“Dislessia: le 5 fasi di quando studio con mio figlio”

“Prendiamo lo zaino” credo che sia la frase che per eccellenza meglio rappresenti l’inizio di uno dei momenti più difficili di un genitore di bambino con Dislessia e DSA.

Infatti basta proferire tale frase che il bambino inizia a dire “Ho fame! Ho sete! Devo andare in bagno!” e se va male dobbiamo pure rincorrerlo sotto il letto, dietro il divano o intorno al tavolo.

Insomma, che cosa accade in casa di un genitore quando studia il pomeriggio con sui figlio con Dislessia?

Fase 1 – Dolce convincimento.

E’ quel momento in cui il genitore cerca di motivare il proprio figlio nell’iniziare a studiare. Con frasi come “Studia e dopo puoi.. andiamo.. così sei libero..”

Fase 2 – Inizia la mamma.

Ebbene si. E’ spesso il genitore che inizia a prendere lo zaino, vedere i compiti per casa (sempre se non deve telefonare a casa di altri genitori per fari dare i compiti non segnati o che non si comprendono).

Fase 3 – Passo dopo passo.

Viene spiegato che cosa fare, ogni pomeriggio, per ogni esercizio.

Fase 4 – Estenuanti ripetizioni.

Avere un DSA, ovvero un Disturbo Specifico dell’Apprendimento significa prima di tutto che nonostante le estenuanti ripetizioni di “qualcosa”, per “qualcosa”, non si memorizza. Per questo si usano mappe concettuali e strumenti compensativi.

Fase 5 – Arriva la sera.

E’ così. Spesso per finire tutti i compiti per casa si fa tardi, si arriva sino a sera.

Come fare dunque per motivare il proprio figlio, sapere quali strategie adottare, quali strumenti compensativi possono essere più idonei, e come far mettere nel PDP, previsto per legge nei DSA, che serve un minore carico di lavoro?

Ho scritto per voi un libro, si intitola “Nostro figlio è dislessico”, è un manuale di autoaiuto per genitori di bambini con dislessia e dsa. Lo trovate qui con video di presentazione (clicca qui).

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Vi invito a seguire gli aggiornamenti che inserisco tutto i giorni nella pagina Facebook

Alcuni indici di sviluppo della lettura nella diagnosi di Dislessia

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

Il libro indicato è DIAGNOSI DEI DISTURBI EVOLUTIVI, aggiornato al DSM 5.

I disturbi dello sviluppo vengono presentati singolarmente e per ciascuno di essi sono descritti:
– i modelli teorici di funzionamento,
– i criteri diagnostici ai fini dell’inquadramento nosografico — in linea con i principali sistemi di classificazione internazionale (ICD-10 e DSM 5) e con le Consensus Conference —
– casi clinici esemplificativi
– suggerimenti per un intervento efficace.
Viene affrontato, inoltre, il problema della comorbidità nella psicopatologia dello sviluppo.
In appendice vengono proposte pratiche interviste clinico/anamnestiche, specifiche per ogni singolo disturbo; queste sono finalizzate a raccogliere in modo rigoroso le informazioni importanti per procedere all’elaborazione di ipotesi diagnostiche.
Lo trovi qui
http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=40637

Numero verde (solo per ordini)
800 844052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
il sabato dalle ore 8 alle 12

Suggerimenti sul potenziamento delle abilità di apprendimento nei DSA

 

Come migliorare le abilità di lettura, ortografia, grafia e calcolo, li trovi nell’innovativo manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA “Nostro figlio è Dislessico” ecco la scheda tecnica http://www.erickson.it/Libri/Pagine/Scheda-Libro.aspx?ItemId=41218
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“Nostro figlio è dislessico” video con Gianluca Lo Presti


“Nostro figlio è dislessico” è un libro di Gianluca Lo Presti.
Manuale di autoaiuto per genitori di bambini con Dislessia e DSA
Ecco dove trovare il testo Scheda Libro “Nostro figlio è dislessico”, Ed. Erickson

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Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:
• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;
• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;
• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;
• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;
• gestire la delicata attività dello studio a casa;
• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale.
Pensato per le famiglie, il volume può fornire anche a psicologi e docenti indicazioni operative e un ampio panorama di strumenti didattici e interventi di recupero, grazie soprattutto a un linguaggio chiaro e ai numerosi suggerimenti pratici e consigli di esperti.

INDICE

Presentazione (Claudio Vio)
Introduzione

PRIMA PARTE – Capire e affrontare i Disturbi Specifici di Apprendimento
– Le difficoltà di apprendimento che un bambino incontra a scuola
– Disturbi Specifici di Apprendimento: domande & risposte
– Tutto sulla diagnosi di DSA
– Dopo la diagnosi di DSA

SECONDA PARTE – Aiutare uno studente con DSA nell’apprendimento scolastico
Pianificazione delle attività di studio e tecniche motivazionali
– Strategie di studio per i DSA
– Potenziare le abilità di apprendimento
– Attività dispensative e strumenti compensativi
– Autonomia di studio nei DSA
– Le 3 cose da ricordare dopo aver letto questo libro

Bibliografia
Appendici

Scopri l’anteprima -> PDF con 18 pagine del testo 


Per ordinare il libro “Nostro figlio è dislessico” chiama il Numero verde delle Edizioni Erickson (solo per ordini) al 800 844 052 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 19
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Software compensativi: VideoTutorial CMap

Se sei alla ricerca di capire come utilizzare le mappe concettuali tramite software compensativi di certo conoscerai il programma gratuito per realizzare le mappe concettuali chiamato CMap (scarica qui, colonna a destra) il quale è molto utilizzato come software compensativo nella Dislessia e nei Disturbi Specifici di Apprendimento.

Ecco una guida passo dopo passo su come utilizzare in modo semplice ed immediato CMaps.

 

I Disturbi Specifici di Apprendimento in 10 Video

Brevi video in cui si chiariscono molti concetti sui Disturbi Specifici di Apprendimento.

Ecco gli argomenti:

#1 Breve guida sulle cause dei DSA: familiarità e genetica
#2 Memorizzare i concetti: le difficoltà nella dislessia
#3 Fatica della dislessia: le sillabe al secondo nella lettura
#4 Guida legge 170/10 e diagnosi di DSA
#5 Dislessia e DSA: diagnosi precoci e specialistiche per PDP
#6 Come ottenere dei buoni risultati dal Piano Didattico Personalizzato
#7 Disortografia: una strategia didattica veramente efficace
#8 Sfruttare gli strumenti compensativi per attivare impegno e motivazione
#9 Imperdibile genitore di bambino con DSA: la sua esperienza
#10 – 3 consigli educativi per genitori/insegnanti nel gestire le difficoltà comportamentali

DSA: strategie pratiche a cura di Gianluca Lo Presti

Disturbi Specifici dell’Apprendimento: intervista a Gianluca Lo Presti sulle strategie pratiche che può seguire un genitore dall’identificazione precoce, passando per la documentazione necessaria sino all’aiuto a casa e a scuola.

In particolare si parla di:
1:05 Quali sono i segnali per poter meglio riconoscere i Disturbi Specifici di Apprendimento?
4:21 Dopo della diagnosi, come si aiuta un bambino con DSA?
7:13 Come funziona il Piano Didattico Personalizzato.
8:31 A che età diagnostichiamo un DSA?
9:24 I 5 passi di un metodo di studio per genitori con figli con Dislessia.
11:55 “Prendere un buon voto”.
13:25 Andare oltre i punteggi dei Test.
14:32 Attività pomeridiane: andare al di la dello studio.
16:13 Disortografia: strumento di potenziamento, tempi e modalità.

Tutti i nostri corsi On-line su Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento, li trovi qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

5 passi metodo di studio per genitori con figli con Dislessia

Ecco un metodo con cui far apprendere il contenuto di un testo ad un bambino dislessico in modo efficace, prova a seguire questi 5 punti

Come sappiamo, ladislessiaè una difficoltà relativa all’acquisizione di determinate fasi di lettura. Quando il bambino dislessico legge, spesso lo fa in modo sillabico e/o scorretto. Questo tipo di lettura lenta e scorretta è la conseguenza delle difficoltà che possono derivare della memoria fonologica o memoria lessicale, ciò che ne consegue è che specifiche parole-chiave non riescono ad essere memorizzate con semplicità. Essendo però bambini con una intelligenza dalla norma in sù e pur comprendendone in certi casi il contenuto, essi mostrano difficoltà a mantenere determinate parole-chiave in memoria. Sono però proprio queste ultime parole-chiave che servono al bambino per agganciarsi al testo così da poterlo ripetere. Quando nella dislessia non vi è un buon metodo di studio, quello che può succedere è che il bambino durante la ripetizione rischia di fare giri pindarici di parole, senza centrare il punto o senza seguire un discorso consequenziale, oppure, in casi di ansia e preoccupazione, si blocca completamente. Molti si domanderanno: “ma come farà ad imparare a leggere se non si allena?”, rispondendo in modo breve, ricordiamo che, pur essendo la lettura lo strumento cardine per l’acquisizione dei contenuti, essa non è l’unica via per l’apprendimento del significato di un testo. L’obiettivo relativo al miglioramento della lettura si può provare a raggiungere tramite le attività di potenziamento. Attività la quale è sempre bene provare a migliorare per rendere più autonomi gli studenti con dislessia, ma è anche bene tenere presente che il nostro obiettivo finale non è saper leggere velocemente, ma, al di la della velocità di lettura, è saper acquisire i contenuti scolastici. Quello che qui proponiamo è un metodo con cui far apprendere il contenuto di un testo ad un bambino dislessico in modo alternativo ma altrettanto efficace seguendo i 5 passi qui indicati.

1- Leggere il contenuto del testo al bambino per una o due volte Obiettivo: comprensione del contenuto del testo. Strumento: lettura dell’adulto o uso sintesi vocale. In questa prima fase, ciò che è necessario, è la comprensione dei contenuti. La lettura d’altronde è solo uno dei tanti canali che noi abbiamo a disposizione per acquisire un tipo di contenuto. Possiamo anche comprendere un testo ascoltandolo, vendendo delle immagini, attraverso un video o con spiegazioni guidate. In questa fase sarà necessario sostituirsi al bambino dislessico nella lettura del testo affinché lui possa impiegare tutte le sue energie nell’ascolto, e dunque nella comprensione.

2- Chiedere un breve riassunto orale di ciò che si è ascoltato Obiettivi: a) assicurarsi che abbia un’idea anche generale di ciò che ha ascoltato; b) richiamare le conoscenze che il bambino già possiede in merito a questo argomento. c) segnare nel testo o su un foglio le parole/frasi con cui il bambino ha riassunto il testo. Potremmo usare domande come “Proviamo a riassumere in breve: Di cosa parla questo testo? Che cosa hai capito di ciò che ho letto?”, alle quali potremmo anche aggiungere la consegna: “Ricorda, dell’argomento letto mi basta anche piccole brevi frasi”. Nei bambini più piccoli o con maggiori difficoltà bastano anche poche parole. Infatti, è sufficiente che in un primo momento le risposte siano di 2-3 frasi in riferimento al testo appena letto. Appare essere molto utile domandare al bambino se possiede conoscenze pregresse relative all’argomento trattato, chiedendo ad esempio: “quello che abbiamo appena letto, ti ricorda qualcosa che già conosci?”. La tecnica di ancorare qualcosa di nuovo con una conoscenza già acquisita risulta molto utile sia alla comprensione che alla memorizzazione. E’ molto importante segnare sul testo o su un foglio le parole o le frasi che il soggetto ha utilizzato per fare il suo riassunto. Infatti sono proprio le parole che di fatto il bambino ha utilizzato per comprendere quel brano che saranno da noi utilizzate per costruire in modo personalizzato la mappa concettuale.

3- Realizzare una mappa concettuale insieme al bambino Obiettivo: rappresentazione schematica delle conoscenze studiate Strumento: mappa concettuale (su carta o su computer) con immagini e/o specifiche parole-chiave. Nella dislessia appare necessario trasformare graficamente, tramite mappa concettuale, il riassunto del testo da studiare. Per fare ciò useremo proprio le parole/frasi con cui il bambino ha riassunto il brano ascoltato. Queste potranno essere inserite come parole o come immagini. Ricordiamo infatti, che lo studio tramite l’uso delle immagini è il canale preferenziale dei soggetti con dislessia. Chi realizza la mappa concettuale? Dipende dall’età e dall’autonomia. È normale che bambini di scuola primaria necessitino di un evidente guida giornaliera nella realizzazione degli schemi. Appare evidente che più pratica di faccia nel corso degli anni con la realizzazione delle mappe e più probabile potrà essere uno studio autonomo dello studente.

4- Leggere ancora una volta il testo mentre il bambino segue la lettura sulla mappa concettuale Obiettivo: prendere confidenza con la mappa concettuale ed ampliare le conoscenze rispetto al tema trattato. Strumento: lettura dell’adulto o uso sintesi vocale. Mentre il genitore legge, il bambino ha la possibilità di seguire il discorso sulla mappa concettuale da lui realizzata. Questa attività permette al bambino non solo di ampliare ancora di più l’argomento da studiare ma anche di prendere ancor più dimestichezza con la mappa concettuale. E’ molto importante che il soggetto possa avere anche in questa fase la possibilità di modificare in corso d’opera il proprio lavoro.

5- Ripetizione da parte del bambino del testo studiato tramite mappa concettuale Obiettivo: esposizione di quanto studiato. Strumento: mappa concettuale in versione finale L’ultima fase è quella relativa all’esposizione. La mappa concettuale, stampata in cartaceo oppure disponibile in digitale su computer portatile o tablet, viene portata a scuola ed utilizzata durante le interrogazioni. Come tutti gli strumenti compensativi, la mappa concettuale durante l’interrogazione non è un aiuto, ma questa rappresenta semplicemente uno strumento che mette alla pari gli studenti con dislessia con i propri compagni di classe. D’altronde, anche se si ha di fronte una mappa concettuale, quanto un determinato argomento non lo si conosce, non è di certo uno schema con parole e disegni a fare la differenza. Ma se un bambino con dislessia ha l’opportunità (oltre che essere un suo diritto) di essere interrogato tramite mappa concettuale, allora ha la possibilità di esporre al meglio tutto il suo potenziale.

Gianluca Lo Presti

Che metodo di studio utilizzi con tuo figlio? Cosa credi che sia meglio quando devi far studiare storia e geografia? Hai trovato utili questi consigli? Lascia un commento, condividi e leggi le altre guide.


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
 

 
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Perchè tutta questa fatica per studiare?

In molti casi basta dire al bambino la frase “Prendi lo zaino ed iniziamo a fare i compiti” che scatta immediato il bisogno di fare merenda, andare in bagno, finire un gioco che non si può interrompere.

I più piccoli li rincorriamo sotto il letto e sopra il divano, anche il ronzio di una mosca è sufficiente per far perdere l’attenzione al bambino. Il pomeriggio vola via e in un attimo arriva il momento della cena e con i compiti si è ancora all’inizio. L’indomani si va a scuola impreparati e si prende un brutto voto, così l’umore non sarà dei migliori. La stessa situazione si ripete nel pomeriggio successivo e così via nella maggior parte dei giorni a seguire, fino a quando la stanchezza, la frustrazione ed il senso di impotenza di fronte questa situazione aumentano insieme ai dubbi: perché tutta questa fatica per studiare?

Se tuo figlio ci vede bene ma legge male tieni gli occhi aperti

Nel frattempo che la scuola va avanti le difficoltà non sembrano diminuire, anzi, in molti casi aumentano con l’andare del tempo. Alle volte un genitore pensa che vi possano essere difficoltà legate alla vista o udito. Nella stragrande maggioranza dei casi questi risultati danno un esito negativo, dunque il ragazzino ci vede e ci sente benissimo, con la conclusione che non sono queste le cause delle difficoltà di apprendimento.

Se vuoi conoscere meglio la Dislessia e i DSA, scopri di più vai qui.

Non leggo, non conto, non scrivo? No, lo faccio solo in modo un po’ diverso

Alle volte bastano semplici ma efficaci accorgimenti per aiutare al meglio uno studente con Dislessia e DSA. Ad esempio migliorare il metodo di studio, oppure adottare modalità compensative e strumenti compensativi.

Per tutte le nostre guide su Dislessia e DSA vai qui.