Cosa dire al bambino con Dislessia?

Semplicemente la verità: l’importante è che la si dica in modo semplice.

Una buona strategia è quella di far leva sulle caratteristiche positive e negative di ognuno.

«Ogni bambino è bravo in qualcosa, tu sei molto bravo a giocare a calcio, ballare, smontare gli oggetti, conoscere tutti i nomi di… (ecc.); molti tuoi compagni di scuola tutto questo non sanno gl story 3farlo. Nonostante ciò, come ti rendi conto anche tu, hai delle difficoltà quando leggi/scrivi/fai i calcoli. Ecco, questa tua fatica si chiama dislessia (o qualsiasi altro DSA). Ovvero, hai una buona intelligenza come e più degli altri. Nonostante ciò, sono però molte le persone che, malgrado a scuola abbiano avuto molte difficoltà come te adesso, nella vita sono riuscite a dare il meglio di sé. La dislessia, infatti, è molto comune: anche molti altri tuoi compagni potrebbero essere dislessici ma non saperlo.»

Tratto da “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi QUI.

 

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5 Punti di forza cardinale nella Dislessia

Tra rimproveri, difficoltà e compiti mal eseguiti, appare necessario andare a scovare le qualità di uno studente con Dislessia, e questo lo si può fare solo in due modi:

a) Dopo una buona valutazione diagnostica, la quale non si limiti a dei semplici “test” (ne abbiamo parlato qui), ma che indichi nel dettaglio cosa ha il soggetto e come poterlo aiutare;

b) Osservare lo studente nello studio ed incentivare ciò in cui va già bene, in quanto molto spesso si mettono in atto strategie naturali al fine di aggirare le difficoltà.

Secondo la nostra esperienza, come séguito all’articolo “Abilità sviluppate grazie alla dislessia“, ecco cinque importanti punti di forza nella Dislessia:

1 – Abilità visive.

Sfruttate le mappe concettuali. Queste permettono l’apprendimento di un contenuto attraverso il canale visivo. Ricordiamo che le stesse possono essere usate durante le interrogazioni come previsto dal PDP e normativa vigente per DSA. Ma ciò con cui riusciamo ancor meglio a far emergere le abilità visive dello studente con dislessia, è di certo attraverso l’uso dei video per l’apprendimento. Dunque, impariamo ad usare siti come OVO, Rai Cultura e Rai Scuola dove troviamo video didattici per tutte le classi.

2- Concentrazione sui contenuti degli argomenti.

Una delle tecniche più efficaci (e nonché la più discussa e controversa) è quella della lettura del testo da parte dell’insegnante, del genitore o sintesi vocale. I normolettori leggono e comprendono, e dunque non posso spendere le proprie risorse cognitive interamente nella comprensione, ma parte di esse, devono essere dedicate alla lettura di decodifica. Nella dislessia ciò può non avvenire, dunque lo studente dislessico ha la possibilità di immergersi completamente nel contenuto di ciò che viene letto o spiegato. Vi è anche la situazione in cui bisogna prendere appunti durante la spiegazione. Succede la stessa cosa: mentre gli altri devono prendere appunti (transcodifica ortografica) ed in più anche comprendere, il soggetto con dislessia può concentrarsi interamente sui contenuti illustrati. Ciò a patto che il docente (come spesso previsto nei PDP), fornisca poi delle risorse audio o cartacee ridotte (come delle mappe) della spiegazione effettuata.

3- Conoscenza degli strumenti compensativi informatici.

Lo studente dislessico, spesso a sue spese di tempo e fatica, ai fini di una propria autonomia allo studio, è necessario che apprenda alla perfezione software e strumenti informatici (come sintesi vocali e mappe concettuali, qui una nostra risorsa gratuita). Le mappe concettuali, scrivere veloci con il computer, fare sintesi delle lezioni ascoltate, e tanto altro, è l’ordinaria amministrazione per gli studenti eccellenti delle Università. Infatti, accade proprio all’Università che ciò per tutti sarà nuovo ma necessario, per gli studenti con Dislessia sarà già conosciuto ed automatico. Insomma, uno studente con dislessia all’Università ha la possibilità di essere un passo avanti.

4- Uso di strategie alternative, utili per tutta la classe.

Qui vi è un esempio con il contafacile per la Discalculia, qui un altro esempio con la “Strategia della cardinalità”. Sono solo alcuni dei tanti esempio di come strumenti e strategie utilizzate per i Distrubi Specifici di Apprendimento risultato efficaci, utili e funzionali per tutti gli alunni della classe.

5- Motivazione alla riuscita.

Su Autostima e Dislessia ne parleremo sempre di più in futuro (qui alcuni articoli), quello che vorremmo però sottolineare è che comunque sia la Dislessia che i DSA rappresentano delle reali difficoltà nelle attività scolastiche e quotidiane. Dunque, se da un lato abbiamo il rischio reale di avere delle cadute nella stima di sè, dall’altro abbiamo la possibilità che ogni individuo che supera una sua difficoltà ottiene un grande risultato, ovverosia il premio di essere maggiormente resiliente alle difficoltà della vita.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Abilità sviluppate grazie alla Dislessia

Una migliore visione periferica e la capacità di dare un senso a enormi quantità di dati visivi: sono solo alcune delle abilità che possono essere sviluppate con la Dislessia.

Le difficoltà legate alla Dislessia ed ai Disturbi Specifici di Apprendimento sono sotto i nostri occhi ogni giorno. Dalle difficoltà di decodifica della lettura, ortografia, grafia e calcolo, sino ad arrivare agli aspetti emotivi, come la scarsa Autostima, ansia ed altri aspetti emotivi.

Nonostante ciò, alcune ricerche, mostrano delle osservazioni rilevanti e positive, vediamone alcune.

Migliore visione periferica. Anche se i ragazzi con Dislessia sono meno bravi nei dettagli (come l‘inversione delle lettere), ma più acuti nel percepire ciò che accade tutto intorno al proprio campo visivo, dunque cogliere più rapidamente uno schema nel suo insieme.

Escher-Relativity
Le scale impossibili di Escher (Fig. 1).

Nella Figura 1 troviamo “Le scale impossibili di Escher”, tramite le quali, la Psicologa Catya von Càrolyi, in una sua ricerca indica come i soggetti con Dislessia siano più  veloci degli altri ad identificare quali scale siano “possibili” e quali invece “impossibili”. I lettori tipici, invece, hanno bisogno di un terzo del tempo in più.

Gli studi di Schneps (pubblicate su Bulletin of the American Astronomical Society), indicano che gli astrofisici con Dislessia hanno alle volte superato i colleghi nell’individuazione degli schemi che indicano i buchi neri.

Ancora ricerche di Schneps hanno indicano come, mostrando delle immagini sfocate, gli studenti con dislessia siano più bravi a coglierne le informazioni contenute meglio dei normolettori.

Altri punti di forza sono la capacità di memorizzare per immagini; fare collegamenti non convenzionali; creatività e produzione di nuove idee.

Il cosiddetto “genio creativo” dei bambini con Dislessia lo trovate anche in uno dei 7 buoni libri sulla Dislessia.

Tali ricerche, insieme alla nostra esperienza, ci permettono di capire come dunque sfruttare questi punti di forza. Continua a leggere I 5 Punti di forza cardinale nella Dislessia.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Bibliografia consultata.

Annie Murphy Paul, (2012) “Il lato buono della dislessia”. Internazionale 936. 17 febbraio 2012. Pg. 94.

La cosa più importante nei DSA

Per chi ci segue parliamo delle guide più importanti da conoscere se si ha un figlio/alunno con #Dislessia e #DSA. Passando dai test al potenziamento e per DSA, sino al modo di approcciarsi per sostenere la motivazione e l’autostima.

Per chi ci seguirà, non ci fermiamo qui. Nuove Guide e Aiuti per DSA ogni mese sul nostro sito web (Se vuoi, iscrivi alla newsletter, qui: http://gianlopresti.voxmail.it/user/register )

gl story 9Ora vorrei dirvi la cosa alla quale teniamo di più.
E’ importante ma non indispensabile che il bambino venga valutato da uno o 10 specialisti, e neppure che gli si facciamo uno o 10 test.
Come compilare una o 10 pagine di PDP. O fare uno o 10 incontri a settimana. E neppure organizzare o partecipare a uno o 10 corsi o convegni.
L’importante è far questo affinché il bambino migliori.
Fare test al di là del punteggio per capire la sua reale difficoltà, comprendere “chi è” lui. Stilare PDP che poi alla fine vengano sul serio rispettati da tutti i docenti di tutte le materie in tutte le fasi scolastiche; organizzare corsi che diano veramente strumenti che aiutino gli studenti e gli insegnanti.

→ INSEGNAMENTO ««Normative, test, corsi, convegni e documenti.
L’importante è che il bambino migliori.
Ecco, cosa conta di più»».

(Se utile, ricordati di condividere).
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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia: stiamo davvero facendo tutto il possibile? 3 cose da fare

Sono ormai molti gli studi che mostrano le evidenze scientifiche del potenziamento delle abilità di lettura, dunque con un incremento della velocità di lettura nei soggetti dislessici.
Ovviamente non si punta alla normalizzazione della velocità (vi è sempre presente un disturbo a carattere neurobiologico di fondo), quanto piuttosto ad acquisire una migliore abilità di lettura cercando di diminuire il più possibile il «gap» di distanza con gli altri normolettori.
Ripeto, non è importante puntare ad una impossibile normalizzazione di velocità di lettura, quanto piuttosto ad un miglioramento nello stesso soggetto.

Ciò è possibile seguendo queste indicazioni:

A- Valutare il livello.
_Purtroppo osservo con rarità valutazioni che indichino il livello effettivo del soggetto con#Dislessia. Come nella foto, vi sono 4 livelli (secondo l’accreditato Modello di sviluppo delle abilità di lettura, di Uta Frith), ovvero:
1- Consapevolezza fonologica;
2- Discriminazione visiva;
3- Abilità Fonologiche;
4- Abilità Lessicali.

B- Intervenire solo e solamente sul livello specifico del soggetto.
_Se non si sviluppa il livello “1”, sarà difficile accede al livello “2”.
E così via. Se il bambino si trova, ad esempio, ad un livello “2”, sarà qui necessario intervenire. Dunque, se dopo la valutazione, la sua difficoltà sarà concentrata nella Discriminazione visiva, la quale consiste nella difficoltà di distinguere lettere simili tra di loro dal punto di vista visivo, pur vedendoci benissimo, così da avere le classiche difficoltà come inversioni di lettere simili come B con la D, C o G, etc (qui un video in cui spiego cosa fare con queste specifiche difficoltà: https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti/videos/vl.152245498523837/600969233402630/ )

C- Lavorare con costanza ogni giorno, anche per 20 minuti, prima dei compiti per casa ed una volta a settimana per 60 minuti.

Siamo proprio sicuri che stiamo lavorando sul livello giusto? Che ci abbiamo consigliato cosa fare? E come fare, per far migliorare il bambino con dislessia?

gl story 6→ INSEGNAMENTO ««Il potenziamento delle abilità, anche se scarsamente utilizzato, risulta essere molto efficace.
Per attuarlo servono 3 passi:
A- Valutazione che indichi il tipo di Dislessia (vedi foto);
B- Materiale che lavori solo ed esclusivamente su quello specifico livello (non utilizzare materiale generico, uguale per tutti, non sperimentato, o che non abbia un chiaro modello scientifico di fondo);
C- Lavorare con costanza (non basta una volta a settimana, anche se con poco impegno ma è importante lavorare anche a casa)»».

Bibliografia citata.
Frith, U. (1985) Beneath the surface of developmental dyslexia. In K. E. Patterson, J. C. Marshall & M

(Se utile, ricordati di condividere).
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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia e DSA: Test Test Test

Sono importantissimi, ma non sono tutto.
Sono indispensabili, ma non sono la precisione assoluta.
Sono indicativi, ma non ci diranno mai chi è un soggetto, chi è «il» bambino.

gl story 5Sono molti i Test utilizzati per diagnosticare e valutare un bambino con‪ #‎Dislessia‬ e ‪#‎DSA‬.

Ogni test, dopo un semplicissimo calcolo statistico, indica un punteggio.

— Velocità —
Se parliamo di “velocità” il valore normale è con Z=”0″, come -0,3 oppure +0,5.
Eccellente da +1 in su, come +1,3 a salire.
Deficitario se -1 come -1,2 a scendere.

Nel caso in cui trovassimo un punteggio Z da -2 in giù, come ad esempio, -2,5; -3,1; etc. allora con ragionevole certezza, siamo di fronte ad una forte difficoltà in ciò che quel test misura.

Se misurando la “velocità” di lettura, otteniamo Z=-2,1 allora quel bambino legge come il 2,5% dei bambini che hanno letto peggio quella prova, ed abbiamo una certezza superiore al 95% che sia così.

— Errori —
Se parliamo di errori, il valore in caso di esito con prova deficitaria è indicata con <5°, ovvero “inferiore al quinto percentile”.

Ciò significa che quel bambino va male come il 5% dei bambini che hanno ottenuto la prestazione peggiore in quella prova.

Anche in questo caso, abbiamo una certezza al 95% che il test sia corretto.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

— Conclusioni —
Sia che si tratti di velocità, sia che si tratti di errori, ogni Test ha quello che si definisce “ESM”, ovvero Errore Standard di Misura, dunque ogni test ha un margine controllato di errore, ma sempre di errore si tratta.
Come bypassare questo errore?
Investendo molte più risorse nell’intervista anamnestica, discutendo con la famiglia del bambino per il bambino, osservando i quaderni, chiedendo come studia il pomeriggio, quanto tempo, quali sono le sue difficoltà nella vita quotidiana. Cose che i test, non rilevano.

Se volete approfondire la valutazione ed i test per Dislessia e DSA (anche per ADHD ed altro) ho scritto questi libri per voi, qui: http://bit.ly/29UoTe3 .

→ INSEGNAMENTO ««Meno test e più ascolto. Dedicate molto più tempo a chiedere ai genitori i dettagliati indici di sviluppo; le fasi concernenti il parto, lo sviluppo linguistico e psicomotorio, e poi ancora il metodo di studio, le autonomia, la stanchezza, l’osservazione dei quaderni con i tipi di errori.
E, sopra ogni cosa, come il bambino -vive- la sua difficoltà»».

(Se utile, ricordati di condividere).
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Gianluca Lo Presti

Il Potenziamento nei DSA

Vedevo tutti intenti a prendere appunti, mentre mi trovavo a ‪#‎Genova‬, grazie a OSDislessia Genova Tigullio Onlus, a parlare di cosa «prova» un bambino con ‪#‎Dislessia‬ in classe, di quali strumenti compensativi usare in classe e che tipo di didattica per i Disturbi Specifici di Apprendimento.

gl story 1

Ciò mi ha onorato più del dovuto. Perché?
Semplicemente, perché racconto la mia esperienza fatta di aiuti ogni giorno, ogni giorno ed ancora, ogni giorno con bambini con Dislessia e ‪#‎DSA‬.

Mi vengono poste domande, e rispondo, rispondo su quali siano le migliori metodiche, a mio avviso, per potenziare le sue abilità.
Si, proprio “abilità”.
Si, proprio “potenziare”.

Perché?

Perché, tecnicamente, non abbiamo una lesione o perdita di abilità (motivo per cui è di certo poco consono nei DSA parlare di “riabilitazione”), quanto piuttosto abbiamo uno sviluppo “diverso” delle abilità di apprendimento, una “caratteristica” di apprendimento.

E, dunque, “potenziamento” di abilità, sia “carenti” che “eccellenti”.

Nella Dislessia potenziamo il margine che è possibile migliorare della loro lettura deficitaria (potenziamento di abilità carente), ma potenziamo anche ciò che hanno sviluppato grazie alla loro intelligenza, come la memoria visiva, le strategie di studio alternativo, o il canale uditivo (potenziamento di abilità eccellente).

Non ci interessa che leggano velocemente come gli altri, ci interessa fargli recuperare il massimo di abilità di lettura entro i 12 anni.
Con ciò potranno studiare meglio, faticare di meno, ed usare con più efficacia gli strumenti compensativi.

→ INSEGNAMENTO ««Potenziare le abilità di apprendimento nei DSA risulta essere prioritario rispetto ai compiti per casa, agli strumenti dispensativi e compensativi»».

(Se utile, ricordati di condividere).

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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Guide e aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

Dislessia: Il genitore abbandonato

Non ditemi che non vi è mai accaduto.
Chiedersi «Ma cosa succede?» quando vostro figlio non leggeva, non riusciva a scrivere o fare i calcoli come tutti gli altri.

Domandarsi «Ed ora cosa faccio?» dopo della diagnosi di #Dislessia o #DSA.

Li ho accolti nel mio studio, ricevuti alla fine di un convegno, parlato loro via mail e messaggi, e ciò che ho più osservato nel mio lavoro di esperto in diagnosi, valutazioni ed aiuti per Disturbi Specifici di Apprendimento, sono state le emozioni di ansia, timore, sfiducia ed insicurezza di centinaia di genitori che ho conosciuto fin ora.

Si è abbandonati. C’è poco da dire.
Abbandonati alla ricerca di un doposcuola, oppure di una figura specialistica (quale?), e ci si trova la notte a cercare su internet termini, materiali e consigli anche da parte di altri genitori.

gl story 3Per aiutarvi ho scritto un libro, non necessita né di pubblicità né di presentazione, «“Nostro figlio è dislessico” libro di G. Lo Presti» come manuale di aiuto aiuto per Disturbi Specifici di Apprendimento, è uno dei libri più acquistati da voi genitori Italia sui DSA, dunque sorvolo sul parlarne (in caso lo trovate qui: http://bit.ly/2a7fldK )

→ INSEGNAMENTO: ««Vostro figlio con DSA necessità di un modo diverso di apprendere.
Se non riesce con la lettura autonoma, sostituitela con l’ascolto del brano.
Se non riesce con la memoria dei termini, integrate con l’uso della mappa concettuale, sia nello studio che nella ripetizione.
Se non riesce in tutti i compiti per casa, puntate su quelli in cui ha più successo.
Sarà dura all’inizio, ma poco dopo sarete voi i migliori esperti nello studio di vostro figlio»».

(Se utile, ricordati di condividere).
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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti

29 regole grammaticali per DSA (e scuola primaria)

Le 29 #REGOLE di #GRAMMATICA più importanti di sempre, spiegate tramite #InfoGrafica per i nostri figli e studenti con #Dislessia e #DSA.

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Dislessia: sono più maschi o femmine?

Sauver ed al (2001) indicano sull’America Journal of Epidemiology la prevalenza dei soggetti con ‪#‎Dislessia‬ se sono più ‪#‎Maschi‬ o più ‪#‎Femmine‬. Rispondo in questo video.
Per tutti gli altri video, che sono usciti e che usciranno sui ‪#‎DSA‬ li trovi nella Pagina Ufficiale qui:
-> https://www.facebook.com/blog.gianluca.lopresti/videos
Clicca “Mi piace” e segue gli aiuti pratici e le notizie scientifiche nei‪#‎DisturbiSpecificiApprendimento‬

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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B o D? Come aiutare i bambini con Dislessia che confondono le lettere

Sono molti i bambini con Dislessia che invertono la B con P o la C con la G, e non solo.

Vediamo quali esercizi possiamo effettuare per aiutarli.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

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Libri Diagnosi e Aiuto per Dislessia e DSA


Per promuovere le conoscenze per migliorare le Diagnosi e l’Aiuto per Dislessia e DSA.

Qui trovate tutti i nostri libri per la diagnosi SPECIALISTICA di Disturbi Specifici di Apprendimento, ADHD, Disturbi Specifici del linguaggio, Autismo, Disturbo della Coordinazione Motoria.

E l’ormai famoso manuale di autoaiuto per Dislessia e DSA.

Eccoli.

Nostro figlio è dislessico

Nostro figlio è dislessico

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Diagnosi dei disturbi evolutivi

Modelli, criteri diagnostici e casi clinici – Aggiornato al DSM-5

Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento scolastico

Telefona per averli a casa tua:

Numero verde
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E se non fosse solo pigro e svogliato?

Solitamente, una delle prime cause che un genitore attribuisce a questa situazione è che al bambino «lo studio non interessa, ha la testa sempre su altro, non è maturo per studiare, pensa sempre e solo a giocare».

Nonostante gli insegnanti cerchino di stimolare l’attenzione degli allievi e le scuole si dotino sempre più di adeguati supporti didattici e multimediali, lo studio, nel suo complesso, non incontra l’interesse di tutti gli studenti.

Tutto ciò si complica nel caso di alunni con difficoltà nell’apprendimento scolastico, la cui fatica è oggettivamente maggiore rispetto a quella dei compagni di classe. Spesso però accade che insegnanti e genitori attribuiscano la causa di queste difficoltà a motivazioni quali, ad esempio, «non gli piace studiare e, quindi, non riesce nello studio». Rovesciando la prospettiva, il dubbio che dovremmo porci, invece, è: a) non gli piace studiare e dunque non riesce nello studio?; oppure b) visto che non riesce nello studio, non gli piace studiare?

Chiunque di noi, del resto, messo di fronte a delle prove in cui fallisce, spesso o ogni giorno, perderà con ogni probabilità interesse verso quelle stesse prove.

Prima di capire in quali modalità e con quali strumenti i genitori possono aiutare e sostenere nello studio i propri figli con DSA, si fornisce, alla fine del capitolo, un breve questionario (Scheda 1.1) per indagare le loro aspettative nei confronti del rendimento scolastico, dello svolgimento dei compiti e del futuro formativo dei loro ragazzi.

(Tratto dall’anteprima di “Nostro figlio è dislessico”).

Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

 

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Se tuo figlio ci vede bene ma legge male, tieni gli occhi aperti

Se man mano che la scuola procede, le difficoltà di vostro figlio non sembrano diminuire, ma, al contrario, aumentano nel corso degli anni (o dei mesi), le ipotesi da vagliare sono quelle legate sia all’acuità visiva che alla sensibilità uditiva. Infatti, non sono pochi i genitori che fanno eseguire ai figli dei controlli della vista o dell’udito per verificare se vi possano essere difficoltà sensoriali.

Nella maggior parte dei casi con ipotesi di DSA, però, questi esami danno esito negativo, e la conclusione a cui si dovrà pervenire è che, evidentemente, le difficoltà di apprendimento non sono attribuibili a tali cause.

(Tratto dall’anteprima di “Nostro figlio è dislessico”).

Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Nostro figlio è dislessico – Gianluca Lo Presti.


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Genitori: vi siete mai trovati in questa situazione?

Lasciate che vi racconti una storia.

In seconda elementare G. si era fatto ancor più nervoso e irritabile, a tratti pieno di rabbia e permaloso, mentre i rapporti con i compagni peggioravano. La differenza con il resto della classe si era fatta evidente. Anche a casa la situazione non era allegra: la sua resistenza si era fatta più forte e usava tattiche di tutti i tipi per evitare di fare i compiti. Lasciava libri e quaderni a scuola o tornava senza penne, senza colori, senza astuccio. Glieli ricompravo, e li perdeva di nuovo. Una vera disperazione. Ogni tanto svolazzava qualche quaderno o scappava qualche urlo, insieme alla pazienza. Mi sarebbe servita una «mamma di sostegno», o almeno qualcuno che mi spiegasse come aiutarlo. Ero sola e un po’ sconfortata. Il papà, un po’ perché allergico alle attività scolastiche, un po’ per la preoccupazione di rivedere come in un piccolo specchio il riflesso di personali sofferenze tra i banchi, si teneva fuori. Non riuscivo a capire cosa gli impedisse di imparare a leggere e a scrivere come gli altri, cosa lo portasse ad avere un rapporto così faticoso con la scuola.

Il racconto è di Anna Di Lauro (2012), una mamma con un figlio con DSA. Vi siete mai trovati in questa situazione?

Sappiate che non siete i soli, perché sono molte le storie simili a queste che ascolto ogni giorno quando ho di fronte un genitore che elenca tutte le difficoltà che incontra con il proprio figlio, anche solo dall’iniziare a fargli eseguire i compiti a casa, sino ai problemi nell’apprendimento della lettura, scrittura o calcolo. Da qui nascono molti dubbi e domande, come, ad esempio: Perché accade questo?, Cosa ha mio figlio?, Come posso aiutarlo?

 

Così, ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

(tratto dall’anteprima pubblica del testo, qui)


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Come legge un bambino con Dislessia

Molto spesso quando si cerca di spiegare che cos’è un disturbo specifico di apprendimento (DSA) si parte dal dire come legge un bambino con dislessia. Che sia tu un genitore, insegnante o un operatore specializzato in DSA ti trovi molti spesso a dover far capire la fatica che mette un bambino con dislessia nel leggere correttamente un testo. E’ anche ovvio che un testo che viene letto male si comprende ancora peggio (a meno che non venga letto da un lettore vocale o da un compagno, genitore o insegnante).

Se vuoi far provare il modo (ovviamente simulato, mai identico e solo ai fini di un “mi metto nei panni di..”) di come legge e commette errori un bambino con dislessia a qualcuno, allora inizia a provare prima tu e poi invia e diffondi questo post per far capire l’immensa fatica che un bambino con dislessia prova nel leggere un brano scolastico.

Forse uno dei modi migliori per capire realmente la difficoltà di un bambino con dislessia nella lettura è provare a leggere come lui stesso legge a scuola. Ogni giorno di fronte i suoi compagni di classe e la sua insegnante.

Ecco il testo, leggi qui:

C’evra unnna bolxta un drinxipec
chid amuavva unsa qrinxipexsa
ma ellda non coryspondevya il suok amroere. Allorsa 
lud affrerontè daiverxse sdfide pecr
attirzare las stua attienxzionne. Unx fiorno sfèidò unex grago myutolto cxasttivo.

Leggere questo testo non è facile. Un soggetto abituato a leggere bene, si accorge di:

– Leggere LENTAMENTE

– Commettere ERRORI di lettura (in questo caso spesso ci si auto corregge), però se si legge più velocemente questi errori aumentano.

In entrambi i casi lo sforzo impiegato nella letture impedisce, o quantomeno, limita la comprensione.
Se fosse stato un brano più lungo e complicato come quelli scolastici, tutti noi avremmo avuto delle difficoltà riguardanti: la VELOCITA’, la CORRETTEZZA, la COMPRENSIONE.

E se leggessimo questo testo a voce alta di fronte a tanti altri che lo leggono bene?

Che emozioni avremmo provato: Vergogna? Rabbia? Voglia di non leggere più?
Chiedere ad altri di leggere?


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Un font modificabile per Dislessia – PickEditor

Un disturbo specifico dell’apprendimento, come la dislessia, non è uguale per tutti: ciascuno ha diverse necessità per la lettura. Per questo è stato realizzato PickEditor.

Come funziona

Semplicissimo per tutti. Basta andare nel sito pickeditor.com, e scrivere nella schermata principale il testo che si vuol far leggere al bambino con Dislessia.

Scegli le opzioni

FONT: puoi selezionare un carattere con le “grazie”, ovvero un carattere con delle definizioni migliori delle lettere che aiuta i bambini con dislessia a leggere riconoscendo meglio le lettere, opzione “TestMeSerif”. Buono per i soggetti con Dislessia a livello di abilità visive.

DOPPIE: scegli se differenziare le doppie. Opzione consigliata nei bambini della scuola primaria. Esempio:

32

 

LETTERE: decidi la spaziatura tra le lettere, ideale per i soggetti con Dislessia fonologica.

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PAROLE: imposta la distanza tra le parole, eccellente per i soggetti con Dislessia lessicale.

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INTERLINEA: regola la distanza tra un rigo e l’altro, da usare in caso di bambini che spesso saltano il rigo quando leggono.

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Utilità

  • Nel preparare i compiti in classe per soggetti con DSA come strumento compensativo.
  • Per elaborare testi di studio da far leggere in autonomia a bambini con Dislessia
  • Personalizzare un modello di carattere per acquisire i contenuti presso scuole e doposcuola per DSA.

 

Dove trovarlo

Lo trovi in modo gratuito qui, nel sito pickeditor.com, puoi anche stampare l’elaborato o salvarlo su google drive.

Complimenti alla Società QRZ di Lucca (Piattaforma Editing), a Gloria Chiocci (User testing), ed a Luciano Perondi + Leonardo Romei (Font TestMe).

Aiutare mio figlio con DSA

Ti chiedi come capire ed aiutare tuo figlio con Dislessia e DSA?

Prova il Manuale di autoaiuto che ho scritto per i genitori “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi QUI.


 

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Mappe storia scuola primaria

Se hai di bisogno di Mappe concettuali per la Storia a scuola primaria qui trovi degli utili schemi per insegnare, studiare, fare ricerche, prepararsi agli esami o per apprendere.


 

Sono delle mappe già sintetizzate a cura di Anna Carmelitano, Insegnante specializzato al sostegno didattico nella scuola primaria.

Tutte utili e funzionali per bambini con Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento

SUMERI ASSIRI BABILONESI EGIZI INDO CRETESI
    periodizzazione civiltà dei fiumi e dei mari
    MICENEI
    LE GUERRE PUNICHE
    INDO
    I PLEBEI
    ETRUSCHI
    civilta’ cinese
    1a guerra persiana

SCARICA QUI


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7 buoni libri sulla Dislessia

Oggi vorrei consigliarvi alcuni libri sula Dislessia, per capirla ed affrontarla al meglio, suddivisi per ciò che può esservi più utile.

 

GRAMMATICA

Analisi grammaticale e logica al volo.

Strumenti per l’apprendimento intuitivo con il metodo analogico.

 

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Esiste un segreto per insegnare a svolgere «al volo» l’analisi grammaticale e logica, evitando mesi di spiegazioni spesso infruttuose: è quello di presentare subito all’alunno tutte le conoscenze necessarie provviste di agganci emozionali, come le due strisce illustrate allegate a questo volume. Di Camillo Bortolato.

 

 

POSSIBILITA’

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Cos’hanno in comune Leonardo da Vinci, Steven Spielberg, Albert Einstein e George Clooney?
La loro dislessia o, per meglio dire, la tenacia con la quale sono
riusciti a superare le difficoltà legate a questo disturbo dell’apprendimento, facendo emergere le loro potenzialità creative. Di Rossella Grenci

 

TESTI SCRITTI

Comprensione e produzione del testo per alunni con DSA.

Schede e attività didattiche per facilitare il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria.

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Il volume è pensato per guidare l’alunno con Disturbi Specifici di Apprendimento verso il consolidamento di strategie per migliorare le abilità di comprensione e produzione di un testo scritto. Di Cristina Gaggioli

 

ESPERIENZE

Pensami al contrario.

Storie e testimonianze sui DSA.

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Pensami al contrario è una raccolta di testimonianze che ci parla di disturbi di apprendimento. I numerosi racconti si avvicendano trasportandoci in un mondo complesso e al contempo semplice. Storie che si assomigliano, da cui trarre insegnamento. A cura di Daniela Conti e Anna Paris

 

STRATEGIE EFFICACI

Nostro figlio è dislessico.

Manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA.

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Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale. Di Gianluca Lo Presti

 

SCUOLA

Dislessia e altri DSA a scuola

Strategie efficaci per gli insegnanti

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Questo libro fornisce agli insegnanti un quadro esauriente delle caratteristiche peculiari dei vari disturbi, fornendo poi numerose indicazioni e suggerimenti per lavorare in modo efficace sia nei casi in cui è necessario un recupero mirato a specifiche difficoltà. Con i contributi dei maggiori esperti dei DSA.

 

TECNICI

Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico

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I cosiddetti «disturbi dell’apprendimento scolastico », che colpiscono principalmente le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo, richiedono attenzione e interventi particolarmente accurati. Questo libro fornisce agli psicologi e agli insegnanti gli strumenti e i materiali specialistici indispensabili per stendere insieme una diagnosi direttamente «funzionale» al recupero degli apprendimenti, articolata su concetti chiari e comprensibili. Di Claudio Vio, Patrizio Tressoldi e Gianluca Lo Presti

 


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Strumenti compensativi per DSA: a te la scelta

Prima dell’elenco completo vorremmo far passare un messaggio importantissimo:

Gli strumenti compensativi, non vanno consigliati “a valanga”: sia perché poi tutti non si usano e sia perché è giusto usarne pochi ma buoni. Ma, soprattutto, non vanno neppure accantonati.

Strumenti compensativi

Dato che al dislessico serve attivare più canali sensoriali insieme e che i DSA sono generalmente bravissimi a usare i mezzi forniti dalla tecnologia, si possono usare in classe degli strumenti compensativi tecnologici:

  • LIM = lavagna interattiva multimediale;
  • PC con videoproiettore;
  • registratore (CD, MP3);
  • Smart Pen (penna “intelligente” che registra, e recupera la voce del docente, digitando una parola);
  • dizionario elettronico.

Senza trascurare gli strumenti compensativi non tecnologici:

  • lettura ad alta voce (eseguita dal docente o dai compagni),
  • schemi, riassunti, mappe,
  • aumento del tempo a disposizione,
  • abitudine a porre quesiti “dal posto” per monitorare gli apprendimenti.

Anche a casa, il DSA può utilizzare strumenti compensativi tecnologici:

  • PC con correttore ortografico;
  • sintesi vocale;
  • software specifici (testi digitali, mappe);
  • strumenti per l’audio: registratore, lettori Mp3;
  • Internet;
  • dizionario elettronico;
  • traduttore.

E non tecnologici:

  • schemi propri;
  • appunti del docente o dei compagni;
  • tavole con le regole grammaticali;
  • tabelle verbali con paradigma irregolare;
  • affiancamento per lo studio pomeridiano.

Trovate tutti gli strumenti compensativi caso per caso nel libro “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi qui.

Il dizionario elettronico

Il dizionario elettronico contiene tutte le voci tradotte dalla lingua straniera all’italiano e viceversa; funziona come correttore ortografico, risolve cruciverba e anagrammi, ricerca verbi frasali, funge da calcolatrice e da convertitore. Il dispositivo è utile a casa e per le verifiche in classe. Viene incontro alle esigenze espresse dai docenti; infatti è un sistema chiuso: non si collega al web e non si possono caricare altri contenuti.

Il libro digitale e la penna intelligente

Il libro digitale e la penna intelligente si usano in classe con la LIM e a casa con il PC. La penna scrive su qualsiasi foglio, trasferisce le note al PC, converte scritture a mano, memorizza disegni, note, musica, …

È possibile sfogliare le pagine digitali, attivare contributi audio e video, effettuare autovalutazioni con esercizi interattivi, interagire con le immagini, scaricare materiale supplementare dal web.

Software

Molti software sono gratuiti, per esempio alcuni di quelli che si possono usare per fare mappe mentali, concettuali e schemi (VUE, CMapTools, Freemind) e per la sintesi vocale (Balabolka, Dspeech, LeggixMe, ReadSpeaker). Tra questi, per esempio, ReadSpeaker  (vocalizzazione) è un servizio online basato su server esterno che permette la lettura ad alta voce di un testo da siti web. Esistono anche diversi software non gratuiti, come Highlighter, Superquaderno, Supermappe, Carlo II, Carlo Mobile.

Il rapporto tra docente e studente

È importante che si instauri un rapporto costruttivo tra docente e studente: quindi è fondamentale condividere gli obiettivi, esplicitare le modalità degli esercizi, sostenere costruttivamente, evitare l’approccio punitivo e non rinforzante, abituare gli alunni all’autocorrezione e all’autovalutazione. Ricordiamoci che tutto ciò che non è vietato è permesso e va a vantaggio di tutta la classe; queste strategie sono per la maggior parte valide per tutti gli studenti perché incrementano l’attenzione di tutta la classe, rendono più coinvolgente la lezione frontale, stimolano la partecipazione attiva degli studenti.

Il dislessico, poi, trarrà vantaggio da accorgimenti particolari, che è bene sintetizzare:

  • fornire e favorire l’uso di schemi, mappe mentali e mappe concettuali, anche su supporto digitalizzato e incentivarne l’uso durante le interrogazioni per favorire l’esposizione;
  • permettere allo studente di esercitarsi in situazioni simulate con il compagno nel ruolo dell’insegnante;
  • consentire la libera circolazione degli appunti in classe;
  • astenersi dal richiedere uno studio mnemonico e nozionistico con termini tecnici difficili o parole a bassa frequenza da ricordare;
  • collaborare con i docenti tutor pomeridiani, concordando obiettivi;
  • prestare attenzione alla gestione del diario (insegnanti);
  • prestare attenzione alla gestione del tempo (genitori);
  • adottare un libro di testo utilizzabile con la LIM, Lavagna Interattiva Multimediale.

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(articolo originale su: http://is.pearson.it/dsa/misure-dispensative-e-strumenti-compensativi-per-i-dsa/   ).