7 buoni libri sulla Dislessia

Oggi vorrei consigliarvi alcuni libri sula Dislessia, per capirla ed affrontarla al meglio, suddivisi per ciò che può esservi più utile.

 

GRAMMATICA

Analisi grammaticale e logica al volo.

Strumenti per l’apprendimento intuitivo con il metodo analogico.

 

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Esiste un segreto per insegnare a svolgere «al volo» l’analisi grammaticale e logica, evitando mesi di spiegazioni spesso infruttuose: è quello di presentare subito all’alunno tutte le conoscenze necessarie provviste di agganci emozionali, come le due strisce illustrate allegate a questo volume. Di Camillo Bortolato.

 

 

POSSIBILITA’

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Cos’hanno in comune Leonardo da Vinci, Steven Spielberg, Albert Einstein e George Clooney?
La loro dislessia o, per meglio dire, la tenacia con la quale sono
riusciti a superare le difficoltà legate a questo disturbo dell’apprendimento, facendo emergere le loro potenzialità creative. Di Rossella Grenci

 

TESTI SCRITTI

Comprensione e produzione del testo per alunni con DSA.

Schede e attività didattiche per facilitare il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria.

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Il volume è pensato per guidare l’alunno con Disturbi Specifici di Apprendimento verso il consolidamento di strategie per migliorare le abilità di comprensione e produzione di un testo scritto. Di Cristina Gaggioli

 

ESPERIENZE

Pensami al contrario.

Storie e testimonianze sui DSA.

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Pensami al contrario è una raccolta di testimonianze che ci parla di disturbi di apprendimento. I numerosi racconti si avvicendano trasportandoci in un mondo complesso e al contempo semplice. Storie che si assomigliano, da cui trarre insegnamento. A cura di Daniela Conti e Anna Paris

 

STRATEGIE EFFICACI

Nostro figlio è dislessico.

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA.

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Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale. Di Gianluca Lo Presti

 

SCUOLA

Dislessia e altri DSA a scuola

Strategie efficaci per gli insegnanti

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Questo libro fornisce agli insegnanti un quadro esauriente delle caratteristiche peculiari dei vari disturbi, fornendo poi numerose indicazioni e suggerimenti per lavorare in modo efficace sia nei casi in cui è necessario un recupero mirato a specifiche difficoltà. Con i contributi dei maggiori esperti dei DSA.

 

TECNICI

Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico

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I cosiddetti «disturbi dell’apprendimento scolastico », che colpiscono principalmente le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo, richiedono attenzione e interventi particolarmente accurati. Questo libro fornisce agli psicologi e agli insegnanti gli strumenti e i materiali specialistici indispensabili per stendere insieme una diagnosi direttamente «funzionale» al recupero degli apprendimenti, articolata su concetti chiari e comprensibili. Di Claudio Vio, Patrizio Tressoldi e Gianluca Lo Presti

 


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Quando i compiti per casa diventano impossibili

Quante volte vi è capitato di dover litigare con i vostri figli per convincerli a sedersi alla scrivania e fare i compiti? Quanti pomeriggi avete passato cercando in tutti i modi di far loro entrare in testa qualche pagina del libro di testo? Molto spesso lo spazio quotidiano dedicato ai compiti a casa si trasforma in una «battaglia», più che in un momento importante di crescita per genitori e figli. In questo manuale di sopravvivenza dedicato a mamma e papà, Gianluca Daffi suggerisce tattiche e strategie per organizzare in modo astuto ed efficace il momento dei compiti. Spiega perché è importante fare i compiti a casa, qual è il ruolo dell’insegnante e quale quello dei genitori, e come ottenere dei buoni risultati in breve tempo, seguendo alcune semplici regole e strategie organizzative che possono aiutare i bambini (e anche chi se ne prende cura) a vivere questo impegno pomeridiano con maggiore serenità e soddisfazione.

Per tutto questo esiste un libro, si chiama “Missione Compiti”.

Premessa
– Ma perché bisogna fare i compiti?
– Che cosa è importante sapere
– Prepariamoci a partire
– Facciamo i compiti
– Verifichiamo i compiti

Il libro è scritto da Gianluca Daffi, e lo trovi presso le Edizioni Erickson -> QUI

Guarda il video dell’autore

2 metodi per insegnare ai bambini tenere in mano la matita

Ciò che per noi è ormai naturale, per i bambini che stanno crescendo, non lo è. Tra le tante attività che vi sono da apprendere vi è anche quella di come tenere in mano la matita. Se ti sei mai chiesto come insegnare a tuo figlio o alunno il metodo giusto per tenere tra le dita la penna, allora questo articolo ti aiuterà con esempi e materiali.

Metodo 1: il fazzolettino accartocciato.

Prendete un fazzolettino e accartocciatelo, quindi sistematelo in mano al bambino e chiedetegli di reggerlo con l’anulare e il mignolo come nella foto in basso. In questo modo le tre dita libere saranno già nella posizione adatta ad impugnare una matita e il bambino troverà meno difficoltà a scrivere.scrivere-800x600

Metodo 1: accartocciate una fazzolettino tra le dita libere del bambino.

 

Metodo 2: impugnatura Grip

Style Grip è la nuova serie di impugnature ergonomiche, realizzate con varie forme per scegliere quella in cui meglio riesce il bambino.

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Metodo 2: Tutte le Grip, si inseriscono dentro la penna così da permettere da una guida alle dita del bambino.

Sono disponibili qui: www.logopedia.com/13-disgrafia

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Ricordati che tutti i miei consigli li ho scritti nel manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi QUI.


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DSA lieve, medio e grave entità, cosa sono e come distinguerli?

Ogni soggetto con DSA ha un LIVELLO di GRAVITA’ che viene esplicato nella Diagnosi specialistica. In basso metteremo dei consigli rispettivamente per genitori, insegnanti e specialisti. Vediamo di capirne di più.


 

Con la nuova pubblicazione del DSM 5 sono stati anche indicati i cosiddetti livelli di gravità dei Disturbi Specifici di Apprendimento. Abbiamo dunque 3 diversi livelli di gravità di un DSA. Vediamo quali sono e come distinguerli.

Il primo è quello di livello LIEVE, ovvero: <<Il disturbo comporta alcune difficoltà nelle abilità di apprendimento che coinvolgono uno o due discipline scolastiche, con difficoltà lievi che il soggetto è in grado di compensare e funzionarne adeguatamente con il semplice adattamento del metodo didattico e supporti compensativi durante la frequenza scolastica>>. (DSM-5©, APA).

Ciò significa che nel livello LIEVE il “semplice adattamento” della didattica garantisce un buon apprendimento. L’esempio potrebbe essere quello di uno studente con DSA con il quale viene applicato il Piano Didattico Personalizzato a scuola e, tramite l’applicazione di questo, lo studente ha un buon adattamento a scuola.

Il secondo livello è quello MODERATO, dunque: <<Il disturbo comporta marcate difficoltà nelle abilità di apprendimento che coinvolgono uno o più discipline scolastiche. Il soggetto, in assenza di attività di recupero individualizzato, è in difficoltà con il sufficiente apprendimento durante le frequenza scolastica. Possono essere necessari alcuni adattamenti e supporti compensativi, sia a scuola che a casa, o nelle attività lavorative; ciò al fine di completare le proprie attività in modo efficiente>>. (DSM-5©, APA).

Quella del livello MODERATO è, invece, la situazione più frequente. Ovvero che le difficoltà nell’apprendimento sono “marcate”.  Se non si pone nessun aiuto (come attività di potenziamento o percorsi di autonomia), quello che accade è che si hanno apprendimenti insufficienti. Le modalità dispensative/compensative sono una costante anche in questo livello di gravità.

Il terzo livello è, infine, quello GRAVE in cui <<Il disturbo comporta evidenti difficoltà nell’apprendimento, queste interessano diverse discipline scolastiche, ciò comporta che il soggetto, senza attività intensive di insegnamento specifico e individualizzato, è in forte difficoltà con il sufficiente apprendimento durante le frequenza scolastica. Nonostante l’uso di adattamenti e supporti compensativi, sia a scuola che a casa, o nelle attività lavorative, il soggetto non è in grado di completare le proprie attività in modo efficiente>>. (DSM-5©, APA).

La situazione peggiore si verifica nei casi di GRAVE entità, in cui non solo abbiamo evidenti difficoltà, ma l’apprendimento appare in forte difficoltà e, nonostante si attuino gli strumenti dispensativi/compensativi ,lo studente non è in grado di completare le proprie attività.

Consigli per genitori

Nelle diagnosi dei vostri figli dovreste ritrovarvi il livello di gravità nella parte relativa al tipo di disturbo, esempio “Dislessia di grado…”. Da li si può comprendere meglio come aiutare il proprio figlio a scuola, in tal senso consiglio il libro “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori di bambini con dislessia e DSA (qui)

Consigli per insegnanti

I vari livelli identificano le risorse e gli aiuti da attuare, esempio con livello GRAVE è possibile dispensare lo scritto delle lingue straniere (Dm 5669, 12/7/2011). Il libro consigliato è Dislessia ed altri DSA a scuola.

Consigli per specialisti

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Inserire sempre il livello di gravità, ne abbiamo parlato in modo altamente specialistico nel libro Diagnosi dei Disturbi Evolutivi di Vio e Lo Presti.

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Cosa inserire nel PDP per DSA? Ecco i miei consigli

Compiti per casa DSA: strategia cardinalità

Una delle modalità dispensative per DSA è il “ridotto carico di lavoro”, ovvero principalmente, meno compiti per casa.

Perché un DSA dovrebbe fare meno compiti per casa, ne parliamo qui (link). In breve fa meno compiti per casa sia perché faticando il doppio degli altri impiega il doppio del tempo e sia perché spesso effettua sedute di potenziamento delle abilità o esercizi di recupero a casa, oppure studia attraverso software attraverso cui impiega molto tempo per studiare.

Quando ci si mette d’accordo, tramite il PDP, su quanti compiti far fare per casa, una delle strategie che si possono usare è quella della “Cardinalità”, ecco come funziona.

Prima di tutto, in fase di stesura del PDP mettiamo una regola chiara, ovvero che i compiti per lo studente con DSA saranno quelli contrassegnati o indicati per tutti come “importantissimi”.

Dunque, lasciamo i compiti per casa in un ordine preciso di importanza, ad esempio lasciamo 10 esercizi di matematica, di cui i primi 5 “importantissimi”; oppure 5 esercizi di grammatica, di cui i primi 3 “importantissimi”.

Insomma, lasciamo a tutti gli stessi compiti ma sottolineando che (ad esempio) i primi 4, 7 o 9 esercizi sono quelli “importanti”.

Cosa otteniamo con ciò?
a ) Niente compiti differenziati con il resto dei compagni;
b ) Che uno studente con DSA, se vuole (a causa di una condizione di DSA lieve, buona compensa; alta motivazione, etc), può anche fare un numero maggiore di esercizi di quelli prestabiliti;
c) Se presenti due o più soggetti con un PDP in classe (DSA o altri BES) allora l’insegnante con un unico metodo potrà assegnare i compiti per tutti.

Facciamo un altro esempio, vi lascio adesso un compito, ovvero quello di suggerire o di inviare questo post a 5 vostri amici o colleghi, di cui però quelli importanti siano almeno 3, ovvero coloro con i quali sia “importantissimo”, condividere o far conoscere questa strategia.

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Perché un DSA deve fare meno compiti per casa?

Come previsto dal DM 5669 del 12 luglio 2011 (pag. 7), ovvero nelle linee guida per DSA a scuola (le trovi qui), abbiamo per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento una riduzione legale del carico di lavoro. Questo sia a scuola che a casa.
In questo articolo vedremo perché un alunno con DSA ha una forte necessità di avere una riduzione dei compiti per casa.
Lo studente con DSA fa meno compiti per casa sia perché faticando il doppio degli altri impiega il doppio del tempo e sia perché spesso effettua sedute di potenziamento delle abilità o esercizi di recupero a casa, oppure studia attraverso software attraverso cui impiega molto tempo per studiare.

Vediamo di entrare più nel dettaglio:

Ecco perchè vi sono meno compiti per casa per gli studenti con Dislessia e DSA.

Come abbiamo già visto c’è questa stanchezza ed anche altro lavoro da fare, e dunque la normativa parla chiaro: meno compiti per casa per gli studenti con Dislessia e DSA. Ma c’è anche un altro motivo, forse il più importante, si chiama “valorizzare l’apprendimento”.
Visto che siamo di fronte ad un Disturbo Specifico dell’-Apprendimento- (sottolineo “apprendimento”), abbiamo difficoltà ad apprendere i concetti scolastici tramite vie specifiche (come la lettura, l’ortografia, etc). Ciò significa che servono altre vie. Molte di queste strategie le ho descritte nel libro “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con dislessia e DSA (lo trovi qui).
Una di queste è, ad esempio, l’uso delle mappe concettuali (qui ho messo un tutorial per l’uso dei software gratuiti per le mappe).
Ad esempio, per strutturare in modo efficace una mappa concettuale devo:
1-Leggere il contenuto del testo al bambino per una o due volte
2-Chiedere un breve riassunto orale di ciò che si è ascoltato
3-Realizzare una mappa concettuale insieme al bambino
4- Leggere ancora una volta il testo mentre il bambino segue la lettura sulla mappa concettuale 
5-Ripetizione da parte del bambino del testo studiato tramite mappa concettuale
E poi? E poi vi sono le ripetizioni su ripetizioni, la mancata memorizzazione, la ricerca continua, giornaliera e spesso sfiancante di strategie alternative per imparare.
E ciò perché? Perché appunto vi sono difficoltà nell’apprendimento, dunque serve molto più tempo, serve più fatica, serve trovare strategie su strategie, ovvero, serve, soprattutto, valorizzare ciò che il soggetto sta apprendendo, dunque l’accumulo di compiti su compiti, non serve a nulla.

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Tavole nel Quaderno: Pitagorica e 4 Caratteri

Ecco uno strumento compensativo per i Disturbi Specifici di Apprendimento a scuola primaria.

Si tratta di due tavole.
La tavola pitagorica per la Discalculia, da ritagliare ed inserire in alto, creando una linguetta da incollare sul quaderno.
E poi la Tavola dei 4 caratteri, importantissima per distinguere le lettere. Anche qui si crea una linguetta da incollare sul quaderno.

Con questo sistema si potrà lavorare sui compiti avendo sempre in evidenza le due tavole senza perdere tempo nel cercarle.

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Alcuni errori lessicali nella Disortografia

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Il libro presentato è:

DIAGNOSI DEI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO SCOLASTICO

cap. 1 Introduzione
cap. 2 Approccio metodologico ai DSA e diagnosi funzionale
cap. 3 Disturbo specifico della lettura (Dislessia evolutiva)
cap. 4 Disturbo specifico della scrittura (Disortografia evolutiva)
cap. 5 Disgrafia
cap. 6 Disturbo specifico del numero e/o del calcolo (Discalculia evolutiva)
cap. 7 Diagnosi dei disturbi specifici della comprensione del testo
cap. 8 Il disturbo dell’apprendimento non verbale
cap. 9 I Disturbi Specifici dell’Apprendimento e la scuola

Appendice 1 Strumenti diagnostici
Appendice 2a Guida all’intervista per l’analisi dei motivi della richiesta di consulenza
Appendice 2b Indicazioni per la stesura di una relazione clinica per i DSA
Appendice 3 Risorse internet
Appendice 4 Criteri per la diagnosi di disgrafia: una proposta del gruppo di lavoro AIRIPA

Strumenti allegati:
Questionario di autostima
Questionario delle relazioni sociali negli adolescenti
A chi assomiglio?
Perché vado a scuola?
Il mio comportamento (Scala SDA)
Scala SDAI
Scala SDAG

Lo trovi qui
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=37394

Numero verde (solo per ordini)
800 844052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12

Cosa inserire nel PDP per DSA? Un suggerimento

Il PDP, Piano Didattico Personalizzato, è lo strumento che secondo la Legge 170/10 sui DSA si formalizza a scuola per attivare gli strumenti compensativi e dispensativi.
Nel video parliamo delle strategie da poter adottare a scuola, le quali si trovano nel libro “NOSTRO FIGLIO E’ DISLESSICO”.

Lo trovi qui
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=41218
Numero verde (solo per ordini) 800 844052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12

Suggerimenti sul potenziamento delle abilità di apprendimento nei DSA

 

Come migliorare le abilità di lettura, ortografia, grafia e calcolo, li trovi nell’innovativo manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA “Nostro figlio è Dislessico” ecco la scheda tecnica http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=41218
Ordinalo al Numero verde, solo per ordini.
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Il contasemplice

Il contasemplice è uno strumento didattico da far utilizzare in classe ed a casa durante lo svolgimento degli esercizi. Ha come obiettivo quello di migliorare ed automatizzare le abilità di conteggio a scuola primaria.

Vediamo come realizzarlo e come utilizzarlo con i nostri figli ed alunni.

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Serve una forbice, un taglierino ed un pennarello con punta fine.

Nel cartoncino bianco grande realizzeremo i numeri da 1 a 100 per decine, ovvero

1   2   3   4   5   6   7   8   9   10

11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

21 22 23 24 25 26 27 28 29 30

ognuno di questi numeri vanno inseriti in dei quadrati.

Nel cartoncino colorato (nell’esempio è verde) ritagliamo una casella al centro, e creiamo quattro finestrelle come nella foto.

-> LESS lo traduciamo con “Meno”, MORE “Più”.

Dunque indietro sarà MENO 1 ; AVANTI sarà PIù 1

SOPRA sarà MENO 10

SOTTO sarà PIù 10

Utilizzo

Durante i compiti e gli esercizi l’alunno potrà eseguire i conteggi con questo cartoncino, sarà cura del docente dettare esercizi in cui il soggetto potrà fare conti come +1; -1; +10; -10.

Nella foto esempio potrebbe fare

54 + 1;

54 -1;

54-10;

54+10

Spero che vi sia utile. Altre strategie li trovi sulle nostre pagine FACEBOOK e TWITTER

Oppure scopri il Manuale di Autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA che ho scritto per voi “Nostro figlio è dislessico”, eccolo QUI

Screening DSA: ecco un progetto in 4 Fasi

Progetto Screening DSA

Problema: Sono ancora molti i bambini, bambine e studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, che pur faticando negli apprendimenti scolastici, non vengono segnalati come oggetto di attenzione. Così facendo si rischiano non solo i classici abbandoni scolastici ma anche un eventuale sviluppo di problematiche a carattere emotivo.

Obiettivo: identificazione precoce delle difficoltà e disturbi specifici di apprendimento nelle classi 3-4-5 della scuola primaria.

Le Fasi

Raccolta dati

 1- > Colloqui con insegnanti + Test collettivi (1° screening di 1° livello, su tutti i soggetti)

2- > Test individuali (2° livello di screening, solo su soggetti segnalati in precedenza)

Attività di recupero mirato

3- > Potenziamento abilità di lettura nei casi segnalati al 2° livello di screening

Segnalazione definitiva

4- > Si considera 3° livello di screening tutti qui soggetti che non hanno avuto un significativo miglioramento dalle attività di recupero.

Questi soggetti andranno segnalati come oggetto di attenzione specialistica, così come indicato dal comma 2, art.3 legge 170/10, il quale indica che: “Per gli studenti che, nonostante adeguate attività di recupero didattico mirato, presentano persistenti difficoltà, la scuola trasmette apposita comunicazione alla famiglia”.

Strumenti possibili

BVN 5-11 (consigliata nel rapporto prezzo qualità).

SPEED

PR-CR 2

Attenzione: si sconsiglia altamente l’uso delle prove MT.  Queste in quanto fondamentali in fase diagnostica ( sostituibili per lo screening con Le prove di valutazione della lettura sono state sviluppate nell’ambito dell’attività di ricerca dell’unità di Neuropsicologia dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma , qui:http://www.hsantalucia.it/modules.php?name=content&pa=showpage&pid=1032

Importante: NON somministrate le prove di Lettura di Parole e Non-parole della DDE-2 nello screening! Sono prove essenziali ai fini diagnostici e NON di screening.

Per approfondire gli strumenti di potenziamento puoi consultare il libro “Nostro figlio è dislessico”  da pagina 125 a pag. 142, QUI

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“Nostro figlio è dislessico” video con Gianluca Lo Presti


“Nostro figlio è dislessico” è un libro di Gianluca Lo Presti.
Manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA
Ecco dove trovare il testo Scheda Libro “Nostro figlio è dislessico”, Ed. Erickson

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Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale.
Pensato per le famiglie, il volume può fornire anche a psicologi e docenti indicazioni operative e un ampio panorama di strumenti didattici e interventi di recupero, grazie soprattutto a un linguaggio chiaro e ai numerosi suggerimenti pratici e consigli di esperti.

INDICE

Presentazione (Claudio Vio)
Introduzione

PRIMA PARTE – Capire e affrontare i Disturbi Specifici di Apprendimento
– Le difficoltà di apprendimento che un bambino incontra a scuola
– Disturbi Specifici di Apprendimento: domande & risposte
– Tutto sulla diagnosi di DSA
– Dopo la diagnosi di DSA

SECONDA PARTE – Aiutare uno studente con DSA nell’apprendimento scolastico
Pianificazione delle attività di studio e tecniche motivazionali
– Strategie di studio per i DSA
– Potenziare le abilità di apprendimento
– Attività dispensative e strumenti compensativi
– Autonomia di studio nei DSA
– Le 3 cose da ricordare dopo aver letto questo libro

Bibliografia
Appendici

Scopri l’anteprima -> PDF con 18 pagine del testo 


Per ordinare il libro “Nostro figlio è dislessico” chiama il Numero verde delle Edizioni Erickson (solo per ordini) al 800 844 052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12.

Diagnosi DSA: criteri inclusione/esclusione dei Disturbi Specifici Apprendimento

Prima di una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento è bene verificare i criteri di Inclusione ed Esclusione di DSA. Senza questa prassi non si può fare diagnosi di DSA.
In questo video vediamo quali sono, e per farlo ci siamo avvalsi dei seguenti testo fondamentali per la Diagnosi dei DSA in Italia secondo i documenti nazionali e la normativa vigente:
– Diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento Scolastico –
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=37394

– Diagnosi dei Disturbi Evolutivi –
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=40637

GUARDA IL VIDEO

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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Video: Come migliorare l’attenzione nei bambini

Ecco materiali e schede da utilizzare per potenziare l’attenzione di un bambino, utilizzabile sia singolarmente che nel gruppo classe, tutto raccolto nel video.

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Come fare la richiesta di PDP a scuola (modello gratuito da scaricare)

Quando si ha in mano una Diagnosi di DSA, al fine di ottenere il PDP Piano Didattico Personalizzato, così come previsto dalla normativa sui DSA, può essere utile presentare una richiesta di PDP presso la segreteria della scuola.

Ecco come fare:

richiesta pdp piano didattico personalizzato 1 – Scarica il modello da noi elaborato, qui (PDF).

2- Compila il modulo in tutte le sue parti

3- Presenta il modulo in segreteria, allegando la Diagnosi di DSA di tuo figlio/figlia

4- Segnati il n° di protocollo e la data di presentazione della richiesta


Da leggere con attenzione

  • Se la tua regione non ha una legislazione specifica, allora il PDP va compilato dagli insegnanti anche se presenti la diagnosi di uno specialista privato come previsto dal MIUR:

“Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010(nota n8 del 6/3/2013).

  • Il PDP deve essere compilato entro 3 mesi dalla richiesta, leggi qui.
  • Evita di firmare PDP che prevedono crocette da spuntare, il PDP è un Piano Didattico Personalizzato e NON una check list. Le caselle da spuntare non sono una “personalizzazione”. Infatti i MIUR ha predisposto dei modelli di PDP, noi li consigliamo, ecco dove scaricarli, vai qui.
  • Ricordiamo che la segreteria della scuola, come ente pubblico, è obbligata a protocollare ogni documento presentato in segreteria, come questo documento, al fine di non incorrere nel reato di “omissione d’atti d’ufficio” art. 358 C.P. Penale.
  • Se vuoi scoprire come compilare il PDP in 5 passi, leggi qui.

Commenta, condividi e leggi gli altri aiuti.

Software compensativi: VideoTutorial CMap

Se sei alla ricerca di capire come utilizzare le mappe concettuali tramite software compensativi di certo conoscerai il programma gratuito per realizzare le mappe concettuali chiamato CMap (scarica qui, colonna a destra) il quale è molto utilizzato come software compensativo nella Dislessia e nei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Ecco una guida passo dopo passo su come utilizzare in modo semplice ed immediato CMaps.

 

Come preparare il PDP in 5 passi

Se sei un GENITORE ed hai un problema con il PDP a scuola, potresti essere in una delle seguenti condizioni:
A) Il PDP non sai che cosa sia;
B) Il PDP a scuola non lo hanno compilato, e rimandano da giorni settimane mesi..
C) Il PDP, una volta compilato è solo teorico, ovvero, scritto ma non applicato a scuola;
D) Il PDP è stato compialato, funziona e tutti lo rispettano.
Se la tua condizione è la A) (cos’è PDP?) il PDP (ovvero Piano Didattico Personalizzato), in breve, il PDP è un documento previsto dal MIUR secondo il DM 5669 del 12/7/2011 in cui ci si accorda sulla didattica personalizzata da attuare a scuola, ovvero da quali attività è necessario dispensative e quali strumenti compensativi il ragazzino può utilizzare sia durante la lezione che durante le prove di valutazione. Dunque questo post, è per te, leggilo bene, ed invialo a chi conosci.
Se la tua condizione è la B) (PDP non compilato) puoi consigliare questo post ai docenti della tua scuola ed aiutarli ad applicare ciò che è previsto non solo per legge ma anche per il migliore apprendimento di tuo figlio.
Se la tua condizione è la C) (PDP solo sulla carta) allora il PDP va riformulato in maniera più chiara, ed in questo post vederemo come fare. Fai attenzione: evita PDP che NON siano del MIUR.

Modelli PDP del MIUR, QUI

Se la tua condizione è la D) (tutto ok per ora..) allora al momento va tutto bene, ma leggi con attenzione questo post per evitare in futuro pericoli o problemi futuri.
Se sei un INSEGNANTE e devi compilare il PDP qui troverai 5 semplici passi per compilarlo efficacemente. Ricorda sempre però: evita PDP che NON siano del MIUR. Da insegnante sei la massima carica che rappresenta il MIUR in questa situazione, quindi con Dislessia e DSA, in alcuni casi anche con ADHD. Ti consigliamo di partire dalla bozza del PDP del tuo Ministero. Sotto trovi il PDP UFFICIALE del MIUR.
Se sei un ESPERTO in Dislessia, DSA, ADHD qui trovi il modo con cui compilare il PDP in collaborazione con la scuola.
Premessa per tutti: per iniziare a prendere affidabilità con il PDP USA il PDP INDICATO dal MIUR, su cui applicare i seguenti passi.

PDP del MIUR, scaricalo QUI.

Ed è proprio sul PDP del MIUR che si fondano questi nostri 5 passi.
Perchè consigliamo il PDP del MIUR?
– Perchè sia le scuole pubbliche che le scuole paritarie dipendono dal MIUR, il quale ha predisposto, a nostro avviso, un ottimo documento.
– Perchè NON è un PDP con caselline da spulciare in cui poi, nessuno ci capisce niente, così eviteremo di fare un documento che poi nesssuno utilizza.
– Perchè ci si può e ci deve mettere in campo la massima competenza nella didattica indivdualizzata: è un PDP il quale si compila in meno di 1 ora.
La cosa più imporante? Ve la dico alla fine dei nostri 5 passi.
– I 5 PASSI PER PREPARARE IL PDP –
 1. Dati generali
PDP1
Qui è necessario inserire i dati anagrafici del ragazzino.
Spieghiamo alcune voci:
– Interventi pregressi: indicare se e da chi è stato seguito, se in attività scolastiche (progetti o altro, come previsto dall’Art3, comma 3 legge 170/10) o extrascolastiche.
– Scolarizzazione pregressa: indicare se vi sono indicazioni imporanti come eventuali bocciature, materie in cui è stata chiesta la riparazione a settembre, o altro di rilevanza.
– Rapporti scuola-famiglia: indicare se e quando la scuola ha avvisato la famiglia di difficoltà a scuola (vedi Art3, comma 2, legge 170/10); quando la famiglia ha protocollato la diagnosi; eventuali altre comunicazioni ufficiali.
2. Funzionamento delle abilità di lettura, scrittura e calcolo
PDP2
In “Elementi desunti dalla diagnosi”  indichiamo i parametri tecnici richiesti.
Cosa fare se nella diagnosi questi parametri non sono inseriti?
Premesso che, una diagnosi per DSA per essere tale è necessario che la stessa diagnosi sia conforme alla Consesuns Conferenze sui DSA dell’istituto Superiore di Sanità ISS-2011 e Conferenza Stato-Regioni sui DSA del 24/7/2012.
Sono proprio tutti questi documenti che indicano nel dettaglio che vanno inseriti sia questi parametri che le modalità di aiuto e intervento, altrimenti non è una diagnosi in “regola” per DSA.
Dunque, torniamo da chi ha compilato la diagnosi e chiediamo di inserire quanto richiesto (magari portiamo con noi copia del PDP in bianco).
Non sarà una cosa difficile visto che noi Specialisti inseriamo ognuna di queste voci: dati tecnici e modalità di aiuto a casa giorno per giorno, e a scuola materia per materia.
In “Elementi desunti dall’osservazione in classe”  tocca al docente.
Consiglio di non mettere termini difficili e/o ricercati, mettete ciò che osservate: da tecnico vi assicuro che l’osservazione del singolo docente è un tipo di informazione preziosissima.
Se osservate che il bambino legge lentamente, non mettete frasi come “Le sue abilità di lettura appaiono inferiori rispetto allo sviluppo cronologico…….etc”: no.
Mettete semplicemente e chiaramente: “La sua lettura appare più lenta e scorretta rispetto ai suoi compagni di classe”. E’ di questo che abbiamo di bisogno, di un linguaggio semplice ma efficiente.
3. Didattica Personalizzata
PDP3

In  Strategie metodologiche e didattiche, 

  • Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce
  • Utilizzare schemi e mappe concettuali
  • Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini)
  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline
  • Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”
  • Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali
  • Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale
  • Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e l’autovalutazione dei propri processi di apprendimento
  • Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari
  • Promuovere l’apprendimento collaborativo

In Misure dispensative

All’alunno con DSA è garantito l’essere dispensato da alcune prestazioni non essenziali ai fini dei concetti da apprendere. Esse possono essere, a seconda della disciplina e del caso:

  • la lettura ad alta voce
  • la scrittura sotto dettatura
  • prendere appunti
  • copiare dalla lavagna
  • il rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti
  • la quantità eccessiva dei compiti a casa
  • l’effettuazione di più prove valutative in tempi ravvicinati
  • lo studio mnemonico di formule, tabelle, definizioni
  • sostituzione della scrittura con linguaggio verbale e/o iconografico

 In Strumenti compensativi

Altresì l’alunno con DSA può usufruire di strumenti compensativi che gli consentono di compensare le carenze funzionali determinate dal disturbo. Aiutandolo nella parte automatica della consegna, permettono all’alunno di concentrarsi sui compiti cognitivi oltre che avere importanti ripercussioni sulla velocità e sulla correttezza. A seconda della disciplina e del caso, possono essere:

  • formulari, sintesi, schemi, mappe concettuali delle unità di apprendimento
  • tabella delle misure e delle formule geometriche
  • computer con programma di videoscrittura, correttore ortografico; stampante e scanner
  • calcolatrice o computer con foglio di calcolo e stampante
  • registratore e risorse audio (sintesi vocale, audiolibri, libri digitali)
  • software didattici specifici
  • Computer con sintesi vocale
  • vocabolario multimediale

 In Strategie e Strumenti utilizzati dall’alunno nello studio

  • strategie utilizzate (sottolinea, identifica parole–chiave, costruisce schemi, tabelle o diagrammi)
  • modalità di affrontare il testo scritto (computer, schemi, correttore ortografico)
  • modalità di svolgimento del compito assegnato (è autonomo, necessita di azioni di supporto)
  • riscrittura di testi con modalità grafica diversa
  • usa strategie per ricordare (uso immagini, colori, riquadrature)

Strumenti:

  • strumenti informatici (libro digitale, programmi per realizzare grafici)
  • fotocopie adattate
  • utilizzo del PC per scrivere
  • registrazioni
  • testi con immagini
  • software didattici
  1. Valutazione 
PDP4
Per valutazione si intende TUTTA la valtazione, non solo a fine anno ma anche per le amatissime prove INVALSI.
Qui inseriamo quanto già indicato in precedenza, solo che cambia il formato e l’applicazione, ovvero, durante le prove di valutazione itermedie ed esami finali.
Come vi accennavo in precedenza: qual’è dunque la cosa più imporante??
La cosa più importante è la Concretezza!
Non basta una diagnosi con una frase standard come “Disturbo Specifico dell’Apprendimento” per attivare un percorso reale e fattivo di aiuto. Al di la che questa non è neppure una diagnosi (ne parlavo proprio qui -diagnosi specialistica ed intervento specifico-)
Non basta neppure che un PDP sia compilato per essere applicato, perchè:
a) Il PDP del MIUR, lo troviamo più agevole;
b) deve essere scritto con la consapevolezza di che cosa sia un DSA o ADHD, etc (difatti, il primo problema, spesso, è informare di che cosa sia realmente un DSA, o ADHD, etc..)
c) deve basarsi su una diagnosi realmente specialistica;
Dunque, la cosa più importante è, il nostro ultimo punto:
5. APPLICHIAMO IL PDP IN CLASSE!
La segnalzione da parte della scuola, la diagnosi specialistica, l’applicazione di tutta la normativa Leg.170/10, DM 5669…(che non sto qui a ripetere e citare) hanno un senso solo se alla fine avviene la reale applicazione in classe del PDP!
Grazie a tutti per seguirci sempre con tanto affetto e dedizione, siamo noi i vostri più grandi Fan.
Con un cordiale saluto
Gianluca Lo Presti

Modulo richiesta PDP, scaricalo QUI.

DSA: strategie pratiche a cura di Gianluca Lo Presti

Disturbi Specifici dell’Apprendimento: intervista a Gianluca Lo Presti sulle strategie pratiche che può seguire un genitore dall’identificazione precoce, passando per la documentazione necessaria sino all’aiuto a casa e a scuola.

In particolare si parla di:
1:05 Quali sono i segnali per poter meglio riconoscere i Disturbi Specifici di Apprendimento?
4:21 Dopo della diagnosi, come si aiuta un bambino con DSA?
7:13 Come funziona il Piano Didattico Personalizzato.
8:31 A che età diagnostichiamo un DSA?
9:24 I 5 passi di un metodo di studio per genitori con figli con Dislessia.
11:55 “Prendere un buon voto”.
13:25 Andare oltre i punteggi dei Test.
14:32 Attività pomeridiane: andare al di la dello studio.
16:13 Disortografia: strumento di potenziamento, tempi e modalità.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

5 passi metodo di studio per genitori con figli con Dislessia

Ecco un metodo con cui far apprendere il contenuto di un testo ad un bambino dislessico in modo efficace, prova a seguire questi 5 punti

Come sappiamo, ladislessiaè una difficoltà relativa all’acquisizione di determinate fasi di lettura. Quando il bambino dislessico legge, spesso lo fa in modo sillabico e/o scorretto. Questo tipo di lettura lenta e scorretta è la conseguenza delle difficoltà che possono derivare della memoria fonologica o memoria lessicale, ciò che ne consegue è che specifiche parole-chiave non riescono ad essere memorizzate con semplicità. Essendo però bambini con una intelligenza dalla norma in sù e pur comprendendone in certi casi il contenuto, essi mostrano difficoltà a mantenere determinate parole-chiave in memoria. Sono però proprio queste ultime parole-chiave che servono al bambino per agganciarsi al testo così da poterlo ripetere. Quando nella dislessia non vi è un buon metodo di studio, quello che può succedere è che il bambino durante la ripetizione rischia di fare giri pindarici di parole, senza centrare il punto o senza seguire un discorso consequenziale, oppure, in casi di ansia e preoccupazione, si blocca completamente. Molti si domanderanno: “ma come farà ad imparare a leggere se non si allena?”, rispondendo in modo breve, ricordiamo che, pur essendo la lettura lo strumento cardine per l’acquisizione dei contenuti, essa non è l’unica via per l’apprendimento del significato di un testo. L’obiettivo relativo al miglioramento della lettura si può provare a raggiungere tramite le attività di potenziamento. Attività la quale è sempre bene provare a migliorare per rendere più autonomi gli studenti con dislessia, ma è anche bene tenere presente che il nostro obiettivo finale non è saper leggere velocemente, ma, al di la della velocità di lettura, è saper acquisire i contenuti scolastici. Quello che qui proponiamo è un metodo con cui far apprendere il contenuto di un testo ad un bambino dislessico in modo alternativo ma altrettanto efficace seguendo i 5 passi qui indicati.

1- Leggere il contenuto del testo al bambino per una o due volte Obiettivo: comprensione del contenuto del testo. Strumento: lettura dell’adulto o uso sintesi vocale. In questa prima fase, ciò che è necessario, è la comprensione dei contenuti. La lettura d’altronde è solo uno dei tanti canali che noi abbiamo a disposizione per acquisire un tipo di contenuto. Possiamo anche comprendere un testo ascoltandolo, vendendo delle immagini, attraverso un video o con spiegazioni guidate. In questa fase sarà necessario sostituirsi al bambino dislessico nella lettura del testo affinché lui possa impiegare tutte le sue energie nell’ascolto, e dunque nella comprensione.

2- Chiedere un breve riassunto orale di ciò che si è ascoltato Obiettivi: a) assicurarsi che abbia un’idea anche generale di ciò che ha ascoltato; b) richiamare le conoscenze che il bambino già possiede in merito a questo argomento. c) segnare nel testo o su un foglio le parole/frasi con cui il bambino ha riassunto il testo. Potremmo usare domande come “Proviamo a riassumere in breve: Di cosa parla questo testo? Che cosa hai capito di ciò che ho letto?”, alle quali potremmo anche aggiungere la consegna: “Ricorda, dell’argomento letto mi basta anche piccole brevi frasi”. Nei bambini più piccoli o con maggiori difficoltà bastano anche poche parole. Infatti, è sufficiente che in un primo momento le risposte siano di 2-3 frasi in riferimento al testo appena letto. Appare essere molto utile domandare al bambino se possiede conoscenze pregresse relative all’argomento trattato, chiedendo ad esempio: “quello che abbiamo appena letto, ti ricorda qualcosa che già conosci?”. La tecnica di ancorare qualcosa di nuovo con una conoscenza già acquisita risulta molto utile sia alla comprensione che alla memorizzazione. E’ molto importante segnare sul testo o su un foglio le parole o le frasi che il soggetto ha utilizzato per fare il suo riassunto. Infatti sono proprio le parole che di fatto il bambino ha utilizzato per comprendere quel brano che saranno da noi utilizzate per costruire in modo personalizzato la mappa concettuale.

3- Realizzare una mappa concettuale insieme al bambino Obiettivo: rappresentazione schematica delle conoscenze studiate Strumento: mappa concettuale (su carta o su computer) con immagini e/o specifiche parole-chiave. Nella dislessia appare necessario trasformare graficamente, tramite mappa concettuale, il riassunto del testo da studiare. Per fare ciò useremo proprio le parole/frasi con cui il bambino ha riassunto il brano ascoltato. Queste potranno essere inserite come parole o come immagini. Ricordiamo infatti, che lo studio tramite l’uso delle immagini è il canale preferenziale dei soggetti con dislessia. Chi realizza la mappa concettuale? Dipende dall’età e dall’autonomia. È normale che bambini di scuola primaria necessitino di un evidente guida giornaliera nella realizzazione degli schemi. Appare evidente che più pratica di faccia nel corso degli anni con la realizzazione delle mappe e più probabile potrà essere uno studio autonomo dello studente.

4- Leggere ancora una volta il testo mentre il bambino segue la lettura sulla mappa concettuale Obiettivo: prendere confidenza con la mappa concettuale ed ampliare le conoscenze rispetto al tema trattato. Strumento: lettura dell’adulto o uso sintesi vocale. Mentre il genitore legge, il bambino ha la possibilità di seguire il discorso sulla mappa concettuale da lui realizzata. Questa attività permette al bambino non solo di ampliare ancora di più l’argomento da studiare ma anche di prendere ancor più dimestichezza con la mappa concettuale. E’ molto importante che il soggetto possa avere anche in questa fase la possibilità di modificare in corso d’opera il proprio lavoro.

5- Ripetizione da parte del bambino del testo studiato tramite mappa concettuale Obiettivo: esposizione di quanto studiato. Strumento: mappa concettuale in versione finale L’ultima fase è quella relativa all’esposizione. La mappa concettuale, stampata in cartaceo oppure disponibile in digitale su computer portatile o tablet, viene portata a scuola ed utilizzata durante le interrogazioni. Come tutti gli strumenti compensativi, la mappa concettuale durante l’interrogazione non è un aiuto, ma questa rappresenta semplicemente uno strumento che mette alla pari gli studenti con dislessia con i propri compagni di classe. D’altronde, anche se si ha di fronte una mappa concettuale, quanto un determinato argomento non lo si conosce, non è di certo uno schema con parole e disegni a fare la differenza. Ma se un bambino con dislessia ha l’opportunità (oltre che essere un suo diritto) di essere interrogato tramite mappa concettuale, allora ha la possibilità di esporre al meglio tutto il suo potenziale.

Gianluca Lo Presti

Che metodo di studio utilizzi con tuo figlio? Cosa credi che sia meglio quando devi far studiare storia e geografia? Hai trovato utili questi consigli? Lascia un commento, condividi e leggi le altre guide.


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
 

 
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