Esami Stato 2017: cosa è previsto per DSA e BES? Ecco le linee guida.

In riferimento all’ Art.23 dell’O.M. n. 257 Esami di Stato 2017 MIUR abbiamo provveduto ad indicare il testo originale in cui abbiamo evidenziato le parti più importati per gli esami dei candidati con DSA e BES.


Comma 1. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del D.P.R. n. 122/2009 e dal relativo decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011 di attuazio- ne della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, – considerati gli elementi forniti dal consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al D.P.R. n. 323/1998 il Pia- no Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’articolo 5 del decreto ministeriale 12 luglio 2011. A tali candidati potrà, pertanto, essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al mo- mento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni di cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .

  1. I candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 6, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella attestazione e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto. Per la pubblicazione delle prove scritte e la valutazione complessiva delle prove, si rinvia a quanto previsto nel precedente articolo 22.
  2. Per quanto riguarda i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendi- mento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, di cui al precedente arti- colo 6, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nei precedenti articoli. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall’intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l’osservanza della procedura di cui al precedente articolo 20. Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi a tali discipline sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio delle pro- ve scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nei precedenti articoli. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore .
  3. Per altre situazioni di alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), formalmente individuati dal consiglio di classe, devono essere fornite dal medesimo Organo utili e opportune indicazioni per consentire a tali alunni di sostenere adeguatamente l’esame di Stato. La Commissione d’esame – sulla base di quanto previsto dalla Direttiva 27.12.2012 recante Strumenti di intervento per alunni con Bisogni educativi speciali ed organizzazione scolastica per l’inclusione, dalla circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 e dalle successive note, di pari oggetto, del 27 giugno 2013 e del 22 novembre 2013 – esaminati gli elementi forniti dal consiglio di classe, tiene in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, relative ai candidati con Bisogni Educativi Speciali (BES). A tal fine il consiglio di classe trasmette alla Com- missione d’esame il Piano Didattico Personalizzato. In ogni caso, per tali alunni, non è prevista alcuna misura dispensativa in sede di esame, mentre è possibile concedere strumenti compensativi, in analogia a quanto previsto per alunni e studenti con DSA, solo nel caso in cui siano già stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame senza che venga pregiudicata la validità delle prove scritte. Gli studenti che sostengono con esito positivo l’esame di Stato alle condizioni cui al presente comma conseguono il diploma conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore.


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Come realizzare “La ruota dei complementi” in 3 minuti

Una meravigliosa e simpatica idea didattica è “La ruota dei complementi”. Se stai cercando uno strumento che ti offra un metodo per aiutare i tuoi alunni o figli nello studio e nell’apprendimento a scuola dei complementi, allora questa modalità ti sarà d’aiuto. Ecco come fare:

  • Scarica il file da stampare QUI
  • Coloralo insieme ai tuoi alunni o figli;
  • Unisci le due parti;
  • Inizia ad usare la “Ruota dei complementi”.

Vuoi approfondire questo aspetto in modo pratico? Ecco il nostro corsi Online qui: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/

 


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Strategie educative a scuola

Video per il convegno di “Beautiful Mind” 2017. Ho parlato di strategie educative tramite un video in video conferenza. Se anche tu per il tuo evento vuoi una video conferenza per #Dislessia e #DSA,  ti basta scriverci una mail: gian_lopresti@yahoo.it


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PortaTabelline – Compensativo Discalculia

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Una mamma ed insegnante di nome Maria mi scrive:

“Questo è’ lo strumento compensativo che ho elaborato per mia figlia. È’ sempre un portachiavi che ha vicino all’astuccio e che le permette di non dissipare le sue risorse nel recupero di informazioni in memoria investendole invece con la memoria procedurale per la risoluzione delle moltiplicazioni e divisioni”.
Ovviamente è un’idea geniale, utile e simpatica per avere un supporto continuo nei casi di Discalculia o Difficoltà nel calcolo.
E’ molto semplice da realizzare, basta stampare un foglio in A4 con le tabelline qui di seguito:
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Farle plastificare in qualsiasi centro stampe, ritargliarle con un buco di lato per l’ingresso del portachiavi ed il vostro PortaTabelline sarà pronto.
Siamo certi che sarà utilissimo.

Ecco i nostri corsi online per Dislessia e DSA: https://gianlucalopresti.net/dsa-academy/


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3 cose da fare quando studiate con i vostri figli.

3 cose importantissimi quanto studiate con i vostri figli

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Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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Come far apprendere le tabelline con il “Robot/Aiuto calcolo”.

Una delle strategie didattiche che meglio può motivare un bambino di scuola nell’apprendimento del calcolo è tramite l’uso di strumenti semplici ma interattivi.

Una grande difficoltà a scuola primaria è rappresentata dal come far imparare le tabelline di matematica. Se poi sono presenti in classe bambini con discalculia oppure con difficoltà nel calcolo, insegnare loro un modo per l’apprendimento delle dieci tabelline appare ancora più problematico. Sono presenti vari metodi su come far imparare le tabelline ai bambini. Qui trovate materiale gratuito sulla discalculia. Adesso però vorrei parlarvi del  robottino di aiuto per le moltiplicazioni. Lo possono utilizzare tutte le maestre ed i genitori che vogliono aiutare i loro alunni che figli nell’apprendimento delle tabelline.

Fase 1 -> Creazione della tabellina.

Prenderemo ad esempio la tabellina del 10.

Prendiamo un foglio, e per ogni tabellina mettiamo 3 colonne.

Colonna 1 SOLO un elenco di “10”.

Colonna 2. Primo posto VUOTO dal secondo in poi “0”, poi “10”, etc. Se fosse la tabellina del 3 sarebbe “0”, poi “3” poi “6”. Insomma tutta la tabellina.

Colonna 3. Semplicemente i numeri da “1” a “10”.

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Fase 2 -> Creazione del Robot.

A questo punto facciamo disegnare un ROBOT con due occhi forati ed una bocca (all’altezza dei numeri della seconda colonna).

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Il Robot/Aiuto per le tabelline. Grazie a mamma Annie per la segnalazione ed alla docente di sua figlia per la realizzazione.

A questo punto possiamo far esercitare a trovare la soluzione al robot, in ripetizione, finchè non vi saranno automatizzate le tabelline.

Per altre strategia leggi: “Alcune strategie per imparare tutte le tabelline” QUI.


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5 ottimi software di mappe concettuali per Dislessia e DSA

Organizzare il materiale di studio è essenziale per ripetere la propria lezione. Soprattutto se si tratta di uno studente con Dislessia e DSA.

La scelta può apparire davvero difficile, e spaziano da mappe per la scuola primaria, sino a software più importanti per la scuola secondaria (medie e superiori).

Da tenere in considerazione anche le mappe per iPad e Android.

Vediamo insieme le mappe a nostro modesto parere sembrano più adatta alla Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento.

Se questo articolo ti è utile, ricordarti di condividerlo, magari potrà essere utile anche ad altri.

Ti ricordo gli altri argomenti del sito:

PC iPad

 

(App. Store)

Android

 

(Play Store)

CmapsTools (gratuito)

 

Per Pc http://cmaptools.softonic.it/

Per Apple Mac http://cmaptools.softonic.it/mac

FreeMind (gratuito)

Per Pc http://freemind.softonic.it/

Per Apple Mac http://freemind.softonic.it/mac

Tutorial: https://gianlucalopresti.net/2015/03/10/turorial-cmap-software-compensativi/

iperMAPPE 2 – Erickson

Sito: http://strumenticompensativi.erickson.it/ipermappe-presentazione/

Mind Meister

https://www.mindmeister.com/it

Xmind

http://www.xmind.net/

Inspiration Maps VVP

 

 

iDesk

SimpleMind

 

 

SchematicMind

 

DroidDia prime

 

Consigliamo anche CANVA: mappa concettuale, la trovi qui: 

https://www.canva.com/it_it/diagramma/mappa-concettuale/

Compiti per casa: “Segnacompiti visivo” 4 passi per realizzarlo.

Un utilissimo segnacompiti che sfrutta la via visiva ed analogica per far visualizzare subito i compiti settimanali e per l’indomani.

Ideale per i bambini con dislessia e dsa per imparare sin da piccoli ad auto-organizzarsi nelle loro attività.

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Ecco come realizzarlo:

1- cornice di cartone (anche quelle per i poster foto senza vetro/plastica).

2- incollare uno o più fogli in cui segnare i giorni della settimana.

3- usare post-it o colla vinilica per incollare le materie.

4- inserire freccia mobile realizzata anche con carta o cartoncino.


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8 passi per un buon tema. Ottimo per DSA.

Testo Alt

Una delle più grandi difficoltà in cui si imbatte il bambino con Dislessia, Disortografia e Disgrafia è la composizione di temi.

Questi temi per essere ben composti necessitano della messa in campo di due grandi abilità:

  • Un buon repertorio lessicale (potenziabile con materiali dedicati al Lessico e ortografia.
  • Passi specifici per la realizzazione dei temi. Di questi ne abbiamo identificati 8, eccoli:

Area “Definizione obiettivi”

1. Che cosa scrivere: un tema, testo, lettera o riassunto?

2. Perchè scrivere: per un compito, esame, per comunicare qualcosa che ho compreso o delle informazioni?

3. Per chi scrivere: commissione, docente, amico, genitore?

Area “Ricerca di Idee”

4. Dalla memoria: scrivo tutto le mie idee e concetti relativi a quell’argomento.

5. Da nuove idee: elenco le idee che mi sono venute in mente relativamente all’argomento dato.

Area “Scelta e organizzazione delle idee”

6. Valutazione idee: delle idee al punto 4 e 5 lascio solo quelle che mi sembrano utili all’argomento dato.

7. Riordinare idee: metto in ordine numerale i punti che ho selezionato.

8. Collegamenti: definisco come collegare il punto 1 con il punto 2, il punto 2 con il punto 3, etc.

Ecco qui uno schema tratto da “Scrittura e metacognizione” di L. Cisotto (Erickson).

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8 passi specifici per un buon tema. Schema tratto da Cisotto (1998) Scrittura e Metacognizione. Trento Erickson.

Bambino dislessico dice: “Faccio da me” ed il risultato è strepitoso (3 insegnamenti).

Fermatevi, e leggete questa storia di intelligenza e dislessia.
Un bambino dislessico tutti i mesi porta a casa un libro dalla biblioteca della scuola, la mamma gli legge il libro, e poi lui svolge la scheda a fine capitolo.
Nel completarla dice alla madre: “Eh ma mamma, qui non c e’ ne’ neanche una giusta pero’. Faccio da me!!!”
Il risultato è strepitoso.
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Un grazie immenso a Mamma Corinne e a tutte le mamme come lei.
Questa storia ci insegna 3 cose:
  1. Che l’intelligenza nei bambini con DSA è dalle diverse sfumature, pur con difficoltà nella lettura, il canale “uditivo” permette un coretto apprendimento dei contenuti.
  2. La creatività (figlia dell’intelligenza) è un modo eccellente che hanno i bambini con dislessia per risolvere i problemi.
  3. Che ancora oggi, gli obiettivi di oggi sono troppo focalizzati sul canale “lettura” e molto meno sull’obiettivo “comprensione”. In tal senso il bambino ha inserito la risposta “mancante”.

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Metodo di studio dislessia: comprensione del testo.

Quando un bambino normolettore legge (Mario), nel frattempo che legge sia migliora la lettura che comprende il testo. Un bambino dislessico (Carlo) legge ma non comprende bene e neppure migliora nella lettura. Dunque appare appare necesstio scindere i due processi. Per Carlo con dislessia seremo il Potenziamento (o in termini tecnici “Trattamento”) per far migliorare la lettura ed invece useremo l’ascolto per la comprensione dei testi. Nella terza immagine troviamo i 5 passi di metodo di studi nella dislessia. Tutti questi suggerimenti li trovi nel libro “Nostro figlio è dislessico” qui.

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(estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, eccoli QUI.
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DSA e Studio. Essere autonomi nello studio? Serve scrivere veloci al PC

Abbiamo tantissime applicazioni per lo studio con il PC per Dislessia e DSA (qui trovi una rassegna completa) ma, prima ancora di saper usare qualsiasi tipo di strumento digitale, servono due compentenze di base. La prima è un’adeguata abilità di lettura, scrittura e calcolo di base (qui trovi tutti i consigli sul potenziamento), la seconda è avere delle minime competenze dattilografiche, ovvero: saper scrivere veloci con la tastiera.

Per imparare a saper scrivere in modo dinamico e familiare con la tastiera non servono particolari abilità di base, ma questo permette soprattutto agli studenti con Disortografia e Disgrafia di mettere in pratica in miglior modo l’uso degli strumenti compensativi digitali.

La compentenza non solo è facile da acquisire, ma è anche decisamente sottovalutata. Nel mio lavoro ritengo essenziale effettuare un training di autonomia all’uso del PC, prima di spiegare l’uso di tutti gli utilissimi software. Sapete quante volte ho sentito frasi come “ho fatto fare tanti corsi e campus a mio figlio per l’uso degli strumenti, li ho pure comperati, ma poi non li ha usati”? Decisamente troppe volte.

Ultimamente abbiamo però una grande e bella novità, e ce la introduce Filippo Barbera.

Filippo Barbera è un maestro elementare, si è specializzato in Psicopatologia dell’Apprendimento e ormai da anni svolge un’intensa attività di studio sui DSA e di sensibilizzazione nelle scuole del territorio nazionale. Ma la cosa più importante per noi, è che Filippo Barbera è dislessico e credo che sicuramente da piccolo avrà conosciuto quell’emozione di volercela fare nonostante le difficoltà, e quella motivazione di aiutare gli altri studenti con Dislessia e DSA. Trovate qui il suo sito web, visitatelo.

La sua proposta è quella di introdurre Dattilografia nell’ora di tecnologia, a partire dal terzo anno di scuola primaria. Come noi ben sappiamo, questa attività è strategica per diversi motivi:

1) risolve alla radice il problema delle difficoltà di scrittura;

2) è una competenza utile per tutti gli alunni;

3) se effettuata alla scuola primaria, consente ai professori della secondaria di concentrarsi di più sul metodo di studio.

Qui troviamo le slide principali della sua ultima ricerca presentata al Congresso AIRIPA di Torino, in cui ci parla degli obiettivi, degli strumenti e come realizzare il tutto.

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Le indicazioni sono chiare: un percorso di dattilografia con il software Scrivere veloci con la tastiera (lo trovate qui) piace e migliora il lavoro di studenti ed insegnanti. Bastano un paio d’ore (6 circa) per acquisire questa abilità fondamentale. Dunque perchè non inserirlo in progetti scolastici o nel programma didattico di ogni scuola visto che aiuta ogni singolo alunno?

Un ringraziamento all’Autore del lavoro di ricerca, Filippo Barbera, che potete seguire su Facebook qui, oppure scrivergli una mail a:  iodislessico@gmail.com .

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Grazie mille per l’attenzione.

 

 


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.
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Tecnica del “non-rimprovero” nella Dislessia e DSA (e non solo).

post-da-airipa-16-divulgazione-021I bambini con Dislessia, DSA (e non solo) a causa delle loro difficoltà spesso vengono richiamati e subiscono maggiori rimproveri anche in modo sproporzionato alle gratificazioni. Inutile dire che ciò impatta negativamente sulla propria autostima e motivazione. Allora che fare?

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Provate così: se un bambino vi sbaglia 9 esercizi su 10 evitate di dirgli “ne hai sbagliate 9, adesso ricominci e non ne sbagli più neppure UNO!”.

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Quanto invece potreste benissimo partire dal lato positivo e dirgli, nel caso ne abbia fatti giusti 2 su 10: “Bravo! Ne hai fatti giusti 2, ora ricominci e ne fai giusti almeno 3”, e magari ricevere un premio se arrivano a 5. Ricordiamo che se sono studenti con Dislessia e DSA la loro fatica è il doppio. Dunque il premio ci sta tutto.

(estratto dalla presentazione  alla Tavola Rotonda del congresso AIRIPA).
Insomma: rimproverare un bambino con #Dislessia e #DSA con la stessa velocità con cui sbaglia significherebbe lesinare gravemente la sua autostima. Perchè non provare?. 

Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

Ti ricordo anche i DUE testi tecnici sulla DIAGNOSI di TUTTI i DSA e Disturbi Evoluti, eccoli QUI.
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7 cose da sapere sul come NON farsi abbindolare nel campo dei DSA (guida genitori).

Inizia un nuovo anno scolastico e di certo sarà capitato anche a te di trovare proposte, pubblicità, inviti e quant’altro per i propri figli con Dislessia e Disturbi Specifici di Apprendimento.

In tal senso, vorrei provare a fornirvi una nostra breve guida al fine di risparmiare tempo, denaro e risorse (almeno secondo noi), ecco le 7 cose da conoscere assolutamente.

1- “Con questo risolvi tutti i problemi”. Evitate strumenti e materiali che si propongono come soluzioni immediati per tutti i DSA.

I DSA sono molto complessi, e sono Dislessia (lettura, velocità/correttezza), Disortografia (problemi ortografici), Disgrafia (espressione grafica scrittura), Discalculia (calcoli e fatti numerici), servono strumenti e materiali studiati caso per caso. Trovate quello che serve al caso vostro. La logica “uno per tutti”, purtroppo, in questo caso, non va bene. Ancora meno bene un qualcosa con cui risolvo immediatamente tutti i problemi a scuola.

2- “Efficacissimo per la Dislessia”. Il concetto di efficacia riguarda validazioni scientifiche. Spesso il termine “efficace” viene usato nel marketing per attrarre l’utente. Ciò non toglie che potrebbe essere efficace davvero, invitiamo solo ad essere cauti.

3- “Problemi educativi”, e/o “problemi didattici”. Molti, e sottolineamo, molti genitori hanno con i propri figli problemi educativi o generali di apprendimento. Come anche i bambini con Dislessia e DSA. Ma ciò non ci deve indurre in confusione. Infatti non è affrontando la Dislessia con utilissimi consigli educativi che potete far apprendere meglio vostro figlio. E neppure con semplici ed usuali strategie didattiche che possono andare bene anche con chi non è dislessico. Certo, queste cose aiutano enormemente (noi ne parliamo spesso, qui i nostri consigli educativi), ma la strada maestra è intervenire sul problema reale (una lettura che non si può usare per l’apprendimento in modo comune) e non su fattori, reali ma tuttavia continenti e paralleli.

4- “Interviste e convegni”. Ne esistono di strepitosi, come interviste, convegni ed altro. Anche noi li facciamo girare al fine di divulgare una corretta conoscenza dal problema (qui trovi i migliori). Ma restano fini a se stessi, ovvero semplicemente come attività di sensibilizzazione. Tecnica della sensibilizzazione spesso usata per attrarre sul proprio servizio o associazione l’attenzione di molti. Utili in un primo momento, ma, purtroppo, non sufficienti.

5- “Gruppi di bambini con Dislessia”. Iniziamo con il dire che sono uno strumento molto utile, e consigliatissimo. Unica cosa di cui stare attenti è: cosa ne pensa il bambino? E’ pronto a confrontarsi con gli altri? Il condutture degli incontri è un semplice volontario oppure una persona qualifica ed esperta? Purtroppo, alle volte pur di avere un buon numero si inseriscono tutti i bambini che ne fanno richiesta, senza effettivamente verificare se sia il caso o meno. In più, piccole o grandi realtà associative territoriali, pur di risparmiare, convocano volontari o personale non prettamente qualificato. Potrebbe essere impopolare dirlo, ma sulla salute emotiva dei nostri figli, meglio pensarci bene se fare o non fare un tipo di attività.

6- “Pc a scuola”. Non fatevi prendere dalla foga della soluzione “immediata”, rischiate davvero molto, ecco perché: A) se un bambino non sa ben usare i programmi (magari dopo un percorso di training di autonomia) non lavorerà bene con il Pc e piano piano lo abbandonerà; B) Le difficoltà di apprendimento comportano difficoltà anche con il Pc, dunque se non vi sarà un’adeguata abilità di velocità di lettura o di scrittura su tastiera sarà probabilmente tutto inutile; C) integrazione del bambino con dislessia e del suo Pc in classe: gli altri bambini come si comportano? Lui ne è favorevole? Spesso pur di vendere programmi costosissimi si è disposti a by-passare l’opinione del diretto interessato: il bambino con dislessia.

7- “Esperti in Dislessia e DSA”. Questo richiederebbe un capitolo a parte, lo faremo nei prossimi mesi. Per adesso sottolineamo che per quanto concerne l’aiuto al bambino con Dislessia, fatevi sempre dire con estrema chiarezza quali obiettivi si intende raggiungere e quali sono i tempi. Ad esempio: “obiettivo velocità di lettura, con X materiale, dovremmo osservare un miglioramento già dopo 4/5 mesi”. Oppure ancora “essere autonomo nello studio tramite le mappe, 10 incontri, lavorando con il software Y”.

Non si tratta solo di risparmiare risorse e denaro, e neppure di fare con esattezza la cosa giusta. Si tratta semplicemente di non sprecare la più importante risorsa che abbiamo: il tempo che dedichiamo al bambino con Dislessia e DSA. Quello, mai più nessuno ve lo potrà restituire.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti.


Ho scritto un libro per voi con tutti i miei consigli, si chiama “Nostro figlio è dislessico”, manuale di autoaiuto per genitori con figli con Dislessia e DSA, lo trovi QUI.

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Cosa dire al bambino con Dislessia?

Semplicemente la verità: l’importante è che la si dica in modo semplice.

Una buona strategia è quella di far leva sulle caratteristiche positive e negative di ognuno.

«Ogni bambino è bravo in qualcosa, tu sei molto bravo a giocare a calcio, ballare, smontare gli oggetti, conoscere tutti i nomi di… (ecc.); molti tuoi compagni di scuola tutto questo non sanno gl story 3farlo. Nonostante ciò, come ti rendi conto anche tu, hai delle difficoltà quando leggi/scrivi/fai i calcoli. Ecco, questa tua fatica si chiama dislessia (o qualsiasi altro DSA). Ovvero, hai una buona intelligenza come e più degli altri. Nonostante ciò, sono però molte le persone che, malgrado a scuola abbiano avuto molte difficoltà come te adesso, nella vita sono riuscite a dare il meglio di sé. La dislessia, infatti, è molto comune: anche molti altri tuoi compagni potrebbero essere dislessici ma non saperlo.»

Tratto da “Nostro figlio è dislessico”, lo trovi QUI.

 

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5 Punti di forza cardinale nella Dislessia

Tra rimproveri, difficoltà e compiti mal eseguiti, appare necessario andare a scovare le qualità di uno studente con Dislessia, e questo lo si può fare solo in due modi:

a) Dopo una buona valutazione diagnostica, la quale non si limiti a dei semplici “test” (ne abbiamo parlato qui), ma che indichi nel dettaglio cosa ha il soggetto e come poterlo aiutare;

b) Osservare lo studente nello studio ed incentivare ciò in cui va già bene, in quanto molto spesso si mettono in atto strategie naturali al fine di aggirare le difficoltà.

Secondo la nostra esperienza, come séguito all’articolo “Abilità sviluppate grazie alla dislessia“, ecco cinque importanti punti di forza nella Dislessia:

1 – Abilità visive.

Sfruttate le mappe concettuali. Queste permettono l’apprendimento di un contenuto attraverso il canale visivo. Ricordiamo che le stesse possono essere usate durante le interrogazioni come previsto dal PDP e normativa vigente per DSA. Ma ciò con cui riusciamo ancor meglio a far emergere le abilità visive dello studente con dislessia, è di certo attraverso l’uso dei video per l’apprendimento. Dunque, impariamo ad usare siti come OVO, Rai Cultura e Rai Scuola dove troviamo video didattici per tutte le classi.

2- Concentrazione sui contenuti degli argomenti.

Una delle tecniche più efficaci (e nonché la più discussa e controversa) è quella della lettura del testo da parte dell’insegnante, del genitore o sintesi vocale. I normolettori leggono e comprendono, e dunque non posso spendere le proprie risorse cognitive interamente nella comprensione, ma parte di esse, devono essere dedicate alla lettura di decodifica. Nella dislessia ciò può non avvenire, dunque lo studente dislessico ha la possibilità di immergersi completamente nel contenuto di ciò che viene letto o spiegato. Vi è anche la situazione in cui bisogna prendere appunti durante la spiegazione. Succede la stessa cosa: mentre gli altri devono prendere appunti (transcodifica ortografica) ed in più anche comprendere, il soggetto con dislessia può concentrarsi interamente sui contenuti illustrati. Ciò a patto che il docente (come spesso previsto nei PDP), fornisca poi delle risorse audio o cartacee ridotte (come delle mappe) della spiegazione effettuata.

3- Conoscenza degli strumenti compensativi informatici.

Lo studente dislessico, spesso a sue spese di tempo e fatica, ai fini di una propria autonomia allo studio, è necessario che apprenda alla perfezione software e strumenti informatici (come sintesi vocali e mappe concettuali, qui una nostra risorsa gratuita). Le mappe concettuali, scrivere veloci con il computer, fare sintesi delle lezioni ascoltate, e tanto altro, è l’ordinaria amministrazione per gli studenti eccellenti delle Università. Infatti, accade proprio all’Università che ciò per tutti sarà nuovo ma necessario, per gli studenti con Dislessia sarà già conosciuto ed automatico. Insomma, uno studente con dislessia all’Università ha la possibilità di essere un passo avanti.

4- Uso di strategie alternative, utili per tutta la classe.

Qui vi è un esempio con il contafacile per la Discalculia, qui un altro esempio con la “Strategia della cardinalità”. Sono solo alcuni dei tanti esempio di come strumenti e strategie utilizzate per i Distrubi Specifici di Apprendimento risultato efficaci, utili e funzionali per tutti gli alunni della classe.

5- Motivazione alla riuscita.

Su Autostima e Dislessia ne parleremo sempre di più in futuro (qui alcuni articoli), quello che vorremmo però sottolineare è che comunque sia la Dislessia che i DSA rappresentano delle reali difficoltà nelle attività scolastiche e quotidiane. Dunque, se da un lato abbiamo il rischio reale di avere delle cadute nella stima di sè, dall’altro abbiamo la possibilità che ogni individuo che supera una sua difficoltà ottiene un grande risultato, ovverosia il premio di essere maggiormente resiliente alle difficoltà della vita.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Abilità sviluppate grazie alla Dislessia

Una migliore visione periferica e la capacità di dare un senso a enormi quantità di dati visivi: sono solo alcune delle abilità che possono essere sviluppate con la Dislessia.

Le difficoltà legate alla Dislessia ed ai Disturbi Specifici di Apprendimento sono sotto i nostri occhi ogni giorno. Dalle difficoltà di decodifica della lettura, ortografia, grafia e calcolo, sino ad arrivare agli aspetti emotivi, come la scarsa Autostima, ansia ed altri aspetti emotivi.

Nonostante ciò, alcune ricerche, mostrano delle osservazioni rilevanti e positive, vediamone alcune.

Migliore visione periferica. Anche se i ragazzi con Dislessia sono meno bravi nei dettagli (come l‘inversione delle lettere), ma più acuti nel percepire ciò che accade tutto intorno al proprio campo visivo, dunque cogliere più rapidamente uno schema nel suo insieme.

Escher-Relativity
Le scale impossibili di Escher (Fig. 1).

Nella Figura 1 troviamo “Le scale impossibili di Escher”, tramite le quali, la Psicologa Catya von Càrolyi, in una sua ricerca indica come i soggetti con Dislessia siano più  veloci degli altri ad identificare quali scale siano “possibili” e quali invece “impossibili”. I lettori tipici, invece, hanno bisogno di un terzo del tempo in più.

Gli studi di Schneps (pubblicate su Bulletin of the American Astronomical Society), indicano che gli astrofisici con Dislessia hanno alle volte superato i colleghi nell’individuazione degli schemi che indicano i buchi neri.

Ancora ricerche di Schneps hanno indicano come, mostrando delle immagini sfocate, gli studenti con dislessia siano più bravi a coglierne le informazioni contenute meglio dei normolettori.

Altri punti di forza sono la capacità di memorizzare per immagini; fare collegamenti non convenzionali; creatività e produzione di nuove idee.

Il cosiddetto “genio creativo” dei bambini con Dislessia lo trovate anche in uno dei 7 buoni libri sulla Dislessia.

Tali ricerche, insieme alla nostra esperienza, ci permettono di capire come dunque sfruttare questi punti di forza. Continua a leggere I 5 Punti di forza cardinale nella Dislessia.

Con un cordiale saluto.

Dr. Gianluca Lo Presti


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Bibliografia consultata.

Annie Murphy Paul, (2012) “Il lato buono della dislessia”. Internazionale 936. 17 febbraio 2012. Pg. 94.

3 tipi di comportamenti negativi nei bambini: ecco come gestirli.

1- Esempi di comportamenti non adeguati

  • Protestare di fronte ad un divieto in maniera esagerata.
  • Fare dispetti a fratelli, amici o compagni.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Ignorateli.

Sembra essere una buona scelta, perché spesso vostro figlio assume questi comportamenti per attirare la vostra attenzione o per ottenere una cosa specifica che gli interessa in quel momento.

All’inizio tali comportamenti tenderanno ad aumentare per frequenza e intensità: è importante che voi non cediate, altrimenti dovreste ricominciare daccapo. Dopo qualche tempo, il comportamento disfunzionale diminuirà fino a estinguersi; sarà importante che insegniate al bambino strategie più adattive e funzionali per chiedere attenzione, esprimere richieste e superare la frustrazione dovuta a una risposta negativa.

Quando vi capita di essere molto stanchi e pensate di non riuscire a tollerare le proteste di vostro figlio, è preferibile che diciate un “sì” subito (laddove sia possibile), piuttosto che un “no” iniziale seguito da un “sì” che arriva, per sfinimento, dopo i suoi vari capricci. In quest’ultimo caso, il bambino imparerebbe che basta “alzare il tiro” per farvi desistere.


2- Esempi di comportamenti mediamente gravi

  • Disobbedire.
  • Utilizzare un linguaggio volgare.
  • Rifiutarsi di fare una cosa richiesta.
  • Dire bugie.
  • Trascurare gli incarichi che ricopre all’interno della famiglia.
  • Prendere una nota a scuola.
  • Non svolgere i compiti scolastici.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Togliete al bambino delle cose piacevoli.

Esistono due strategie: il costo della risposta e il time-out.

1. Costo della risposta
Il bambino perde un privilegio o un premio promesso o un’attività piacevole. Il costo dell’azione negativa deve essere stabilito in precedenza da voi e condiviso con il bambino, in modo che sappia a cosa va incontro.

2. Time-out
Fate sedere il bambino su di una sedia, zitto e tranquillo, per alcuni minuti (uno in meno rispetto agli anni del bambino), senza che s’impegni in nessuna attività e senza che possa lasciare la sedia. Se il bambino non obbedisce a una richiesta, avvertitelo che, se non lo farà, dovrà sedersi sulla sedia per alcuni minuti. Bisogna che il bambino capisca qual è comportamento scorretto e che abbia la possibilità di comportarsi bene. Se il bambino, a questo punto, non obbedisce, fatelo sedere e cominciate a calcolare il tempo. Se si alza, ditegli che il conteggio del tempo ricomincerà daccapo.  Se reagisce in modo aggressivo o comunque si rifiuta di stare seduto tranquillo per il tempo stabilito, utilizzate la strategia del costo della risposta o una punizione (cfr. più avanti) e fate ripartire il conteggio del tempo. Non sospendete mai la procedura. Dovere avere il controllo della situazione. Per un bambino, avere un adulto che decide al suo posto cosa si può o non si può fare, al contrario di quello che può sembrare, significa sentirsi sicuro, sollevato e libero, perché c’è qualcuno che decide per lui e che si assume la responsabilità di queste decisioni. Al termine della procedura, ripetete la richiesta al bambino: se la esegue, lodatelo, se non la esegue, ripetete il time-out. Attraverso questo metodo insegnerete anche al bambino a calmarsi e a controllare le proprie reazioni emotive: con il tempo, basterà solo l’avvertimento per ottenere il comportamento richiesto.

Se per voi è troppo faticoso agire nei modi descritti, perché i comportamenti lievemente e mediamente negativi sono troppi, sceglietene pochi su cui insistere e concentrarvi; l’importante è che lo facciate con continuità e coerenza e in accordo col partner.


3 – Esempi di comportamenti molto gravi

  • Aggredire fisicamente e verbalmente gli altri.
  • Fare cose pericolose o distruttive.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Ricorrete ad una punizione.

Questi comportamenti non possono mai passare inosservati. È possibile pensare a una punizione, cioè sottoporre il bambino a una situazione che per lui sia spiacevole, senza manifestare però aggressività verso di lui.

È importante, che, insieme alla punizione, rinforziate altri comportamenti positivi del vostro bambino. Ad esempio, se ha rotto intenzionalmente un oggetto, lodatelo quando mostra cura per altri oggetti oppure dategli la possibilità di rimediare al gesto distruttivo (per esempio riparando l’oggetto o ricomprandolo con i soldi della propria paghetta, laddove sia possibile) e lodatelo per questo. Vostro figlio deve poter avvalersi di esempi di comportamenti positivi e deve poter rimediare, in qualche modo, ai propri errori, in maniera che non abbia un’immagine prevalentemente negativa di sé.

(Fonte qui).


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Le 6 regole più importanti nell’educazione dei bambini.

Non esistono manuali per essere bravi genitori, serve solo esperienza.

Ed è proprio sull’esperienza vincente di altri che nascono questi sei consigli. Non è semplice, ma neppure impossibile.

  1. Ponete la vostra attenzione soprattutto sui comportamenti positivi.
  2. Vostro figlio manifesterà più facilmente un certo tipo di comportamento, se sa che in seguito sarà premiato con qualcosa di piacevole.
  3. Individuate pochi comportamenti importanti da gratificare regolarmente. È importante individuare un comportamento che il bambino già ha presentato altre volte – che può costituire una sua area di risorsa interiore – ma che ancora non si presenta nella misura e con la frequenza da voi ritenuta opportuna.
  4. Le ricompense immediate sono molto efficaci. Tra le ricompense, prediligete piccoli privilegi, apprezzamenti o attività, piuttosto che dei giochi o del cibo. Cambiate spesso il tipo di ricompensa, per non annoiare il bambino e fornirgli nuovi stimoli.
  5. Per abituare vostro figlio a un impegno più duraturo nel tempo, potete preparare con lui un calendario su cui contrassegnare – con delle stelline, delle faccine o degli adesivi – i comportamenti positivi, in modo che possa sempre vedere i suoi successi. Dopo un certo numero di punti, potrete ricompensarlo con un premio leggermente più grande.
  6. Non dimenticatevi mai di tener fede alle ricompense o ai provvedimenti stabiliti.

(Fonte articolo qui).


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La cosa più importante nei DSA

Per chi ci segue parliamo delle guide più importanti da conoscere se si ha un figlio/alunno con #Dislessia e #DSA. Passando dai test al potenziamento e per DSA, sino al modo di approcciarsi per sostenere la motivazione e l’autostima.

Per chi ci seguirà, non ci fermiamo qui. Nuove Guide e Aiuti per DSA ogni mese sul nostro sito web (Se vuoi, iscrivi alla newsletter, qui: http://gianlopresti.voxmail.it/user/register )

gl story 9Ora vorrei dirvi la cosa alla quale teniamo di più.
E’ importante ma non indispensabile che il bambino venga valutato da uno o 10 specialisti, e neppure che gli si facciamo uno o 10 test.
Come compilare una o 10 pagine di PDP. O fare uno o 10 incontri a settimana. E neppure organizzare o partecipare a uno o 10 corsi o convegni.
L’importante è far questo affinché il bambino migliori.
Fare test al di là del punteggio per capire la sua reale difficoltà, comprendere “chi è” lui. Stilare PDP che poi alla fine vengano sul serio rispettati da tutti i docenti di tutte le materie in tutte le fasi scolastiche; organizzare corsi che diano veramente strumenti che aiutino gli studenti e gli insegnanti.

→ INSEGNAMENTO ««Normative, test, corsi, convegni e documenti.
L’importante è che il bambino migliori.
Ecco, cosa conta di più»».

(Se utile, ricordati di condividere).
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Guide e Aiuti per Dislessia e DSA
Gianluca Lo Presti