5 passi metodo di studio per genitori con figli con Dislessia

Ecco un metodo con cui far apprendere il contenuto di un testo ad un bambino dislessico in modo efficace, prova a seguire questi 5 punti

Come sappiamo, ladislessiaè una difficoltà relativa all’acquisizione di determinate fasi di lettura. Quando il bambino dislessico legge, spesso lo fa in modo sillabico e/o scorretto. Questo tipo di lettura lenta e scorretta è la conseguenza delle difficoltà che possono derivare della memoria fonologica o memoria lessicale, ciò che ne consegue è che specifiche parole-chiave non riescono ad essere memorizzate con semplicità. Essendo però bambini con una intelligenza dalla norma in sù e pur comprendendone in certi casi il contenuto, essi mostrano difficoltà a mantenere determinate parole-chiave in memoria. Sono però proprio queste ultime parole-chiave che servono al bambino per agganciarsi al testo così da poterlo ripetere. Quando nella dislessia non vi è un buon metodo di studio, quello che può succedere è che il bambino durante la ripetizione rischia di fare giri pindarici di parole, senza centrare il punto o senza seguire un discorso consequenziale, oppure, in casi di ansia e preoccupazione, si blocca completamente. Molti si domanderanno: “ma come farà ad imparare a leggere se non si allena?”, rispondendo in modo breve, ricordiamo che, pur essendo la lettura lo strumento cardine per l’acquisizione dei contenuti, essa non è l’unica via per l’apprendimento del significato di un testo. L’obiettivo relativo al miglioramento della lettura si può provare a raggiungere tramite le attività di potenziamento. Attività la quale è sempre bene provare a migliorare per rendere più autonomi gli studenti con dislessia, ma è anche bene tenere presente che il nostro obiettivo finale non è saper leggere velocemente, ma, al di la della velocità di lettura, è saper acquisire i contenuti scolastici. Quello che qui proponiamo è un metodo con cui far apprendere il contenuto di un testo ad un bambino dislessico in modo alternativo ma altrettanto efficace seguendo i 5 passi qui indicati.

1- Leggere il contenuto del testo al bambino per una o due volte Obiettivo: comprensione del contenuto del testo. Strumento: lettura dell’adulto o uso sintesi vocale. In questa prima fase, ciò che è necessario, è la comprensione dei contenuti. La lettura d’altronde è solo uno dei tanti canali che noi abbiamo a disposizione per acquisire un tipo di contenuto. Possiamo anche comprendere un testo ascoltandolo, vendendo delle immagini, attraverso un video o con spiegazioni guidate. In questa fase sarà necessario sostituirsi al bambino dislessico nella lettura del testo affinché lui possa impiegare tutte le sue energie nell’ascolto, e dunque nella comprensione.

2- Chiedere un breve riassunto orale di ciò che si è ascoltato Obiettivi: a) assicurarsi che abbia un’idea anche generale di ciò che ha ascoltato; b) richiamare le conoscenze che il bambino già possiede in merito a questo argomento. c) segnare nel testo o su un foglio le parole/frasi con cui il bambino ha riassunto il testo. Potremmo usare domande come “Proviamo a riassumere in breve: Di cosa parla questo testo? Che cosa hai capito di ciò che ho letto?”, alle quali potremmo anche aggiungere la consegna: “Ricorda, dell’argomento letto mi basta anche piccole brevi frasi”. Nei bambini più piccoli o con maggiori difficoltà bastano anche poche parole. Infatti, è sufficiente che in un primo momento le risposte siano di 2-3 frasi in riferimento al testo appena letto. Appare essere molto utile domandare al bambino se possiede conoscenze pregresse relative all’argomento trattato, chiedendo ad esempio: “quello che abbiamo appena letto, ti ricorda qualcosa che già conosci?”. La tecnica di ancorare qualcosa di nuovo con una conoscenza già acquisita risulta molto utile sia alla comprensione che alla memorizzazione. E’ molto importante segnare sul testo o su un foglio le parole o le frasi che il soggetto ha utilizzato per fare il suo riassunto. Infatti sono proprio le parole che di fatto il bambino ha utilizzato per comprendere quel brano che saranno da noi utilizzate per costruire in modo personalizzato la mappa concettuale.

3- Realizzare una mappa concettuale insieme al bambino Obiettivo: rappresentazione schematica delle conoscenze studiate Strumento: mappa concettuale (su carta o su computer) con immagini e/o specifiche parole-chiave. Nella dislessia appare necessario trasformare graficamente, tramite mappa concettuale, il riassunto del testo da studiare. Per fare ciò useremo proprio le parole/frasi con cui il bambino ha riassunto il brano ascoltato. Queste potranno essere inserite come parole o come immagini. Ricordiamo infatti, che lo studio tramite l’uso delle immagini è il canale preferenziale dei soggetti con dislessia. Chi realizza la mappa concettuale? Dipende dall’età e dall’autonomia. È normale che bambini di scuola primaria necessitino di un evidente guida giornaliera nella realizzazione degli schemi. Appare evidente che più pratica di faccia nel corso degli anni con la realizzazione delle mappe e più probabile potrà essere uno studio autonomo dello studente.

4- Leggere ancora una volta il testo mentre il bambino segue la lettura sulla mappa concettuale Obiettivo: prendere confidenza con la mappa concettuale ed ampliare le conoscenze rispetto al tema trattato. Strumento: lettura dell’adulto o uso sintesi vocale. Mentre il genitore legge, il bambino ha la possibilità di seguire il discorso sulla mappa concettuale da lui realizzata. Questa attività permette al bambino non solo di ampliare ancora di più l’argomento da studiare ma anche di prendere ancor più dimestichezza con la mappa concettuale. E’ molto importante che il soggetto possa avere anche in questa fase la possibilità di modificare in corso d’opera il proprio lavoro.

5- Ripetizione da parte del bambino del testo studiato tramite mappa concettuale Obiettivo: esposizione di quanto studiato. Strumento: mappa concettuale in versione finale L’ultima fase è quella relativa all’esposizione. La mappa concettuale, stampata in cartaceo oppure disponibile in digitale su computer portatile o tablet, viene portata a scuola ed utilizzata durante le interrogazioni. Come tutti gli strumenti compensativi, la mappa concettuale durante l’interrogazione non è un aiuto, ma questa rappresenta semplicemente uno strumento che mette alla pari gli studenti con dislessia con i propri compagni di classe. D’altronde, anche se si ha di fronte una mappa concettuale, quanto un determinato argomento non lo si conosce, non è di certo uno schema con parole e disegni a fare la differenza. Ma se un bambino con dislessia ha l’opportunità (oltre che essere un suo diritto) di essere interrogato tramite mappa concettuale, allora ha la possibilità di esporre al meglio tutto il suo potenziale.

Gianluca Lo Presti

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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37 pensieri su “5 passi metodo di studio per genitori con figli con Dislessia

  1. Mio figlio non si trova bene con le mappe ma preferisce i riassuntini cartacei, cioè la lezione presa dal libro ma riassunta e battuta a pc ( natutalmente aiutato da me). Frequenta il 4 superiore. Gli insegnanti questo non lo vogliono capire dal momento che mio figlio oltre ad essere dislessico ha anche disturbi della memoria e del linguaggio.Dottore faccio bene?

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  2. Per studiare storia e geografia usiamo le mappe, ma da poco stiamo sperimentando un metodo nuovo che consiste nel fargli leggere un paio di volte il testo e intanto io preparo una scaletta di domande scritte a cui lui risponde sinteticamente ai punti salienti della lezione. Così facendo abbiamo notato che ci mette molto meno a studiare e ricorda meglio la lezione.

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  3. anche io ho un figlio dislessico ma purtroppo l’abbiamo scoperto solo adesso in prima superiore. Il ragazzo è sempre andato molto bene alle elementari e poi alle medie peggio ogni anno. Avevo già iniziato a studiare con lui più o meno con questo metodo per puro istinto, anche se alle medie mi sembrava troppo e l’ho lasciato più da solo e non capivo la sua svogliatezza. Comunque, ormai mio figlio ha la certificazione e io cerco di capire il più possibile sul suo modo di apprendere per poterlo aiutare. Il problema è che adesso in prima liceo, fa lo scientifico, la mole delle cose da studiare è tanta. Non posso leggere tutto per lui e ci vuole una quantità incredibile di mappe concettuali. Come si fa andando a vanti? O addirittura all’università? Sono un po’ preoccupata.

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  4. buon giorno, ho scoperto recentemente che a mio nipote dopo un test gli è stato diagnosticato la dislessia, la domanda è ci sono diversi gradi di dislessia? lui frequenta la 5 elementare e solo ora l’insegnante ha pensato che poteva essere dislessico, ha difficoltà nel leggere le parole lunghe , continua a dire che non ama la lettura…..legge ma lentamente ma non sillabando ..i calcoli li fa giusti ma è lento…insomma i risultati a scuola sono buoni ma…..
    La ringrazio se gentilmente mi da una risposta

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  5. salve, per imparare storia, geografia, scienze e poesie, uso dei disegni su carta “in base all’argomento” per poter memorizzare i testi perché essendo che lui non sa leggere anzi.. non comprende il testo se cerca di leggere mio figlio, da qui facciamo un metodo di memoria e studiare con queste mappe …grazie, per i consigli che ogni giorno mi date.

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  6. Io ho sempre aiutato mia figlia nello studio perché faceva fatica. Le insegnanti mi dicevano che non aveva un suo metodo di studio e che dovevo lasciarla camminare con le sue gambe. Il risultato che abbiamo ottenuto lo scorso anno scolastico è stata una terza media vissuta malissimo (punizioni, sgridate, ecc) sia dalla famiglia che dalla ragazza. Durante l’estate, visto che oramai non dovevo più seguire i consigli delle insegnanti, ho portato la ragazza da una neuropsichiatra che ci ha consigliato di farla valutare. Risultato: marcata dislessia. Io ora sono piena di senti di colpa e ora ho paura che farà fatica ad affrontare le superiori. Ho iniziato da poco ad utilizzare il tuo metodo ma insegnarle a costruire mappe a 14 anni non è affatto facile.

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  7. Se questo lavoro lo faccio in classe con tutti
    i bambini per insegnare un metodo di studio,
    facendo tutoraggio tra loro per cui chi non ha
    problemi leggerà per i compagni e
    costruendo le mappe assieme, può essere
    efficace per raggiungere una autonomia di lavoro,
    già dalla primaria, per tutti. O sbaglio???!!!

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  8. Io ho sperimentato le mappe mentali di Matteo Salvo, secondo me sono fantastiche. Quest’anno con i contenuti di quinta elementare non so come avrei fatto con mio figlio senza le mappe, attualmente sono io che le preparo dopo che abbiamo visto video, fatto esperienze pratiche, giochi e costruito lapbooks. la mia speranza è che arrivi ad un’autonomia nella preparazione delle mappe.

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    1. Scusa Paola mio figlio deve fare la terza,è dsa, volevo chiederti dove hai imparato a fare le mappe di matteo salvo, se hai letto un libro mi daresti il titolo grazie. Così inizio a prenderci la mano

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  9. Anche io faccio le mappe anche se a volte non sono dispensabili perche impara presto se la lezione la leggo io e la spiego ma dipende troppo da me per fare i compiti in tute le materie non so come distaccarla e renderla autonoma e in 4 elementare mia figlia e normale che sia cosi

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  10. Anche noi usiamo questo metodo….a volte x imparare una poesia a memoria la cantiamo…ridiamo scherziamo e lui apprende serenamente

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