Word a servizio della Dislessia: dettatura, traduzione e sintesi vocale gratuiti per DSA

Ecco una grande novità che cambierà il modo di studiare dei bambini con Dislessia e DSA, e che non graverà alle tasche dei genitori. Si tratta di un sistema in cui puoi dettare su WORD. SI, hai capito bene, ecco come funziona:

Detta a voce alta ciò che vuoi scrivere, e Word lo scriverà per te.

E non finisce qui. Non solo tu detti in italiano e lui ti scrive in italiano, ma:

puoi anche dettare in italiano e lui ti scrive in inglese (o altre lingue).

Come se non bastasse, vi è anche inclusa la sintesi vocale:

puoi far leggere ciò che vi è scritto su Word da una sintesi vocale avanzata nel suono e nella qualità.

Puoi installare il componente aggiuntivo scaricandolo QUI.

Un grande aiuto per i soggetti soprattutto con Disgrafia e Disortografia.

Insomma, cosa aspetti a condividere?

Segui il video-tutorial che in pochi minuti ti spiega in modo efficace come usare questo straordinario strumento. Ringraziamo Annamaria Sabatini per averlo realizzato, la quale da anni si prodiga per aiutare i bambini e gli studenti con DSA.


Se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

INTERVENTO specialistico DISLESSIA: 4 lezioni GRATUITE

Approcciarsi in modo scientifico alla Dislessia significa conoscere una vera e propria professione, iniziamo però parlandovi di alcune cose molto frequenti che però non andrebbero fatte ed invece come muoversi in modo alternativo:

  1. NON utilizzare strumenti solo perchè sono “belli” o “divertenti” ma più che altro che siano VALIDATI dalla ricerca scientifica sui DSA. Insomma, anche un gesso per una gamba rotta se dipinto è bello o se mi muove la gamba in modo automatico è divertente, ma se la mia è una frattura alla clavicola, quel gesso, seppure bello e divertente, non servirà a nulla. Dunque, evitate di scegliere strumenti sulla base di caratteristiche diverse dalle ricerche scientifiche in corso.
  2. NON lavorate senza un obiettivo neuropsicologico specifico di miglioramento. Ma abbiate sempre un obiettivo specifico come ad esempio “migliorare la velocità di lettura di 0,3 sill/sec”; “diminuire gli errori di 1/5 percentile” etc.
  3. NON lavorate senza un periodo di lavoro PRECISO, viceversa ponete sempre il tempo in cui raggiungerete quell’obiettivo. Ad esempio “il progetto di aiuto durerà 4 mesi, ed avrà questi obiettivi… A)… etc. “

Questi e molti altri consigli li vedremo in queste 4 lezioni, gratuite per voi.

Queste qui di seguito sono solamente 1% di quello di quello che potrete apprendere nel nostro Corso ONLINE sul POTENZIAMENTO della DISLESSIA e DISORTOGRAFIA, lo trovi QUI. 

Attenzione: posti agevolati per i primi 50 iscritti; lezioni disponibili OnLine; attestato di partecipazione, corso TUTTO pratico ed interamente tenuto dal Dr. Gianluca Lo Presti. Ecco un anteprima in queste lezioni qui di seguito.

 

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In più se volete approfondire questi temi, abbiamo ideato vari corsi OnLine in cui sarò il vostro docente, sui temi dello studio nella Dislessia e Potenziamento dei DSA; li trovate QUI.

 

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Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, li trovi QUI.

Come realizzare “La ruota dei complementi” in 3 minuti

Una meravigliosa e simpatica idea didattica è “La ruota dei complementi”. Se stai cercando uno strumento che ti offra un metodo per aiutare i tuoi alunni o figli nello studio e nell’apprendimento a scuola dei complementi, allora questa modalità ti sarà d’aiuto. Ecco come fare:

  • Scarica il file da stampare QUI;
  • Coloralo insieme ai tuoi alunni o figli;
  • Unisci le due parti;
  • Inizia ad usare la “Ruota dei complementi”.

Vuoi approfondire questo aspetto in modo pratico? Ecco il nostro corsi Online qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/



schermata-2017-02-06-alle-23-07-31 Servizio videoConsulenzaDSA con Dr. G. Lo Presti.
Tutti i Dettagli per Genitori e Operatori.


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Come far apprendere le tabelline con il “Robot/Aiuto calcolo”.

Una delle strategie didattiche che meglio può motivare un bambino di scuola nell’apprendimento del calcolo è tramite l’uso di strumenti semplici ma interattivi.

Una grande difficoltà a scuola primaria è rappresentata dal come far imparare le tabelline di matematica. Se poi sono presenti in classe bambini con discalculia oppure con difficoltà nel calcolo, insegnare loro un modo per l’apprendimento delle dieci tabelline appare ancora più problematico. Sono presenti vari metodi su come far imparare le tabelline ai bambini. Qui trovate materiale gratuito sulla discalculia. Adesso però vorrei parlarvi del  robottino di aiuto per le moltiplicazioni. Lo possono utilizzare tutte le maestre ed i genitori che vogliono aiutare i loro alunni che figli nell’apprendimento delle tabelline.

Fase 1 -> Creazione della tabellina.

Prenderemo ad esempio la tabellina del 10.

Prendiamo un foglio, e per ogni tabellina mettiamo 3 colonne.

Colonna 1 SOLO un elenco di “10”.

Colonna 2. Primo posto VUOTO dal secondo in poi “0”, poi “10”, etc. Se fosse la tabellina del 3 sarebbe “0”, poi “3” poi “6”. Insomma tutta la tabellina.

Colonna 3. Semplicemente i numeri da “1” a “10”.

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Fase 2 -> Creazione del Robot.

A questo punto facciamo disegnare un ROBOT con due occhi forati ed una bocca (all’altezza dei numeri della seconda colonna).

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Il Robot/Aiuto per le tabelline. Grazie a mamma Annie per la segnalazione ed alla docente di sua figlia per la realizzazione.

A questo punto possiamo far esercitare a trovare la soluzione al robot, in ripetizione, finchè non vi saranno automatizzate le tabelline.

Per altre strategia leggi: “Alcune strategie per imparare tutte le tabelline” QUI.


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5 ottimi software di mappe concettuali per Dislessia e DSA

Organizzare il materiale di studio è essenziale per ripetere la propria lezione. Soprattutto se si tratta di uno studente con Dislessia e DSA.

La scelta può apparire davvero difficile, e spaziano da mappe per la scuola primaria, sino a software più importanti per la scuola secondaria (medie e superiori).

Da tenere in considerazione anche le mappe per iPad e Android.

Vediamo insieme le mappe a nostro modesto parere sembrano più adatta alla Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento.

Se questo articolo ti è utile, ricordarti di condividerlo, magari potrà essere utile anche ad altri.

Ti ricordo gli altri argomenti del sito:

PC iPad

(App. Store)

Android

(Play Store)

CmapsTools (gratuito)

Per Pc http://cmaptools.softonic.it/

Per Apple Mac http://cmaptools.softonic.it/mac

FreeMind (gratuito)

Per Pc http://freemind.softonic.it/

Per Apple Mac http://freemind.softonic.it/mac

Tutorial: https://gianlucalopresti.net/2015/03/10/turorial-cmap-software-compensativi/

iperMAPPE 2 – Erickson

Sito: http://strumenticompensativi.erickson.it/ipermappe-presentazione/

Mind Meister

https://www.mindmeister.com/it

Xmind

http://www.xmind.net/

Inspiration Maps VVP

 

iDesk

SimpleMind

 

SchematicMind

 

DroidDia prime


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7 cose da sapere sul come NON farsi abbindolare nel campo dei DSA (guida genitori).

Inizia un nuovo anno scolastico e di certo sarà capitato anche a te di trovare proposte, pubblicità, inviti e quant’altro per i propri figli con Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento.

In tal senso, vorrei provare a fornirvi una nostra breve guida al fine di risparmiare tempo, denaro e risorse (almeno secondo noi), ecco le 7 cose da conoscere assolutamente.

1- “Con questo risolvi tutti i problemi”. Evitate strumenti e materiali che si propongono come soluzioni immediati per tutti i DSA.

I DSA sono molto complessi, e sono Dislessia (lettura, velocità/correttezza), Disortografia (problemi ortografici), Disgrafia (espressione grafica scrittura), Discalculia (calcoli e fatti numerici), servono strumenti e materiali studiati caso per caso. Trovate quello che serve al caso vostro. La logica “uno per tutti”, purtroppo, in questo caso, non va bene. Ancora meno bene un qualcosa con cui risolvo immediatamente tutti i problemi a scuola.

2- “Efficacissimo per la Dislessia”. Il concetto di efficacia riguarda validazioni scientifiche. Spesso il termine “efficace” viene usato nel marketing per attrarre l’utente. Ciò non toglie che potrebbe essere efficace davvero, invitiamo solo ad essere cauti.

3- “Problemi educativi”, e/o “problemi didattici”. Molti, e sottolineamo, molti genitori hanno con i propri figli problemi educativi o generali di apprendimento. Come anche i bambini con Dislessia e DSA. Ma ciò non ci deve indurre in confusione. Infatti non è affrontando la Dislessia con utilissimi consigli educativi che potete far apprendere meglio vostro figlio. E neppure con semplici ed usuali strategie didattiche che possono andare bene anche con chi non è dislessico. Certo, queste cose aiutano enormemente (noi ne parliamo spesso, qui i nostri consigli educativi), ma la strada maestra è intervenire sul problema reale (una lettura che non si può usare per l’apprendimento in modo comune) e non su fattori, reali ma tuttavia continenti e paralleli.

4- “Interviste e convegni”. Ne esistono di strepitosi, come interviste, convegni ed altro. Anche noi li facciamo girare al fine di divulgare una corretta conoscenza dal problema (qui trovi i migliori). Ma restano fini a se stessi, ovvero semplicemente come attività di sensibilizzazione. Tecnica della sensibilizzazione spesso usata per attrarre sul proprio servizio o associazione l’attenzione di molti. Utili in un primo momento, ma, purtroppo, non sufficienti.

5- “Gruppi di bambini con Dislessia”. Iniziamo con il dire che sono uno strumento molto utile, e consigliatissimo. Unica cosa di cui stare attenti è: cosa ne pensa il bambino? E’ pronto a confrontarsi con gli altri? Il condutture degli incontri è un semplice volontario oppure una persona qualifica ed esperta? Purtroppo, alle volte pur di avere un buon numero si inseriscono tutti i bambini che ne fanno richiesta, senza effettivamente verificare se sia il caso o meno. In più, piccole o grandi realtà associative territoriali, pur di risparmiare, convocano volontari o personale non prettamente qualificato. Potrebbe essere impopolare dirlo, ma sulla salute emotiva dei nostri figli, meglio pensarci bene se fare o non fare un tipo di attività.

6- “Pc a scuola”. Non fatevi prendere dalla foga della soluzione “immediata”, rischiate davvero molto, ecco perché: A) se un bambino non sa ben usare i programmi (magari dopo un percorso di training di autonomia) non lavorerà bene con il Pc e piano piano lo abbandonerà; B) Le difficoltà di apprendimento comportano difficoltà anche con il Pc, dunque se non vi sarà un’adeguata abilità di velocità di lettura o di scrittura su tastiera sarà probabilmente tutto inutile; C) integrazione del bambino con dislessia e del suo Pc in classe: gli altri bambini come si comportano? Lui ne è favorevole? Spesso pur di vendere programmi costosissimi si è disposti a by-passare l’opinione del diretto interessato: il bambino con dislessia.

7- “Esperti in Dislessia e DSA”. Questo richiederebbe un capitolo a parte, lo faremo nei prossimi mesi. Per adesso sottolineamo che per quanto concerne l’aiuto al bambino con Dislessia, fatevi sempre dire con estrema chiarezza quali obiettivi si intende raggiungere e quali sono i tempi. Ad esempio: “obiettivo velocità di lettura, con X materiale, dovremmo osservare un miglioramento già dopo 4/5 mesi”. Oppure ancora “essere autonomo nello studio tramite le mappe, 10 incontri, lavorando con il software Y”.

Non si tratta solo di risparmiare risorse e denaro, e neppure di fare con esattezza la cosa giusta. Si tratta semplicemente di non sprecare la più importante risorsa che abbiamo: il tempo che dedichiamo al bambino con Dislessia e DSA. Quello, mai più nessuno ve lo potrà restituire.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti.


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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3 consigli PDP per DSA

3 consigli utili per un buon Piano Didattico Personalizzato per Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento


Ecco il modulo di richiesta di PDP per DSA, qui.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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Dislessia e DSA: Test Test Test

Sono importantissimi, ma non sono tutto.
Sono indispensabili, ma non sono la precisione assoluta.
Sono indicativi, ma non ci diranno mai chi è un soggetto, chi è «il» bambino.

gl story 5Sono molti i Test utilizzati per diagnosticare e valutare un bambino con‪ #‎Dislessia‬ e ‪#‎DSA‬.

Ogni test, dopo un semplicissimo calcolo statistico, indica un punteggio.

— Velocità —
Se parliamo di “velocità” il valore normale è con Z=”0″, come -0,3 oppure +0,5.
Eccellente da +1 in su, come +1,3 a salire.
Deficitario se -1 come -1,2 a scendere.

Nel caso in cui trovassimo un punteggio Z da -2 in giù, come ad esempio, -2,5; -3,1; etc. allora con ragionevole certezza, siamo di fronte ad una forte difficoltà in ciò che quel test misura.

Se misurando la “velocità” di lettura, otteniamo Z=-2,1 allora quel bambino legge come il 2,5% dei bambini che hanno letto peggio quella prova, ed abbiamo una certezza superiore al 95% che sia così.

— Errori —
Se parliamo di errori, il valore in caso di esito con prova deficitaria è indicata con <5°, ovvero “inferiore al quinto percentile”.

Ciò significa che quel bambino va male come il 5% dei bambini che hanno ottenuto la prestazione peggiore in quella prova.

Anche in questo caso, abbiamo una certezza al 95% che il test sia corretto.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

— Conclusioni —
Sia che si tratti di velocità, sia che si tratti di errori, ogni Test ha quello che si definisce “ESM”, ovvero Errore Standard di Misura, dunque ogni test ha un margine controllato di errore, ma sempre di errore si tratta.
Come bypassare questo errore?
Investendo molte più risorse nell’intervista anamnestica, discutendo con la famiglia del bambino per il bambino, osservando i quaderni, chiedendo come studia il pomeriggio, quanto tempo, quali sono le sue difficoltà nella vita quotidiana. Cose che i test, non rilevano.

Se volete approfondire la valutazione ed i test per Dislessia e DSA (anche per ADHD ed altro) ho scritto questi libri per voi, qui: http://bit.ly/29UoTe3 .

→ INSEGNAMENTO ««Meno test e più ascolto. Dedicate molto più tempo a chiedere ai genitori i dettagliati indici di sviluppo; le fasi concernenti il parto, lo sviluppo linguistico e psicomotorio, e poi ancora il metodo di studio, le autonomia, la stanchezza, l’osservazione dei quaderni con i tipi di errori.
E, sopra ogni cosa, come il bambino -vive- la sua difficoltà»».

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia: Il genitore abbandonato

Non ditemi che non vi è mai accaduto.
Chiedersi «Ma cosa succede?» quando vostro figlio non leggeva, non riusciva a scrivere o fare i calcoli come tutti gli altri.

Domandarsi «Ed ora cosa faccio?» dopo della diagnosi di #Dislessia o #DSA.

Li ho accolti nel mio studio, ricevuti alla fine di un convegno, parlato loro via mail e messaggi, e ciò che ho più osservato nel mio lavoro di esperto in diagnosi, valutazioni ed aiuti per Disturbi Specifici di Apprendimento, sono state le emozioni di ansia, timore, sfiducia ed insicurezza di centinaia di genitori che ho conosciuto fin ora.

Si è abbandonati. C’è poco da dire.
Abbandonati alla ricerca di un doposcuola, oppure di una figura specialistica (quale?), e ci si trova la notte a cercare su internet termini, materiali e consigli anche da parte di altri genitori.

gl story 3Per aiutarvi ho scritto un libro, non necessita né di pubblicità né di presentazione, «“Nostro figlio è dislessico” libro di G. Lo Presti» come manuale di aiuto aiuto per Disturbi Specifici di Apprendimento, è uno dei libri più acquistati da voi genitori Italia sui DSA, dunque sorvolo sul parlarne (in caso lo trovate qui: http://bit.ly/2a7fldK )

→ INSEGNAMENTO: ««Vostro figlio con DSA necessità di un modo diverso di apprendere.
Se non riesce con la lettura autonoma, sostituitela con l’ascolto del brano.
Se non riesce con la memoria dei termini, integrate con l’uso della mappa concettuale, sia nello studio che nella ripetizione.
Se non riesce in tutti i compiti per casa, puntate su quelli in cui ha più successo.
Sarà dura all’inizio, ma poco dopo sarete voi i migliori esperti nello studio di vostro figlio»».

(Se utile, ricordati di condividere).
___________
Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

29 regole grammaticali per DSA (e scuola primaria)

Le 29 #REGOLE di #GRAMMATICA più importanti di sempre, spiegate tramite #InfoGrafica per i nostri figli e studenti con #Dislessia e #DSA.

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Newsletter e Telegram

E’ nostra cura fornirvi il meglio sui Disturbi Specifici di Apprendimento.

Così abbiamo creato canali, mail e libri specifici per aiutare chi vuole aiutare i bambini con Dislessia e DSA.

Ecco come fare:

1- TELEGRAM per materiali tecnici e di aiuto.
a- Scaricare Telegram da Google Play o App Store.
b- Iscriviti al canale andando al link: https://telegram.me/gianlopresti

2- Newsletter:
Registrati e ricevi GRATUITAMENTE guide e aiuti per Dislessia e DSA del Dr. Gianluca Lo Presti e Staff. Riservato SOLO a chi è realmente interessato alle novità più importanti per Disturbi Specifici di Apprendimento. (Compila tutti i campi, puoi selezionare più opzioni, massimo 1-2 mail al mese).

Iscriviti gratuitamente QUI

3- Nostro figlio è dislessico”. Il manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA.

Versione LIBRO.

Versione E-book.

Usi FACEBOOK?
Ecco la nostra pagina: “Gianluca Lo Presti

B o D? Come aiutare i bambini con Dislessia che confondono le lettere

Sono molti i bambini con Dislessia che invertono la B con P o la C con la G, e non solo.

Vediamo quali esercizi possiamo effettuare per aiutarli.

Il vol.1 FOL lo trovate qui
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/S…

 

 

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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E’ possibile avere diversi DSA nello stesso soggetto?

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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Come migliorare la presa della penna nei bambini

Una delle più grandi difficoltà legate alla grafia è l’impugnatura della penna. Vediamo dei metodi per migliorare l’ergonomia nella presa della penna.

Trovi qui tutti i materiali suggeriti nel video:

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Libri Diagnosi e Aiuto per Dislessia e DSA


E’ nel nostro interesse promuovere le conoscenze per migliorare la Diagnosi e l’Aiuto per Dislessia e DSA.

Qui trovate tutti i nostri libri per la diagnosi SPECIALISTICA di Disturbi Specifici di Apprendimento, ADHD, Disturbi Specifici del linguaggio, Autismo, Disturbo della Coordinazione Motoria.

E l’ormai famoso manuale di autoaiuto per Dislessia e DSA.

Eccoli.

Nostro figlio è dislessico

Nostro figlio è dislessico

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Modelli, criteri diagnostici e casi clinici – Aggiornato al DSM-5

Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico

Telefona per averli a casa tua:

Numero verde
(solo per ordini)
800 844052 da lunedì a venerdì 8.00 – 19.00
sabato 8.00 – 12.00
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Tabella “Motivazione allo studio”

Vediamo la tabella delle gratificazioni per motivare i bambini allo studio o agli esercizi di potenziamento pomeridiani.

Ecco la tabella delle gratificazioni.

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E’ tratta dal libro NOSTRO FIGLIO E’ DISLESSICO, manuale di autoaiuto per alunni con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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PDP MIUR, ecco come compilarlo

Vediamo insieme il Piano Didattico Personalizzato per Disturbi Specifici di Apprendimento secondo il modello del MIUR.

Che cos’è il PDP ed a che cosa serve?

Il PDP (ovvero Piano Didattico Personalizzato), è, in breve, un documento previsto dal MIUR secondo il DM 5669 del 12/7/2011 in cui ci si accorda sulla didattica personalizzata da attuare a scuola.
Cosa contiene il PDP?
All’interno sono indicate le attività da cui appare necessario dispensare lo studente e quali strumenti compensativi il ragazzino può utilizzare. Questo sia durante la lezione che durante le prove di valutazione (esempio: riduzione della quantità dei compiti a casa a favore della qualità, uso di mappe concettuali durante l’interrogazione, uso della calcolatrice, evitare di far leggere il bambino come primo lettore, etc).
Il modello del PDP contiene i generalmente, le seguenti aree:
Dati generali dello studente;
Funzionamento delle Abilità di Lettura, Scrittura e Calcolo;
Didattica Personalizzata con:
– Strategie metodologiche e didattiche,
– Misure dispensative e Strumenti compensativi,
– Strategie e Strumenti utilizzati dall’alunno nello studio.

Chi compila il PDP?

La normativa di riferimento indica che il PDP va compilato dai docenti della classe, ma con la possibilità di avvalersi del supporto e suggerimenti della famiglia e di chi segue lo studente. Infatti, citando la normativa MIUR, DM 5669 del 12/7/2011 (pg.8, pt 3): “Nella predisposizione della documentazione in questione è fondamentale il raccordo con la famiglia, che può comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente anche autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici”

Con la diagnosi dello specialista privato la scuola può già compilare il PDP?

SI. Infatti la CM del MIUR n°8 del 6 marzo 2013 prot. 561 sui BES chiarisce che:
“Alunni con DSA e disturbi evolutivi specifici”
“Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010”.
Ovvero che questo documento indica la necessità che sia predisposto il PDP già con la diagnosi dello specialista privato.

COME FARE RICHIESTA DI PDP 

COME PREPARARE IL PDP 

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E se non fosse solo pigro e svogliato?

Solitamente, una delle prime cause che un genitore attribuisce a questa situazione è che al bambino «lo studio non interessa, ha la testa sempre su altro, non è maturo per studiare, pensa sempre e solo a giocare».

Nonostante gli insegnanti cerchino di stimolare l’attenzione degli allievi e le scuole si dotino sempre più di adeguati supporti didattici e multimediali, lo studio, nel suo complesso, non incontra l’interesse di tutti gli studenti.

Tutto ciò si complica nel caso di alunni con difficoltà nell’apprendimento scolastico, la cui fatica è oggettivamente maggiore rispetto a quella dei compagni di classe. Spesso però accade che insegnanti e genitori attribuiscano la causa di queste difficoltà a motivazioni quali, ad esempio, «non gli piace studiare e, quindi, non riesce nello studio». Rovesciando la prospettiva, il dubbio che dovremmo porci, invece, è: a) non gli piace studiare e dunque non riesce nello studio?; oppure b) visto che non riesce nello studio, non gli piace studiare?

Chiunque di noi, del resto, messo di fronte a delle prove in cui fallisce, spesso o ogni giorno, perderà con ogni probabilità interesse verso quelle stesse prove.

Prima di capire in quali modalità e con quali strumenti i genitori possono aiutare e sostenere nello studio i propri figli con DSA, si fornisce, alla fine del capitolo, un breve questionario (Scheda 1.1) per indagare le loro aspettative nei confronti del rendimento scolastico, dello svolgimento dei compiti e del futuro formativo dei loro ragazzi.

(Tratto dall’anteprima di “Nostro figlio è dislessico”).

Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

 

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3 motivi per cui i PDP NON vengono applicati

Ci sono scuole e scuole. Scuole in cui i PDP dalla carta passano alla cattedra. Ovvero che ciò che vi è scritto poi viene applicato davvero. Accade altre volte invece che ciò che viene riportato nel Piano Didattico Personalizzato, poi, NON viene applicato in classe.

Ecco, nella nostra esperienza, 3 motivi per cui accade che i PDP falliscano a scuola così da restare solo sulla carta, e quello che è possibile fare.

1 – Non si conosco realmente i DSA

A scuola abbiamo tanti professori formati ed attenti ai DSA. Nonostante ciò esistono anche dei docenti che dicono “io ho fatto un corso/master/incontri sui DSA”, ma, essendo il risultato quello che conta, il nostro studente non ha dei miglioramenti in classe. Molti credono che Dislessia significhi “leggere lentamente”, ma non è così. Il leggere lentamente è una manifestazione della Dislessia, la quale, invece, concerne una difficoltà nello sviluppo delle fasi di lettura. Altri sono convinti che basti dare il PC a scuola per compensare, mentre invece, serve assicurarsi che il soggetto sappia usare PC, software compensativi e soprattutto abbia una certa abilità di lettura (esempio dopo attività di potenziamento). Potremmo andare avanti all’infinito. Ciò che purtroppo accade è che non conoscendo i DSA si rischia di compilare un PDP senza sapere ciò che realmente serve allo studente, ed il PDP resta solo un foglio come tanti.

2 – No crocette nei PDP

“Il Piano Didattico personalizzato non può essere inteso come mera esplicazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA”.

La Circolare Ministeriale MIUR del n°8 del 6/3/2013 parla chiaro.

Il Piano Didattico Personalizzato NON può essere un elenco di strumenti generici.

Quanto, piuttosto, un Piano Didattico “Personalizzato” (appunto).

 

Si, proprio come un modulo “prestampato”, noto che a scuola girano molti PDP con caselle da spuntare. Dunque l’opposto della personalizzazione. Ecco un esempio:

Schermata 2016-02-18 alle 12.07.07

A mio avviso, non va bene. Questa NON è personalizzazione. Questa NON è didattica individuale. Se un DSA è diverso da un altro, NON possiamo utilizzare caselle in cui mettere delle crocette per i PDP. E’ ovvio che i PDP NON vengano applicati quando non ho personalizzazione.

3 – Linguaggio chiaro

Se leggo nel mio PDP frasi come:

  • Incoraggiare l’apprendimento collaborativo favorendo le attività in piccoli gruppi

Questo va bene per tutti a prescindere che sia DSA o meno.

  • Predisporre azioni di tutoraggio

Bene, ma quali sono queste “azioni”? Chi le mette in atto?

  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline.

Come farlo con i DSA? Loro non hanno problemi di comprensione, ma solo difficoltà a livello lettura strumentale, comunicazione ortografica o grafica, e di calcolo.

Insomma, spesso si leggono frasi asettiche, generiche, “copia/incollate”. Ciò che servirebbe è proprio un PDP fatto su misura, su misura di Marco, Andrea, Sara.

Cosa fare allora?

Corsi con personale qualificato. Non possiamo dare alla scuola la colpa di tutto, anzi, le scuole sono spesso aperte  disponibili all’aiuto. Solo che è il caso che i docenti siano formati da personale seriamente qualificato nei DSA. Da chi garantisca Strumenti operativi (schede, testi, ed altro), e indicazioni pratiche caso per caso. Dunque, consiglierei prima di far fare formazione a scuola da un esperto, che questo professionista metta nero su bianco i materiali Pratici che andrà ad esporre. Noi facciamo così, un esempio QUI.

Che nella compilazione del PDP si tenga conto dei consigli degli esperti. Già è previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 sui DSA, ma poco applicato. Alle volte abbiamo un paradosso, ovvero che gli insegnanti si formano tramite gli “Esperti in DSA” (psicologi, etc.) sui DSA. Questi insegnanti compilano il PDP per DSA. Può poi capitare che alcuni di questi insegnanti dicano: “non abbiamo bisogno di esperti, sappiamo quello che dobbiamo fare“. Ovvero non hanno poi bisogno dei consigli di quegli esperti che in precedenza gli hanno spiegato cosa siano i DSA. Certo, con la maggior parte delle scuola si collabora serenamente, ma capita anche questa chiusura. Ho scritto un libro “Nostro figlio è dislessico”, in cui consiglio come compilare il PDP per Dislessia, per Disortografia, per Disgrafia e per Discalculia, lo trovi QUI.

Usare il PDP del MIUR. Se vado al Comune della mia Città e chiedo una carta di identità, vorrei che fosse sul modello del Comune, e non quello di un associazione di consumatori (con tutto rispetto per le preziose associazioni dei consumatori). Se faccio una denuncia alla polizia, compilo il modulo del Ministero dell’Interno, e non quello del cartolaio sotto casa (con tutto rispetto per il grande lavoro dei cartolai). Idem per il PDP, chiedo un PDP per mio figlio, vorrei quello del MIUR, del Ministero Istruzione Università e Ricerca e non quello di varie associazioni (per tutto rispetto delle associazioni, ma sempre tali restano). Il PDP del MIUR e Come compilare il PDP in 5 mosse, lo trovate QUI.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

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Genitori: vi siete mai trovati in questa situazione?

Lasciate che vi racconti una storia.

In seconda elementare G. si era fatto ancor più nervoso e irritabile, a tratti pieno di rabbia e permaloso, mentre i rapporti con i compagni peggioravano. La differenza con il resto della classe si era fatta evidente. Anche a casa la situazione non era allegra: la sua resistenza si era fatta più forte e usava tattiche di tutti i tipi per evitare di fare i compiti. Lasciava libri e quaderni a scuola o tornava senza penne, senza colori, senza astuccio. Glieli ricompravo, e li perdeva di nuovo. Una vera disperazione. Ogni tanto svolazzava qualche quaderno o scappava qualche urlo, insieme alla pazienza. Mi sarebbe servita una «mamma di sostegno», o almeno qualcuno che mi spiegasse come aiutarlo. Ero sola e un po’ sconfortata. Il papà, un po’ perché allergico alle attività scolastiche, un po’ per la preoccupazione di rivedere come in un piccolo specchio il riflesso di personali sofferenze tra i banchi, si teneva fuori. Non riuscivo a capire cosa gli impedisse di imparare a leggere e a scrivere come gli altri, cosa lo portasse ad avere un rapporto così faticoso con la scuola.

Il racconto è di Anna Di Lauro (2012), una mamma con un figlio con DSA. Vi siete mai trovati in questa situazione?

Sappiate che non siete i soli, perché sono molte le storie simili a queste che ascolto ogni giorno quando ho di fronte un genitore che elenca tutte le difficoltà che incontra con il proprio figlio, anche solo dall’iniziare a fargli eseguire i compiti a casa, sino ai problemi nell’apprendimento della lettura, scrittura o calcolo. Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

(tratto dall’anteprima pubblica del testo, qui)


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