Ripete la terza classe e ogni materia rappresenta per lui un problema. Dopo un incontro con gli insegnanti i genitori decidono di iscrivere il bambino in un collegio, per lui è molto difficile stare lì inizialmente, ma riesce a trovare un amico , il migliore studente della classe. Ishaan vive questa nuova situazione come una punizione e soffre molto per la separazione dalla famiglia; inoltre anche nel nuovo istituto il bambino non riesce a fare progressi e sprofonda nella depressione, fino all’arrivo di un nuovo maestro di arte, Ram Sanchar, rimane profondamente colpito dalla creatività e dal talento che Ishaan dimostra nell’arte. Decide dunque di prendersi personalmente cura del bambino, intraprende con lui un percorso di riabilitazione della lettura e della scrittura e organizza una gara di pittura per tutta la scuola per permettergli di mostrare la sua abilità nel disegno. Ishaan fa un bellissimo disegno e arriva primo battendo il proprio maestro e, finalmente, sul suo viso si stampa un sorriso.


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Diagnosi Dei Disturbi Evolutivi.
Diagnosi dei Disturbi Specifici di Apprendimento a scuola.
Nostro figlio è dislessico.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.


Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Ecco perchè il riconoscimento sublessicale è efficace nella Dislessia

Il riconoscimento sublessicale è usato come modalità di Trattamento specialistica nella Dislessia. Nel mio lavoro lo uso nel Protocollo 3 nei casi di Dislessia F. in cui abbiamo un notevole miglioramento della lettura dei bambini che seguiamo. Negli altri casi usiamo gli altri protocolli, trovi tutto QUI.

Nel loro lavoro di ricerca, Tressoldi, Iozzino e Vio (trovi qui articolo completo) presentano ulteriori evidenze sull’efficacia di trattamenti basati
sull’automatizzazione del riconoscimento sublessicale per il miglioramento della velocità e della correttezza della lettura dei soggetti dislessici. Un trattamento della durata di circa tre mesi, ha prodotto un miglioramento medio della velocità di lettura in seguito a trattamento domiciliare o ambulatoriale, uguale o superiore a quello atteso dopo un anno senza interventi specifici in cinque campioni diversi anche se si evidenziano importanti differenze individuali nella risposta al trattamento. Ancora più interessanti sono i risultati ottenuti con altri due diversi campioni dopo due e tre cicli di trattamento. Dai risultati ottenuti, emerge che la velocità di lettura cambia quasi allo stesso modo in seguito alla ripetizione di cicli di trattamento successivi al primo, permettendo ad alcuni soggetti di raggiungere un livello di competenza tecnica che, seppur ancora inferiore
rispetto a quella dei coetanei normolettori, risulta essere sufficiente per una lettura ed uno studio del testo in autonomia. Questi risultati sembrano confermare l’efficacia degli interventi basati sull’automatizzazione del riconoscimento delle sillabe mediante software adatto alla presentazione di brani. Rimane aperto il problema relativo alla comprensione delle ampie differenze individuali nella risposta al trattamento.


I dati presentati in questo lavoro confermano il grado di efficacia dei trattamenti basati sull’automatizzazione del riconoscimento di sillabe presentando testi, sia seguendo un trattamento ambulatoriale bisettimanale che un trattamento domiciliare. Con un modesto impegno di circa 10-20 minuti di lavoro quotidiano, nel caso di trattamento domiciliare, o di mezz’ora due volte alla settimana, nel caso di trattamento ambulatoriale, in
circa tre mesi è stato possibile ottenere un cambiamento pari a quello atteso in un anno senza trattamenti specifici.
Che un disturbo su base neurofunzionale possa modificarsi in seguito a trattamenti centrati sul deficit non è più in discussione, anche alla luce
di una serie di evidenze pubblicate negli ultimi anni sul cambiamento della
funzionalità cerebrale conseguente alla riabilitazione . Questi studi indicano chiaramente come:

La plasticità del
sistema nervoso centrale sia molto alta ogniqualvolta il soggetto venga esposto a trattamenti mirati.


Altre informazioni importanti per clinici e riabilitatori, sono quelle ottenute dai due studi che hanno utilizzato due e tre cicli di trattamento, e che si possono riassumere come segue:
– ogni ciclo di trattamento ottiene un cambiamento nella velocità di
lettura più o meno della stessa entità;
– durante i periodi di non trattamento non c’è evoluzione sensibile
della velocità di lettura.


In più, per ottenere ulteriori cambiamenti è necessario impegnarsi in più cicli di trattamento.

– con una serie di tre cicli di trattamento è possibile raggiungere un livello di velocità ed accuratezza di lettura, che seppur ancora inferiore a quello atteso dal livello di scolarizzazione, è sufficiente per una lettura in autonomia di qualsiasi testo.

Tuttavia, bisogna tener conto che questo dato è stato raggiunto con soggetti particolarmente motivati al trattamento perché non è facile trovare ragazzi disposti a seguire una pratica riabilitativa per periodi ripetuti seppur relativamente brevi.

Se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari Webinar OnLine sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.


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Nostro figlio è dislessico.

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Sottodiagnosi Dislessia in Italia: quasi due bambini su tre non vengono riconosciuti

In quasi due bambini su tre con dislessia il disturbo non era stato diagnosticato in precedenza.

Sono stati coinvolti 11094 bambini di età compresa tra 8 e 10 anni, di cui 9964 costituiti come campione finale di lavoro dopo aver applicato i criteri di esclusione e inclusi solo i bambini che hanno ricevuto il consenso dei genitori a partecipare. La prevalenza della dislessia nell’intero campione era del 3,5% con differenze statisticamente non significative tra l’Italia settentrionale, centrale e meridionale (rispettivamente 3,6%, 3,2% e 3,7%). 

Metodo

Sono stati effettuati tre livelli consecutivi di screening: i primi due a scuola, per esaminare la popolazione e identificare i bambini con sospetta Dislessia; l’ultimo in centri con personale specializzato in DSA per confermare la diagnosi. 

Risultati

L’esito chiave è rappresentato dal rapporto tra il numero totale di bambini arruolati nello studio ed il numero di bambini confermati positivi al terzo livello di screening. Dunque vi erano bambini con palese diagnosi di Dislessia ma non riconosciuti o segnalati a scuola.

Conclusioni

Questo studio conferma che nei bambini della scuola primaria all’età di 8-10 anni in Italia la dislessia è ampiamente sottostimata. In quasi due bambini su tre con dislessia il disturbo non era stato diagnosticato in precedenza.Sono necessari dati affidabili sulla prevalenza della dislessia per allocare le risorse umane e finanziarie necessarie sia ai servizi sanitari che nelle scuole, garantendo un sostegno tempestivo a bambini e famiglie.

La ricerca è stata svolta per conto dal gruppo di lavoro EpiDIt (Epidemiologia della dislessia in Italia).

Gli Autori del lavoro: Chiara Barbiero, Marcella Montico, Isabella Lonciari, Lorenzo Monasta, Roberta Penge, Claudio Vio, Patrizio Emanuele Tressoldi, Marco Carrozzi, Anna De Petris, Anna Giulia De Cagno, Flavia Crescenzi, Giovanna Tinarelli, Antonella Leccese, Alessandra Pinton, Carmen Belacchi, Renzo Tucci, Maria Musinu, Maria Letizia Tossali, Anna Maria Antonucci, Anna Perrone, Mara Lentini Graziano, Luca Ronfani

Pubblicato e consultabile in versione integrale su PLOS ONE qui (fonte): https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0210448




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La dote nascosta di Walt Disney, Dislessico

Ecco come Walt Disney, DISLESSICO, realizzava le animazioni per dare “vita” ai paesaggi. Ma quanto è magnifica la mente di un Dislessico?

Se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.


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Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

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Come ottimizzare il testo sul Pc nella Dislessia

Avete letto bene. Da oggi è possibile modificare il testo che compare sul computer in modo da essere maggiormente leggibile per gli studenti con Dislessia.

Ecco come fare: in questo tutorial Annamaria Sabatini, Consulente informatico esperta in Strumenti Compensativi per DSA, ci spiega come migliorare il testo in modo semplice ma efficace nella Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento a scuola.

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Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

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