Aiuti Dislessia e DSA

Il Trattamento della lettura nella Dislessia

La “primary information”: valutare l’abilità generale di lettura.

La prima informazione, e forse la più importante sulla lettura del bambino con Dislessia la otteniamo con la prova di lettura di brano. Una prova che valuta la sua lettura naturale di fronte un testo. La prova cardine, anche se imprecisa e “sporca” dal punto di vista neuropsicologico, in quanto nella prova di lettura di un brano vi saranno parole lunghe e corte, frequenti e rare, dunque il soggetto leggerà il brano con inceppi e velocità differenti.

Allora a cosa ci serve? Per prima cosa per il parametro di velocità di lettura, ovvero sillabe/secondi, per una eventuale diagnosi e per il confronto prima/dopo. Ma soprattutto per la nostra osservazione clinica, attraverso l’ascolto, e farci la nostra idea/ipotesi sul tipo di lettura e qualità degli errori commessi. Questo sarà il primo passo per il finale progetto di intervento.

Valutazione e potenziamento della lettura nella Dislessia

Chi partecipa al nostro Webinar sulla Valutazione Potenziamento della Dislessia e Disortografia (QUI) sa che abbiamo 4 protocolli di intervento nella Dislessia. Ogni protocollo è composto da test e materiali di potenziamento. Se il soggetto cade nella fase 1 potenzieremo la fase 1, altrimenti andremo avanti nelle successive valutazioni.

Come abbiamo già approfondito precedentemente (QUI), il nostro compito è quello di trovare il modulo preciso su cui eseguire il nostro Trattamento. Ad esempio se un soggetto legge sillabando (lettura fonologica, livello 3) è ovvio che avrà anche difficoltà nei livelli superiori come quelli nella lettura di parole (lettura lessicale, livello 4). Il nostro dubbio sarà: sbaglia anche le lettere nella discriminazione visiva ad un livello inferiore (livello 2).
Se la risposta sarà SI potremo potenziare il livello 2, se la risposta sarà NO allora abbiamo trovato il punto su cui porre l’obiettivo del nostro trattamento, ovvero il livello 3, con relativi materiali sperimentati di trattamento.

Come eseguire gli esercizi di potenziamento della lettura nella Dislessia.

Per prima cosa stabiliamo i tempi e fasi, a seconda della classe frequentata.

Il cuore dell’intervento specialistico sono i materiali di potenziamento, è bene che siano sperimentati su efficacia ed efficienza, in modo tale da garantirci un reale miglioramento.

Dagli studi sappiamo che il soggetto con Dislessia, ovviamente intelligente, seppur di poco, ma migliora nella sua lettura. Se lavoriamo con materiali qualsiasi dunque osserveremo un miglioramento, ma sarà dovuto solo alla sua evoluzione spontanea e non all’effetto del trattamento.

Prendiamo come esempio il soggetto di cui sopra che si trovava in un tipo di lettura fonologica, questo significa che utilizzeremo materiali sperimentati che vadano a stimolare solo i processi fonologici di lettura.

Esempio di progetto di intervento nella Dislessia.

Possiamo impostare il trattamento nella sua progettualità in vari modo, questo è uno dei più efficaci.

Il quale va personalizzato con gli obiettivi, i materiali i tempi specifici da caso a caso. Se ti interessa approfondire questo argomento, allora dai uno sguardo qui di seguito.

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Basi neuropsicologiche e obiettivi nell’intervento dei DSA

Le basi neuropsicologiche nell’intervento nei DSA riguardano il “cuore” del lavoro del trattamento delle abilità di lettura, scrittura, grafia e calcolo.

Per prima cosa è bene partire dalla Definizione scientifica di DSA, ovvero di Disturbo Specifico di Apprendimento, eccola:

Hammill nel 1990 definiva le caratteristiche generali del Disturbo di Apprendimento (“learning disability” è l’espressione corrispondente in lingua inglese) basandosi sull’ intesa a cui erano giunte numerose associazioni di ricerca ed intervento nel campo.

I punti salienti sono quelli che il DSA è su base neurobiologica, in soggetti intelligenti, e che il DSA non dipende da fattori o problematiche ambientali o esterni come gli aspetti culturale o educativi, ma quanto piuttosto che DSA si nasce.

La «specificità» nell’intervento modulare dei DSA è quello che fa la differenza nel piano di trattamento. Infatti sappiamo dalle ricerche in corso che un intervento è efficace se interveniamo sul “locus funzionale deficitario“. Ad esempio se abbiamo un Disturbo della lettura, il locus funzionale deficitario sarà la lettura. Se abbiamo un Disturbo del calcolo allora sarà il calcolo, e così via.

Come vediamo da questa immagine un Disturbo della lettura, porta con se delle difficoltà o cadute anche in altri ambiti. Ma solo l’intervento sul locus funzionale deficitario ci potrà garantire un Trattamento con i risultati migliori.

Sempre per il principio che interveniamo nel luogo (o modulo cognitivo) che è stato diagnosticato come “Disturbo“. Se avessimo un disturbo della memoria, allora interverremo sulla memoria. Ma nel caso del DSA non abbiamo “disturbi della memoria”, quanto piuttosto delle “difficoltà” della memoria, queste sono non sono diagnosticate come Disturbi veri e propri. Stesse difficoltà che abbiamo anche nell’attenzione, pur non avendo diagnosi di Disturbo dell’attenzione. Oppure ancora difficoltà anche negli aspetti emotivi, pur non avendo diagnosi di un reale disturbo emotivo. Appare poco efficace e dunque improduttivo intervenire sugli aspetti corollari, circostanziali, non specifici del DSA. Ma è necessario centrare il punto specifico, centrale e che causa il DSA, ovvero il locus funzionale deficitario, ed intervenire su esso. Disturbo della Lettura=Lettura; Disturbo del Calcolo=Calcolo; Disturbo Ortografico=Ortografia; Disturbo dell’espressione scritta=Grafia. Così da far coincidere, come da manuale, diagnosi effettuata con obiettivo di intervento.

Per alzare il livello di efficacia è bene attuare le Ricerche sui DSA in pratica: queste sono le basi scientifiche che ci guidano negli esercizi e nel progetto di intervento dei bambini con DSA.

In tal senso il progetto di intervento nella Dislessia Evolutiva e come applicarlo in pratica con il “Metodo” di Potenziamento della Lettura e dell’Ortografia che utilizziamo nel nostro lavoro è questo:

Tutto questo ad inclusione dei vari protocolli di intervento li approfondiamo nel Webinar:

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3 elementare e non legge!

Penso che sia uno dei casi di DSA più gravi mai visti. Tutto inizia un mercoledì pomeriggio. Paolo (nome inventato), 8 anni, sembra un bambino sicuro di sè, forse un pò troppo, ma in realtà è quel meccanismo psicologico in cui esteriormente cerchi di mostrarti l’opposto di quello che stai provando: paura. Si, proprio paura perchè sapeva che da li a poco avrebbe dovuto iniziare a leggere di fronte ad uno sconosciuto.

Inizia sempre così

L’anamnesi inizia come una routine, seppur le risposte siano spesso simili, il quadro si delinea diverso con ogni DSA, e ciò ti serve per capire lo scenario che hai di fronte, quali ipotesi diagnostiche avanzare e quali test scegliere. Nel caso di Paolo, emergono subito enormi difficoltà di linguaggio. Non solo ha iniziato a parlare a 36 mesi, ma lo faceva anche male: emerge un chiaro pregresso Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL).

Con una lettura disastrosa

La lettura. Verifichiamo il livello. Solitamente a quest’età se si hanno difficoltà, la maggior parte dei dislessici leggono sillabando, nelle peggiore delle ipotesi, leggono invertendo pure le lettere simili nella forma (b-d). Raramente accade ad 8 anni ciò che stavamo per osservare.

Ma come è possibile?

La lettura di Paolo è assente. Paolo è però intelligente (test superato brillantemente), vispo, attento ed ha una buona memoria nelle cose che gli interessano. Ma Paolo non legge.

Video1: stessa classe e stesso livello di lettura di Paolo, ma in un altro bambino.

A stento legge qualche lettera “G…g…U…u…A…” e lo si guida a livello uditivo “Proviamo insieme G-U-A-R-D-A“. Nessuno si era accorto delle sue difficoltà. 3 primaria e non leggere. Tranne la madre. Ricordo che ogni caso è diverso. Ogni tanto ci sono genitori assenti, ogni tanto ci sono insegnanti assenti. In questo caso è la seconda opzione. Ma come è possibile che sia accaduto? Va bene, adesso non importa. Prendiamo un bel respiro profondo, lasciamo stare quello che “è stato”, ed iniziamo da oggi, mercoledì. Andiamo avanti.

Andiamo avanti. Puntiamo all’aiuto

La diagnosi è chiara, è un DSA, con Dislessia, Disortografia, e Disgrafia. Il tutto in presenza di un pregresso DSL, ora in fase di remissione (qui per approfondire la Diagnosi di DSA). Sull’etichette diagnostiche si va veloci perché è su altro in cui ora bisogna concentrarsi: l’aiuto. Questo solitamente lo imposto su tre livelli, Metodo di studio a casa, PDP a scuola, e Potenziamento delle abilità. Con Paolo il lavoro è enorme. E lui, come in un lungo viaggio, inizia da un piccolo passo: abbandonando la paura.

Nonostante le difficoltà

Everyday, everyday, everyday!” (ogni giorno!) è quello che ripetono con forza nei corsi motivazionali, per spingerti a fare ogni giorno lo stesso allenamento per eccellere nel tuo ambito. Ma qui parliamo di un gracile bambino di 8 anno di 3 primaria, che senza fretta ma senza sosta, ha portato con sé per anni il fardello di colui che -Non sa leggere, non sa palare, va male a scuola-. “Everyday, everyday, everyday!” (ogni giorno!) ripetuto con forza ad un bambino di 8 anni di 3 primaria. La domanda non è “se”, ma piuttosto “quanto” ne risente la sua autostima?

Accettiamo la sua caratteristica

Come avevamo detto, Paolo aveva paura, ma è andato via con un sentimento diverso. Paolo per la prima volta, oltre sua madre, ha avuto qualcuno al suo fianco che non gli ha messo “fretta per leggere”, ma gli diceva “Andiamo con i tuoi tempi“. Non ha avuto qualcuno che esigeva una sua impeccabile performance di lettura, ma qualcuno che gli ha detto “Capisco che ti capita di sbagliare, è la tua lettura, e va benissimo così “. E’ bastato questo affinché andasse via con un sentimento diverso. Paolo aveva paura, ma è andato via con coraggio.

Portiamo avanti un duro lavoro

La sua voglia di riscatto, con la fortuna (intervento precoce) d’averlo preso in tempo (8 anni), ha dato il risultato sperato: quello del sui impegno costante negli esercizi di potenziamento da eseguire più volte a settimana. Questi sono cuciti su misura per lui. Come avviene con tutti, e come tutti affrontano al buio dai riflettori. Si, perchè spesso questi riflettori sono puntati solo verso chi prende ottimi voti, recita lunghe poesie a memoria, vince nello sport ed ostenta sicurezza. Se non hai nessuna difficoltà ti serve poco a raggiungere tutto questo. Ma se hai qualche difficoltà di apprendimento l’impegno non basta, devi andare oltre, e puoi farlo solo con il duro e silenzioso lavoro di ogni giorno.

Impegnandoci nel modo giusto

Lo rivedo. E’ giovedì. Entra per primo nello studio. Si siede, apre un libro di scuola e dice “Leggiamo adesso?“. Sono passati sei mesi. Si, proprio lui, Paolo di 8 anni, quasi 9, che frequenta la 3 primaria, e che non leggeva.
C’è da dire che tecnicamente la sua lettura non è ancora partita per bene, è migliorato come vi era da aspettarsi (circa 0,5/6 sill/sec. in 6 mesi di trattamento, al posto di 0,3 sill./sec. in 12 mesi senza trattamento, qui per saperne di più), ma quello che stupisce non è tanto il dato tecnico, quanto la sua sicurezza, e la forza di voler migliorare ancora.

L’apprendimento arriva

L’effetto Butterfly recita che “Il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo“. Quel battito d’ali per Paolo è stato quando ha lasciato il nostro studio carico di coraggio, ed ha provocato un uragano fatto di lavoro ed impegno che lo ha portato a dire alla fine di questo video video:

Video 2: si, questo è “Paolo”. Sua madre mi comunica che alla fine dira:

GUARDA mamma sto leggendo!”. Fiero. Libero. Felice. Soddisfatto. Sorridente. Perché è cosi che si apprende.
Probabilmente il battito d’ali di una farfalla non può provocare realmente un uragano dall’altra parte del mondo, ma Paolo con le sue parole ed il suo coraggio ha provocato in noi un’emozione dall’altro di questo scherno.

Grazie a tutti per la lettura, se utile invitiamo alla condivisione.
Per chi volesse approfondire qui elenco Webinar e qui sotto un libro per te.

Ps. Rileggi i titoli in neretto di questo articolo, in successione dal primo all’ultimo, ho un messaggio per te.

Libro Nostro figlio è Dislessico – G. Lo Presti – Erickson.
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DSA: Distanti ma uniti Webinar gratuito 9 Aprile

Indicazioni operative per compiti a casa e come seguire i bambini a distanza.

Data e ora: Giovedì 9 Aprile 2020 – Ore 11:00 – riceverai link accesso nella tua posta elettronica.

Relatore: Dr. Gianluca Lo Presti, Psicologo Professionista, Esperto in Psicopatologia dell’Apprendimento. Autore testi Dislessia e DSA

Modalità: Gratuito. Webinar lezione On Line. Puoi rivedere la lezione sino al 16 Aprile. Con modulo domande al Dr. Lo Presti.

A chi è rivolto e di cosa parleremo: E’ rivolto a Operatori DSA e Genitori del mondo DSA. vedremo gli strumenti che un operatore può utilizzare per migliorare il proprio lavoro a distanza, ci focalizzeremo sull’organizzazione dello studio, indicazioni per il rapporto con la scuola in merito alla nuova normativa 2020 e PDP per DSA, con strategie quotidiane in periodo d’emergenza con l’obiettivo di passare in modo concreto dall’eventuale preoccupazione ad una crescita consapevole.

Come iscriversi: clicca su “iscriviti ora”. Giovedì 9 Aprile riceverai un mail con il link di accesso. Scrivi la tua mail in modo corretto. Ricordati di controllare anche nello Spam o Posta indesiderata.

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Un Pc che programmi deve avere bambini con Dislessia?

Se anche tu ti stai chiedendo che computer prendere per tuo figlio con Dislessia, allora questo post ti aiuterà a chiarirti le idee, con alla fine qualche proposta operativa.

Iniziamo dalla premessa più importante al fine di non perdere tempo e/o spendere soldi inutilmente: a cosa serve il computer/tablet nella Dislessia?

Serve per dispensare dalle difficoltà che ha tuo figlio nel “suo” apprendimento e per compensarlo in modalità digitale.

“Aiuto, ma io sono solo un genitore (o tutor/insegnante), come realizzare tutto ciò?”

Ecco cosa fare in pratica

Se tuo figlio è Dislessico, prima di prendere un Pc/tablet, assicurati, che abbia una lettura minimamente adeguata per usare gli strumenti digitali. Solitamente si possono introdurre tali strumenti solo se il bambino ha una lettura superiore alle 2 o 2,5 sillabe al secondo (se hai fatto una buona diagnosi specialistica, chiedi a chi ti ha fatto la diagnosi di indicarti questo valore). Se invece è minore serve ancora lavorare sul poteziamento della lettura, perchè, sempre se minore alle 2 o 2,5 sill/sec spenderai soldi/tempo, senza che ancora tuo figlio possa utilizzare con efficacia gli strumenti che ti sto per indicare.

Acclarata una velocità di lettura adeguata, opta per un computer di almeno 13 pollici, o per un tablet di almeno 10 pollici. Al tablet può essere consigliabile aggiungerli una tastiera esterna. Sicuramente il computer è maggiormente consigliabile se il soggetto frequenta la scuola superiore di secondo grado.

Dopo che hai preso Pc o tablet, e PRIMA di farli usare in modo autonomo dovrai mettere in grado tuo figlio saper usare in modo veloce e con le 10 dita il computer/tablet.

La tastiera è il mezzo di comunicazione tra il bambino ed il pc/tablet. Se questa via non sarà veloce e corretta il risultato sarà lento e scorretto.

  • Infatti, non basta avere un computer e tutto si sistema di colpo. Se ti hanno detto “prendi il computer e lui farà le mappe” o credi ciò, vedrai come tuo figlio non userà mai il computer, o non lo farà con efficacia. Dovrà stare almeno 1 ora al giorno con il computer/tablet: imagina che fatica e che lentezza se non dovesse essere veloce ed agile con la testiera. Dunque la prima cosa da fare è “abilitarlo” all’uso della testiera (cosa che abbiamo fatto tutti noi professionisti, o per lo meno la maggior parte), con l’uso di uno di questi programmi per gli permetteranno la scrittura con il Pc in modo veloce con le 10 dita: “Tutoredattilo” (qui), o “Scrivere veloci con la testiera”, Erickson, Qui (Se usi il codice sconto GLP16 potrai prenderlo con il 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione).

Dunque, prima di proseguire, assicurati che siano rispettati i pre-requisiti precedenti:

  1. Velocità di lettura superiore a 2-2,5 sill/sec.
  2. Lavorare prima sull’uso veloce e corretto della testiera.

I 2 programmi principali da installare

Sicuramente i programmi più importanti sono: Mappe Concettuali e Sintesi vocale. Non è detto però che quest’ultima gli serva in modo effettivo, dunque potrai provare iniziando con programmi gratuiti, per poi passare solo in un secondo momento a programmi a pagamento, i quali hanno una maggiore qualità e con altre aggiunte nettamente utili ed efficaci che vedrai qui di seguito. Ecco quali sono e dove trovarli (con lo sconto).

Sintesi vocali

Sintesi vocali gratuite: una delle più usate e consigliate è “LeggiXme”, la trovi QUI

Sintesi vocali a pagamento: consiglio senza dubbio “Alfa READER 3”.

Un innovativo software per compensare efficacemente le difficoltà di letto-scrittura in bambini e adulti con dislessia.
ALFa READER 3 è il primo software su chiavetta USB che, rispondendo alle esigenze di bambini, ragazzi e adulti con Disturbi Specifici di Apprendimento, rappresenta uno strumento compensativo fondamentale nella vita di tutti i giorni.

ALFA READER 3 raccoglie in un’unica soluzione:

Un lettore vocale che permette di

  • leggere i testi con l’aiuto della voce sintetica in modalità «karaoke» direttamente nei file PDF, Word, Writer e Internet Explorer;
  • legge direttamente i file originali, mantenendo l’impaginazione originale e senza dover fare «copia e incolla»;
  • permette di fermarsi, rallentare, tornare indietro o passare ad altri punti della pagina, sempre con un immediato riscontro visivo;
  • consente di utilizzare contemporaneamente sia il controllo vocale che il correttore ortografico.

Un esclusivo abiente di studio PDF che permette di

  • evidenziare, sottolineare, barrare il testo;
  • intervenire sugli elementi grafici presenti nel file o inserirne di nuovi;
  • inserire note e altri commenti in formato di testo o audio;
  • inserire link a internet o ad altre parti dello stesso documento;
  • inserire allegati;
  • importare testi e salvarli in nuovi documenti compatibili con tutti i principali reader PDF;
  • esportare tutto il file PDF o una selezione in formato txt o in iperMappe (se il software Erickson iperMAPPE è installato);
  • creare indici personalizzati.

Uno strumento di lavoro personalizzabile che permette di 

  • modificare la posizione, le dimensioni, l’interfaccia e i colori della barra dei comandi;
  • attivare e personalizzare l’evidenziazione sincrona del testo letto (colori diversi per parola e frase letta);
  • scegliere tra interfacce diverse sia per grafica che per dimensioni (le versioni «maxi» sono pensate per venire incontro alle necessità degli ipovedenti);
  • attivare l’opzione Eco in scrittura per parola (la sintesi legge singolarmente le parole appena digitate), per frase (la sintesi legge la frase intera) o lettera per lettera (la sintesi legge singolarmente le lettere digitata);
  • scegliere tra 3 voci preinstallate – 2 italiane (Luca e Paola) e 1 inglese (Serena). 

ALFa READER 3 rientra tra gli strumenti compensativi utilizzabili dall’alunno con Disturbi Specifici di Apprendimento, sia nello studio a casa sia durante lo svolgimento di prove a scuola per tutti i livelli d’istruzione (legge 170/2010).

ALFa READER 3 Lo trovi QUI. Se usi il codice sconto GLP16 potrai prenderlo con il 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione.

Mappe concettuali

Mappa gratuita: C-MAPS, dove scaricarla+tutorial, QUI.

Programma d’eccellenza per realizzare le mappe, consiglio IperMAPPE 2.

IperMAPPE 2 rappresenta un innovativo metodo di studio, uno strumento che permette di costruire mappe multimediali partendo da contenuti digitali.
iperMAPPE 2 è un potente sistema di rappresentazione grafica e visualizzazione digitale della conoscenza tramite la costruzione di mappe multimediali, generate partendo da contenuti digitali, libri digitali PDF o documenti RTF, grazie a questo programma la mappa per studiare diventa uno strumento dinamico e interattivo in cui si costruiscono e organizzano le proprie conoscenze.

Uno strumento per lo studio individuale
Con iperMAPPE 2 l’alunno potrà costruire:

  • mappe per lo studio individuale;
  • schemi per fissare i concetti fondamentali di un testo;
  • tabelle di semplificazione e adattamento dei contenuti didattici.

Uno strumento per la didattica in classe con la Lavagna Interattiva Multimediale
iperMAPPE 2 è anche uno strumento per la costruzione di lezioni multimediali e per una didattica collaborativa e inclusiva in classe attraverso la Lavagna Interattiva Multimediale.
Il programma consente di:

  • creare una mappa multimediale e navigarla in modo efficace e intuitivo grazie alla modalità consultazione, che permette di visualizzare l’intero contenuto multimediale del singolo nodo concettuale;
  • ingrandire a piacere le immagini presenti nei nodi;
  • organizzare e presentare contenuti digitali in modo facile ma efficace
  • creare automaticamente una mappa importando un testo strutturato da un file RTF o TXT.

Uno studio organizzato
iperMAPPE 2 consente di organizzare e visualizzare i materiali di studio senza il rischio di ridurre i contenuti. A ogni nodo si possono associare liberamente:

  • testi descrittivi,
  • immagini
  • collegamenti alla Rete
  • approfondimenti audio
  • altre informazioni di supporto.

La costruzione delle mappe è semplice e veloce: lo studente mentre studia può creare in maniera autonoma i propri schemi, partendo da libri digitali e utilizzando l’ambiente di studio PDF.

iperMAPPE 2 è un ottimo strumento compensativo per la dislessia e per le difficoltà di apprendimento.
È perfettamente integrato con il lettore vocale ALFa READER: le mappe sono infatti automaticamente leggibili con il lettore vocale e iperMAPPE 2 può essere installato sulla chiavetta USB di ALFa READER, per una maggiore portabilità.
L’utilizzo combinato dei due software moltiplica le funzioni compensative degli strumenti (previste anche dall’art. 5 della Legge 170/2010: «Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico»).

iperMAPPE 2 lo trovi QUI. Se usi il codice sconto GLP16 potrai prenderlo con il 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione.


Esiste anche un Tablet con programmi pre-installati, si chiama EdiTouch, specifico per Dislessia e DSA, lo trovi QUI.


Per la realizzazione di questo articolo ringraziamo mamma Sara, la quale, seguendo il Webinar pratico su “Come studiare con mio figlio con Dislessia”, mi ha posto questa domanda, ed ho deciso di rispondere a lei aiutando tutti voi. Infatti è possibile dialogare insieme, vedere quando volete le lezioni sugli strumenti compensativi, studio DSA, strategie educative e molto altro. Il Webinar, con tutti i costi e programma, lo trovi QUI.

Se vuoi approfondire questi argomenti, ho scritto un libro in cui parlo anche degli altri DSA, si chiama “Nostro figlio è Dislessico” (qui) ed. Erickson. Puoi chiamare il numero verde 800 844052, ordinare solo questo libro o tutti questi strumenti con il codice sconto GLP16, con il quale hai diritto al 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione.

PDP e Legge 170 a Scuola (materiali e video lezione)

Benvenuti, qui trovate una corposa lezione in cui illustriamo passo dopo passo tutta la normativa in riferimento ai DSA, partendo dalla Leg.170/10 sino alla recenti Note MIUR. A fine pagina, è possibile scaricare i materiali

Come fare richiesta del PDP a scuola, modello da scaricare QUI

L’Autostima nei bambini. Un aiuto in 3 passi.

«Mio figlio/alunno ha poca autostima, che fare!?!»

Ecco il dubbio che su tutti si arrocca tra i pensieri di tantissimi genitori ed insegnanti. Ma cosa fare davvero, come aumentare questa famigerata Autostima nei bambini. Tanto nominata quanto sconosciuta.

La prima cosa fare è conoscerla davvero. Si, perchè spesso si ha solo una falsa conscenza dell’Autostima, ma soprattutto come posso far migliorare un qualcosa che non conosco davvero?

CHE COS’E’ L’AUTOSTIMA

Per definizione l’Autostima è una visone della nostra persona nella sua totalità; è il modo con cui percepiamo noi stessi nella nostra interezza: dall’intima personalità sino alla pubblica socialità. Dunque l’Autostima è qualcosa di globale.

Come ogni globalità, anche l’Autostima ha delle parti da cui è composta. Queste parti prendono il nome di Autoefficacia.

L’Autoefficacia si riferisce alle singole abilità auto-percepite da un individuo. Quanto sono brano in matematica oppure nello sport. E più sarò bravo in matematica e più vorrò eseguire esercizi di matematica; più sarò bravo nel mio sport, e più volte ancora vorrò avere gratificazioni cimentandomi in quello sport. E’ vero anche l’opposto: meno sono bravo nel ripetere la storia, e meno storia vorrò ripete. E così via.

L’autostima è come un palazzo, e l’autoefficacia ne rappresenta i suoi piani.

Più i singoli piani dell’Autoefficacia saranno solidi e robusti, e maggiormente solido sarà questo palazzo chiamato Autostima.

Prima di parlare di Autostima, iniziamo a riflettere: com’è composta l’Autoefficacia del nostro bambino? Facciamo un esempio con due casi opposti tra loro.

UNA BUONA AUTOSTIMA

Abbiamo un bambino che in matematica riesce bene, dunque si sente auto-efficace. In storia va anche abbastanza bene. Nel suo sport riesce senza particolari problemi, e nelle relazioni se la cava discretamente. Ne consegue che questo soggetto avrà una buona o addirittura alta Autostima.

UNA BASSA AUTOSTIMA

Mettiamo il caso opposto al precedente. Stavolta abbiamo un bambino che in matematica, riesce solo in 5 esercizi su 6. Nella storia arriva a ripetere metà capitolo sui 2 proposti. Nello sport da lui scelto, il calcio, riceve solo qualche passaggio, e nelle relazioni sociali, anche qui non è proprio il massimo. Con questi “piani” così deboli appare evidente come la sua Autostima sarà poco solida.

UN AIUTO IN 3 PASSI

Come avrete già capito, per incentivare l’Autostima sarà necessario lavorare sui singoli piani di Autoefficacia del bambino. Ecco come farlo in 3 passi.

1- Individuare le singole micro-aree in cui il bambino si sente meno Autoefficace. Ad esempio matematica o calcio.

2- Identificare per ogni area il livello del bambino. Ad esempio in matematica il pomeriggio, pur avendo 10 esercizi ne completa solo 5. Bene, i 5 esercizi corretti saranno il sui limite attuale da superare.

3- Porre come obiettivo un limite per lui raggiungibile. Se a 10 esercizi corretti (al momento) non ci arriva, forzalo, con rimproveri o punizioni, non farà altro che peggiorare la situazione. Arriva a 5 esercizi corretti? Bene il suo obiettivo sarà 6. Ne beneficerà sia la sua autoefficacia in matematica, con voglia di farne ancora, che il suo apprendimento del calcolo.

Ripete questo esercizio per ogni singola abilità, che vorrà dire anche singola Autoefficacia, e se farete un buon lavoro allora osserverete delle ricadute positive sull’aspetto globale, ovvero la sua Autostima.

E’ facile? No. Ma neppure impossibile. Serve impegno. Immaginate un pò il Leone, visto da tuti come il Re della foresta. In realtà il Leone quando caccia fallisce dalle dalle 7 alle 10 volte prima di prendere la sua preda. L’85% della su vita è un fallimento. Ma allora che cosa fa di lui un Re? La sua perseveranza.

Segui la diretta facebook

in cui parlo di Autostima nei bambini.

Ti è sembrato interessante? Scopri di più sul nostro Webinar dedicato a come studiare con tuo figlio, QUI.

Compensativi dislessia. Traduzione orale di LeggiXme.

Quella che viene qui proposta è una funzione poco nota che permette di ‘ascoltare’ in italiano un testo scritto in una lingua straniera, semplicemente “selezionandolo”.

La soluzione è semplice e veloce, una volta installato LeggiXme (qui), occorre una connessione ad internet attiva, ed attivare questa funzionalità di LeggiXme. Leggi Xme è una suite di software gratuiti per Windows a supporto nello studio di alunni e studenti con DSA. In questo progetto sono inclusi vari applicativi che sono una validissima alternativa ai programmi commerciali presenti sul mercato. LeggiXme è stato realizzato da Giuliano Serena e integra molte funzionalità, alcune sconosciute, tra le quali, appunto, la traduzione orale.

Vediamo il Tutorial a cura di Annamaria Sabatini, esperta in tecnologie assistive, strumenti compensativi e strategie didattiche efficaci per disturbi specifici dell’apprendimento.

Come valutare il contenuto nella Disortografia

Vediamo un esempio pratico di cosa significa e di come valutare il contenuto e non la forma nella Disortografia.

Facciamo una premessa. Questa strategia è una delle modalità dispensative “non valutare la forma” che si adottano nella Disortografia evolutiva a scuola, secondo Leg. 170/10 e DM 5669 12/7/2011.

Un genitore chiede: Mia figlia frequenta la terza elementare. È certificata dislessica e disortografica. Nel PDP c’è scritto di “guardare il contenuto e non la forma”. Io non sono esperta. L’insegnante le ha segnato tutti gli errori, a tutti ha dato un voto tranne che a mia figlia perché altrimenti sarebbe stato insufficiente. Qualcuno mi spiega cosa vuol dire guardare il contenuto e non la forma in un dettato ? Non lo dico in tono polemico ma è solo per capire perché davvero non so. Grazie.

Il genitore

La risposta è molto semplice. Il contenuto di un testo è ciò di cui parla all’interno del testo. Spiegazioni, nomi, date, impressioni, opinioni, emozioni, etc. La Forma è come esso è scritto, dunque con l’ortografia corretta o meno.
Se una bambina con Disortografia scrive “La Comedìa, o Commedia, conosciutTa sopraTuTo coNe Divina CoMedia, è un poema aLegorico-didascalico di Dante AligIeri, scritto in terzine inca Tenate di ende CasiLabi (poi chiamate per antonomasia terzine danteCHE) in lingua volgare fiore Tina.” (Fonte Wikipedia) Merita 10 per il contenuto perchè corretto, senza considerare gli errori ortografia che non sono colpa sua.

Grazie per tutte le condivisioni.

Con un cordiale saluto

Dr. G. Lo Presti.

Valentina, discalculica e disgrafia, ci spiega i DSA

Valentina, discalculica e disgrafica, ci spiega in cosa consistono i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e in che modo influiscono sul rapporto dei ragazzi con lo studio e con i compagni. E’ attualmente impegnata per sensibilizzare le persone e per abbattere i pregiudizi sul tema della neurodiversità.

Nel caso di un bambino che presenta più DSA, come stabilire la priorità d’intervento?

Vediamo di approfondire meglio la priorità di trattamento nei DSA a secondo dell’età.

Sotto i 12 anni: a parità di condizione darei la priorità a lettura e grafia. Ciò in quanto superati i 12 anni si chiude una delle più importanti finestre evolutive e si migliora molto meno in lettura e grafia rispetto a quanto si possa migliorare in ortografia e calcolo. Infatti dopo i 12 anni è più semplice ottenere dei miglioramenti nell’ortografia e calcolo rispetto a lettura e grafia. Attenzione: abbiamo detto che è più semplice rispetto a lettura e grafia, non che sia semplice in generale.

Sopra i 12 anni: puoi sceglie sulla base di quale disturbo sia messo peggio.

Facciamo qualche esempio

Se segui un bambino di 8 anni che tra tutti i suoi DSA è messo peggio in lettura e ortografia, allora inizia dalla lettura. Puoi fare un trattamento sulla lettura (con 1 o più cicli) e poi il resto.

Se segui un ragazzino di 13 anni che tra tutti i suoi DSA è messo peggio in lettura ed ortografia, allora sta a te scegliere. Io un tentativo sulla lettura lo farei comunque, anche con un ciclo singolo (sono solo 3/4 mesi), per poi passare al resto.

Spiegazione tecnica: consiglio di iniziare sempre dal tipo di DSA che è maggiormente deficitario. Se ti trovi con un soggetto al di sotto dei 12 anni, dai priorità a lettura e grafia.

Approfondiamo questi ed altri argomenti QUI.

Quaderni per Disgrafia – Strumento Compensativo DSA

Ecco come scrive un bambino con Disgrafia.

La sua scrittura appare pressoché incomprensibile, in molti casi parliamo di DISGRAFIA. Per approfondire ho scritto una serie di articoli QUI.

E dunque cosa fare?

Sicuramente puoi lavorare facendo apprendere l’uso della tastiera in modo veloce ed efficace, qui abbiamo scritto un articolo che parla di come far apprendere la scrittura alla tastiera, QUI.

Quali esercizi di Potenziamento eseguire e cosa inserire nel PDP a scuola? Se hai letto il libro “Nostro figlio è dislessico” conoscerai già le risposte, altrimenti, leggilo subito QUI.

Se però sei un operatore non puoi perderti in nostro Webinar sulla Valutazione e Potenziamento Dislessia e DSA, QUI.

I quaderni per la disgrafia

Sarò breve: sono essenziali per i bambini con Disgrafia.

La linea verde indica l’inizio. La rossa la fine. Le righe su cui scrivere hanno una lieve evidenziazione percettiva.

Li trovi qui per:

Stampato Maiuscolo QUI

Corsivo Iniziale (prima e seconda primaria) QUI

Corsivo iniziale (terza primaria) QUI

Lo sai che puoi ordinarli con lo sconto?

Esatto! Per questi e tutti i manuali e Cd Erickson puoi avere lo sconto del 15% e NON pagare le spese di spedizione se utilizzi il codice GLP16

Usalo quando ordinerai questi o altri materiali tramite il sito web oppure via telefono al Centro Studi Erickson al 0461 950690
Lun – Ven: 8:00 – 19:00 | Sab: 8:00 – 12:00

“Fotografa e leggi per me” strumento compensativo per Dislessia e DSA

Google Keep (https://keep.google.com) permette di fotografare una pagina qualsiasi di un libro, trasformarla in testo, per poterla leggere con la sintesi vocale o riutilizzarla in altri contesti: un valido supporto per la per la didattica inclusiva.

Tutorial a cura di Annamaria Sabatini, Consulente informatico esperta in Strumenti Compensativi per DSA

Tavola degli Elementi per Dislessia e DSA

Ideata per illustrate la tavola degli elementi nella vita quotidiana, ma perfetta per la didattica dei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Le immagini non hanno bisogno di traduzione, le parole chiave sono nella lingua universale, in inglese, ecco dove poterla scaricare in HD formato PDF.

Come usare la calcolatrice nella Discalculia

Linea del 20, eccellente sia nei compiti per casa che ne potenziamento del calcolo

Nella Discalculia la calcolatrice è due in uno. Da un lato è uno strumento “dispensativo”, in quanto dispensa dal conteggio a mente, dall’altro è anche uno strumento “compensativo” in quanto usandola compenso le difficoltà legate al calcolo a mente. Ma se i conti li fa la calcolatrice, il bambino come fa ad imparare? Ecco che diviene necessario spiegare, non solo che cos’è la Discalculia, ma anche come dobbiamo usare la calcolatrice per far migliorare il ragazzino ed evitare un de-potenziamento del calcolo.

Alcuni Genitori di bambini con Dislessia e DSA durante una relazione a cura del Dr. G. Lo Presti

Le difficoltà principali nel Disturbo Specifico del Calcolo riguardano la produzione o la comprensione della quantità numerica, il saper riconoscere i simboli numerici ed il saper eseguire le quattro operazioni di base. Più precisamente nella Discalculia abbiamo una significativa difficoltà ad acquisire l’automatismo del calcolo e/o dell’elaborazione dei numeri. Per approfondire abbiamo creato un articolo che ti mostra nel dettaglio la Discalculia Evolutiva, lo trovi QUI.

Ecco COME usare la calcolatrice nella Discalculia

Il contasemplice

La calcolatrice nella Discalculia va utilizzata in tutti gli esercizi in cui la cosa importante è la procedura, e non il conteggio. Il soggetto si concentra sulla procedura con la possibilità di provare ad automatizzare la procedura aritmetica. In futuro, e piano piano si può provare a toglierla sempre gradualmente. Se il soggetto sarà poi autonomo: bene. Se così non dovesse essere, ricordiamoci che siamo sempre di fronte ad una Discalculia Evolutiva, ovvero un Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Come fare per fargli apprendere il calcolo?

Un bambino impegnato in una valutazione specialistica con il Dr. G. Lo Presti

Come detto in precedenza si prova a dare sempre meno aiuto con la calcolatrice, questo però vale nei compiti per casa. Per far migliorare nel calcolo un soggetto con Discalculia, i compiti per casa, purtroppo non sono ne sufficienti e neppure la via maestra. Serve un potenziamento specifico del calcolo, con esercizi mirati e condotti in modo ben preciso da un operatore adeguatamente formato.

Se questo articolo ti ha aiutato in qualche modo, ti invitiamo alla condivisione.

Con un cordiale saluto

Dr. G. Lo Presti

Il lavoro tecnico dello psicologo nei DSA – Materiale e Video

In questo articolo troverai indicazioni pratiche di come lavorare con i Disturbi Specifici di Apprendimento, in modo clinico e scientifico. I contenuti sono disponibili sia in PDF che, alcuni di essi, da seguire in formato video. Anche se si tratta di brevi indicazioni siamo certi della loro efficace utilità.

Consigli e suggerimenti basati sia sulle ricerche in corso che sul metodo di lavoro attuato sul campo dal Dr. G. Lo Presti con i soggetti con Dislessia e DSA.

Qui di seguito vi sono indicati gli argomenti contenuti nel PDF che puoi scaricare a fine pagina ed i relativi video. Se lo ritieni interessante ti invitiamo alla condivisione, magari potrebbe essere utile anche ad altri. Buona lettura.

Argomenti

Aspetti scientifici moderni nei DSA

Le interviste cliniche nei Disturbi Evolutivi e DSA

Screening DSA con il metodo del CENDì (Comitato Epidemiologico Nazionale sulla Dislessia)

Scienza: linee guida intervento specialistico DSA

Attività 1 – Gli esercizi efficaci nella Dislessia Guarda ORA (7:03)

Attività 2 – Esempio progetto trattamento DSA Guarda ORA (5:01)

Attività 3 – Quanto dura un trattamento nei DSA Guarda ORA (3:06)

Attività 4 – I “Cicli” di Trattamento nei DSA Guarda ORA (3:02)

Attività 5 – Trattamento in studio o a casa? Guarda ORA (2:06)

Lo sviluppo professionale dello Psicologo nei DSA


WEBINAR DSA con Dr. Lo Presti

Pratici – Efficaci – Puoi rivedere le lezioni

-> Webinar Valutazione/Potenziamento Dislessia-Disortografia (Info)

-> Webinar Valutazione/Potenziamento MemoriE Età Evolutiva (Info)


Strumenti DSA: Scanner, sintesi vocale e raccolta note tutto in un App gratuita.

Verso l’autonomia allo studio dei ragazzi con Dislessia e DSA si stanno facendo passi da gigante. Oggi vi presentiamo una nuova Applicazione di Google, disponibile anche su Pc, che presto rivoluzionerà il modo di prendere appunti. Economicamente non costa nulla, a te, che sia genitore o operatore DSA, ti costa solo 9 minuti e 59 secondi di attenzione a questo tutorial, sei pronta/o a spenderli?

Si tratta di Google Keep, lo trovi sia su Google Play che su App Store, disponibile anche su PC, la funzione più interessante è quella di poter fotografare un testo scolastico, la App ti ricopia il testo in formato digitale, e poi, attivando le funzioni di accessibilità del tuo dispositivo, si attiva una sintesi vocale. Prenditi 10 minuti e segui il tutorial a cura di Annamaria Sabatini, sempre preziosa nelle sue indicazioni.

DSA: Neuroscienza, Didattica ed Emozioni

Vediamo 6 lezioni in cui parliamo di DSA in termini di pura Neuroscienza, didattica del Piano Didattico Personalizzato, atteggiamenti di genitori ed insegnanti, e soprattutto delle Emozioni dei bambini e studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento.

Lezione 1 – Le basi scientifiche dei DSA

Scopriamo insieme la Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia in modo chiaro secondo gli attuali riferimenti scientifici.

Lezione 2 – DIS-uguali di fronte i DSA

In molti la pensano in modo diverso di fronte i DSA, scopriamo insieme i veri punti di vista. E tu, a quale appartieni?

Lezione 3 – FARE il PDP

Il Piano Didattico Personalizzato è lo strumento cardine dei DSA, ed affinché possa essere efficacemente applicato è necessario compilarlo come si deve. Vediamo i punti principali.

Lezione 4 – I DSA sono…

Sfatiamo alcuni miti errati sui bambini con Dislessia e DSA

Lezione 5 – Nei DSA guardiamo motivazione e Impegno?

Motivazione e impegno: due variabili spesso sconosciute nei bambini con Dislessia e DSA. Impariamo invece a riconoscerle.

Lezione 6 – I DSA sono scienza e…

Posa tutti gli appunti ed ascolta questa storia…


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Le mappe “giuste” per Dislessia e DSA. Le 5 caratteriste indispensabili.

Uso molto internet alla ricerca di mappe di questo tipo per mio figlio che frequenta la 4 elementare. Sono molto utili. Però mi resta sempre il dubbio che siano quelle giuste…. Come faccio ad orientarmi tra tutte quelle che trovo?

Mamma di bambino DSA

Cerchiamo di rispondere ad una semplice domanda: quali sono le caratteriste di una mappa concettuale per Dislessia e DSA?

Vediamo qui di seguito le 5 peculiarità che dovrebbe avere una mappa adatta ad uno studente con Disturbi Specifici di Apprendimento.

1- Immagini

Lo studente con Dislessia e DSA, da un punto di vista neuropsicologico, lavora meglio per immagini. Dunque è essenziale sostituire le parole con le immagini maggiormente eloquenti.

2- Poche parole

Inserite solo le parole chiave. Solitamente sono Nomi, Date, Luoghi, Termini specifici di ciò di cui si sta parlando.

Mappa concettuale con immagini e solo le parole chiave, perfetta per DSA

3- Un colore per ogni categoria

Un esempio lo troviamo in questa mappa di geografia (in basso), in cui abbiamo la categoria “confini” in nero; la categoria “risorse” in grigio, e cos’ via.

Geografia, in cui i vari argomenti o sezioni hanno colori differenti.

4- Tante immagini di qualità a scuola primaria

Per gli studenti con Dislessia e DSA più piccoli, è preferibile aumentare il numero di immagini o sostituire le stesse con immagini di alta qualità, evitando dunque quelle stilizzate o inserite solo per dare una forma o l’idea del concetto. Dunque, data la loro maggiore difficoltà nel richiamo lessicale, servono immagini ad alto impatto visivo.

Nella scuola primaria è essenziale dare preferenza alle immagini ad alto impatto visivo

5- Ognuno ha il suo stile

Tipica “Mappa mentale”, preferita da alcuni studenti con Dislessia e DSA.

Preferite lo stile del singolo bambino o studente. C’è chi apprendere meglio attraverso le immagini e chi con l’uso delle parole; chi predilige iniziare dall’alto verso il basso e chi da sinistra verso destra. Nella creazione della mappa, lasciate dunque spazio alla creatività del bambino con Dislessia, magari non vi stupiranno (oppure si), ma di certo apprenderanno al meglio.

Se cerchi uno strumento gratuito per la costruzione delle mappe, con tutorial, lo trovi qui: C-MAPS

Oppure di eccellente qualità e di avanguardia tecnologica, con funzioni uniche ed introvabili specifiche per Disturbi Specifici di Apprendimento, abbiamo IperMAPPE 2, lo trovi QUI, e con i codice GLP16 lo puoi avere con il 15% di sconto e senza pagare le spese di spedizione.

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I 9 segnali del bambino con Dislessia a scuola

Dalla lettura più lenta, passando per le difficoltà nel ripetere i testi, sino alle cadute emotive e motivazionali. Scopriamo i 9 segnali che spesso possiamo riscontrare nei bambini con Dislessia a scuola.

1. Lettura più lenta rispetto ai compagni.

La lettura ha un suo ben preciso sviluppo. In prima classe primaria, entro Aprile, si impara a leggere, anche se molto lentamente; mentre in classe seconda primaria la lettura è sillabica per le parole poco conosciute, mentre già in terza classe primaria il bambino legge tutte le parole, se non tranne qualche quadrisillaba complessa, la quale la legge sillabando. Ma tutto sommato ha un sufficiente vocabolario con le parole dei testi scolastici, i quali ormai li legge in modo accurato.

Invece, per il bambino con Dislessia, accade qualcosa di diverso: ad Aprile della prima elementare spesso non legge. Nel corso degli anni la sua lettura resta lenta e sillabica rispetto ai compagni, i quali, come detto precedentemente, leggono già molto più spediti.

2. Lettura ricca di errori.

Il paragone è sempre rispetto ai compagni, che anche in questo caso diminuiscono sensibilmente la qualità ed il numero di errori di anno in anno, cosa che non avviene per il soggetto con Dislessia, il quale commette errori ricorrenti quando legge, nonostante sia stato corretto più volte, anche sulle stesse parole.

3. Non riesce a ripetere un testo in modo articolato.

Solo qualche parola, spesso “tirata fuori con le pinze”. E’ questo quello che accade con maggior frequenza: quando deve ripetere il contenuto di un testo, anche se glielo abbiamo letto noi, usa una descrizione semplice, breve e povera di contenuti. Ciò accade presumibilmente a causa del fatto che, avendo difficoltà nella lettura, ovviamente legge poco, e leggendo poco “assimila” poche parole. Avendo così un ridotto vocabolario, con il quale non riesce a ripetere in modo efficace. Motivo per cui, secondo DM 5669, 12/7/2011 del Miur, gli studenti con Dislessia devono utilizzare le Mappe Concettuali nelle ripetizioni ed interrogazioni orali, e che lo stesso sia indicato nel PDP (Piano Didattico Personalizzato).

4. Non comprende quello che legge

Non in tutti casi, ma nella maggior parte sicuramente si. Qui il discorso è semplice: qual è il “canale” che non “funziona”? Quello della lettura. Dunque se cerca di comprendere attraverso la lettura è ovvio che questa risulterà deficitaria. Allora cosa fare? Più semplice a farsi che a dirsi: usare un altro canale. Il genitore/insegnante/compagno che leggono al posto del bambino dislessico, la visione di un video didattico, etc. Dunque non fategli usare il canale deficitario “lettura” ma piuttosto fategli sfruttare il canale visivo/uditivo. I contenuti sono gli stessi, è il canale con li apprende che cambia. Una soluzione? I 5 passi di metodo di studio nella Dislessia (lo trovi qui).

5. Scarsa memoria nel non ricordare parole e termini specifici (ma ciò che a lui interessa lo ricorda benissimo).

Ma come può accadere ciò: che i termini scolastici li dobbiamo ripetere per ore, e non li ricorda, mentre ciò che a lui interessa lo ricorda subito? Semplice: noi non abbiamo “la memoria”, ma “le Memorie”. Ovvero memorie diverse per singoli moduli. Nel caso specifico della Dislessia vi sono difficoltà nella memoria Fonologica (apprendere lettere e sillabe) e memoria Lessicale (apprendere le parole), ma non nella memoria Visiva (strategia spesso usata nei soggetti con dislessia), memoria Procedurale, Episodica, etc. Fate però attenzione, ho scritto “difficoltà” e non “Disturbo”, appunto perchè nei soggetti con Dislessia NON abbiamo dei disturbi della memoria, ma semplici difficoltà secondarie. Dunque se vogliamo avere risultati il locus di intervento è la lettura, e NON la memoria.

6. Ha una scarsa attenzione (ma non è dis-attento).

Come per la memoria, nella Dislessia NON abbiamo un Disturbo del’Attenzione, ed intervenire sull’attenzione, con dati di ricerca alla mano, sarebbe inefficace con notevole perdita di tempo, rispetto ad interventi molto più efficaci (info trattamenti efficaci qui). Caso diverso se abbiamo DUE diagnosi, una di Dislessia ed una di ADHD, tipo Disattento. Ma se abbiamo SOLO Dislessia allora NON abbiamo un Disturbo dell’Attenzione. Allora perchè si distrae e sta poco attento? Premettendo che i soggetti con ADHD tipo disattentivo hanno molte più difficoltà di queste, il bambino con Dislessia se non sta attento, spesso è perchè sente parlare un “linguaggio” che non è il suo, ovvero quello della lettura, del seguire un testo usando la lettura, o di ripetere di un testo che era da apprendere attraverso la lettura. Ovvio che si distragga. Perchè ha poca attenzione? Qui ci aiuta la neuropsicologia: quando ascoltiamo, leggiamo, parliamo etc, il nostro cervello consuma ossigeno e produce anidride carbonica, la quale, ad un certo punto, essendo troppa necessita di essere smaltita, ed abbiamo la stanchezza mentale, ovvero si “spegne” il cervello, appunto per farla smaltire. Mentre noi in media abbiamo una soglia attentiva di circa 45-60 minuti, il bambino con dislessia, consumando molta ma molta più anidride carbonica per le sue difficoltà di lettura, perde la sua attenzione dopo 30, 20 o 10 minuti, a secondo dell’età.

7. Una motivazione allo studio pressoché assente.

Se in un qualcosa ottengo ciò che desidero, che mi serve o che mi piace, sarò motivato a farlo altrimenti no. Semplice. Cosa ottiene un bambino con Dislessia che va in una scuola e che studia a casa senza i corretti aiuti didattici? Nella maggior parte dei casi ottiene rimproveri e richiami sulle sue prestazioni (nonostante si sia impegnato); e non viene mai lodato o gratificato anche semplicemente per il suo impegno (anche se ha ottenuto voti bassi). Con queste premesse è ovvio che vivrà la scuola e lo studio non solo come un qualcosa in cui la sua motivazione sarà pari allo zero, ma vedrà il tutto anche come un ambiente da cui scappare.

8. Bassa Autostima

Questa dipende molto anche dell’età e dalla gravità del disturbo. Dall’età perchè più è grande e più è probabile che abbia subito rimproveri eccessivi, note ingiuste, richiami continui, andando così a ledere in modo importante la stima di sè; e più è grave il disturbo e maggiore sarà con molta probabilità il peso che questi richiami negativi avranno su di lui. Considerate l’autostima come un palazzo, il quale è fatto da piani uno sopra l’altro. Un piano è la scuola, uno è lo sport, un altro sono le relazioni sociali, e così via. Se in un piano ottengo un successo questo si andrà a consolidare, viceversa se ottengo degli insuccessi si andrà a sgretolare. Il bambino con Dislessia rischia di avere insuccessi in diversi ambiti, ciò andando a sgretolare la propria autostima al posto di costruirla e consolidarla per la vita futura.

9. Reazioni: aggressive, passive o evitanti?

Il bambino con Dislessia di fronte allo stress “compiti-studio-scuola” può reagire in uno di questi tre modi. Aggressivo, nel comportamento o solo in modo verbale; Passivo, che accetta tutto ma senza impegno e dunque senza nessuna volontà di fare qualcosa in autonomia; Evitando la situazione, esempio “Non voglio andare a scuola!“. Poi vi è anche chi vive la propria Dislessia in termini di “sfida” ovvero di voler dimostrare di volercela fare. Ma è davvero una minima parte purtroppo non rappresentativa.

Importante: sono punti generici, per una diagnosi di Dislessia è necessario rivolgersi ad uno Specialista.

E tu, in quali e quante di queste situazioni riconosci tuo figlio, bambino o alunno? Scrivilo nei commenti e condividi questo articolo invitando ad una riflessione collettiva sulla Dislessia e a tutti i suoi aspetti neuropsicologici ed emotivi.

Dr. Gianluca Lo Presti

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