DSA: Neuroscienza, Didattica ed Emozioni

Vediamo 6 lezioni in cui parliamo di DSA in termini di pura Neuroscienza, didattica del Piano Didattico Personalizzato, atteggiamenti di genitori ed insegnanti, e soprattutto delle Emozioni dei bambini e studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento.

Lezione 1 – Le basi scientifiche dei DSA

Scopriamo insieme la Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia in modo chiaro secondo gli attuali riferimenti scientifici.

Lezione 2 – DIS-uguali di fronte i DSA

In molti la pensano in modo diverso di fronte i DSA, scopriamo insieme i veri punti di vista. E tu, a quale appartieni?

Lezione 3 – FARE il PDP

Il Piano Didattico Personalizzato è lo strumento cardine dei DSA, ed affinché possa essere efficacemente applicato è necessario compilarlo come si deve. Vediamo i punti principali.

Lezione 4 – I DSA sono…

Sfatiamo alcuni miti errati sui bambini con Dislessia e DSA

Lezione 5 – Nei DSA guardiamo motivazione e Impegno?

Motivazione e impegno: due variabili spesso sconosciute nei bambini con Dislessia e DSA. Impariamo invece a riconoscerle.

Lezione 6 – I DSA sono scienza e…

Posa tutti gli appunti ed ascolta questa storia…


WEBINAR Dislessia e DSA

con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Metodo di studio nella Dislessia e Strumenti CompensativiDSA (Info)
-> Webinar Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

I 9 segnali del bambino con Dislessia a scuola

Dalla lettura più lenta, passando per le difficoltà nel ripetere i testi, sino alle cadute emotive e motivazionali. Scopriamo i 9 segnali che spesso possiamo riscontrare nei bambini con Dislessia a scuola.

1. Lettura più lenta rispetto ai compagni.

La lettura ha un suo ben preciso sviluppo. In prima classe primaria, entro Aprile, si impara a leggere, anche se molto lentamente; mentre in classe seconda primaria la lettura è sillabica per le parole poco conosciute, mentre già in terza classe primaria il bambino legge tutte le parole, se non tranne qualche quadrisillaba complessa, la quale la legge sillabando. Ma tutto sommato ha un sufficiente vocabolario con le parole dei testi scolastici, i quali ormai li legge in modo accurato.

Invece, per il bambino con Dislessia, accade qualcosa di diverso: ad Aprile della prima elementare spesso non legge. Nel corso degli anni la sua lettura resta lenta e sillabica rispetto ai compagni, i quali, come detto precedentemente, leggono già molto più spediti.

2. Lettura ricca di errori.

Il paragone è sempre rispetto ai compagni, che anche in questo caso diminuiscono sensibilmente la qualità ed il numero di errori di anno in anno, cosa che non avviene per il soggetto con Dislessia, il quale commette errori ricorrenti quando legge, nonostante sia stato corretto più volte, anche sulle stesse parole.

3. Non riesce a ripetere un testo in modo articolato.

Solo qualche parola, spesso “tirata fuori con le pinze”. E’ questo quello che accade con maggior frequenza: quando deve ripetere il contenuto di un testo, anche se glielo abbiamo letto noi, usa una descrizione semplice, breve e povera di contenuti. Ciò accade presumibilmente a causa del fatto che, avendo difficoltà nella lettura, ovviamente legge poco, e leggendo poco “assimila” poche parole. Avendo così un ridotto vocabolario, con il quale non riesce a ripetere in modo efficace. Motivo per cui, secondo DM 5669, 12/7/2011 del Miur, gli studenti con Dislessia devono utilizzare le Mappe Concettuali nelle ripetizioni ed interrogazioni orali, e che lo stesso sia indicato nel PDP (Piano Didattico Personalizzato).

4. Non comprende quello che legge

Non in tutti casi, ma nella maggior parte sicuramente si. Qui il discorso è semplice: qual è il “canale” che non “funziona”? Quello della lettura. Dunque se cerca di comprendere attraverso la lettura è ovvio che questa risulterà deficitaria. Allora cosa fare? Più semplice a farsi che a dirsi: usare un altro canale. Il genitore/insegnante/compagno che leggono al posto del bambino dislessico, la visione di un video didattico, etc. Dunque non fategli usare il canale deficitario “lettura” ma piuttosto fategli sfruttare il canale visivo/uditivo. I contenuti sono gli stessi, è il canale con li apprende che cambia. Una soluzione? I 5 passi di metodo di studio nella Dislessia (lo trovi qui).

5. Scarsa memoria nel non ricordare parole e termini specifici (ma ciò che a lui interessa lo ricorda benissimo).

Ma come può accadere ciò: che i termini scolastici li dobbiamo ripetere per ore, e non li ricorda, mentre ciò che a lui interessa lo ricorda subito? Semplice: noi non abbiamo “la memoria”, ma “le Memorie”. Ovvero memorie diverse per singoli moduli. Nel caso specifico della Dislessia vi sono difficoltà nella memoria Fonologica (apprendere lettere e sillabe) e memoria Lessicale (apprendere le parole), ma non nella memoria Visiva (strategia spesso usata nei soggetti con dislessia), memoria Procedurale, Episodica, etc. Fate però attenzione, ho scritto “difficoltà” e non “Disturbo”, appunto perchè nei soggetti con Dislessia NON abbiamo dei disturbi della memoria, ma semplici difficoltà secondarie. Dunque se vogliamo avere risultati il locus di intervento è la lettura, e NON la memoria.

6. Ha una scarsa attenzione (ma non è dis-attento).

Come per la memoria, nella Dislessia NON abbiamo un Disturbo del’Attenzione, ed intervenire sull’attenzione, con dati di ricerca alla mano, sarebbe inefficace con notevole perdita di tempo, rispetto ad interventi molto più efficaci (info trattamenti efficaci qui). Caso diverso se abbiamo DUE diagnosi, una di Dislessia ed una di ADHD, tipo Disattento. Ma se abbiamo SOLO Dislessia allora NON abbiamo un Disturbo dell’Attenzione. Allora perchè si distrae e sta poco attento? Premettendo che i soggetti con ADHD tipo disattentivo hanno molte più difficoltà di queste, il bambino con Dislessia se non sta attento, spesso è perchè sente parlare un “linguaggio” che non è il suo, ovvero quello della lettura, del seguire un testo usando la lettura, o di ripetere di un testo che era da apprendere attraverso la lettura. Ovvio che si distragga. Perchè ha poca attenzione? Qui ci aiuta la neuropsicologia: quando ascoltiamo, leggiamo, parliamo etc, il nostro cervello consuma ossigeno e produce anidride carbonica, la quale, ad un certo punto, essendo troppa necessita di essere smaltita, ed abbiamo la stanchezza mentale, ovvero si “spegne” il cervello, appunto per farla smaltire. Mentre noi in media abbiamo una soglia attentiva di circa 45-60 minuti, il bambino con dislessia, consumando molta ma molta più anidride carbonica per le sue difficoltà di lettura, perde la sua attenzione dopo 30, 20 o 10 minuti, a secondo dell’età.

7. Una motivazione allo studio pressoché assente.

Se in un qualcosa ottengo ciò che desidero, che mi serve o che mi piace, sarò motivato a farlo altrimenti no. Semplice. Cosa ottiene un bambino con Dislessia che va in una scuola e che studia a casa senza i corretti aiuti didattici? Nella maggior parte dei casi ottiene rimproveri e richiami sulle sue prestazioni (nonostante si sia impegnato); e non viene mai lodato o gratificato anche semplicemente per il suo impegno (anche se ha ottenuto voti bassi). Con queste premesse è ovvio che vivrà la scuola e lo studio non solo come un qualcosa in cui la sua motivazione sarà pari allo zero, ma vedrà il tutto anche come un ambiente da cui scappare.

8. Bassa Autostima

Questa dipende molto anche dell’età e dalla gravità del disturbo. Dall’età perchè più è grande e più è probabile che abbia subito rimproveri eccessivi, note ingiuste, richiami continui, andando così a ledere in modo importante la stima di sè; e più è grave il disturbo e maggiore sarà con molta probabilità il peso che questi richiami negativi avranno su di lui. Considerate l’autostima come un palazzo, il quale è fatto da piani uno sopra l’altro. Un piano è la scuola, uno è lo sport, un altro sono le relazioni sociali, e così via. Se in un piano ottengo un successo questo si andrà a consolidare, viceversa se ottengo degli insuccessi si andrà a sgretolare. Il bambino con Dislessia rischia di avere insuccessi in diversi ambiti, ciò andando a sgretolare la propria autostima al posto di costruirla e consolidarla per la vita futura.

9. Reazioni: aggressive, passive o evitanti?

Il bambino con Dislessia di fronte allo stress “compiti-studio-scuola” può reagire in uno di questi tre modi. Aggressivo, nel comportamento o solo in modo verbale; Passivo, che accetta tutto ma senza impegno e dunque senza nessuna volontà di fare qualcosa in autonomia; Evitando la situazione, esempio “Non voglio andare a scuola!“. Poi vi è anche chi vive la propria Dislessia in termini di “sfida” ovvero di voler dimostrare di volercela fare. Ma è davvero una minima parte purtroppo non rappresentativa.

Importante: sono punti generici, per una diagnosi di Dislessia è necessario rivolgersi ad uno Specialista.

E tu, in quali e quante di queste situazioni riconosci tuo figlio, bambino o alunno? Scrivilo nei commenti e condividi questo articolo invitando ad una riflessione collettiva sulla Dislessia e a tutti i suoi aspetti neuropsicologici ed emotivi.

Dr. Gianluca Lo Presti

WEBINAR Dislessia e DSA

con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Metodo di studio nella Dislessia e Strumenti CompensativiDSA (Info)
-> Webinar Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

Confronto tra trattamenti Dislessia: qual è il più efficace?

Per la prima volta in Italia, vengono confrontate 8 diverse ricerche sul trattamento della lettura in soggetti dislessici. I trattamenti che sono risultati più efficaci ed anche più efficienti sono quelli che hanno puntato all’automatizzazione.

Dai dati presentati in questo studio (qui) emerge che i trattamenti più efficienti sono quelli che mirano all’automatizzazione del processo di riconoscimento sublessicale e lessicale mediante software e quelli che utilizzando brani. L’efficienza nella velocità di questi trattamenti di lettura è stata raggiunta senza compromettere l’accuratezza con l’aumento della velocità di lettura, ma anzi raggiungendo livelli di correttezza nella norma. Per essere efficaci, questi trattamenti devono avere una certa intensità, almeno 5-6 ore al mese, e possono essere svolti anche a domicilio. Inoltre è possibile ottenere buoni cambiamenti in 3-5 mesi.

Un’altra osservazione importante è che i cambiamenti sono possibili dalla 3a elementare alla 3a media e quindi la finestra temporale per un potenziale recupero non si chiude dopo le prime classi della scuola elementare. Potenzialmente, con due cicli di trattamento all’anno, si potrebbe ottenere, in media, un cambiamento di 0.6 sill/sec, il doppio dell’evoluzione naturale attesa senza trattamenti specifici ed intensi.

WEBINAR Dislessia e DSA

con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Metodo di studio nella Dislessia e Strumenti CompensativiDSA (Info)
-> Webinar Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

Come identificare precocemente l’ADHD: 3 strumenti operativi

E’ possibile intervenire con grande anticipo nel Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività, vediamo in questo articolo sia uno strumento sperimentato per questa identificazione più altri due materiali di valutazione ed intervento nell’ADHD.

LA SCALA IPDDAI

Il progetto concerne la costruzione della scala IPDDAI (Identificazione Precoce del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è nato all’interno di una ricerca longitudinale che indaga la possibilità di individuare già alla scuola materna i bambini con problemi consistenti di attenzione e iperattività.

La scala è stata tarata su ben 571 bambini dai 5 ai 6 anni.

Di questa nuova versione della Scala IPDDAI si è ora avviato un lungo lavoro di standardizzazione attraverso la raccolta di dati normativi su un campione rappresentativo per numerosità, regione di provenienza e caratteristiche socio-culturali che permetta di stabilire i punteggi criterio, cioè quei punteggi al di sopra dei quali considerare a rischio i bambini valutati.

Sia questo che tutti gli strumenti per valutare l’ADHD li trovate nella «BIA, Batteria Italia per l’ADHD». Puoi averla con il 15% di sconto e senza pagare le spese di spedizione con il codice GLP16 Codice che puoi usare per TUTTI i prodotti Erickson.

Come intervenire nell’ADHD a scuola?

Sicuramente la guida più completa sull’ADHD è rappresentata da questo manuale, il quale raccoglie tutte le informazioni e procedure teorico pratiche per intervenire sull’ADHD a scuola. Elaborato dai maggiori esperti di ADHD in Italia: «ADHD a Scuola». Puoi averlo con il 15% di sconto e senza pagare le spese di spedizione con il codice GLP16 Codice che puoi usare per TUTTI i prodotti Erickson.

WEBINAR Dislessia e DSA

con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Metodo di studio nella Dislessia e Strumenti CompensativiDSA (Info)
-> Webinar Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

Ora è possibile: identificazione e intervento precoce per DSA

Grazie alla ricerca scientifica in corso è ora possibile intervenire in modo precoce sulle Difficoltà e Disturbi specifici di apprendimento.

Per prima cosa iniziamo con il chiarire la differenza tra Difficoltà di apprendimento e Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA).

La difficoltà è temporanea e su cause ambientai ed esterne al soggetto. Il DSA è permanente e su cause interne e biologiche, clicca qui per approfondire.

Prima della fine della seconda classe primaria non possiamo fare diagnosi di DSA, dunque tutto ciò che eventualmente avremo saranno delle difficoltà. Abbiamo per due casi:

a) Il caso in cui qui soggetto POI sarà diagnosticato DSA.

b) Il caso in cui si trattava di una difficoltà temporanea

In entrambi i casi: un INTERVENTO PRECOCE è fondamentale, nel primo caso (se poi sarà DSA), il quadrò sarà di certo minore. Nel secondo caso, inizierà prima ad avere un apprendimento normotipico.

Come faccio a osservare precocemente delle difficoltà di apprendimento in modo chiaro?

Test IPDA

Oggi abbiamo un test dal nome IPDA: Questionario Osservativo per l’Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento, Edito dal Centro Studi Erickson.

In pratica è un questionario per valutare, nei bambini in età prescolare, aspetti comportamentali, motricità, comprensione linguistica, espressione orale, metacognizione e altre abilità cognitive (memoria, orientamento, ecc.) che si ritengono prerequisiti agli apprendimenti scolastici.

Lo trovate qui, oppure chiamando il numero: 800 844052 in più con il codice GLP16 puoi avere lo sconto del 15% e NON pagare le spese di spedizione su questo strumento e su tutti i Libri, Cd e Corsi Erickson, dunque segnati il codice sconto GLP16

Come faccio ad intervenire in modo precoce su queste difficoltà?

Anche in questo caso sono stati elaborati i Materiali IPDA per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento Strategie e interventi. Sono essenziali per prevenire le difficoltà di apprendimento fin dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia; potenziare i prerequisiti cognitivi che stanno alla base dell’apprendimento di scrittura, lettura e calcolo; rinforzare e consolidare le competenze anche di quei bambini che presentano apparentemente buone prestazioni.

Lo trovate qui, oppure chiamando il numero: 800 844052 in più con il codice GLP16 puoi avere lo sconto del 15% e NON pagare le spese di spedizione su questo strumento e su tutti i Libri, Cd e Corsi Erickson, dunque segnati il codice sconto GLP16


WEBINAR Dislessia e DSA

con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Metodo di studio nella Dislessia e Strumenti CompensativiDSA (Info)
-> Webinar Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

La Discalculia Evolutiva: errori e profili

In questo articolo approfondiamo il Disturbo Specifico del Calcolo osservandone insieme le tipologie di errori che possiamo trovare nei vari profili di Discalculia.

La discalculia evolutiva: definizione e classificazione

Analizzando lo stato delle conoscenze sulle funzioni alla base del sistema del calcolo, tra poco scopriremo che anche la stessa abilità di calcolo,
come la lettura e la scrittura, sembra dipendere da una serie molto complessa di competenze cognitive e neuropsicologiche.

Ipotesi e modelli cognitivi e neuropsicologici

I modelli cognitivi e neuropsicologici hanno come obbiettivo principale quello di identificare l’architettura generale del sistema di elaborazione del numero e del calcolo, e descrivono un sistema complesso in cui la disfunzione di alcune parti si può tradurre in specifiche difficoltà di calcolo.

Tipo di discalculia sulla base dell’osservazione degli errori commessi da bambini con difficoltà di calcolo.

1) La discalculia per le cifre è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di comprensione del numero
che di produzione del calcolo. Temple descrive al riguardo il caso di un
bambino discalculico di 11 anni. L’analisi degli errori commessi in compiti
di ripetizione, scrittura e lettura, sia di numeri arabici, che di numeri
espressi in codice verbale, evidenzia uno specifico pattern di errore. Gli
errori sono del tipo:
34 = sessantasei;
1 = nove;
8483 = ottomilaquattrocentoottantaquattro
La processazione sintattica risulta completamente intatta, mentre risulta compromessa la processazione lessicale preposta alla selezione e
al recupero dei singoli elementi lessicali. Tali evidenze permettono di formulare alcune ipotesi sull’organizzazione della processazione numerica in età evolutiva:

– il lessico dei numeri costituisce un ambito autonomo rispetto al linguaggio;
– i meccanismi di processazione lessicale sono funzionalmente indipendenti dai meccanismi di processazione sintattica;
– l’accesso lessicale, è influenzato dalla posizione;
– i «dici» o «tens», i numeri dall’11 al 19, costituiscono una classe
lessicale distinta.


2) La discalculia procedurale è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi implicati nel sistema del calcolo.
Temple descrive il caso di un ragazzo discalculico di 17 anni che non presenta nessun tipo di difficoltà nell’area della processazione numerica (lettura e scrittura di numeri arabici, lettura e scrittura di numeri espressi in codice verbale), e neppure nella conoscenza dei fatti aritmetici, ma la cui
capacità di applicare correttamente le procedure di calcolo risulta molto
compromessa: commette sia errori di riporto, che di incolonnamento, e
di prestito. La conoscenza procedurale sarebbe dunque distinta dalla processazione numerica e dalla conoscenza dei fatti numerici. E le componenti stesse della conoscenza procedurale potrebbero essere selettivamente compromesse.


3) La discalculia per i fatti aritmetici è caratterizzata da difficoltà nell’acquisizione dei fatti numerici all’interno del sistema del calcolo. Temple
descrive il caso di una ragazza discalculica di 19 anni, la cui capacità di
elaborazione dei numeri è intatta, così come la conoscenza delle procedure di calcolo, mentre risulta compromesso il recupero dei fatti aritmetici.
L’analisi degli errori commessi ha evidenziato due differenti tipi di errore: gli errori di «confine» determinati dalla inappropriata attivazione di altre tabelline confinanti (come per esempio 6  3 = 21) e errori di «slittamento» in cui una cifra è corretta, l’altra è sbagliata (come per esempio 4  3 = 11).
Se le ricerche della Temple sono riuscite a descrivere possibili tipologie di discalculia evolutiva, caratterizzando ciascuna di esse in riferimento alle cause e alle condizioni neuropsicologiche alla base del disturbo
stesso, va comunque evidenziato che tutt’oggi manca una modalità condivisa dai diversi autori per analizzare le cause delle difficoltà implicate nei disturbi di calcolo.

Errori nel sistema del calcolo.

Rispetto all’intervento riabilitativo e al recupero delle difficoltà specifiche di elaborazione del numero e del sistema di calcolo, la letteratura ha
prevalentemente proposto una prospettiva che individua il tipo di intervento da effettuare a partire dall’analisi dell’errore manifestato dal soggetto.
Tale analisi consente infatti di riconoscere le componenti di elaborazione
coinvolte nel disturbo.
In sintesi, richiamando le classificazioni proposte gli errori nel sistema di calcolo sono stati attribuiti a differenti tipi di difficoltà:
– errori procedurali e di applicazione di strategie;
– errori nel recupero di fatti aritmetici;
– difficoltà visuo-spaziali.

Errori procedurali e di applicazione di strategie

Ne sono esempio gli errori di quei bambini che pur avendo appreso
procedure di conteggio facilitanti, si aiutano ancora con procedure più immature. Nell’operazione 2 + 5 partono da 2 per aggiungere 5 invece che porre l’addendo più grande come punto di partenza.
Quando anche le più semplici regole di accesso rapido, come
N  0 = 0 oppure N + 0 = N, non sono interiorizzate abbastanza, allora è possibile confondere l’applicazione della seconda regola per la prima e l’uso di queste norme procedurali in genere (ad esempio in 8  0 = 8 viene scambiata la regola del prodotto con quella dell’addizione; in 8 – 8 = 1
non è applicata la procedura N – N = 0). Data l’incapacità di usufruire di tali regole di facilitazione il sistema di memoria può iniziare a sovraccaricarsi di informazioni che invece potrebbero essere «sintetizzate». Questo significa un notevole dispendio di energie cognitive nel caso di compiti più complessi rispetto alle operazioni entro la decina.

Errori nel recupero dei fatti numerici

Una tipologia di errori particolarmente frequente nella discalculia evolutiva riguarda il recupero di fatti aritmetici dalla memoria a lungo termine. I modelli che consentono di spiegare tali errori sono per lo più i «modelli a rete».
Le conoscenze aritmetiche sono simili ad
altre conoscenze elaborate dalla memoria a lungo termine, e questo sia
nella loro rappresentazione in memoria, sia nei processi usati per accedere alla conoscenza. I fatti aritmetici semplici sono rappresentati nella memoria in una rete organizzata di informazioni che vengono recuperate attraverso un processo di attivazione che si diffonde, così come è assunto
nel funzionamento della stessa memoria semantica. Nella rete, ciascuna
associazione tra un compito aritmetico e la sua risposta è rappresentata
in termini di forza o grado di accessibilità. La forza con cui i nodi sono
immagazzinati e interconnessi è funzione della frequenza di presentazione
e dell’esercizio, specialmente nelle prime fasi dell’apprendimento.
Gli errori di recupero dei fatti aritmetici in memoria a lungo termine
possono dunque dipendere da errate associazioni tra i compiti aritmetici
e la loro specifica risposta.
Secondo alcuni Autori errori di recupero diretto dei risultati possono derivare dall’immagazzinamento degli stessi: la
loro memorizzazione infatti si rafforza ogni volta che il soggetto produce
una determinata risposta per l’operazione data, e ciò avviene anche se la
risposta è errata. Nelle ripetizioni successive dell’operazione il recupero dello stesso risultato sarà coerente con la sua memorizzazione, anche quando vi sia un’associazione errata tra l’operazione e il risultato scorretto.
Un tipo di errore frequente descritto al riguardo è ad esempio la confusione tra il recupero di fatti aritmetici di addizione con quelli di
moltiplicazione:
5 + 5 = 25;
3  3 = 6.

Le difficoltà visuo-spaziali

In cui una difficoltà a rilevare il dettaglio visivo possa compromettere il riconoscimento dei segni di operazione (ad es. + e – ).

La difficoltà visuo-spaziale può comunque riguardare non soltanto
aspetti percettivi ma diversi livelli di organizzazione dei dati implicati soprattutto nella scrittura di un’operazione: se un bambino ha difficoltà ad
acquisire i concetti «da destra a sinistra», «dal basso verso l’alto», ecc.,
presumibilmente incontrerà maggiori difficoltà nell’incolonnamento dei numeri e nel seguire la direzione procedurale, sia in senso orizzontale che
verticale. Questa confusione spaziale è facilmente riconoscibile perché
porta a far iniziare a caso un’operazione, a scrivere indifferentemente da
sinistra a destra, o viceversa i risultati parziali, quindi a sorvolare sulle regole di prestito e riporto. Al contrario non coinvolge affatto i processi di
calcolo orali.

Fonte: Lucangeli D., Tressoldi P. E. (2001), La discalculia evolutiva , in “Psicologia Clinica dello Sviluppo, V, 2, 2001, pp.143-163 Scarica l’articolo

WEBINAR Dislessia e DSA

con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Metodo di studio nella Dislessia e Strumenti CompensativiDSA (Info)
-> Webinar Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

Ecco perchè il riconoscimento sublessicale è efficace nella Dislessia

Il riconoscimento sublessicale è usato come modalità di Trattamento specialistica nella Dislessia. Nel mio lavoro lo uso nel Protocollo 3 nei casi di Dislessia F. in cui abbiamo un notevole miglioramento della lettura dei bambini che seguiamo. Negli altri casi usiamo gli altri protocolli, trovi tutto QUI.

Nel loro lavoro di ricerca, Tressoldi, Iozzino e Vio (trovi qui articolo completo) presentano ulteriori evidenze sull’efficacia di trattamenti basati
sull’automatizzazione del riconoscimento sublessicale per il miglioramento della velocità e della correttezza della lettura dei soggetti dislessici. Un trattamento della durata di circa tre mesi, ha prodotto un miglioramento medio della velocità di lettura in seguito a trattamento domiciliare o ambulatoriale, uguale o superiore a quello atteso dopo un anno senza interventi specifici in cinque campioni diversi anche se si evidenziano importanti differenze individuali nella risposta al trattamento. Ancora più interessanti sono i risultati ottenuti con altri due diversi campioni dopo due e tre cicli di trattamento. Dai risultati ottenuti, emerge che la velocità di lettura cambia quasi allo stesso modo in seguito alla ripetizione di cicli di trattamento successivi al primo, permettendo ad alcuni soggetti di raggiungere un livello di competenza tecnica che, seppur ancora inferiore
rispetto a quella dei coetanei normolettori, risulta essere sufficiente per una lettura ed uno studio del testo in autonomia. Questi risultati sembrano confermare l’efficacia degli interventi basati sull’automatizzazione del riconoscimento delle sillabe mediante software adatto alla presentazione di brani. Rimane aperto il problema relativo alla comprensione delle ampie differenze individuali nella risposta al trattamento.


I dati presentati in questo lavoro confermano il grado di efficacia dei trattamenti basati sull’automatizzazione del riconoscimento di sillabe presentando testi, sia seguendo un trattamento ambulatoriale bisettimanale che un trattamento domiciliare. Con un modesto impegno di circa 10-20 minuti di lavoro quotidiano, nel caso di trattamento domiciliare, o di mezz’ora due volte alla settimana, nel caso di trattamento ambulatoriale, in
circa tre mesi è stato possibile ottenere un cambiamento pari a quello atteso in un anno senza trattamenti specifici.
Che un disturbo su base neurofunzionale possa modificarsi in seguito a trattamenti centrati sul deficit non è più in discussione, anche alla luce
di una serie di evidenze pubblicate negli ultimi anni sul cambiamento della
funzionalità cerebrale conseguente alla riabilitazione . Questi studi indicano chiaramente come:

La plasticità del
sistema nervoso centrale sia molto alta ogniqualvolta il soggetto venga esposto a trattamenti mirati.


Altre informazioni importanti per clinici e riabilitatori, sono quelle ottenute dai due studi che hanno utilizzato due e tre cicli di trattamento, e che si possono riassumere come segue:
– ogni ciclo di trattamento ottiene un cambiamento nella velocità di
lettura più o meno della stessa entità;
– durante i periodi di non trattamento non c’è evoluzione sensibile
della velocità di lettura.


In più, per ottenere ulteriori cambiamenti è necessario impegnarsi in più cicli di trattamento.

– con una serie di tre cicli di trattamento è possibile raggiungere un livello di velocità ed accuratezza di lettura, che seppur ancora inferiore a quello atteso dal livello di scolarizzazione, è sufficiente per una lettura in autonomia di qualsiasi testo.

Tuttavia, bisogna tener conto che questo dato è stato raggiunto con soggetti particolarmente motivati al trattamento perché non è facile trovare ragazzi disposti a seguire una pratica riabilitativa per periodi ripetuti seppur relativamente brevi.

Se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari Webinar OnLine sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.


Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche suFacebook:https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti


Diagnosi Dei Disturbi Evolutivi.
Diagnosi dei Disturbi Specifici di Apprendimento a scuola.
Nostro figlio è dislessico.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.


Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Sottodiagnosi Dislessia in Italia: quasi due bambini su tre non vengono riconosciuti

In quasi due bambini su tre con dislessia il disturbo non era stato diagnosticato in precedenza.

Sono stati coinvolti 11094 bambini di età compresa tra 8 e 10 anni, di cui 9964 costituiti come campione finale di lavoro dopo aver applicato i criteri di esclusione e inclusi solo i bambini che hanno ricevuto il consenso dei genitori a partecipare. La prevalenza della dislessia nell’intero campione era del 3,5% con differenze statisticamente non significative tra l’Italia settentrionale, centrale e meridionale (rispettivamente 3,6%, 3,2% e 3,7%). 

Metodo

Sono stati effettuati tre livelli consecutivi di screening: i primi due a scuola, per esaminare la popolazione e identificare i bambini con sospetta Dislessia; l’ultimo in centri con personale specializzato in DSA per confermare la diagnosi. 

Risultati

L’esito chiave è rappresentato dal rapporto tra il numero totale di bambini arruolati nello studio ed il numero di bambini confermati positivi al terzo livello di screening. Dunque vi erano bambini con palese diagnosi di Dislessia ma non riconosciuti o segnalati a scuola.

Conclusioni

Questo studio conferma che nei bambini della scuola primaria all’età di 8-10 anni in Italia la dislessia è ampiamente sottostimata. In quasi due bambini su tre con dislessia il disturbo non era stato diagnosticato in precedenza.Sono necessari dati affidabili sulla prevalenza della dislessia per allocare le risorse umane e finanziarie necessarie sia ai servizi sanitari che nelle scuole, garantendo un sostegno tempestivo a bambini e famiglie.

La ricerca è stata svolta per conto dal gruppo di lavoro EpiDIt (Epidemiologia della dislessia in Italia).

Gli Autori del lavoro: Chiara Barbiero, Marcella Montico, Isabella Lonciari, Lorenzo Monasta, Roberta Penge, Claudio Vio, Patrizio Emanuele Tressoldi, Marco Carrozzi, Anna De Petris, Anna Giulia De Cagno, Flavia Crescenzi, Giovanna Tinarelli, Antonella Leccese, Alessandra Pinton, Carmen Belacchi, Renzo Tucci, Maria Musinu, Maria Letizia Tossali, Anna Maria Antonucci, Anna Perrone, Mara Lentini Graziano, Luca Ronfani

Pubblicato e consultabile in versione integrale su PLOS ONE qui (fonte): https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0210448




Se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari Webinar OnLine sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.


Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche suFacebook:https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti


Diagnosi Dei Disturbi Evolutivi.
Diagnosi dei Disturbi Specifici di Apprendimento a scuola.
Nostro figlio è dislessico.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.


Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Valutazione, Potenziamento e Studio nella Dislessia: un approccio clinico integrato

Da anni lavoriamo per andare oltre alla semplice somministrazione di test, che rischia di materializzarsi in una diagnosi generica, ed infine si rimanda ad un altro operatore il compito dell’intervento. Il tutto in modo del tutto scollegato tra la valutazione effettuata, e l’intervento che poi verrà messo in atto. A nostro avviso il modo migliore è quello di sincronizzare i Percorsi diagnostici con i Protocolli d’intervento. In pratica si interviene sul modulo specifico in cui si è osservato il locus funzionale deficitario. Semplice a parole, molto meno nei fatti, ma i risultati permettono di osservare com ogni soggetto con Dislessia, sulla base del proprio livello di partenza, abbia un percorso chiaro e ben definito. Il quale, se va bene, si ripete; se va male, sappiamo su quale variabile intervenire per migliorare il processo. In entrambi i casi, parliamo di scienza per i DSA, misurabile, reiterabile ed osservabile. Qui di seguito trovate le slide in cui apptofondiamo:

  • Modello di sviluppo delle fasi di lettura.
  • Introduzione ai 4 protocolli di valutazione/potenziamento
  • Schema di sintesi: Valutazione Potenziamento Studio

E’ dunque essenziale andare oltre una diagnosi generica, e mettere insieme valutazione, potenziamento e metodo di studio, sulla base del tipo di livello di Dislessia riscontrata.


Se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.


Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche suFacebook:https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

cropped-13254146_627741290725424_5146308015982615487_n.jpg
Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

INTERVENTO specialistico DISLESSIA: 4 lezioni GRATUITE

Approcciarsi in modo scientifico alla Dislessia significa conoscere una vera e propria professione, iniziamo però parlandovi di alcune cose molto frequenti che però non andrebbero fatte ed invece come muoversi in modo alternativo:

  1. NON utilizzare strumenti solo perchè sono “belli” o “divertenti” ma più che altro che siano VALIDATI dalla ricerca scientifica sui DSA. Insomma, anche un gesso per una gamba rotta se dipinto è bello o se mi muove la gamba in modo automatico è divertente, ma se la mia è una frattura alla clavicola, quel gesso, seppure bello e divertente, non servirà a nulla. Dunque, evitate di scegliere strumenti sulla base di caratteristiche diverse dalle ricerche scientifiche in corso.
  2. NON lavorate senza un obiettivo neuropsicologico specifico di miglioramento. Ma abbiate sempre un obiettivo specifico come ad esempio “migliorare la velocità di lettura di 0,3 sill/sec”; “diminuire gli errori di 1/5 percentile” etc.
  3. NON lavorate senza un periodo di lavoro PRECISO, viceversa ponete sempre il tempo in cui raggiungerete quell’obiettivo. Ad esempio “il progetto di aiuto durerà 4 mesi, ed avrà questi obiettivi… A)… etc. “

Questi e molti altri consigli li vedremo in queste 4 lezioni, gratuite per voi.

Queste qui di seguito sono solamente 1% di quello di quello che potrete apprendere nel nostro Corso ONLINE sul POTENZIAMENTO della DISLESSIA e DISORTOGRAFIA, lo trovi QUI. 

Attenzione: posti agevolati per i primi 50 iscritti; lezioni disponibili OnLine; attestato di partecipazione, corso TUTTO pratico ed interamente tenuto dal Dr. Gianluca Lo Presti. Ecco un anteprima in queste lezioni qui di seguito.

 

11

In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Cosa fare quando un bambino con dislessia inverte le lettere?

Una delle caratteristiche più frequenti dei bambini con Dislessia (soprattuto se su base visiva, un approfondimento, qui) concerne l’inversione delle lettere. Se sei un genitore, operatore o insegnante ed hai avuto modo di ascoltare la lettura di un bambino con Dislessia (ovvero con Disturbo Specifici di Apprendimento), ti sarai sicuramente accorta degli errori di inversione di B con D, M con N e molti altri ancora.

In questo articolo, grazie al lavoro di ricerca specifico sulla Dislessia a cura di EasyReading possiamo trovare un confronto tra le lettere usuali (sulla sinistra) e le lettere ad ALTA leggibilità per Dislessia (sulla destra), ecco lo Slideshow:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Un altro metodo, è quello del POTENZIAMENTO della lettura, ovvero con esercizi specifici, e ne parlo in questo video:

11

In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

 

3 strumenti efficaci per sviluppare l’autocontrollo nei bambini

lampadina-contorno-leggero-idee-simbolo_318-36120Se stai cercando un modo per far migliorare il comportamento di tuo figlio o di un tuo alunno, allora questo articolo ti potrà aiutare. Infatti, capita spesso che da genitori o insegnante sia necessario cercare delle strategie comportamentali al fine di migliorare l’autocontrollo, e dunque il rispetto delle regole nei tuoi figli o alunni.

Ma, vediamo subito di costa stiamo parlando, ovvero a 3 materiali che riteniamo fondamentali se hai l’obiettivo di gestire al meglio l’educazione di tuo figlio o il comportamento dei tuoi alunni.

COP_Sviluppare-la-concentrazione-2_6137-385-3.jpgIl primo di cui vorrei parlarvi è consigliato per Operatori e Insegnanti, e si chiama “Sviluppare la concentrazione e l’autoregolazione – VOL 2“. L’ho utilizzato per anni, con bambini dai 5 ai 10 anni, sia in studio che a scuola con gli insegnanti, ed i risultati sono sempre stati eccellenti. Il testo propone delle schede fatte su misura per gestire l’impulsività (nel vol 1 e 3 si parla anche di Attenzione).

COP_Impulsivita-e-autocontrollo_7946-190-0Il secondo è solo per Operatori specializzati, come Psicologi, Educatori, Pedagogisti, Logopedisti, Tecnici, etc. Ciò in quanto si presta in modo eccellente ad un setting uno ad uno. Il volume si chiama “Impulsività ed Autocontrollo“, e propone un Training in 16 tappe in cui il soggetto apprende le strategie metacognitive di autocontrollo comportamentale, perfetto dagli 11-12 anni in su.

 

COP_Largo-arrivo-io_6137-478-2Il terzo strumento è un libro super pratico. Si chiama “Largo arrivo io!“. Qui l’autore propone non solo spiegazioni ma anche strategie per genitori e ragazzi, che se vengono seguite, vi posso garantire che i risultati non tarderanno ad arrivare.

 

 

1200x627_Erickson_lug17_b

Tutti questi volumi i trovate nella casa editrice Erickson, ed utilizzando il codice GLP16 avete il 15% di sconto e non pagate le spese di spedizione.

 

 

11

In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Da che età è possibile fare una valutazione per un eventuale DSA?

Mio figlio ha 6 anni e frequenta la classe 1 primaria, ma ho dei campanelli di allarme e vorrei capire meglio: è troppo piccolo oppure è possibile già valutare in 1 elementare?
La diagnosi di DSA si può fare (se presente) solo dalla fine della 2 classe primaria. Ciò significa che deve aver terminato almeno 2 anni di sana e robusta costituzione scolastica. Se però è più piccolo è possibile fare una valutazione (anche se non avremo una diagnosi  definitiva) ciò al fine di iniziarlo ad aiutare il prima possibile. Quali sono gli scenari? Ovvero, se poi è non è DSA?

  • A) Sarà poi diagnosticato DSA: abbiamo già lavorato in anticipo dalla prima elementare con 2 anni ricchi di strategie e apprendimento.
  • B) Non sarà poi diagnosticato DSA: abbiamo evitato che la situazione peggiorasse, con possibili (e spesso probabili) difficoltà scolastiche accentuate, motivazione, autostima ed emotivi.
In entrambi i casi, un aiuto dai 6 agli 8 anni ha la massima assimilazione possibile. Dunque se vi è anche un minimo sospetto di difficoltà (anche se non si ha una diagnosi effettiva per via della precocità) conviene sempre aiutare.
Corsi OnLine per Genitori e Operatori su DSA: QUI/
Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Come vede i testi un bambino con Dislessia?

Per capire cosa si prova a leggere con difficoltà in lettura e per far capire lontanamente la frustrazione e l’imbarazzo di leggere il testo di tutti i giorni.

Cosa si prova nel dover affrontare un testo, anche semplicissimo, quando si è dislessici? Cosa succede nella vostra testa? Il designer inglese Daniel Britton ha cercato di simulare questa esperienza con il progetto Dyslexic Typeface. Ha elaborato uno speciale carattere tipografico spezzando, sottraendo e mischiando alcuni dei tratti fondamentali di ogni lettera. I testi scritti con questo font risultano sempre leggibili, ma richiedono molto più tempo per essere compresi e con un sforzo maggiore rispetto alla naturalezza e semplicità dell’atto quotidiano al quale siamo abituati. Provate.

 Schermata 2017-04-06 alle 00.45.07

CORSI ONLINE DSA

Metodo di studio nella #Dislessia e Strumenti Compensativi #DSA 📚
Potenziamento Dislessia-Disortografia.🔋
Info e Programma clicca QUI

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su

Come si sviluppa l’abilità di lettura? (con esempio piano di intervento)

Partiamo dall’osservare lo sviluppo oggettivo delle abilità di lettura in questa immagine:

modello_lett_scr_Utha.png

Il grafico mostra come si sviluppa l’abilità di lettura, nel dettaglio:
1. Stadio Pittografico.
2. Stadio logografico (5-6 anni)
Anche se non si conoscono i singoli suoni, si riconosce che una determinata
parola si riferisce a una determinata cosa. Ad esempio, si riconosce, la parola
«casa» che si riferisce al disegno della casa, ma non si conoscono né le lettere,
né il loro singolo suono («c-a-s-a»).
All’interno dello stadio logografico si manifesta lo sviluppo delle seguenti due abilità:
a) Consapevolezza fonologica: concerne la capacità di saper riconoscere le varie
parti fonemiche della parola.
b) Abilità visive: premesso che il bambino dovrebbe possedere normale acuità
visiva o vista corretta, per abilità visive s’intende il saper riconoscere le varie parti della parola (ad es., grafema, sillaba, morfemi, ecc.).
3. Stadio alfabetico (6-7 anni)

c) Lettura fonologica: è l’acquisizione della capacità di conversione del grafema

nel fonema corrispondente. Nel modello a due vie questa viene anche definita
come «via fonologica» o «sub-lessicale».
4. Stadio ortografico (8 anni in su)
d) Lettura lessicale: Con questa modalità di lettura il bambino amplierebbe sempre di più il suo magazzino di parole (si tratta appunto di un lessico nel quale sarebbe conservato il significato di quella parola e la sua pronuncia).
Ecco l’importanza di una DIAGNOSI SPECIALISTICA.
Una diagnosi che NON dica solo “il soggetto ha una diagnosi di Dislessia.(punto)”  … Non è una diagnosi che aiuta.
Invece, una diagnosi che indica il profilo funzionale ci aiuta nel piano di intervento.
In questo video, un esempio.
Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

 

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su


 

 

 

Test Disturbi Linguaggio: Elenco per Età

Per la valutazione del linguaggio esistono molteplici prove, le trovi qui elencate per età, in un comodo file da scaricare in PDF.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

 

Clicca QUI per scaricare GRATUITAMENTE l’elenco dei Test 

PDF

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su


3 punti basilari per la tecnica di Potenziamento nei DSA

Cosa intendiamo per potenziamento, chi lo esegue e come funziona. Ecco le domande a cui proviamo a rispondere in questa diretta Live.

Schermata 2017-09-02 alle 20.29.38

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su


Introduzione alla Discalculia (Video)


Un videoLive in cui parliamo di Discalculia Evolutiva in modo introduttivo

Nel dettaglio:

– Incidenza Discalculia
– Importanza “emotività” nella Discalculia
– Strategie verbali vs “Intelligenza numerica”
– Sviluppo del Calcolo

 

Ecco i nostri corsi online per Dislessia e DSA: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/



schermata-2017-02-06-alle-23-07-31 Servizio videoConsulenzaDSA con Dr. G. Lo Presti.
Tutti i Dettagli per Genitori e Operatori.


Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su


Strategie educative a scuola

Video per il convegno di “Beautiful Mind” 2017. Ho parlato di strategie educative tramite un video in video conferenza. Se anche tu per il tuo evento vuoi una video conferenza per #Dislessia e #DSA,  ti basta scriverci una mail: gian_lopresti@yahoo.it


schermata-2017-02-06-alle-23-07-31 Servizio videoConsulenzaDSA con Dr. G. Lo Presti.
Tutti i Dettagli per Genitori e Operatori.


Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su


La differenza tra -difficoltà- e -Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)-

La confusione tra una -difficoltà- di apprendimento ed un -Disturbo Specifico di Apprendimento- rischia di far compiere uno di questi due errori:

  • A) Scambiare un DSA per semplice svogliatezza o problemi passeggeri, ovvero per una semplice difficoltà;
  • B) Scambiare le difficoltà di apprendimento per indici conclamati di DSA;

Chiariamo sin da subito che una reale distinzione tra -difficoltà- e -DSA- può esser fatta solo da una figura specialistica tramite il referto di un percorso diagnostico.

Infatti, il DSA ha 3 ben note caratteristiche che la figura specialistica valuta opportunamente così da poterlo chiaramente distinguere da una semplice -difficoltà-:

1- Innato: il DSA è una condizione neurobiologica, non dovuto da altre condizioni come scarsa qualità dell’insegnamento, difficoltà emotive o problemi a livello ambientale o familiare.

2- Persistenza: nel percorso di sviluppo del bambino troviamo spesso delle difficoltà, che possono essere state a livello anamnesi del parto, linguistico, psicomotorio, oppure anche semplicemente problematiche già presenti sin dall’inizio della scuola primaria.

3- Resistenza: pur effettuano attività di potenziamento educativo, attuazione di strategie di apprendimento diverse, ed vari aiuti generici, continua a persistere una condizione di disagio nell’apprendimento scolastico. In particolare si è osservato che i bambini con DSA, diversamente da quelli con semplice -difficoltà-, anche se si lavora in modo individualizzato, accade che parametri come la rapidità di lettura, o la velocità nei calcoli non migliori, e dunque risulti costantemente al di sotto di quanto previsto per classe e per età (Tressoldi, Vio, 2008).

velocita-lettura

Il Grafico 1 mostra la velocità di lettura dei normolettori (linea in alto) e la velocità di lettura dei soggetti con dislessia (linea in basso). Questo grafico ben rappresenta come, nel caso della Dislessia, come essa sia presente da sempre, e, nonostante attività di potenziamento della velocità di lettura questa potrà si migliorare ma non “normalizzarsi” (grafico adattato dai dati di Tucci, et al., 2013).

Con il termine -difficoltà- negli apprendimenti scolastici intendiamo invece la presenza di qualsiasi altra difficoltà riscontrata dallo studente durante la sua carriera scolastica.

Molti errori, come quelli che commette un bambino con disortografia o con discalculia, posso essere dovuti anche da fattori diversi del DSA, come:

  1. un ambiente socioculturale svantaggiato
  2. un pessimo clima famigliare
  3. una inefficace qualità dell’istituzione scolastica
  4. i fattori emotivo-motivazionali del soggetto

Possiamo dunque concludere che a fugare ogni dubbio possa essere l’accurata valutazione diagnostica effettuata da uno specialista competente in materia, così da comprendere se si tratta di una difficoltà (molto frequenti viste le richieste d’aiuto che avanza la scuola per molti dei suoi alunni) oppure di un DSA, il quale risente positivamente di interventi precoci e tempestivi.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Se hai trovato utile questo articolo, condividilo e seguici anche su
Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
484x252_Nostro-figlio-e-dislessico