E se non fosse solo pigro e svogliato?

Solitamente, una delle prime cause che un genitore attribuisce a questa situazione è che al bambino «lo studio non interessa, ha la testa sempre su altro, non è maturo per studiare, pensa sempre e solo a giocare».

Nonostante gli insegnanti cerchino di stimolare l’attenzione degli allievi e le scuole si dotino sempre più di adeguati supporti didattici e multimediali, lo studio, nel suo complesso, non incontra l’interesse di tutti gli studenti.

Tutto ciò si complica nel caso di alunni con difficoltà nell’apprendimento scolastico, la cui fatica è oggettivamente maggiore rispetto a quella dei compagni di classe. Spesso però accade che insegnanti e genitori attribuiscano la causa di queste difficoltà a motivazioni quali, ad esempio, «non gli piace studiare e, quindi, non riesce nello studio». Rovesciando la prospettiva, il dubbio che dovremmo porci, invece, è: a) non gli piace studiare e dunque non riesce nello studio?; oppure b) visto che non riesce nello studio, non gli piace studiare?

Chiunque di noi, del resto, messo di fronte a delle prove in cui fallisce, spesso o ogni giorno, perderà con ogni probabilità interesse verso quelle stesse prove.

Prima di capire in quali modalità e con quali strumenti i genitori possono aiutare e sostenere nello studio i propri figli con DSA, si fornisce, alla fine del capitolo, un breve questionario (Scheda 1.1) per indagare le loro aspettative nei confronti del rendimento scolastico, dello svolgimento dei compiti e del futuro formativo dei loro ragazzi.

(Tratto dall’anteprima di “Nostro figlio è dislessico”).

Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

 

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3 motivi per cui i PDP NON vengono applicati

Ci sono scuole e scuole. Scuole in cui i PDP dalla carta passano alla cattedra. Ovvero che ciò che vi è scritto poi viene applicato davvero. Accade altre volte invece che ciò che viene riportato nel Piano Didattico Personalizzato, poi, NON viene applicato in classe.

Ecco, nella nostra esperienza, 3 motivi per cui accade che i PDP falliscano a scuola così da restare solo sulla carta, e quello che è possibile fare.

1 – Non si conosco realmente i DSA

A scuola abbiamo tanti professori formati ed attenti ai DSA. Nonostante ciò esistono anche dei docenti che dicono “io ho fatto un corso/master/incontri sui DSA”, ma, essendo il risultato quello che conta, il nostro studente non ha dei miglioramenti in classe. Molti credono che Dislessia significhi “leggere lentamente”, ma non è così. Il leggere lentamente è una manifestazione della Dislessia, la quale, invece, concerne una difficoltà nello sviluppo delle fasi di lettura. Altri sono convinti che basti dare il PC a scuola per compensare, mentre invece, serve assicurarsi che il soggetto sappia usare PC, software compensativi e soprattutto abbia una certa abilità di lettura (esempio dopo attività di potenziamento). Potremmo andare avanti all’infinito. Ciò che purtroppo accade è che non conoscendo i DSA si rischia di compilare un PDP senza sapere ciò che realmente serve allo studente, ed il PDP resta solo un foglio come tanti.

2 – No crocette nei PDP

“Il Piano Didattico personalizzato non può essere inteso come mera esplicazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA”.

La Circolare Ministeriale MIUR del n°8 del 6/3/2013 parla chiaro.

Il Piano Didattico Personalizzato NON può essere un elenco di strumenti generici.

Quanto, piuttosto, un Piano Didattico “Personalizzato” (appunto).

 

Si, proprio come un modulo “prestampato”, noto che a scuola girano molti PDP con caselle da spuntare. Dunque l’opposto della personalizzazione. Ecco un esempio:

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A mio avviso, non va bene. Questa NON è personalizzazione. Questa NON è didattica individuale. Se un DSA è diverso da un altro, NON possiamo utilizzare caselle in cui mettere delle crocette per i PDP. E’ ovvio che i PDP NON vengano applicati quando non ho personalizzazione.

3 – Linguaggio chiaro

Se leggo nel mio PDP frasi come:

  • Incoraggiare l’apprendimento collaborativo favorendo le attività in piccoli gruppi

Questo va bene per tutti a prescindere che sia DSA o meno.

  • Predisporre azioni di tutoraggio

Bene, ma quali sono queste “azioni”? Chi le mette in atto?

  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline.

Come farlo con i DSA? Loro non hanno problemi di comprensione, ma solo difficoltà a livello lettura strumentale, comunicazione ortografica o grafica, e di calcolo.

Insomma, spesso si leggono frasi asettiche, generiche, “copia/incollate”. Ciò che servirebbe è proprio un PDP fatto su misura, su misura di Marco, Andrea, Sara.

Cosa fare allora?

Corsi con personale qualificato. Non possiamo dare alla scuola la colpa di tutto, anzi, le scuole sono spesso aperte  disponibili all’aiuto. Solo che è il caso che i docenti siano formati da personale seriamente qualificato nei DSA. Da chi garantisca Strumenti operativi (schede, testi, ed altro), e indicazioni pratiche caso per caso. Dunque, consiglierei prima di far fare formazione a scuola da un esperto, che questo professionista metta nero su bianco i materiali Pratici che andrà ad esporre. Noi facciamo così, un esempio QUI.

Che nella compilazione del PDP si tenga conto dei consigli degli esperti. Già è previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 sui DSA, ma poco applicato. Alle volte abbiamo un paradosso, ovvero che gli insegnanti si formano tramite gli “Esperti in DSA” (psicologi, etc.) sui DSA. Questi insegnanti compilano il PDP per DSA. Può poi capitare che alcuni di questi insegnanti dicano: “non abbiamo bisogno di esperti, sappiamo quello che dobbiamo fare“. Ovvero non hanno poi bisogno dei consigli di quegli esperti che in precedenza gli hanno spiegato cosa siano i DSA. Certo, con la maggior parte delle scuola si collabora serenamente, ma capita anche questa chiusura. Ho scritto un libro “Nostro figlio è dislessico”, in cui consiglio come compilare il PDP per Dislessia, per Disortografia, per Disgrafia e per Discalculia, lo trovi QUI.

Usare il PDP del MIUR. Se vado al Comune della mia Città e chiedo una carta di identità, vorrei che fosse sul modello del Comune, e non quello di un associazione di consumatori (con tutto rispetto per le preziose associazioni dei consumatori). Se faccio una denuncia alla polizia, compilo il modulo del Ministero dell’Interno, e non quello del cartolaio sotto casa (con tutto rispetto per il grande lavoro dei cartolai). Idem per il PDP, chiedo un PDP per mio figlio, vorrei quello del MIUR, del Ministero Istruzione Università e Ricerca e non quello di varie associazioni (per tutto rispetto delle associazioni, ma sempre tali restano). Il PDP del MIUR e Come compilare il PDP in 5 mosse, lo trovate QUI.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Nostro figlio è Dislessico – Gianluca Lo Presti

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Genitori: vi siete mai trovati in questa situazione?

Lasciate che vi racconti una storia.

In seconda elementare G. si era fatto ancor più nervoso e irritabile, a tratti pieno di rabbia e permaloso, mentre i rapporti con i compagni peggioravano. La differenza con il resto della classe si era fatta evidente. Anche a casa la situazione non era allegra: la sua resistenza si era fatta più forte e usava tattiche di tutti i tipi per evitare di fare i compiti. Lasciava libri e quaderni a scuola o tornava senza penne, senza colori, senza astuccio. Glieli ricompravo, e li perdeva di nuovo. Una vera disperazione. Ogni tanto svolazzava qualche quaderno o scappava qualche urlo, insieme alla pazienza. Mi sarebbe servita una «mamma di sostegno», o almeno qualcuno che mi spiegasse come aiutarlo. Ero sola e un po’ sconfortata. Il papà, un po’ perché allergico alle attività scolastiche, un po’ per la preoccupazione di rivedere come in un piccolo specchio il riflesso di personali sofferenze tra i banchi, si teneva fuori. Non riuscivo a capire cosa gli impedisse di imparare a leggere e a scrivere come gli altri, cosa lo portasse ad avere un rapporto così faticoso con la scuola.

Il racconto è di Anna Di Lauro (2012), una mamma con un figlio con DSA. Vi siete mai trovati in questa situazione?

Sappiate che non siete i soli, perché sono molte le storie simili a queste che ascolto ogni giorno quando ho di fronte un genitore che elenca tutte le difficoltà che incontra con il proprio figlio, anche solo dall’iniziare a fargli eseguire i compiti a casa, sino ai problemi nell’apprendimento della lettura, scrittura o calcolo. Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

(tratto dall’anteprima pubblica del testo, qui)


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7 buoni libri sulla Dislessia

Oggi vorrei consigliarvi alcuni libri sula Dislessia, per capirla ed affrontarla al meglio, suddivisi per ciò che può esservi più utile.

 

GRAMMATICA

Analisi grammaticale e logica al volo.

Strumenti per l’apprendimento intuitivo con il metodo analogico.

 

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Esiste un segreto per insegnare a svolgere «al volo» l’analisi grammaticale e logica, evitando mesi di spiegazioni spesso infruttuose: è quello di presentare subito all’alunno tutte le conoscenze necessarie provviste di agganci emozionali, come le due strisce illustrate allegate a questo volume. Di Camillo Bortolato.

 

 

POSSIBILITA’

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Cos’hanno in comune Leonardo da Vinci, Steven Spielberg, Albert Einstein e George Clooney?
La loro dislessia o, per meglio dire, la tenacia con la quale sono
riusciti a superare le difficoltà legate a questo disturbo dell’apprendimento, facendo emergere le loro potenzialità creative. Di Rossella Grenci

 

TESTI SCRITTI

Comprensione e produzione del testo per alunni con DSA.

Schede e attività didattiche per facilitare il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria.

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Il volume è pensato per guidare l’alunno con Disturbi Specifici di Apprendimento verso il consolidamento di strategie per migliorare le abilità di comprensione e produzione di un testo scritto. Di Cristina Gaggioli

 

ESPERIENZE

Pensami al contrario.

Storie e testimonianze sui DSA.

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Pensami al contrario è una raccolta di testimonianze che ci parla di disturbi di apprendimento. I numerosi racconti si avvicendano trasportandoci in un mondo complesso e al contempo semplice. Storie che si assomigliano, da cui trarre insegnamento. A cura di Daniela Conti e Anna Paris

 

STRATEGIE EFFICACI

Nostro figlio è dislessico.

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA.

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Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale. Di Gianluca Lo Presti

 

SCUOLA

Dislessia e altri DSA a scuola

Strategie efficaci per gli insegnanti

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Questo libro fornisce agli insegnanti un quadro esauriente delle caratteristiche peculiari dei vari disturbi, fornendo poi numerose indicazioni e suggerimenti per lavorare in modo efficace sia nei casi in cui è necessario un recupero mirato a specifiche difficoltà. Con i contributi dei maggiori esperti dei DSA.

 

TECNICI

Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico

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I cosiddetti «disturbi dell’apprendimento scolastico », che colpiscono principalmente le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo, richiedono attenzione e interventi particolarmente accurati. Questo libro fornisce agli psicologi e agli insegnanti gli strumenti e i materiali specialistici indispensabili per stendere insieme una diagnosi direttamente «funzionale» al recupero degli apprendimenti, articolata su concetti chiari e comprensibili. Di Claudio Vio, Patrizio Tressoldi e Gianluca Lo Presti

 


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Quando i compiti per casa diventano impossibili

Quante volte vi è capitato di dover litigare con i vostri figli per convincerli a sedersi alla scrivania e fare i compiti? Quanti pomeriggi avete passato cercando in tutti i modi di far loro entrare in testa qualche pagina del libro di testo? Molto spesso lo spazio quotidiano dedicato ai compiti a casa si trasforma in una «battaglia», più che in un momento importante di crescita per genitori e figli. In questo manuale di sopravvivenza dedicato a mamma e papà, Gianluca Daffi suggerisce tattiche e strategie per organizzare in modo astuto ed efficace il momento dei compiti. Spiega perché è importante fare i compiti a casa, qual è il ruolo dell’insegnante e quale quello dei genitori, e come ottenere dei buoni risultati in breve tempo, seguendo alcune semplici regole e strategie organizzative che possono aiutare i bambini (e anche chi se ne prende cura) a vivere questo impegno pomeridiano con maggiore serenità e soddisfazione.

Per tutto questo esiste un libro, si chiama “Missione Compiti”.

Premessa
– Ma perché bisogna fare i compiti?
– Che cosa è importante sapere
– Prepariamoci a partire
– Facciamo i compiti
– Verifichiamo i compiti

Il libro è scritto da Gianluca Daffi, e lo trovi presso le Edizioni Erickson -> QUI

Guarda il video dell’autore

2 metodi per insegnare ai bambini tenere in mano la matita

Ciò che per noi è ormai naturale, per i bambini che stanno crescendo, non lo è. Tra le tante attività che vi sono da apprendere vi è anche quella di come tenere in mano la matita. Se ti sei mai chiesto come insegnare a tuo figlio o alunno il metodo giusto per tenere tra le dita la penna, allora questo articolo ti aiuterà con esempi e materiali.

Metodo 1: il fazzolettino accartocciato.

Prendete un fazzolettino e accartocciatelo, quindi sistematelo in mano al bambino e chiedetegli di reggerlo con l’anulare e il mignolo come nella foto in basso. In questo modo le tre dita libere saranno già nella posizione adatta ad impugnare una matita e il bambino troverà meno difficoltà a scrivere.scrivere-800x600

Metodo 1: accartocciate una fazzolettino tra le dita libere del bambino.

 

Metodo 2: impugnatura Grip

Style Grip è la nuova serie di impugnature ergonomiche, realizzate con varie forme per scegliere quella in cui meglio riesce il bambino.

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Metodo 2: Tutte le Grip, si inseriscono dentro la penna così da permettere da una guida alle dita del bambino.

Sono disponibili qui: www.logopedia.com/13-disgrafia

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Ricordati che tutti i miei consigli li ho scritti nel manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi QUI.


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DSA lieve, medio e grave entità, cosa sono e come distinguerli?

Ogni soggetto con DSA ha un LIVELLO di GRAVITA’ che viene esplicato nella Diagnosi specialistica. In basso metteremo dei consigli rispettivamente per genitori, insegnanti e specialisti. Vediamo di capirne di più.


 

Con la nuova pubblicazione del DSM 5 sono stati anche indicati i cosiddetti livelli di gravità dei Disturbi Specifici di Apprendimento. Abbiamo dunque 3 diversi livelli di gravità di un DSA. Vediamo quali sono e come distinguerli.

Il primo è quello di livello LIEVE, ovvero: <<Il disturbo comporta alcune difficoltà nelle abilità di apprendimento che coinvolgono uno o due discipline scolastiche, con difficoltà lievi che il soggetto è in grado di compensare e funzionarne adeguatamente con il semplice adattamento del metodo didattico e supporti compensativi durante la frequenza scolastica>>. (DSM-5©, APA).

Ciò significa che nel livello LIEVE il “semplice adattamento” della didattica garantisce un buon apprendimento. L’esempio potrebbe essere quello di uno studente con DSA con il quale viene applicato il Piano Didattico Personalizzato a scuola e, tramite l’applicazione di questo, lo studente ha un buon adattamento a scuola.

Il secondo livello è quello MODERATO, dunque: <<Il disturbo comporta marcate difficoltà nelle abilità di apprendimento che coinvolgono uno o più discipline scolastiche. Il soggetto, in assenza di attività di recupero individualizzato, è in difficoltà con il sufficiente apprendimento durante le frequenza scolastica. Possono essere necessari alcuni adattamenti e supporti compensativi, sia a scuola che a casa, o nelle attività lavorative; ciò al fine di completare le proprie attività in modo efficiente>>. (DSM-5©, APA).

Quella del livello MODERATO è, invece, la situazione più frequente. Ovvero che le difficoltà nell’apprendimento sono “marcate”.  Se non si pone nessun aiuto (come attività di potenziamento o percorsi di autonomia), quello che accade è che si hanno apprendimenti insufficienti. Le modalità dispensative/compensative sono una costante anche in questo livello di gravità.

Il terzo livello è, infine, quello GRAVE in cui <<Il disturbo comporta evidenti difficoltà nell’apprendimento, queste interessano diverse discipline scolastiche, ciò comporta che il soggetto, senza attività intensive di insegnamento specifico e individualizzato, è in forte difficoltà con il sufficiente apprendimento durante le frequenza scolastica. Nonostante l’uso di adattamenti e supporti compensativi, sia a scuola che a casa, o nelle attività lavorative, il soggetto non è in grado di completare le proprie attività in modo efficiente>>. (DSM-5©, APA).

La situazione peggiore si verifica nei casi di GRAVE entità, in cui non solo abbiamo evidenti difficoltà, ma l’apprendimento appare in forte difficoltà e, nonostante si attuino gli strumenti dispensativi/compensativi ,lo studente non è in grado di completare le proprie attività.

Consigli per genitori

Nelle diagnosi dei vostri figli dovreste ritrovarvi il livello di gravità nella parte relativa al tipo di disturbo, esempio “Dislessia di grado…”. Da li si può comprendere meglio come aiutare il proprio figlio a scuola, in tal senso consiglio il libro “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori di bambini con dislessia e DSA (qui)

Consigli per insegnanti

I vari livelli identificano le risorse e gli aiuti da attuare, esempio con livello GRAVE è possibile dispensare lo scritto delle lingue straniere (Dm 5669, 12/7/2011). Il libro consigliato è Dislessia ed altri DSA a scuola.

Consigli per specialisti

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Inserire sempre il livello di gravità, ne abbiamo parlato in modo altamente specialistico nel libro Diagnosi dei Disturbi Evolutivi di Vio e Lo Presti.

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Cosa inserire nel PDP per DSA? Ecco i miei consigli

Compiti per casa DSA: strategia cardinalità

Una delle modalità dispensative per DSA è il “ridotto carico di lavoro”, ovvero principalmente, meno compiti per casa.

Perché un DSA dovrebbe fare meno compiti per casa, ne parliamo qui (link). In breve fa meno compiti per casa sia perché faticando il doppio degli altri impiega il doppio del tempo e sia perché spesso effettua sedute di potenziamento delle abilità o esercizi di recupero a casa, oppure studia attraverso software attraverso cui impiega molto tempo per studiare.

Quando ci si mette d’accordo, tramite il PDP, su quanti compiti far fare per casa, una delle strategie che si possono usare è quella della “Cardinalità”, ecco come funziona.

Prima di tutto, in fase di stesura del PDP mettiamo una regola chiara, ovvero che i compiti per lo studente con DSA saranno quelli contrassegnati o indicati per tutti come “importantissimi”.

Dunque, lasciamo i compiti per casa in un ordine preciso di importanza, ad esempio lasciamo 10 esercizi di matematica, di cui i primi 5 “importantissimi”; oppure 5 esercizi di grammatica, di cui i primi 3 “importantissimi”.

Insomma, lasciamo a tutti gli stessi compiti ma sottolineando che (ad esempio) i primi 4, 7 o 9 esercizi sono quelli “importanti”.

Cosa otteniamo con ciò?
a ) Niente compiti differenziati con il resto dei compagni;
b ) Che uno studente con DSA, se vuole (a causa di una condizione di DSA lieve, buona compensa; alta motivazione, etc), può anche fare un numero maggiore di esercizi di quelli prestabiliti;
c) Se presenti due o più soggetti con un PDP in classe (DSA o altri BES) allora l’insegnante con un unico metodo potrà assegnare i compiti per tutti.

Facciamo un altro esempio, vi lascio adesso un compito, ovvero quello di suggerire o di inviare questo post a 5 vostri amici o colleghi, di cui però quelli importanti siano almeno 3, ovvero coloro con i quali sia “importantissimo”, condividere o far conoscere questa strategia.

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Perché un DSA deve fare meno compiti per casa?

Come previsto dal DM 5669 del 12 luglio 2011 (pag. 7), ovvero nelle linee guida per DSA a scuola (le trovi qui), abbiamo per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento una riduzione legale del carico di lavoro. Questo sia a scuola che a casa.
In questo articolo vedremo perché un alunno con DSA ha una forte necessità di avere una riduzione dei compiti per casa.
Lo studente con DSA fa meno compiti per casa sia perché faticando il doppio degli altri impiega il doppio del tempo e sia perché spesso effettua sedute di potenziamento delle abilità o esercizi di recupero a casa, oppure studia attraverso software attraverso cui impiega molto tempo per studiare.

Vediamo di entrare più nel dettaglio:

Ecco perchè vi sono meno compiti per casa per gli studenti con Dislessia e DSA.

Come abbiamo già visto c’è questa stanchezza ed anche altro lavoro da fare, e dunque la normativa parla chiaro: meno compiti per casa per gli studenti con Dislessia e DSA. Ma c’è anche un altro motivo, forse il più importante, si chiama “valorizzare l’apprendimento”.
Visto che siamo di fronte ad un Disturbo Specifico dell’-Apprendimento- (sottolineo “apprendimento”), abbiamo difficoltà ad apprendere i concetti scolastici tramite vie specifiche (come la lettura, l’ortografia, etc). Ciò significa che servono altre vie. Molte di queste strategie le ho descritte nel libro “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con dislessia e DSA (lo trovi qui).
Una di queste è, ad esempio, l’uso delle mappe concettuali (qui ho messo un tutorial per l’uso dei software gratuiti per le mappe).
Ad esempio, per strutturare in modo efficace una mappa concettuale devo:
1-Leggere il contenuto del testo al bambino per una o due volte
2-Chiedere un breve riassunto orale di ciò che si è ascoltato
3-Realizzare una mappa concettuale insieme al bambino
4- Leggere ancora una volta il testo mentre il bambino segue la lettura sulla mappa concettuale 
5-Ripetizione da parte del bambino del testo studiato tramite mappa concettuale
E poi? E poi vi sono le ripetizioni su ripetizioni, la mancata memorizzazione, la ricerca continua, giornaliera e spesso sfiancante di strategie alternative per imparare.
E ciò perché? Perché appunto vi sono difficoltà nell’apprendimento, dunque serve molto più tempo, serve più fatica, serve trovare strategie su strategie, ovvero, serve, soprattutto, valorizzare ciò che il soggetto sta apprendendo, dunque l’accumulo di compiti su compiti, non serve a nulla.

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Tavole nel Quaderno: Pitagorica e 4 Caratteri

Ecco uno strumento compensativo per i Disturbi Specifici di Apprendimento a scuola primaria.

Si tratta di due tavole.
La tavola pitagorica per la Discalculia, da ritagliare ed inserire in alto, creando una linguetta da incollare sul quaderno.
E poi la Tavola dei 4 caratteri, importantissima per distinguere le lettere. Anche qui si crea una linguetta da incollare sul quaderno.

Con questo sistema si potrà lavorare sui compiti avendo sempre in evidenza le due tavole senza perdere tempo nel cercarle.

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E su twitter: https://twitter.com/GianLoPresti 

Alcuni errori lessicali nella Disortografia

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Il libro presentato è:

DIAGNOSI DEI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO

cap. 1 Introduzione
cap. 2 Approccio metodologico ai DSA e diagnosi funzionale
cap. 3 Disturbo specifico della lettura (Dislessia evolutiva)
cap. 4 Disturbo specifico della scrittura (Disortografia evolutiva)
cap. 5 Disgrafia
cap. 6 Disturbo specifico del numero e/o del calcolo (Discalculia evolutiva)
cap. 7 Diagnosi dei disturbi specifici della comprensione del testo
cap. 8 Il disturbo dell’apprendimento non verbale
cap. 9 I Disturbi Specifici dell’Apprendimento e la scuola

Appendice 1 Strumenti diagnostici
Appendice 2a Guida all’intervista per l’analisi dei motivi della richiesta di consulenza
Appendice 2b Indicazioni per la stesura di una relazione clinica per i DSA
Appendice 3 Risorse internet
Appendice 4 Criteri per la diagnosi di disgrafia: una proposta del gruppo di lavoro AIRIPA

Strumenti allegati:
Questionario di autostima
Questionario delle relazioni sociali negli adolescenti
A chi assomiglio?
Perché vado a scuola?
Il mio comportamento (Scala SDA)
Scala SDAI
Scala SDAG

Numero verde (solo per ordini)
800 844052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12

Cosa inserire nel PDP per DSA? Un suggerimento

Il PDP, Piano Didattico Personalizzato, è lo strumento che secondo la Legge 170/10 sui DSA si formalizza a scuola per attivare gli strumenti compensativi e dispensativi.
Nel video parliamo delle strategie da poter adottare a scuola, le quali si trovano nel libro “NOSTRO FIGLIO E’ DISLESSICO”.

Lo trovi qui
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=41218
Numero verde (solo per ordini) 800 844052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12

Suggerimenti sul potenziamento delle abilità di apprendimento nei DSA

Come migliorare le abilità di lettura, ortografia, grafia e calcolo, li trovi nell’innovativo manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA “Nostro figlio è Dislessico” ecco la scheda tecnica
Ordinalo al Numero verde, solo per ordini.
800 844052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12

Il contasemplice

Il contasemplice è uno strumento didattico da far utilizzare in classe ed a casa durante lo svolgimento degli esercizi. Ha come obiettivo quello di migliorare ed automatizzare le abilità di conteggio a scuola primaria.

Vediamo come realizzarlo e come utilizzarlo con i nostri figli ed alunni.

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Serve una forbice, un taglierino ed un pennarello con punta fine.

Nel cartoncino bianco grande realizzeremo i numeri da 1 a 100 per decine, ovvero

1   2   3   4   5   6   7   8   9   10

11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

21 22 23 24 25 26 27 28 29 30

ognuno di questi numeri vanno inseriti in dei quadrati.

Nel cartoncino colorato (nell’esempio è verde) ritagliamo una casella al centro, e creiamo quattro finestrelle come nella foto.

-> LESS lo traduciamo con “Meno”, MORE “Più”.

Dunque indietro sarà MENO 1 ; AVANTI sarà PIù 1

SOPRA sarà MENO 10

SOTTO sarà PIù 10

Utilizzo

Durante i compiti e gli esercizi l’alunno potrà eseguire i conteggi con questo cartoncino, sarà cura del docente dettare esercizi in cui il soggetto potrà fare conti come +1; -1; +10; -10.

Nella foto esempio potrebbe fare

54 + 1;

54 -1;

54-10;

54+10

Spero che vi sia utile. Altre strategie li trovi sulle nostre pagine FACEBOOK e TWITTER

Oppure scopri il Manuale di Autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA che ho scritto per voi “Nostro figlio è dislessico”, eccolo QUI

Screening DSA: ecco un progetto in 4 Fasi

Progetto Screening DSA

Problema: Sono ancora molti i bambini, bambine e studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, che pur faticando negli apprendimenti scolastici, non vengono segnalati come oggetto di attenzione. Così facendo si rischiano non solo i classici abbandoni scolastici ma anche un eventuale sviluppo di problematiche a carattere emotivo.

Obiettivo: identificazione precoce delle difficoltà e disturbi specifici di apprendimento nelle classi 3-4-5 della scuola primaria.

Le Fasi

Raccolta dati

 1- > Colloqui con insegnanti + Test collettivi (1° screening di 1° livello, su tutti i soggetti)

2- > Test individuali (2° livello di screening, solo su soggetti segnalati in precedenza)

Attività di recupero mirato

3- > Potenziamento abilità di lettura nei casi segnalati al 2° livello di screening

Segnalazione definitiva

4- > Si considera 3° livello di screening tutti qui soggetti che non hanno avuto un significativo miglioramento dalle attività di recupero.

Questi soggetti andranno segnalati come oggetto di attenzione specialistica, così come indicato dal comma 2, art.3 legge 170/10, il quale indica che: “Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia”.

Strumenti possibili

BVN 5-11 (consigliata nel rapporto prezzo qualità).

SPEED

PR-CR 2

Attenzione: si sconsiglia altamente l’uso delle prove MT.  Queste in quanto fondamentali in fase diagnostica ( sostituibili per lo screening con Le prove di valutazione della lettura sono state sviluppate nell’ambito dell’attività di ricerca dell’unità di Neuropsicologia dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma , qui:http://www.hsantalucia.it/modules.php?name=content&pa=showpage&pid=1032

Importante: NON somministrate le prove di Lettura di Parole e Non-parole della DDE-2 nello screening! Sono prove essenziali ai fini diagnostici e NON di screening.

Per approfondire gli strumenti di potenziamento puoi consultare il libro “Nostro figlio è dislessico”  da pagina 125 a pag. 142, QUI

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“Nostro figlio è dislessico” video con Gianluca Lo Presti


“Nostro figlio è dislessico” è un libro di Gianluca Lo Presti.
Manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA
Ecco dove trovare il testo Scheda Libro “Nostro figlio è dislessico”, Ed. Erickson

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Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale.
Pensato per le famiglie, il volume può fornire anche a psicologi e docenti indicazioni operative e un ampio panorama di strumenti didattici e interventi di recupero, grazie soprattutto a un linguaggio chiaro e ai numerosi suggerimenti pratici e consigli di esperti.

INDICE

Presentazione (Claudio Vio)
Introduzione

PRIMA PARTE – Capire e affrontare i Disturbi Specifici di Apprendimento
– Le difficoltà di apprendimento che un bambino incontra a scuola
– Disturbi Specifici di Apprendimento: domande & risposte
– Tutto sulla diagnosi di DSA
– Dopo la diagnosi di DSA

SECONDA PARTE – Aiutare uno studente con DSA nell’apprendimento scolastico
Pianificazione delle attività di studio e tecniche motivazionali
– Strategie di studio per i DSA
– Potenziare le abilità di apprendimento
– Attività dispensative e strumenti compensativi
– Autonomia di studio nei DSA
– Le 3 cose da ricordare dopo aver letto questo libro

Bibliografia
Appendici

Scopri l’anteprima -> PDF con 18 pagine del testo 


Per ordinare il libro “Nostro figlio è dislessico” chiama il Numero verde delle Edizioni Erickson (solo per ordini) al 800 844 052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12.

Diagnosi DSA: criteri inclusione/esclusione dei Disturbi Specifici Apprendimento

Prima di una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento è bene verificare i criteri di Inclusione ed Esclusione di DSA. Senza questa prassi non si può fare diagnosi di DSA.
In questo video vediamo quali sono, e per farlo ci siamo avvalsi dei seguenti testo fondamentali per la Diagnosi dei DSA in Italia secondo i documenti nazionali e la normativa vigente:
– Diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento Scolastico –
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=37394

– Diagnosi dei Disturbi Evolutivi –
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=40637

GUARDA IL VIDEO

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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Video: Come migliorare l’attenzione nei bambini

Ecco materiali e schede da utilizzare per potenziare l’attenzione di un bambino, utilizzabile sia singolarmente che nel gruppo classe, tutto raccolto nel video.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Come fare la richiesta di PDP a scuola (modello gratuito da scaricare)

Quando si ha in mano una Diagnosi di DSA, al fine di ottenere il PDP Piano Didattico Personalizzato, così come previsto dalla normativa sui DSA, può essere utile presentare una richiesta di PDP presso la segreteria della scuola.

Ecco come fare:

richiesta pdp piano didattico personalizzato 1 – Scarica il modello da noi elaborato, qui (PDF).

2- Compila il modulo in tutte le sue parti

3- Presenta il modulo in segreteria, allegando la Diagnosi di DSA di tuo figlio/figlia

4- Segnati il n° di protocollo e la data di presentazione della richiesta


Da leggere con attenzione

  • Se la tua regione non ha una legislazione specifica, allora il PDP va compilato dagli insegnanti anche se presenti la diagnosi di uno specialista privato come previsto dal MIUR:

“Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010(nota n8 del 6/3/2013).

  • Il PDP deve essere compilato entro 3 mesi dalla richiesta, leggi qui.
  • Evita di firmare PDP che prevedono crocette da spuntare, il PDP è un Piano Didattico Personalizzato e NON una check list. Le caselle da spuntare non sono una “personalizzazione”. Infatti i MIUR ha predisposto dei modelli di PDP, noi li consigliamo, ecco dove scaricarli, vai qui.
  • Ricordiamo che la segreteria della scuola, come ente pubblico, è obbligata a protocollare ogni documento presentato in segreteria, come questo documento, al fine di non incorrere nel reato di “omissione d’atti d’ufficio” art. 358 C.P. Penale.
  • Se vuoi scoprire come compilare il PDP in 5 passi, leggi qui.

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Software compensativi: VideoTutorial CMap

Se sei alla ricerca di capire come utilizzare le mappe concettuali tramite software compensativi di certo conoscerai il programma gratuito per realizzare le mappe concettuali chiamato CMap (scarica qui, colonna a destra) il quale è molto utilizzato come software compensativo nella Dislessia e nei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Ecco una guida passo dopo passo su come utilizzare in modo semplice ed immediato CMaps.