Aiuti Dislessia e DSA

Vademecum Potenziamento DSA

In questo articolo potrai scaricare gratuitamente un piccolo Vademecum sul Potenziamento dei DSA.
Ecco le domande con le relative risposte. In basso potrai scaricare il documento.

CHI PUÒ FARE POTENZIAMENTO DSA?

Diversamente dalla diagnosi dei DSA, nel potenziamento dei DSA non esiste una norma chiara di riferimento. In tal senso solitamente il potenziamento nei DSA è svolto da Psicologhe, Logopediste, Pedagogiste, Educatrici ed Operatori DSA adeguatamente formati nel potenziamento/trattamento dei Disturbi Specifici di Apprendimento

CHE COSA SI INTENDE CON IL TERMINE POTENZIAMENTO?

Potenziare significa incrementare o rendere più efficiente un processo. Ad esempio migliorare la velocità di lettura, oppure diminuire gli errori nell’ortografia o nel calcolo. la parola potenziamento deriva dal termine tecnico trattamento. Negli articoli scientifici troveremo la parola trattamento. Infatti dal punto di vista scientifico e formale lo chiamiamo trattamento, ma più comunemente possiamo definirlo potenziamento, di una o più abilità di apprendimento.

COME SI DIVENTA ESPERTI NEL POTENZIAMENTO DSA?

Anche qui, diversamente da quanto accade nella diagnosi dei DSA, non esiste una normativa specifica di riferimento. Di certo è necessario avere delle competenze di base (psicologia, logopedia, pedagogia, scienze dell’educazione, etc), ma questo non basta. E’ importante frequentare un percorso di formazione pratico che dia un metodo scientifico, strumenti operativi da parte di chi già lavora nell’ambito del potenziamento o trattamento DSA.

QUAL È IL TARIFFARIO PER UN POTENZIAMENTO DSA?

Premessa: nelle professioni con un albo (es. Psicologi) il tariffario minimo e massimo è stato abolito. Dunque è consigliabile eseguire una “ricerca di mercato” sul proprio territorio per capire come orientarsi. In genere i costi sono molto variabili, da cifre più alte nei centri metropolitani, da 45€ ad incontro in su; sino a cifre più basse sotto i 35€ in giù per incontro in centri non metropolitani.

QUALI SONO GLI STRUMENTI PER IL POTENZIAMENTO DSA?

In commercio ci sono tanti strumenti per il potenziamento dei dsa. giochi, schede, cd, software, libri. L’elenco è davvero esteso. Al di là dello strumento in sè, la cosa più importante e’ il tipo di esercizi utilizzati. Questi dovrebbero avere 4 caratteristiche:

  • Essere attività che lavorano sul deficit (esempio lettura per dislessia, etc.)
  • Utilizzare esercizi sperimentati o con efficacia scientifica (es. come indicato dalle linee guida DSA quesito 9 “Trattamento DSA”)
  • Esercizi presentati con difficoltà crescente. Si inizia con attività più semplici e poi via via, attività sempre più complesse.
  • Partire dal livello esatto a cui è arrivato il soggetto con DSA. Ad esempio, se il soggetto ha difficoltà fonologiche, appare poco efficace (o addirittura deleterio) eseguire esercizi di tipo lessicale di livello superiore, e viceversa.

All’interno del Vademecum trovi tutte queste risposte con altri due piccoli approfondimenti. Puoi scaricarlo GRATUITAMENTE cliccando in basso su “Scarica QUI”, ti chiediamo solo una cosa in cambio: di condividere questo articolo con i tuoi amici sui social o gruppi WhatsApp 🙂

Se desideri approfondire in modo professionale il Trattamento DSA non perderti il nostro corso “Valutazione e Trattamento della Dislessia e Disortografia”, affrontiamo il Trattamento dei DSA secondo le Nuove Linee Guida dei DSA dell’Istituto Superiore di Sanità. Trovate il corso, nella sua versione OnLine QUI

Valutazione e Trattamento con i 7 Protocolli di InterventoDislessia e Disortografia
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Valutazione e Trattamento con i 7 Protocolli di InterventoDislessia e Disortografia
Docente: Dr. Gianluca Lo Presti
Durata1 mese
Segui le lezioni e comunica con il Dr. Lo Presti per dubbi e domande

1. Le basi neuropsicologiche dei DSA

2. Il Trattamento della lettura nella Dislessia
3. Il Trattamento dell’ortografia nella Disortografia
4. Elenco strumenti intervento nella Discalculia e Disgrafia
5. Conclusioni Potenziamento DSA
6. Il Potenziamento dei DSA a Distanza
7. Lezione Skype di gruppo: risposte domande, casi e pratica clinica
++++ Supervisione Dr. Lo Presti
+ Lezioni già disponibili su *Basi del Trattamento, *Rapporto con la famiglia e *Aspetti legislativi
+ Corso “Valutare e Potenziare le MemoriE in età evolutiva”
+ Rivedi le lezioni h24; 7 giorni su 7
+ Attestato e slide tutte da scaricare
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CORSO “TUTOR DSA – Per Doposcuola Specialistico DSA”
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CORSO “TUTOR DSA – Per Doposcuola Specialistico DSA”
Docente dr. Gianluca Lo Presti
Durata 2 Mesi
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1. DSA: aspetti neuropsicologici, clinici ed emotivi
2. Neuroapprendimento
3. Scuola e normativa
4. La famiglia del bambino
5. Il lavoro del Tutor
6. Metodo di studio
7. Lo studio delle discipline orali
8. Lo studio delle discipline scritte
9. Lo studio dell’aritmetica
10. Il Doposcuola specialistico per DSA

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DSA: Potenziare una o più abilità alla volta?

Iniziamo subito con il dire che sarebbe buona prassi potenziare una sola abilità per volta.
Vediamo insieme perché.

Quando seguiamo un bambino con Dislessia e DSA, per prima cosa eseguiamo una valutazione diagnostica, e sulla base dei risultati ottenuti realizziamo un progetto di trattamento (per approfondire, vai qui). All’interno di questo progetto inseriamo tempi, strumenti ed obiettivi.
In questo articolo ci focalizzeremo sul numero di obiettivi da raggiungere.

E’ fortemente consigliato puntare ad una sola abilità per ciclo di trattamento.
Facciamo un esempio.
Mettiamo caso che il nostro bambino abbia due o più difficoltà (lettura, scrittura, etc.), inizieremo per il primo ciclo (3-4 mesi) con UN solo obiettivo (ad esempio, “Obiettivo Lettura”), al termine del ciclo di trattamento (3-4 mesi), sceglieremo se continuare con quell’obiettivo (esempio lettura) oppure puntare su un altra abilità (esempio scrittura), e così via.

Perché è consigliabile fare così e non lavorare su più abilità contemporaneamente?
Vediamo di rispondere a questa domanda con qualche esempio pratico.

  1. Tempo limitato. Secondo vari lavori di ricerca (Scammacca N.K., Roberts G. Vaughn, S. and Stuebing K.K. (2013) A Meta-Analysis of Interventions for Struggling Readers in Grades 4-12: 1980-2011. Journal Learning Disabilities, published 3 October ) servono almeno 16 ore si trattamento affinché vi sia una modifica del trend di apprendimento in un soggetto con DSA. Questo vuol dire che un soggetto deve lavorare di “qualità” per almeno 1 volta a settimana per 4 mesi. Solo così arriva a 16 ore. Il tutto per una sola abilità. Per migliorare in due abilità dovrebbe lavorare due ore a settimana. Il tutto con gli impegni della scuola, i compiti per casa, le attività extrascolatiche ed il meritato riposto. Dunque già porsi l’obiettivo di arrivare a 16 ore in 4 mesi è già più che ambizioso.
  2. Qualità del lavoro. 16 ore in 4 mesi, come abbiamo visto, sono almeno 1 ora di trattamento a settimana. Per chi lavora in abito clinico sa che vi sono i giorni in cui il soggetto è stanco, altri in cui è particolarmente distratto, in altri è assente alle sedute, in altri ancora non è al meglio della sua forma (sappiamo quanto la scuola stanchi). Dunque per arrivare a 16 ore di qualità serve inserire dei “richiami” con esercizi domiciliari.

Dunque se avessimo due obiettivi, ad esempio scrittura e lettura, dovremmo raddoppiare tutti questi valori, ma con ciò raddoppierebbe anche il carico di impegno (già tanti) sulle spallle del bambino che seguiamo, con il rischio di non raggiungere nessuno degli obiettivi.

In conclusione, appare pragmativamente più conveniente puntare ad un obiettivo “certo” nel ciclo di trattamento (dopotutto sono solo 3-4 mesi) ed alla fine di quest’ultimo decidere se riprogrammare lo stesso obiettivo (sullo stesso livello, oppure ad un livello diverso), oppure ancora puntare ad un obiettivo diverso di apprendimento.

Nel nostro corso “Valutazione e Trattamento della Dislessia e Disortografia”, affrontiamo il Trattamento dei DSA secondo le Nuove Linee Guida dei DSA dell’Istituto Superiore di Sanità. Trovate il corso, nella sua versione OnLine QUI


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1. DSA: aspetti neuropsicologici, clinici ed emotivi
2. Neuroapprendimento
3. Scuola e normativa
4. La famiglia del bambino
5. Il lavoro del Tutor
6. Metodo di studio
7. Lo studio delle discipline orali
8. Lo studio delle discipline scritte
9. Lo studio dell’aritmetica
10. Il Doposcuola specialistico per DSA

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Valutazione e Trattamento con i 7 Protocolli di InterventoDislessia e Disortografia
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Valutazione e Trattamento con i 7 Protocolli di InterventoDislessia e Disortografia
Docente: Dr. Gianluca Lo Presti
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1. Le basi neuropsicologiche dei DSA

2. Il Trattamento della lettura nella Dislessia
3. Il Trattamento dell’ortografia nella Disortografia
4. Elenco strumenti intervento nella Discalculia e Disgrafia
5. Conclusioni Potenziamento DSA
6. Il Potenziamento dei DSA a Distanza
7. Lezione Skype di gruppo: risposte domande, casi e pratica clinica
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VIDEO spiegazione pratica clinica Linee Guida DSA 2022

Giorno 20 Gennaio 2022 sono state pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità le nuove Linee Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento – Aggiornamento ed integrazioni.

La linea guida esamina numerose questioni inerenti i DSA, aggiornando il quesito sui trattamenti, proponendo degli indici predittivi, integrando con nuove indicazioni sulle diagnosi esistenti ed introducendo altre indicazioni diagnostiche completamente nuove.

Le nuove Linee Guida sui DSA 2022 sono state elaborate dal Sistema Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il documento è molto articolato, con oltre 860 pagine, ed in questo video trovi la PRATICA CLINICA delle Nuove Linee Guida.

00:04 Introduzione alle Linee Guida, che cosa sono e di cosa parleremo.
04:26 Indici predittivi -1
07:45Sintesi nella pratica clinica quesito – 1
08:53 Diagnosi comprensione del testo – 2
11:23 Sintesi nella pratica clinica quesito – 2
12:08 Quantità simboliche e non-simboliche nel calcolo -3
15:18 Sintesi nella pratica clinica quesito – 3
15:53 Competenze matematiche nel disturbo del calcolo -4
19:31 Sintesi nella pratica clinica quesito – 4
21:36 Disgrafia – criteri per la diagnosi -5
26:07 Sintesi nella pratica clinica quesito – 5
27:24 Abilità compromesse nei DSA – 6
29:45 Diagnosi nei Bilingui – 7
36:35 Sintesi nella pratica clinica quesito – 7
38:15 Diagnosi DSA Adulti – 8
41:36 Sintesi nella pratica clinica quesito – 8
42:23 Trattamento DSA – 9
47:30 Sintesi nella pratica clinica quesito – 9

Nel nostro corso “Valutazione e Trattamento della Dislessia e Disortografia”, affrontiamo il Trattamento dei DSA secondo le Nuove Linee Guida dei DSA dell’Istituto Superiore di Sanità. Trovate il corso, nella sua versione OnLine QUI


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1. Le basi neuropsicologiche dei DSA

2. Il Trattamento della lettura nella Dislessia
3. Il Trattamento dell’ortografia nella Disortografia
4. Elenco strumenti intervento nella Discalculia e Disgrafia
5. Conclusioni Potenziamento DSA
6. Il Potenziamento dei DSA a Distanza
7. Lezione Skype di gruppo: risposte domande, casi e pratica clinica

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Esame di Stato 2021/2022 – Info DSA

Il Ministero dell’Istruzione ha emanato l’Ordinanza Ministeriale per gli

Esami di Stato nel primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2021/2022

Per quanto riguarda i DSA:

Per i candidati con con disturbi specifici di apprendimento, l’esame di Stato di cui ai commi 4, 5 e 6 si svolge con le modalità previste dall’articolo 14 del DM 741/2017.
In pratica:

  • Utilizzo strumenti indicati nel PDP
  • Utilizzo tempi più lunghi di quelli ordinari
  • Per l’ascolto dei testi utilizzo di dispositivi di ascolto (sintesi vocali, etc).

Riflessione: soprattutto in riferimento al primo punto, penso che appaia chiaro quando sia importante il la struttura di un buon PDP, e di dedicarli massima attenzione prima di firmarlo, in quanto esso poi sarà il documento cardine durante gli esami di Stato.

Il file l’Ordinanza Ministeriale lo trovi -> QUI

Qui trovate uno scema a cura di Nicoletta Favorito Lelli, del gruppo «Aiuto Dislessia», gruppo presente su Facebook, consigliatissimo.

Nuove Linee Guida DSA 2022

Giorno 20 Gennaio 2022 sono state pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità le nuove Linee Guida sulla gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento – Aggiornamento ed integrazioni.

La linea guida esamina numerose questioni inerenti i DSA, aggiornando il quesito sui trattamenti, proponendo degli indici predittivi, integrando con nuove indicazioni sulle diagnosi esistenti ed introducendo altre indicazioni diagnostiche completamente nuove.

Le nuove Linee Guida sui DSA 2022 sono state elaborate dal Sistema Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il documento è molto articolato, di oltre 860 pagine, ma sia in questo nostro sito gianlucalopresti.net che sui canali social, abbiamo già preparato i contenuti operativi su come agire nella pratica clinica alla luce delle nuove LG DSA 2022. Li troverai su ->
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In più nel nostro corso “Valutazione e Trattamento della Dislessia e Disortografia”, affrontiamo il Trattamento dei DSA secondo le Nuove Linee Guida dei DSA dell’Istituto Superiore di Sanità. Trovate il corso, nella sua versione OnLine QUI


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1. Le basi neuropsicologiche dei DSA

2. Il Trattamento della lettura nella Dislessia
3. Il Trattamento dell’ortografia nella Disortografia
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CORSO “TUTOR DSA – Per Doposcuola Specialistico DSA”
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1. DSA: aspetti neuropsicologici, clinici ed emotivi
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Patente e Dislessia: Aggiornamento 2021

ll Ministro Giovannini ha firmato il decreto che risponde alle richieste delle associazioni di categoria

patente

1 giugno 2021 – Le persone dislessiche (DSA) potranno sostenere l’esame di teoria per la patente di guida e per il conseguimento della Carta di qualificazione del conducente (Cqc) per gli usi professionali con il supporto di strumenti compensativi. Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, venendo incontro alle richieste avanzate dalle associazioni di categoria, ha firmato il decreto che prevede più tempo per la prova di teoria ed estende al conseguimento della Cqc la possibilità per il candidato di chiedere l’ausilio di un file audio, possibilità già prevista per la patente di guida.

Inoltre, i candidati beneficeranno di procedure semplificate per iscriversi agli esami di teoria: basterà infatti presentare il certificato rilasciato dal Servizio sanitario nazionale che attesti la diagnosi DSA mentre non è più richiesto il certificato rilasciato dal neuropsichiatra.

In particolare, per le persone dislessiche che intendano conseguire la patente di guida, la Direzione generale della Motorizzazione organizza la prova di teoria utilizzando un sistema informatizzato con l’ausilio di un file audio per i quiz. I candidati avranno dieci minuti in più di tempo, quaranta minuti invece di trenta.

Anche per il conseguimento della Carta di qualificazione del conducente le persone con DSA avranno venti minuti in più per completare l’esame di teoria relativo alla parte comune e a quella specialistica (110 minuti anziché 90) e dieci minuti in più per la sola parte comune o per la sola parte specialistica. Anche per il conseguimento della Cqc è riconosciuto il diritto del candidato all’ausilio del file audio dei quiz. In attesa della sua definizione, il file audio è sostituito da un esame orale, autorizzato dalla Motorizzazione su richiesta del candidato, in cui un funzionario autorizzato leggerà la scheda dei quiz.

Per visualizzare il decreto clicca quiTagspatentiAllegatiDM esami DSA-signed.pdfData di ultima modifica: 01/06/2021Data di pubblicazione: 01/06/2021

Sì all’aliquota Iva ridotta ai servizi resi a minori con bisogni educativi speciali

Scritto da Avv. Raffaella De Vico

L’Agenzia delle Entrate si è occupata del trattamento Iva da applicare a prestazioni di servizi dirette a minori con bisogni educativi speciali.

L’istante è una cooperativa sociale che gestisce servizi socio-sanitari ed educativi. La cooperativa svolge le proprie attività soprattutto in favore di ragazzi in età scolare con disturbo specifico dell’apprendimento o sindrome da deficit di attenzione ed iperattività e delle loro famiglie.

A causa dell’emergenza Coronavirus, una parte dell’attività svolta dall’istante è ora svolta a distanza. Questo ha reso necessario un maggior coinvolgimento dei genitori in tali attività. Quindi, è stato attivato un percorso di formazione di sostegno all’apprendimento destinato sia ai genitori, che ai figli, costituito da video-lezioni e da un servizio di tutoraggio nella forma del webinar.

Il quesito sottoposto all’Agenzia delle Entrate riguarda la possibilità di assoggettare all’aliquota Iva ridotta del 5 % le prestazioni di servizi rese sia ai ragazzi, che ai loro genitori e la necessità di trasmettere i dati di queste operazioni al Sistema Tessera Sanitaria o di emettere fattura elettronica nei confronti dei propri clienti.

L’Agenzia delle Entrate, nella Risposta n. 274 del 20 aprile 2021, ha ricordato che l’aliquota Iva agevolata del 5 % trova applicazione con riferimento alle prestazioni di servizi rese dalle cooperative sociali e dai loro consorzi nei confronti di anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di Aids, di handicappati psicofisici, di minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute e di donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo.

Tale aliquota Iva agevolata trova applicazione, dal punto di vista oggettivo, con riferimento, ad esempio, alle prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù, alle prestazioni di insegnamento scolastico o universitario, alle prestazioni per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale ed alle lezioni in materie scolastiche ed universitarie impartite dagli insegnanti a titolo personale. L’aliquota Iva ridotta del 5 % trova applicazione anche con riferimento alle prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e strutture simili.

Per quanto riguarda le prestazioni socio-sanitarie, esse sono tutte le attività volte a soddisfare bisogni di salute della persona che richiedono sia prestazioni sanitarie, che azioni di protezione sociale. Le prestazioni socio-sanitarie comprendono le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e le prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, ossia tutte le attività del sistema sociale dirette a supportate la persona in stato di bisogno, con problemi di disabilità o di emarginazione che condizionano il suo stato di salute.

L’Agenzia delle Entrate ha, poi, evidenziato che una Direttiva del Ministero del’Istruzione del 2012 prevede la necessità di elaborare un percorso didattico/educativo personalizzato per gli studenti che hanno dei bisogni educativi speciali. Rientrano nell’ambito di questi bisogni educativi speciali (BES), i disturbi specifici dell’apprendimento che causano delle difficoltà nell’esecuzione dei compiti di lettura, scrittura o calcolo, e la sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività che determina una compromissione della sfera personale, sociale e scolastica.

Nel caso specifico descritto nell’istanza di interpello, la cooperativa istante svolge un’attività con funzione sia educativa, sia socio-sanitaria. Quindi, le prestazioni di servizi effettuate in favore dei minori con bisogni educativi speciali rientrano nell’ambito di applicazione dell’aliquota Iva agevolata del 5 %.

La medesima aliquota Iva deve ritenersi applicabile anche ai servizi di sostegno all’apprendimento resi ai genitori dei minori colpiti dai disturbi in questione. Si tratta di prestazioni accessorie rispetto alla prestazione principale resa ai minori e, come tali, non soggette autonomamente ad Iva. Queste prestazioni sono attratte alla disciplina della prestazione principale, concorrendo a formare la base imponibile.

A tal proposito, l’Agenzia delle Entrate ha richiamato la prassi nazionale e la giurisprudenza dell’Unione Europea, secondo le quali le operazioni accessorie integrano, completano o rendono possibile l’operazione principale.

Riguardo al secondo aspetto del quesito posto dall’istante, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che, in caso di prestazioni di servizi o di cessioni di beni effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, le relative fatture devono essere emesse in formato elettronico tramite il Sistema di Interscambio. I soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, però, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata non possono emettere fatture elettroniche.

La cooperativa istante non rientra nell’elenco dei soggetti tenuti a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria e non eroga dei servizi prettamente sanitari, ma piuttosto delle prestazioni a carattere socio-sanitario ed educativo.

Pertanto, le prestazioni effettuate dalla cooperativa istante dovranno essere regolarmente documentate con l’emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio ed una copia delle fatture dovrà essere messa a disposizione dei clienti consumatori finali, salvo loro rinuncia.

Fonte: https://www.misterfisco.it/iva/servizi-resi-a-minori-con-bisogni-educativi-speciali-ed-ai-loro-genitori-si-aliquota-iva-ridotta/

Tabella Excel per l’ANALISI LOGICA da scaricare gratuitamente

Che cos’è l’analisi logica?
A differenza dell’analisi grammaticale che analizza la forma delle parole prese singolarmente e tolte dal contesto della frase (morfologia), l’analisi logica studia la concatenazione delle parole che si combinano fra loro per permetterci di esprimere pensieri di senso compiuto (sintassi).

Come si fa analisi logica di una frase?
Il primo passo da compiere per fare l’analisi logica è di scomporre la frase in blocchi in modo da individuare il soggetto, il predicato e tutti gli eventuali complementi. Individuare il soggetto di una frase è molto semplice: il soggetto è colui che compie o subisce un’azione.

Qui trovate una tabella Excel per l’ANALISI LOGICA, realizzata da Nenè Sardi tramite il gruppo “Aiuto Dislessia”.

Potete scaricarla qui, se non riuscite dallo smartphone provate dal computer.

Differenza tra Valutazione e Diagnosi di DSA

Con il termine valutazione indichiamo tutte quelle procedure che implicano l’osservazione, l’anamnesi clinica ed i test di apprendimento. Tramite questi metodi possiamo poi giungere ad una diagnosi clinica, così da elaborare un piano di intervento, oppure effettuare una valutazione per stilare un piano di trattamento oppure ancora solo per la verifica di un monitoraggio-miglioramento post-trattamento.

In altre parole, se questa valutazione avrà lo scopo di giungere ad una diagnosi, allora seguiremo un chiaro percorso diagnostico con la verifica di tutti i criteri diagnostici, e così avremo una diagnosi clinica. A questa dovrebbe poi seguire un piano di trattamento personalizzato. Sempre attraverso una valutazione possiamo però anche valutare un soggetto solo per predisporre un piano di trattamento o effettuare un monitoraggio interno post-trattamento, così come indicato in tabella:

La Valutazione per DSA può avere dunque vari obiettivi. Sia quello di elaborare una diagnosi clinica, che quello di redigere un piano di un intervento o per un accurato monitoraggio post-trattamento.

Mettiamo il caso che un soggetto abbia già una diagnosi clinica, oppure che le difficoltà siano ancora lievi o in siamo nella prima-seconda classe della scuola primaria, in cui non possiamo ancora fare diagnosi di DSA e dunque effettuare una diagnosi completa. In tutti questi casi potrebbe essere necessario effettuare solo un piano di potenziamento, motivo per cui effettueremo una valutazione per DSA ai fini del trattamento.

Così facendo andremo oltre la mera verifica dei criteri diagnostici, ma ci porremo l’obiettivo di comprendere (e dunque valutare) dove intervenire, in quali abilità, con che strumenti e quali tempi, al fine di modificarne in positivo il trend evolutivo del soggetto. In conclusione effettuiamo sempre una valutazione per DSA, quello che cambia è l’obiettivo per cui valutiamo, se ai fini diagnostici o se (o in più) ai fini di un intervento o per un monitoraggio post-trattamento.

Nota di prudenza sull’utilizzo dei Test diagnostici per DSA

I test diagnostici sono fondamentali in tutti gli ambiti dei disturbi dello sviluppo, come anche nei DSA.

L’aspetto principale è che tramite questi strumenti riusciamo ad avere un dato oggettivo per la variabile che misuriamo.

Ad esempio possiamo conoscere con precisione la velocità di lettura di un soggetto, oppure se il numero di errori commessi in una prova di lettura, ortografia o calcolo si pone in un quadro di forti difficoltà.

Ogni test è sottoposto a rigorosi controlli di Attendibilità e Validità.

Un test è valido se effettivamente misura quel che si propone di misurare per esempio le velocità di lettura (prova di lettura di brano) quanto piuttosto gli errori ortografici a livello lessicale (prova di dettato di parole).

Mentre invece l’ Attendibilità riguarda la costanza del risultato inerente la misurazione di uno “stesso oggetto” compiuta da “persone diverse in situazioni diverse”, dunque se misura non solo la variabile che vuole misurare (solo “velocità di lettura”), ma soprattutto l’oggettività delle rilevazioni (tra un operatore ed un altro operatore) e l’accordo fra chi interpreta i risultati (così da non avere interpretazioni differenti) e la concordanza tra forme parallele con un “test re-test” (dunque se in certo lasso di tempo, ad esempio dopo 15 giorni senza nessuna variabile interveniente, la misurazione non cambia in modo staticamente significativo).

ATTENZIONE ALL’ERRORE STANDARD DI MISURA DI OGNI TEST

Nonostante ciò ogni test ha quello che definiamo Errore Standard di Misura o ESM.

L’errore standard di misura è il grado in cui è possibile parlare di errore casuale all’interno di una certa misurazione e sintetizza mediamente di quanto il punteggio ottenuto al test (variabile + errore) dista dal punteggio vero. Attendibilità, Validità ed Errore Standard di Misura ci fanno comprendere che se da un lato i risultati dei test ci indicato un dato con una forte probabilità statistica.

COSA SIGNIFICA QUESTO NEI DSA?

In pratica un punteggio nei Test per DSA, NON INDICA UNA CERTEZZA, quanto piuttosto UNA PROBABILITA’.

Sappiamo con ragionevole certezza, ovvero con una probabilità maggiore del 95%, ed in alcuni casi anche del 99% che quel dato sia corretto.

COME FACCIAMO A CONOSCERE LA CERTEZZA DI UN DATO COME GLI ERRORI O LA VELOCITA’ DI LETTURA IN CASO CON DSA?

Non possiamo avercela questa certezza, ma possiamo avvicinarci parecchi con l’uso di uno strumento che si utilizza SEMPRE PRIMA DEI TEST, ovvero: l’OSSERVAZIONE CLINICA ed il COLLOQUIO ANAMNESTICO.

DUNQUE NON SI FANNO I TEST E POI SI DECIDE LA DIAGNOSI?

Assolutamente no. Prima si esegue un colloquio clinico, e sulla base delle nostre osservazione formuliamo delle ipotesi (è dislessia?). Utilizzeremo i test SOLO per validare queste ipotesi. Questo processi si chiama METODO SCIENTIFICO. Il resto, dedurre una diagnosi dai punteggi dei test, è un metodo INDUTTIVO, tutto l’OPPOSTO del METODO SCIENTIFICO.

Se questa nota è utile, invitiamo alla condivisione.

Il Disturbo d’ansia da separazione nei bambini

Il disturbo d’ansia da separazione si manifesta come un’eccessiva paura o ansia riguardante la separazione da casa o dalle figure più importanti per il bambino.

A differenza delle occasionali e lievi preoccupazioni che i bambini possono sperimentare durante l’allontanamento dai genitori, il disturbo d’ansia di separazione può influenzare notevolmente la vita di una persona, limitandone la capacità di impegnarsi in attività quotidiane.

I bambini con questo disturbo diventano estremamente agitati e preoccupati ogni volta che si separano dalla loro figura primaria di riferimento, sia essa un genitore, un parente o una baby sitter.

A differenza dei bambini timidi, chi ha un disturbo d’ansia da separazione può sperimentare un forte livello d’ansia e di agitazione solo anticipando mentalmente l’allontanamento da casa o dal caregiver primario.

Spesso il disturbo si sviluppa in seguito ad un evento stressante quale la morte di un genitore, di un animale domestico, dopo la malattia di un familiare, un episodio di ospedalizzazione, un cambio di scuola, di residenza o a seguito di una separazione/divorzio (fonte Istituto Beck, qui).

Da clinici possiamo osservare alcuni indici specifici al fine di avvalorare una nostra ipotesi di disturbo d’ansia da separazione nel bambino che stiamo valutando. Ecco cosa osservare ed i sintomi attesi.

Osservazione clinicaSintomi attesi
Atteggiamento iniziale di fronte alla situazione.
Il bambino si tiene in disparte, ritirato, appare poco interessato e poco disponibile alle proposte avanzate. Queste reazioni non sono attese in relazione all’età.

Rapporto con il clinico.
Nella relazione vi è la ricerca di continue rassicurazioni.

Osservazione durante il gioco libero. L’organizzazione sembra adeguata all’età in relazione ai contenuti espressi, ma le modalità di svolgimento sono spesso ripetitive così da evitare l’imprevedibile e il cambiamento. Quando viene proposto un gioco nuovo o una nuova attività, generalmente questo ingenera timore e inibizione; in questi momenti aumentano richieste di conferma e di rassicurazione
Ansia e preoccupazione eccessive, che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, riguardo a una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche). Ciò con difficoltà nel controllare la preoccupazione. Questo nei bambini si associa ad almeno uno di questi segni:
a) irrequietezza, sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle;
b) facile affaticabilità;
c) difficoltà a concentrarsi o vuoti di memo- ria;
d) irritabilità;
e) tensionemuscolare
(osintomineurovege- tativi);
f) alterazionidelsonno
(difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, sonno inquieto e insoddisfacente).
Fonte: Vio e Lo Presti 2014 – Diagnosi dei Disturbi Evolutivi.

Per approfondire tutti i disturbi evolutivi, con i modelli, criteri diagnostici e casi clinici consulta il manuale DIAGNOSI DEI DISTURBI EVOLUTIVI, di Vio e Lo Presti, Erikcson. Lo trovi al numero verde 800 844 052 con il codice sconto GLP16 per lo sconto del 5% e non pagare le spese di spedizione. Sconto valido su tutti i prodotti e corsi Erickson.

Come non scambiare un DSA per un serio Disturbo dell’Attenzione.

Se abbiamo un soggetto che mostra un quadro con gravi e molti errori ortografici, o lettura lenta o problemi nella grafia o calcolo, si avvia subito l’ipotesi di un DSA. Se però a questo quadro gli addizioniamo una scarsa attenzione a scuola con test per l’attenzione in cui va male, allora spesso si conclude anche con una diagnosi di Disturbo dell’Attenzione, mentre questo disturbo non c’è. Vediamo di spiegarne il perché.


Il primo errore rischia di incorrere nei test dell’attenzione, nei quali, come sappiamo (vedi test RAN ed RV) soggetti con DSA hanno spesso punteggi negativi nelle prove di attenzione, dovuti appunto al DSA e non ad un vero e proprio Disturbo dell’attenzione. In più il Disturbo dell’attenzione non si diagnostica con metodo statico, dunque non con i test, ma con metodo clinico, dunque con i criteri diagnostici del DSM-5. Dove i test non sono direttamente citati, ma li utilizziamo noi solo “dopo” che tutti i segni clinici sono presenti o per avvalorarne il peso clinico.


Il secondo errore alle volte è nel modo di considerare l’attenzione in anamnesi. Sempre in riferimento all’attenzione nei DSA, quest’ultima non funziona nell’ambito “compiti e scuola” mentre invece funziona correttamente nelle cose che a lui interessano e in tutti gli altri ambiti di vita che non siano “compiti e scuola”. Infatti molto spesso i genitori dichiarano durante l’inchiesta che “Nelle cose che li interessano è attentissimo!”.


Dunque in un caso con gravi errori nell’ortografia ed un lentissima abilità di lettura, ed una disattenzione relegata al setting “compiti e scuola” è sicuramente presente l’ipotesi di Disortografia e Dislessia, ma non quella di un vero Disturbo dell’attenzione. Infatti uno dei criteri diagnostici per la disattenzione, in termini funzionalmente negativi del soggetto, è che questa disattenzione deve essere presente in due o più contesti di vita. E non solo. Infatti dei 9 criteri diagnostici del DMS-5 per il Disturbo dell’Attenzione o ADHD di Tipo 1, in cui ne servirebbero almeno 6 per fare una diagnosi clinica, nel soggetto con DSA molto spesso ne possono essere presenti anche 2 o 3, forse anche 4, ma non 6. Ovvero quelli che appunto servirebbero per avere una diagnosi clinica. Dunque una cosa è avere una difficoltà dell’attenzione, spesso presente nei soggetti con DSA, ma una cosa totalmente diversa è avere un disturbo clinico dell’attenzione conclamata in ADHD di Tipo 1 (DSM 5).
Il mio invito è quello di essere sempre scrupolosi con le diagnosi, soprattutto con le diagnosi differenziali e non scambiare per Disturbo dell’attenzione un soggetto che invece è DSA. Perché ad ogni diagnosi corrisponde ad un intervento, ed una diagnosi errata porta un intervento errato. Ovvero a nessun miglioramento.

Con un cordiale saluto

Il Trattamento della lettura nella Dislessia

La “primary information”: valutare l’abilità generale di lettura.

La prima informazione, e forse la più importante sulla lettura del bambino con Dislessia la otteniamo con la prova di lettura di brano. Una prova che valuta la sua lettura naturale di fronte un testo. La prova cardine, anche se imprecisa e “sporca” dal punto di vista neuropsicologico, in quanto nella prova di lettura di un brano vi saranno parole lunghe e corte, frequenti e rare, dunque il soggetto leggerà il brano con inceppi e velocità differenti.

Allora a cosa ci serve? Per prima cosa per il parametro di velocità di lettura, ovvero sillabe/secondi, per una eventuale diagnosi e per il confronto prima/dopo. Ma soprattutto per la nostra osservazione clinica, attraverso l’ascolto, e farci la nostra idea/ipotesi sul tipo di lettura e qualità degli errori commessi. Questo sarà il primo passo per il finale progetto di intervento.

Valutazione e potenziamento della lettura nella Dislessia

Chi partecipa al nostro Webinar sulla Valutazione Potenziamento della Dislessia e Disortografia (QUI) sa che abbiamo 4 protocolli di intervento nella Dislessia. Ogni protocollo è composto da test e materiali di potenziamento. Se il soggetto cade nella fase 1 potenzieremo la fase 1, altrimenti andremo avanti nelle successive valutazioni.

Come abbiamo già approfondito precedentemente (QUI), il nostro compito è quello di trovare il modulo preciso su cui eseguire il nostro Trattamento. Ad esempio se un soggetto legge sillabando (lettura fonologica, livello 3) è ovvio che avrà anche difficoltà nei livelli superiori come quelli nella lettura di parole (lettura lessicale, livello 4). Il nostro dubbio sarà: sbaglia anche le lettere nella discriminazione visiva ad un livello inferiore (livello 2).
Se la risposta sarà SI potremo potenziare il livello 2, se la risposta sarà NO allora abbiamo trovato il punto su cui porre l’obiettivo del nostro trattamento, ovvero il livello 3, con relativi materiali sperimentati di trattamento.

Come eseguire gli esercizi di potenziamento della lettura nella Dislessia.

Per prima cosa stabiliamo i tempi e fasi, a seconda della classe frequentata.

Il cuore dell’intervento specialistico sono i materiali di potenziamento, è bene che siano sperimentati su efficacia ed efficienza, in modo tale da garantirci un reale miglioramento.

Dagli studi sappiamo che il soggetto con Dislessia, ovviamente intelligente, seppur di poco, ma migliora nella sua lettura. Se lavoriamo con materiali qualsiasi dunque osserveremo un miglioramento, ma sarà dovuto solo alla sua evoluzione spontanea e non all’effetto del trattamento.

Prendiamo come esempio il soggetto di cui sopra che si trovava in un tipo di lettura fonologica, questo significa che utilizzeremo materiali sperimentati che vadano a stimolare solo i processi fonologici di lettura.

Esempio di progetto di intervento nella Dislessia.

Possiamo impostare il trattamento nella sua progettualità in vari modo, questo è uno dei più efficaci.

Il quale va personalizzato con gli obiettivi, i materiali i tempi specifici da caso a caso. Se ti interessa approfondire questo argomento, allora dai uno sguardo qui di seguito.

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Valutazione e Trattamento Dislessia e Disortografia con Protocolli di Intervento
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Basi neuropsicologiche e obiettivi nell’intervento dei DSA

Le basi neuropsicologiche nell’intervento nei DSA riguardano il “cuore” del lavoro del trattamento delle abilità di lettura, scrittura, grafia e calcolo.

Per prima cosa è bene partire dalla Definizione scientifica di DSA, ovvero di Disturbo Specifico di Apprendimento, eccola:

Hammill nel 1990 definiva le caratteristiche generali del Disturbo di Apprendimento (“learning disability” è l’espressione corrispondente in lingua inglese) basandosi sull’ intesa a cui erano giunte numerose associazioni di ricerca ed intervento nel campo.

I punti salienti sono quelli che il DSA è su base neurobiologica, in soggetti intelligenti, e che il DSA non dipende da fattori o problematiche ambientali o esterni come gli aspetti culturale o educativi, ma quanto piuttosto che DSA si nasce.

La «specificità» nell’intervento modulare dei DSA è quello che fa la differenza nel piano di trattamento. Infatti sappiamo dalle ricerche in corso che un intervento è efficace se interveniamo sul “locus funzionale deficitario“. Ad esempio se abbiamo un Disturbo della lettura, il locus funzionale deficitario sarà la lettura. Se abbiamo un Disturbo del calcolo allora sarà il calcolo, e così via.

Come vediamo da questa immagine un Disturbo della lettura, porta con se delle difficoltà o cadute anche in altri ambiti. Ma solo l’intervento sul locus funzionale deficitario ci potrà garantire un Trattamento con i risultati migliori.

Sempre per il principio che interveniamo nel luogo (o modulo cognitivo) che è stato diagnosticato come “Disturbo“. Se avessimo un disturbo della memoria, allora interverremo sulla memoria. Ma nel caso del DSA non abbiamo “disturbi della memoria”, quanto piuttosto delle “difficoltà” della memoria, queste sono non sono diagnosticate come Disturbi veri e propri. Stesse difficoltà che abbiamo anche nell’attenzione, pur non avendo diagnosi di Disturbo dell’attenzione. Oppure ancora difficoltà anche negli aspetti emotivi, pur non avendo diagnosi di un reale disturbo emotivo. Appare poco efficace e dunque improduttivo intervenire sugli aspetti corollari, circostanziali, non specifici del DSA. Ma è necessario centrare il punto specifico, centrale e che causa il DSA, ovvero il locus funzionale deficitario, ed intervenire su esso. Disturbo della Lettura=Lettura; Disturbo del Calcolo=Calcolo; Disturbo Ortografico=Ortografia; Disturbo dell’espressione scritta=Grafia. Così da far coincidere, come da manuale, diagnosi effettuata con obiettivo di intervento.

Per alzare il livello di efficacia è bene attuare le Ricerche sui DSA in pratica: queste sono le basi scientifiche che ci guidano negli esercizi e nel progetto di intervento dei bambini con DSA.

In tal senso il progetto di intervento nella Dislessia Evolutiva e come applicarlo in pratica con il “Metodo” di Potenziamento della Lettura e dell’Ortografia che utilizziamo nel nostro lavoro è questo:

Tutto questo ad inclusione dei vari protocolli di intervento li approfondiamo nel Webinar:

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Inizio prima lezione 31 Luglio 2020
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3 elementare e non legge!

Penso che sia uno dei casi di DSA più gravi mai visti. Tutto inizia un mercoledì pomeriggio. Paolo (nome inventato), 8 anni, sembra un bambino sicuro di sè, forse un pò troppo, ma in realtà è quel meccanismo psicologico in cui esteriormente cerchi di mostrarti l’opposto di quello che stai provando: paura. Si, proprio paura perchè sapeva che da li a poco avrebbe dovuto iniziare a leggere di fronte ad uno sconosciuto.

Inizia sempre così

L’anamnesi inizia come una routine, seppur le risposte siano spesso simili, il quadro si delinea diverso con ogni DSA, e ciò ti serve per capire lo scenario che hai di fronte, quali ipotesi diagnostiche avanzare e quali test scegliere. Nel caso di Paolo, emergono subito enormi difficoltà di linguaggio. Non solo ha iniziato a parlare a 36 mesi, ma lo faceva anche male: emerge un chiaro pregresso Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL).

Con una lettura disastrosa

La lettura. Verifichiamo il livello. Solitamente a quest’età se si hanno difficoltà, la maggior parte dei dislessici leggono sillabando, nelle peggiore delle ipotesi, leggono invertendo pure le lettere simili nella forma (b-d). Raramente accade ad 8 anni ciò che stavamo per osservare.

Ma come è possibile?

La lettura di Paolo è assente. Paolo è però intelligente (test superato brillantemente), vispo, attento ed ha una buona memoria nelle cose che gli interessano. Ma Paolo non legge.

Video1: stessa classe e stesso livello di lettura di Paolo, ma in un altro bambino.

A stento legge qualche lettera “G…g…U…u…A…” e lo si guida a livello uditivo “Proviamo insieme G-U-A-R-D-A“. Nessuno si era accorto delle sue difficoltà. 3 primaria e non leggere. Tranne la madre. Ricordo che ogni caso è diverso. Ogni tanto ci sono genitori assenti, ogni tanto ci sono insegnanti assenti. In questo caso è la seconda opzione. Ma come è possibile che sia accaduto? Va bene, adesso non importa. Prendiamo un bel respiro profondo, lasciamo stare quello che “è stato”, ed iniziamo da oggi, mercoledì. Andiamo avanti.

Andiamo avanti. Puntiamo all’aiuto

La diagnosi è chiara, è un DSA, con Dislessia, Disortografia, e Disgrafia. Il tutto in presenza di un pregresso DSL, ora in fase di remissione (qui per approfondire la Diagnosi di DSA). Sull’etichette diagnostiche si va veloci perché è su altro in cui ora bisogna concentrarsi: l’aiuto. Questo solitamente lo imposto su tre livelli, Metodo di studio a casa, PDP a scuola, e Potenziamento delle abilità. Con Paolo il lavoro è enorme. E lui, come in un lungo viaggio, inizia da un piccolo passo: abbandonando la paura.

Nonostante le difficoltà

Everyday, everyday, everyday!” (ogni giorno!) è quello che ripetono con forza nei corsi motivazionali, per spingerti a fare ogni giorno lo stesso allenamento per eccellere nel tuo ambito. Ma qui parliamo di un gracile bambino di 8 anno di 3 primaria, che senza fretta ma senza sosta, ha portato con sé per anni il fardello di colui che -Non sa leggere, non sa palare, va male a scuola-. “Everyday, everyday, everyday!” (ogni giorno!) ripetuto con forza ad un bambino di 8 anni di 3 primaria. La domanda non è “se”, ma piuttosto “quanto” ne risente la sua autostima?

Accettiamo la sua caratteristica

Come avevamo detto, Paolo aveva paura, ma è andato via con un sentimento diverso. Paolo per la prima volta, oltre sua madre, ha avuto qualcuno al suo fianco che non gli ha messo “fretta per leggere”, ma gli diceva “Andiamo con i tuoi tempi“. Non ha avuto qualcuno che esigeva una sua impeccabile performance di lettura, ma qualcuno che gli ha detto “Capisco che ti capita di sbagliare, è la tua lettura, e va benissimo così “. E’ bastato questo affinché andasse via con un sentimento diverso. Paolo aveva paura, ma è andato via con coraggio.

Portiamo avanti un duro lavoro

La sua voglia di riscatto, con la fortuna (intervento precoce) d’averlo preso in tempo (8 anni), ha dato il risultato sperato: quello del sui impegno costante negli esercizi di potenziamento da eseguire più volte a settimana. Questi sono cuciti su misura per lui. Come avviene con tutti, e come tutti affrontano al buio dai riflettori. Si, perchè spesso questi riflettori sono puntati solo verso chi prende ottimi voti, recita lunghe poesie a memoria, vince nello sport ed ostenta sicurezza. Se non hai nessuna difficoltà ti serve poco a raggiungere tutto questo. Ma se hai qualche difficoltà di apprendimento l’impegno non basta, devi andare oltre, e puoi farlo solo con il duro e silenzioso lavoro di ogni giorno.

Impegnandoci nel modo giusto

Lo rivedo. E’ giovedì. Entra per primo nello studio. Si siede, apre un libro di scuola e dice “Leggiamo adesso?“. Sono passati sei mesi. Si, proprio lui, Paolo di 8 anni, quasi 9, che frequenta la 3 primaria, e che non leggeva.
C’è da dire che tecnicamente la sua lettura non è ancora partita per bene, è migliorato come vi era da aspettarsi (circa 0,5/6 sill/sec. in 6 mesi di trattamento, al posto di 0,3 sill./sec. in 12 mesi senza trattamento, qui per saperne di più), ma quello che stupisce non è tanto il dato tecnico, quanto la sua sicurezza, e la forza di voler migliorare ancora.

L’apprendimento arriva

L’effetto Butterfly recita che “Il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo“. Quel battito d’ali per Paolo è stato quando ha lasciato il nostro studio carico di coraggio, ed ha provocato un uragano fatto di lavoro ed impegno che lo ha portato a dire alla fine di questo video video:

Video 2: si, questo è “Paolo”. Sua madre mi comunica che alla fine dira:

GUARDA mamma sto leggendo!”. Fiero. Libero. Felice. Soddisfatto. Sorridente. Perché è cosi che si apprende.
Probabilmente il battito d’ali di una farfalla non può provocare realmente un uragano dall’altra parte del mondo, ma Paolo con le sue parole ed il suo coraggio ha provocato in noi un’emozione dall’altro di questo scherno.

Grazie a tutti per la lettura, se utile invitiamo alla condivisione.
Per chi volesse approfondire qui elenco Webinar e qui sotto un libro per te.

Ps. Rileggi i titoli in neretto di questo articolo, in successione dal primo all’ultimo, ho un messaggio per te.

Libro Nostro figlio è Dislessico – G. Lo Presti – Erickson.
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DSA: Distanti ma uniti Webinar gratuito 9 Aprile

Indicazioni operative per compiti a casa e come seguire i bambini a distanza.

Data e ora: Giovedì 9 Aprile 2020 – Ore 11:00 – riceverai link accesso nella tua posta elettronica.

Relatore: Dr. Gianluca Lo Presti, Psicologo Professionista, Esperto in Psicopatologia dell’Apprendimento. Autore testi Dislessia e DSA

Modalità: Gratuito. Webinar lezione On Line. Puoi rivedere la lezione sino al 16 Aprile. Con modulo domande al Dr. Lo Presti.

A chi è rivolto e di cosa parleremo: E’ rivolto a Operatori DSA e Genitori del mondo DSA. vedremo gli strumenti che un operatore può utilizzare per migliorare il proprio lavoro a distanza, ci focalizzeremo sull’organizzazione dello studio, indicazioni per il rapporto con la scuola in merito alla nuova normativa 2020 e PDP per DSA, con strategie quotidiane in periodo d’emergenza con l’obiettivo di passare in modo concreto dall’eventuale preoccupazione ad una crescita consapevole.

Come iscriversi: clicca su “iscriviti ora”. Giovedì 9 Aprile riceverai un mail con il link di accesso. Scrivi la tua mail in modo corretto. Ricordati di controllare anche nello Spam o Posta indesiderata.

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Un Pc che programmi deve avere bambini con Dislessia?

Se anche tu ti stai chiedendo che computer prendere per tuo figlio con Dislessia, allora questo post ti aiuterà a chiarirti le idee, con alla fine qualche proposta operativa.

Iniziamo dalla premessa più importante al fine di non perdere tempo e/o spendere soldi inutilmente: a cosa serve il computer/tablet nella Dislessia?

Serve per dispensare dalle difficoltà che ha tuo figlio nel “suo” apprendimento e per compensarlo in modalità digitale.

“Aiuto, ma io sono solo un genitore (o tutor/insegnante), come realizzare tutto ciò?”

Ecco cosa fare in pratica

Se tuo figlio è Dislessico, prima di prendere un Pc/tablet, assicurati, che abbia una lettura minimamente adeguata per usare gli strumenti digitali. Solitamente si possono introdurre tali strumenti solo se il bambino ha una lettura superiore alle 2 o 2,5 sillabe al secondo (se hai fatto una buona diagnosi specialistica, chiedi a chi ti ha fatto la diagnosi di indicarti questo valore). Se invece è minore serve ancora lavorare sul poteziamento della lettura, perchè, sempre se minore alle 2 o 2,5 sill/sec spenderai soldi/tempo, senza che ancora tuo figlio possa utilizzare con efficacia gli strumenti che ti sto per indicare.

Acclarata una velocità di lettura adeguata, opta per un computer di almeno 13 pollici, o per un tablet di almeno 10 pollici. Al tablet può essere consigliabile aggiungerli una tastiera esterna. Sicuramente il computer è maggiormente consigliabile se il soggetto frequenta la scuola superiore di secondo grado.

Dopo che hai preso Pc o tablet, e PRIMA di farli usare in modo autonomo dovrai mettere in grado tuo figlio saper usare in modo veloce e con le 10 dita il computer/tablet.

La tastiera è il mezzo di comunicazione tra il bambino ed il pc/tablet. Se questa via non sarà veloce e corretta il risultato sarà lento e scorretto.

  • Infatti, non basta avere un computer e tutto si sistema di colpo. Se ti hanno detto “prendi il computer e lui farà le mappe” o credi ciò, vedrai come tuo figlio non userà mai il computer, o non lo farà con efficacia. Dovrà stare almeno 1 ora al giorno con il computer/tablet: imagina che fatica e che lentezza se non dovesse essere veloce ed agile con la testiera. Dunque la prima cosa da fare è “abilitarlo” all’uso della testiera (cosa che abbiamo fatto tutti noi professionisti, o per lo meno la maggior parte), con l’uso di uno di questi programmi per gli permetteranno la scrittura con il Pc in modo veloce con le 10 dita: “Tutoredattilo” (qui), o “Scrivere veloci con la testiera”, Erickson, Qui (Se usi il codice sconto GLP16 potrai prenderlo con il 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione).

Dunque, prima di proseguire, assicurati che siano rispettati i pre-requisiti precedenti:

  1. Velocità di lettura superiore a 2-2,5 sill/sec.
  2. Lavorare prima sull’uso veloce e corretto della testiera.

I 2 programmi principali da installare

Sicuramente i programmi più importanti sono: Mappe Concettuali e Sintesi vocale. Non è detto però che quest’ultima gli serva in modo effettivo, dunque potrai provare iniziando con programmi gratuiti, per poi passare solo in un secondo momento a programmi a pagamento, i quali hanno una maggiore qualità e con altre aggiunte nettamente utili ed efficaci che vedrai qui di seguito. Ecco quali sono e dove trovarli (con lo sconto).

Sintesi vocali

Sintesi vocali gratuite: una delle più usate e consigliate è “LeggiXme”, la trovi QUI

Sintesi vocali a pagamento: consiglio senza dubbio “Alfa READER 3”.

Un innovativo software per compensare efficacemente le difficoltà di letto-scrittura in bambini e adulti con dislessia.
ALFa READER 3 è il primo software su chiavetta USB che, rispondendo alle esigenze di bambini, ragazzi e adulti con Disturbi Specifici di Apprendimento, rappresenta uno strumento compensativo fondamentale nella vita di tutti i giorni.

ALFA READER 3 raccoglie in un’unica soluzione:

Un lettore vocale che permette di

  • leggere i testi con l’aiuto della voce sintetica in modalità «karaoke» direttamente nei file PDF, Word, Writer e Internet Explorer;
  • legge direttamente i file originali, mantenendo l’impaginazione originale e senza dover fare «copia e incolla»;
  • permette di fermarsi, rallentare, tornare indietro o passare ad altri punti della pagina, sempre con un immediato riscontro visivo;
  • consente di utilizzare contemporaneamente sia il controllo vocale che il correttore ortografico.

Un esclusivo abiente di studio PDF che permette di

  • evidenziare, sottolineare, barrare il testo;
  • intervenire sugli elementi grafici presenti nel file o inserirne di nuovi;
  • inserire note e altri commenti in formato di testo o audio;
  • inserire link a internet o ad altre parti dello stesso documento;
  • inserire allegati;
  • importare testi e salvarli in nuovi documenti compatibili con tutti i principali reader PDF;
  • esportare tutto il file PDF o una selezione in formato txt o in iperMappe (se il software Erickson iperMAPPE è installato);
  • creare indici personalizzati.

Uno strumento di lavoro personalizzabile che permette di 

  • modificare la posizione, le dimensioni, l’interfaccia e i colori della barra dei comandi;
  • attivare e personalizzare l’evidenziazione sincrona del testo letto (colori diversi per parola e frase letta);
  • scegliere tra interfacce diverse sia per grafica che per dimensioni (le versioni «maxi» sono pensate per venire incontro alle necessità degli ipovedenti);
  • attivare l’opzione Eco in scrittura per parola (la sintesi legge singolarmente le parole appena digitate), per frase (la sintesi legge la frase intera) o lettera per lettera (la sintesi legge singolarmente le lettere digitata);
  • scegliere tra 3 voci preinstallate – 2 italiane (Luca e Paola) e 1 inglese (Serena). 

ALFa READER 3 rientra tra gli strumenti compensativi utilizzabili dall’alunno con Disturbi Specifici di Apprendimento, sia nello studio a casa sia durante lo svolgimento di prove a scuola per tutti i livelli d’istruzione (legge 170/2010).

ALFa READER 3 Lo trovi QUI. Se usi il codice sconto GLP16 potrai prenderlo con il 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione.

Mappe concettuali

Mappa gratuita: C-MAPS, dove scaricarla+tutorial, QUI.

Programma d’eccellenza per realizzare le mappe, consiglio IperMAPPE 2.

IperMAPPE 2 rappresenta un innovativo metodo di studio, uno strumento che permette di costruire mappe multimediali partendo da contenuti digitali.
iperMAPPE 2 è un potente sistema di rappresentazione grafica e visualizzazione digitale della conoscenza tramite la costruzione di mappe multimediali, generate partendo da contenuti digitali, libri digitali PDF o documenti RTF, grazie a questo programma la mappa per studiare diventa uno strumento dinamico e interattivo in cui si costruiscono e organizzano le proprie conoscenze.

Uno strumento per lo studio individuale
Con iperMAPPE 2 l’alunno potrà costruire:

  • mappe per lo studio individuale;
  • schemi per fissare i concetti fondamentali di un testo;
  • tabelle di semplificazione e adattamento dei contenuti didattici.

Uno strumento per la didattica in classe con la Lavagna Interattiva Multimediale
iperMAPPE 2 è anche uno strumento per la costruzione di lezioni multimediali e per una didattica collaborativa e inclusiva in classe attraverso la Lavagna Interattiva Multimediale.
Il programma consente di:

  • creare una mappa multimediale e navigarla in modo efficace e intuitivo grazie alla modalità consultazione, che permette di visualizzare l’intero contenuto multimediale del singolo nodo concettuale;
  • ingrandire a piacere le immagini presenti nei nodi;
  • organizzare e presentare contenuti digitali in modo facile ma efficace
  • creare automaticamente una mappa importando un testo strutturato da un file RTF o TXT.

Uno studio organizzato
iperMAPPE 2 consente di organizzare e visualizzare i materiali di studio senza il rischio di ridurre i contenuti. A ogni nodo si possono associare liberamente:

  • testi descrittivi,
  • immagini
  • collegamenti alla Rete
  • approfondimenti audio
  • altre informazioni di supporto.

La costruzione delle mappe è semplice e veloce: lo studente mentre studia può creare in maniera autonoma i propri schemi, partendo da libri digitali e utilizzando l’ambiente di studio PDF.

iperMAPPE 2 è un ottimo strumento compensativo per la dislessia e per le difficoltà di apprendimento.
È perfettamente integrato con il lettore vocale ALFa READER: le mappe sono infatti automaticamente leggibili con il lettore vocale e iperMAPPE 2 può essere installato sulla chiavetta USB di ALFa READER, per una maggiore portabilità.
L’utilizzo combinato dei due software moltiplica le funzioni compensative degli strumenti (previste anche dall’art. 5 della Legge 170/2010: «Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico»).

iperMAPPE 2 lo trovi QUI. Se usi il codice sconto GLP16 potrai prenderlo con il 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione.


Esiste anche un Tablet con programmi pre-installati, si chiama EdiTouch, specifico per Dislessia e DSA, lo trovi QUI.


Per la realizzazione di questo articolo ringraziamo mamma Sara, la quale, seguendo il Webinar pratico su “Come studiare con mio figlio con Dislessia”, mi ha posto questa domanda, ed ho deciso di rispondere a lei aiutando tutti voi. Infatti è possibile dialogare insieme, vedere quando volete le lezioni sugli strumenti compensativi, studio DSA, strategie educative e molto altro. Il Webinar, con tutti i costi e programma, lo trovi QUI.

Se vuoi approfondire questi argomenti, ho scritto un libro in cui parlo anche degli altri DSA, si chiama “Nostro figlio è Dislessico” (qui) ed. Erickson. Puoi chiamare il numero verde 800 844052, ordinare solo questo libro o tutti questi strumenti con il codice sconto GLP16, con il quale hai diritto al 15% di sconto senza pagare le spese di spedizione.

PDP e Legge 170 a Scuola (materiali e video lezione)

Benvenuti, qui trovate una corposa lezione in cui illustriamo passo dopo passo tutta la normativa in riferimento ai DSA, partendo dalla Leg.170/10 sino alla recenti Note MIUR. A fine pagina, è possibile scaricare i materiali

Come fare richiesta del PDP a scuola, modello da scaricare QUI

L’Autostima nei bambini. Un aiuto in 3 passi.

«Mio figlio/alunno ha poca autostima, che fare!?!»

Ecco il dubbio che su tutti si arrocca tra i pensieri di tantissimi genitori ed insegnanti. Ma cosa fare davvero, come aumentare questa famigerata Autostima nei bambini. Tanto nominata quanto sconosciuta.

La prima cosa fare è conoscerla davvero. Si, perchè spesso si ha solo una falsa conscenza dell’Autostima, ma soprattutto come posso far migliorare un qualcosa che non conosco davvero?

CHE COS’E’ L’AUTOSTIMA

Per definizione l’Autostima è una visone della nostra persona nella sua totalità; è il modo con cui percepiamo noi stessi nella nostra interezza: dall’intima personalità sino alla pubblica socialità. Dunque l’Autostima è qualcosa di globale.

Come ogni globalità, anche l’Autostima ha delle parti da cui è composta. Queste parti prendono il nome di Autoefficacia.

L’Autoefficacia si riferisce alle singole abilità auto-percepite da un individuo. Quanto sono brano in matematica oppure nello sport. E più sarò bravo in matematica e più vorrò eseguire esercizi di matematica; più sarò bravo nel mio sport, e più volte ancora vorrò avere gratificazioni cimentandomi in quello sport. E’ vero anche l’opposto: meno sono bravo nel ripetere la storia, e meno storia vorrò ripete. E così via.

L’autostima è come un palazzo, e l’autoefficacia ne rappresenta i suoi piani.

Più i singoli piani dell’Autoefficacia saranno solidi e robusti, e maggiormente solido sarà questo palazzo chiamato Autostima.

Prima di parlare di Autostima, iniziamo a riflettere: com’è composta l’Autoefficacia del nostro bambino? Facciamo un esempio con due casi opposti tra loro.

UNA BUONA AUTOSTIMA

Abbiamo un bambino che in matematica riesce bene, dunque si sente auto-efficace. In storia va anche abbastanza bene. Nel suo sport riesce senza particolari problemi, e nelle relazioni se la cava discretamente. Ne consegue che questo soggetto avrà una buona o addirittura alta Autostima.

UNA BASSA AUTOSTIMA

Mettiamo il caso opposto al precedente. Stavolta abbiamo un bambino che in matematica, riesce solo in 5 esercizi su 6. Nella storia arriva a ripetere metà capitolo sui 2 proposti. Nello sport da lui scelto, il calcio, riceve solo qualche passaggio, e nelle relazioni sociali, anche qui non è proprio il massimo. Con questi “piani” così deboli appare evidente come la sua Autostima sarà poco solida.

UN AIUTO IN 3 PASSI

Come avrete già capito, per incentivare l’Autostima sarà necessario lavorare sui singoli piani di Autoefficacia del bambino. Ecco come farlo in 3 passi.

1- Individuare le singole micro-aree in cui il bambino si sente meno Autoefficace. Ad esempio matematica o calcio.

2- Identificare per ogni area il livello del bambino. Ad esempio in matematica il pomeriggio, pur avendo 10 esercizi ne completa solo 5. Bene, i 5 esercizi corretti saranno il sui limite attuale da superare.

3- Porre come obiettivo un limite per lui raggiungibile. Se a 10 esercizi corretti (al momento) non ci arriva, forzalo, con rimproveri o punizioni, non farà altro che peggiorare la situazione. Arriva a 5 esercizi corretti? Bene il suo obiettivo sarà 6. Ne beneficerà sia la sua autoefficacia in matematica, con voglia di farne ancora, che il suo apprendimento del calcolo.

Ripete questo esercizio per ogni singola abilità, che vorrà dire anche singola Autoefficacia, e se farete un buon lavoro allora osserverete delle ricadute positive sull’aspetto globale, ovvero la sua Autostima.

E’ facile? No. Ma neppure impossibile. Serve impegno. Immaginate un pò il Leone, visto da tuti come il Re della foresta. In realtà il Leone quando caccia fallisce dalle dalle 7 alle 10 volte prima di prendere la sua preda. L’85% della su vita è un fallimento. Ma allora che cosa fa di lui un Re? La sua perseveranza.

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